"Non si è ancora spento l'eco del successo nè è venuta meno la magica atmosfera delle due serate che si sono svolte a Russi nella corte di Palazzo San Giacomo, appuntamenti fissi ormai da anni nel calendario del Ravenna Festival, la prestigiosa rassegna di respiro internazionale organizzata dalla Signora Cristina Mazzavillani Muti. Numeroso è stato il pubblico, russiano e non, che ha assistito agli spettacoli nella splendida e surreale cornice del maestoso Palazzo" fanno sapere dall' associazione Clan-Destino. "Già la Sig.ra Muti aveva lanciato un appello per salvare questo luogo che peraltro si trova in area a Protezione Speciale europea ed in prossimità dell'Area Archeologica della Villa Romana, una delle ville più importanti e meglio conservate del Nord Italia; se venisse autorizzata la costruzione dell'inceneritore ex Eridania, di fatto il sito di San Giacomo verrebbe "schiacciato " ed investito da inquinamento, rumori, vibrazioni, e dai cattivi odori, conseguenza di quel tipo di attività industriale, precludendo quindi la futura possibilità di accogliere eventi culturali di così alto livello".
mercoledì 7 luglio 2010
NELLA BOCCIOFILA DEL PD, OLTRE IL SENSO DEL RIDICOLO
In questa caldo inizio di Luglio, nella bocciofila del Pd si susseguono i deliri di una classe dirigente sconfitta dagli elettori che cerca di resistere abbarbicata ai suoi antichi rituali e alle consuete litanie. Comincia il segretario Pierluigi Bersani: “Non si può lasciare il Paese in questa situazione. Se la maggioranza non ce la fa, se non ce la fanno, bisogna pensare a qualche altra ipotesi”. Lo segue a ruota il vicesegretario Enrico Letta: “La maggioranza non c'è. Ora la parola al capo dello Stato”. Prova a buttare l’esca sulle intercettazioni Dario Franceschini: “Potremo votare a favore di quegli emendamenti presentati dai deputati finiani che tendono a migliore il testo”. Davvero straordinari! Tre sconfitti dagli elettori che si propongono come guida del ribaltone di palazzo. Tutti ricordiamo come questi tre siano stati cacciati dal governo del Paese non da inciuci di palazzo ma da un chiaro ed esplicito risultato elettorale, confermato, oltre che a livello nazionale, anche a livello locale, dove il PD ha perso tutte (tutte!) le elezioni in questi due anni, perfino del paese natale di Bersani, Bettola (titolava in quei giorni il Corriere della Sera: “Tre voti su quattro, 75 per cento. Il centrodestra ha stracciato l’Unione nel paese natale del ministro Pier Luigi Bersani: Bettola, nel piacentino”). Così come tutti ricordiamo il grande lavoro di Enrico Letta per creare (non per eliminare) le tre nuove provincie di Monza e Brianza, Fermo, Barletta-Andria-Trani. Si, perché fu lui a garantire i fondi nel decreto Milleproroghe approvato all’inizio del 2007 dal Governo Prodi, di cui era sottosegretario di Stato, per queste tre nuove provincie.
lunedì 5 luglio 2010
PESSIMO L’USO CHE L’AMMINISTRAZIONE FA DEI SUOI POTERI
"Nella seduta consiliare del 1° luglio scorso il nostro gruppo Lega Nord - Pdl ha avuto l'ennesima prova del pessimo uso che l'Amministrazione fa dei suoi poteri a Bagnacavallo. Infatti ieri in Consiglio Comunale è stata votata la mozione di sfiducia al Presidente Zanelli come primo punto all'ordine del giorno. La seduta si è aperta con un acceso dibattito nel quale il Presidente, anziché scusarsi per il comportamento tenuto nella penultima seduta del Consiglio, ha peggiorato la situazione sostenendo che 'il berlusconismo ha causato gravi danni nella testa delle persone della sua parte politica'".
"Nel tentativo, fallito, di rimediare ha aggiunto che capisce perché il capogruppo Zannoni è del Pdl ma non capisce perché l'ideologia del Pd sia stata danneggiata dalla politica di Berlusconi. Lasciamo i commenti ai posteri... - continua il gruppo Lega Nord-Pdl di Bagnacavallo -. Non sta certo a noi della Lega entrare nel merito del berlusconismo e dei presunti danni causati addirittura al Pd, ma qui il punto è un altro: Come può un Presidente di un Consiglio Comunale esprimersi in questi termini, quando il suo ruolo deve essere "super partes"? Inoltre affonda sia chi ha votato per Belusconi sia la sinistra".
Sempre ieri è stato messo in votazione il regolamento sulla gestione dei procedimenti amministrativi, un aggiornamento reso necessario da una legge dell'anno scorso, che ha appunto dato un anno di tempo alle Amministrazioni per adeguarsi. Il termine per l'approvazione scade il 3 luglio, quindi grande fretta, "bisogna approvarlo subito". Lo strumento è utilissimo per i cittadini, poiché fissa dei termini massimi entro cui l'Amministrazione Comunale debba dare loro le risposte. Peccato però che nel documento mancassero "solo" le tabelle indicanti proprio questi tempi! Sembra una barzelletta, ma è proprio così. L'Assessore "competente" non ha nemmeno presentato l'argomento, lasciando l'amara
CURIOSITA’: COGNOMI LOCALI PIU’ DIFFUSI A BAGNACAVALLO
| Vi sono a Bagnacavallo | Cognome |
| 180.00 | Minguzzi |
| 156.00 | Baldini |
| 148.80 | Foschini |
| 112.80 | Ballardini |
| 108.00 | Sangiorgi |
sabato 3 luglio 2010
IL CONSIGLIO APPROVA O.D.G. SULLA MANOVRA RICHIESTA DALL’EUROPA, IL PDL E LA LEGA LASCIANO LA SALA
QUANTA DEMAGOGIA, C’E’ TANTO DA TAGLIARE ANCHE A BAGNACAVALLO
Il consiglio comunale di Bagnacavallo, nella seduta di ieri, ha approvato un ordine del giorno sulla manovra correttiva dei conti pubblici, con 11 voti favorevoli (gruppi Pd e Rifondazione - Partito dei Comunisti Italiani) e due astenuti (lista civica Bagnacavallo Insieme). Prima della discussione sono usciti dalla sala i gruppi Lega Nord-Pdl e Uniti per Bagnacavallo. Il consiglio comunale a maggioranza giudica la manovra come "iniqua, sia dal punto di vista istituzionale che sociale, poco incisiva sotto il profilo delle misure strutturali per sostenere e rilanciare l'economia, l'impresa e il lavoro, non allineata, e per certi versi addirittura contrastante, con gli obiettivi condivisi del federalismo fiscale, del riordino istituzionale, della semplificazione e innovazione della pubblica amministrazione, del contenimento dei costi della politica e del riconoscimento del merito alle amministrazioni locali che operano in modo virtuoso, cooperativo e leale con lo Stato. A parere del PDL, importante che il ministro Tremonti, di fronte alla necessità della manovra per non finire come la Grecia abbia assicurato la disponibilità ad «aprire una discussione sul patto di stabilità» chiaramente a saldi invariati. Se poco o molto lo si vedrà strada facendo in parlamento. Con la manovra e con i decreti attuativi del federalismo. Crediamo che il Comune di Bagnacavallo nelle sue possibilità possa benissimo affrontare i tagli necessari utilizzando al meglio le risorse, ha una Giunta con quattro addetti stampa, partecipa all’Unione dei Comuni delegando tante competenze e mantiene ancora 7 assessori, tantissime spese inutili, in una famiglia quando si sa che ci sono pochi soldi, si comincia a verificare, analizzare, risparmiare e portare così un necessario contributo per eliminare le tante e tante spese superflue non produttive degli enti locali, Comuni, Provincie e Regioni (Errani ha adottato i dromedari nel Shara) che sono tante. Per tale motivi il PDL e la Lega sono usciti dall’aula.
PALLACANESTRO FAENZA, LA DIRIGENZA LASCIA E ACCUSA: “ZERO CONTRIBUTI E POCO CALORE”
Brutte notizie per lo sport faentino: l'Associazione sportiva dilettantistica Pallacanestro Faenza ha diramato un comunicato nel quale dichiara che non si iscriverà nella prossima stagione al campionato nazionale di serie B Dilettanti, "non essendoci i presupposti per proseguire l'attività agonistica ai livelli a cui è giunta nelle ultime stagioni". Il termine per le iscrizioni è fissato per martedì 7 luglio.
La recente storia della Pallacanestro Faenza inizia nell'estate 2006. Davide Balducci, presidente del Basket '95 Faenza, deciso a non proseguire l'attività nel campionato nazionale di serie C1 con il suo club, approfitta dell'occasione offertagli dal Castrocaro Basket, militante in serie B2, alla ricerca a sua volta di un impianto idoneo dove giocare, per creare una fusione sportiva tra le due società. Al nuovo sodalizio cestistico viene concesso il Pala Bubani (ora PalaCofra) come campo da gioco, e un importante aiuto istituzionale che precedentemente era riconosciuto al Basket '95. La squadra nel corso degli anni ottiene sempre ottimi risultati in crescendo stagione dopo stagione, raggiungendo in tutte e quattro le annate sportive i playoff. Nella stagione 2007/08 e in quella 2009/10 la Pallacanestro Faenza raggiunge la semifinale. "Alle porte della stagione 2010/11 - dichiara la società - si è creato questo nuovo scenario. Il Pala Bubani pare non essere agibile per un numero superiore alle cento persone complessive, il precedente contributo istituzionale a causa della crisi non viene più riconosciuto ed inoltre non sono arrivati aiuti dalla città di Faenza. Considerate queste tre situazioni, non si capisce il motivo per il quale l'ingegner Gaetano Mannino (residente a Terra del Sole) e il dottor Pierpaolo Neri (professionista di Forlì), debbano continuare a mantenere in piedi un'attività che non ha mai riscosso il calore sperato nella piazza manfreda, nel corso dei quattro anni precedenti. Anche gli ultimi incontri avuti con le istituzioni locali e alcuni imprenditori del luogo non hanno sortito alcun effetto, non mutando lo scenario". "La dirigenza della Pallacanestro Faenza, analizzata la situazione, ha preso questa decisione, optando di abbandonare l'attività senza recare danni di immagine e di natura finanziaria alle persone impegnate nella società e alla città stessa".
ERRANI GRIDA ALLO SCANDALO PER LA MANOVRA FINANZIARIA MA COMPRA I DROMEDARI PER IL SHARA
I MIGLIORI PIANGANO MA SPERPERANO I NOSTRI SOLDI DI VITTORIO FOA
La premessa è doverosa: l’Emilia-Romagna è una delle regioni più virtuose d’Italia assieme alla Lombardia e al Veneto. Criticarla in modo indiscriminato sarebbe ingiusto, tanto più sapendo che fine fa il denaro pubblico in Sicilia, in Calabria, in Campania. Eppure anche a Bologna, scavando tra le pieghe dei bilanci si scoprono spese anomale, talvolta esorbitanti, incarichi ingiustificati, finanziamenti assurdi; tanti e tali da far apparire perlomeno sproporzionate le grida di dolore del presidente della Regione Vasco Errani di fronte ai tagli imposti dal governo. Sia chiaro: dover rinunciare a 731 milioni di euro non è facile. Ma è sopportabile, anche perché in passato la regione non è stata sempre irreprensibile. Tra un cantiere e l’altro ha sprecato una bel gruzzoletto di milioni. I bolognesi conoscono bene la vicenda della «Terza Torre». È il tormentone cittadino. Trattasi della terza sede della Regione, la cui costruzione fu approvata nell’ottobre del 1993. Costo? Sette miliardi di vecchie lire. «Siamo arrivati a luglio del 2010 e il palazzo non è ancora pronto», osserva il consigliere del Pdl Alberto Vecchi. «Devono ultimare i parcheggi, nel frattempo il conto è più che quadruplicato a 28,5 miliardi di vecchie lire, pari a quasi 15 milioni di euro». Uno spreco, che ne ha generato uno ancor più grande. Quello degli affitti. Non essendo utilizzabile la Terza Torre, la Regione è stata costretta a rinnovare la permanenza nelle sedi provvisorie in altre parti della città. Con un costo per pigioni, nel 2009, risultato pari a 50 milioni di euro, 30 in più rispetto all’anno precedente. Il tormentone dei cittadini di Ferrara si chiama Cona, il nuovo ospedale. Nuovo si fa per dire. È in costruzione da vent’anni e verrà ultimato, forse, nel 2010. Vent’anni, un’eternità per una struttura sanitaria, che rischia di nascere già vecchia. Al costo di 285 milioni di euro. Cose che capitano quando c’è di mezzo la Sanità. L’Asl di Forlì è sotto indagine per un buco di 60 milioni di euro, quella di Modena per 15, mentre il Pdl chiede chiarimenti sul Laboratorio unico di Area Vasta Romagna, che sarebbe dovuto costare 42 milioni di euro e che invece nel richiederebbe 55, ben 13 in più. Sempre a carico della regione. Errani ha annunciato proprio pochi giorni fa la riduzione del 10% della propria indennità e di quella dei suoi assessori; inoltre si è impegnato a sforbiciare del 20% le spese per consulenze, missioni, incarichi. Un bel gesto, che va nella giusta direzione. Ma potrebbe essere più sostanzioso, se la Regione si decidesse a diserbare la boscaglia dei finanziamenti talvolta micro e talvolta macro a enti, associazioni o per finalità perlomeno discutibili.
L’Emilia-Romagna, ad esempio, spende due milioni di euro per «trasmissione d’informazioni»; devolve 3,1 milioni all’Ervet ovvero l’Ente per la valorizzazione economica del territorio; dona quasi 10 milioni all’Agenzia regionale prevenzione e ambiente (Arpa), pur avendo una direzione generale che già si occupa di tutela del territorio. E sembra avere un debole per l’immobiliare. Affitta, ma compra anche. E tanto, edifici e strutture per 32 milioni di euro, come ha rilevato in un’interrogazione il capogruppo della Lega Mauro Manfredini. Anche l’assemblea legislativa, di solito attenta, si concede qualche stravaganza. Come i 200mila euro per il servizio facchinaggio e gli 1,3 milioni per alimentare il fondo per migliorare l’efficienza dei servizi, che ben si abbinano ai 20mila euro stanziati dalla giunta per finanziare l’acquisto di dromedari da latte per le popolazioni del Sahara, ai 70mila a favore di una Cooperativa agricola a Cuba e ai 300mila euro per educare la popolazione alla pace.
La Regione, che spende 5 milioni all’anno per rinnovare il parco auto, continua a sostenere la Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo e l’Osservatorio per l’educazione stradale e la sicurezza, nonché altri fantasiosi enti. Ognuno col suo obolo, naturalmente, con conseguenti finanziamenti. Sommateli agli sprechi nel campo della sanità, agli edifici eternamente in costruzione, alle operazioni immobiliari, si giunge a un totale di oltre 500 milioni in spese inutili o per lo meno dubbie. Conti ipotetici, si dirà. Vero. Ma indicativi. Sottraeteli a 731 milioni di euro «scippati» dal governo. E il costo della stangata si riduce a poco più di 200 milioni. Tanti, ma non abbastanza per affamare una regione grande ed efficiente come l’Emilia-Romagna. Talmente efficiente che, se volesse, potrebbe tagliare il superfluo per salvare l’essenziale.
LA PROVINCIA NON RISPONDE: COSA SUCCEDE A “PONTE LUNGO” E AL “LICEO DI LUGO”
ORMAI DA DUE MESI ATTENDIAMO NOTIZIE
L’otto maggio 2010 abbiamo segnalato che i lavori al “Ponte Lungo” nella s.p. 302 (Brisighella) erano sospesi, dopo due mesi la Provincia non ha risposto né in consiglio Provinciale né con un comunicato stampa. Andando nel cantiere un mese fa, appresi dal responsabile del cantiere, che i “lavori erano sospesi dal 24 dicembre 2009 per motivi meteorologici e per problemi amministrativi con l'Amministrazione Provinciale e che la ditta era in attesa di risposte chiare dalla Provincia” (parere personale: una risposta troppo generica che nasconde qualcosa di molto eclatante.) A mio avviso l’Impresa aveva fatto delle richieste economiche significative. Sembra che la Provincia abbia in corso una gara di appalto per eseguire “lavori urgenti” per mettere in regola le fondazioni, rimaste scoperte dal dicembre 2009. Perché non è stata incaricata la ditta che ha vinto l’appalto agli stessi prezzi della perizia e poi decidere eventualmente cosa fare (nuovo appalto agli stessi prezzi, contenzioso, ecc.).
L’’importante era ed é mettere in sicurezza le fondazioni di Ponte Lungo scoperte dal 24 dicembre 2009!
Nel frattempo il consigliere regionale Bazzoni ha presentato un’interpellanza in Regione (perché ha finanziato il progetto).
Auspico che non succeda quanto sta avvenendo come per il Liceo Scientifico di Lugo, il 30 giugno 2010 la causa è andata in Tribunale a Ravenna per la nomina dei periti e, quindi tempi lunghissimi con una prima spesa a carico dell’amministrazione provinciale di 10.000 euro solo per le spese legali, e certamente con una scuola che il 12 settembre non aprirà.
Presidente Giangrandi, assessore Fiorentini, attendiamo notizie in merito.
Visto quanto successo a Brisighella con l’esperienza sul “terremoto lavori pagati e non eseguiti a conoscenza di tutti amministratori e apparato comunale”, desidero nuovamente segnalare pubblicamente se il “Ponte Lungo” é:
1. Sicuro sotto tutti gli aspetti!
2. Gli amministratori della Provincia e l’apparato amministrativo cosa aspettano d’intervenire se è vero che i lavori sono sospesi dal 24 dicembre 2009!
Vincenzo Galassini Capo Gruppo FI-PDL Provincia di Ravenna
venerdì 2 luglio 2010
LIBERTA’ DI STAMPA, DA ROMA A CONSELICE
TANTE ADESIONI MA CHIARO L’ARTICOLO DISANSONETTI (EX DIRETTORE LIBERAZIONE)
Da Il Riformista, a firma Piero Sansonetti “La protesta fuori tempo e fuori luogo”E così i giornalisti italiani, domani, daranno questo bello spettacolo: sfileranno uniti, senza distinzioni di colori politici, per protestare contro una legge che non c'è, che non è imminente, che probabilmente non ci sarà mai, che comunque non è affatto importante, e che però - casomai ci fosse - darebbe un briciolo di fastidio alla categoria. Una volta si diceva: alla "corporazione". Sapete cos'è una corporazione? Una specie di Lega di mutuo soccorso che tiene insieme tutti gli appartenenti a una certa professione. Possibilmente a una professione potente. La corporazione dei medici, degli architetti, dei giudici, dei giornalisti. Tra tutte le corporazioni, quella dei giornalisti è la più potente, perché controlla, o comunque influisce sui giornali e sulle tv e dunque può determinare le fortune o la disgrazia dei gruppi politici.
La corporazione dei giornalisti usa con disinvoltura questo suo potere, e riesce spesso a deviare il corso della politica e delle leggi. Lo ha fatto anche stavolta. Domani […] assisteremo a un fenomeno surreale: tutti i giornalisti, da Feltri a Travaglio, da Scalfari a Belpietro, dal sindacato Rai ai direttori e ai redattori di Stampa e Corriere di Libero e del Fatto e tutti gli altri - seguiti da una gran fanfara di televisioni, telegiornali, giornali, speciali, radio, eccetera eccetera - occuperanno la piazza per dire: no alla svolta autoritaria.
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