giovedì 6 dicembre 2012

FORZA ITALIA C’E’


IN TREMILA FIRMANO CONTRO ANTONIO INGROIA CHE DIFFAMA IL MOVIMENTO AZZURRO. SUCCESSO OLTRE OGNI ASPETTATIVA. LO SPIRITO DEL 1992 NON MUORE MAI. 
È più che una adesione. La quantità di firme che riceviamo per aderire alla causa civile contro il pm Ingroia che ha sostenuto il parallelo mafia-Forza Italia senza portare uno straccio di prova, dimostra che il partito delle libertà è tutt'altro che morto.  Ringrazio i lettori che stanno aderendo all'iniziativa e sono certo che non siamo davanti a una operazione nostalgia. È la prova che l'orgoglio di appartenere a un progetto politico a suo modo rivoluzionario è ancora vivo, al di là delle delusioni contingenti. Il fiume di firme dimostra che gli elettori sono meno depressi e rassegnati della classe politica che li rappresenta. Forza Italia, e tutto ciò che rappresenta, è ancora viva. Peccato che nessuno, nel partito, se ne renda conto. L'elenco dei sottoscrittori, che non riusciamo a smaltire in diretta quotidiana, meriterebbe una riflessione in queste ore convulse sul futuro del centrodestra. Non servono operazioni ardite, inutile perdersi in alchimie politiche per lo più incomprensibili e che, sono convinto, lasceranno il tempo che trovano in quanto a risultati. La soluzione sarebbe più semplice di quanto si pensi se solo qualcuno avesse il coraggio della semplicità: Forza Italia, meno Stato e più libertà. Dietro ognuna di quelle firme c'è gente ancora disposta, nonostante i fallimenti patiti, a scommettere che è possibile. E dopo la sconfitta di Renzi (ti prego sindaco, non mollare e vai avanti che il futuro ti appartiene) le alternative si sono ristrette, direi annullate. Per questo mi piacerebbe che Silvio Berlusconi desse un occhio agli elenchi che ogni giorno pubblichiamo. Dietro ogni nome ci sono italiani per bene che chiedono aiuto. Che facciamo, presidente, li lasciamo soli? Alessandro Sallusti

martedì 4 dicembre 2012

INGROIA DIFFAMA FORZA ITALIA: CAUSA COLLETTIVA DEL “GIORNALE”


PER IL MAGISTRATO IL PARTITO E’ STATO FONDATO DALLA MAFIA. RIDOLFI, BAZZONI, GALASSINI  TANTI MILITANTI SI SENTONO OFFESI E HANNO ADERITO ALLA CAMPAGNA PROMOSSA DAL GIORNALE, PER FARE UN’AZIONE CIVILE. ADERISCI ANCHE TU! Vai a SABATO 1 Dicembre trovi i dati per aderire.

SERVE UN CENTRODESTRA ALTERNATIVO A PALUDE CENTRISTA



Mi meraviglio che ci sia ancora qualcuno che, dopo le dichiarazioni di ieri di Casini, si mostra convinto della possibilità di realizzare un'alleanza con l'Udc, il centro e lo stesso Monti contro una sinistra ridipinta come estremista e succube di Vendola. Non e' così: il centro di Casini e lo stesso Monti non sono neppure sfiorati dalla possibilità di rimettere in campo un'alleanza di centrodestra, mentre dobbiamo prendere atto che nonostante l'alleanza tra Bersani e Vendola la sinistra appare profondamente cambiata dopo il risultato ottenuto da Renzi''. Lo dichiara in una nota Sandro Bondi.: ''Perciò abbiamo una sola strada da percorrere: quella di un profondo cambiamento del centrodestra, mettendo in campo un'alternativa credibile alla palude del centrismo, alle terapie economiche sbagliate di Monti e ad una sinistra che e' non più quella di prima''.

UNIFICAZIONE AMMINISTRATIVA DELLE AUSL, PDL: “PERCHE’ A BOLOGNA NO?


SIAMO MOLTO PREOCCUPATI DA QUESTA IMPOSIZIONE UNILATERALE DELLA REGIONE AI DIRETTORI GENERALI DEL SOL OTERRITORIO ROMAGNOLO, CHE APPARE SEMPRE PIU’ UNA COLONIA DI BOLOGNA CHE CONTINIUA INVECE A MANTENERE INTATTE LE SUE TANTE AUSL, NON SUCCEDERA’ COME PER GLI ALTRI OSPEDALI RAVENNATI”
L'ex Direttore Generale dell'Ausl Ravenna, nonché ex coordinatore di Area Vasta Romagna Tiziano Carradori, non appena ricevuta la nomina a Direttore Generale dell'Assessorato alla Sanità, con propria nota "ha vergato una integrazione unilaterale ai contratti di lavoro dei Direttori Generali delle AUSL di Forlì, Cesena Rimini e Ravenna, finalizzata ad ottenere entro il 1.01.2013 l'elaborazione di progetti di unificazione dei servizi amministrativi da concludersi e rendersi operativi entro il 30.06.2013".  "Siamo molto preoccupati da questa imposizione unilaterale dettata dalla Regione ai direttori generali del solo territorio Romagnolo, che appare sempre più una colonia di Bologna che continua invece a mantenere intatte le sue tante AUSL", dichiarano all'unisono Luca Bartolini e Stefano Gagliardi rispettivamente Consigliere Regionale e Coordinatore Provinciale di Forlì-Cesena del PDL. "Ci diranno forse che con la Provincia unica di Romagna serve una AUSL unica di Romagna. Bene. Allora, di pari passo, deve partire contestualmente anche il processo di fusione delle quattro AUSL della nuova città metropolitana di Bologna. Non solo, se questa è l'impostazione, dovrà essere ricompresa anche quella del comprensorio di Imola, la fusione delle tre AUSL della nuova Provincia di Piacenza e Parma e l'obbligo di accorpamento delle tre AUSL della nuova Provincia di Modena e Reggio. Stesso discorso per le due Aziende di Ferrara".

“ERA GIUSTO PROVARCI, E’ STATO BELLO FARLO INSIEME


lunedì 3 dicembre 2012

BAZZONI: “L’ARRESTO ED IL PROCESSO PER DIRETTISSIMA A SALLUSTI SONO LA RAPPRESENTAZIONE DELLA VERGOGNA DI UNO STATO CIVILE”



Voglio esprimere grande solidarietà al direttore Sallusti per la brutta pagina che si sta compiendo oggi con il processo per direttissima con l’imputazione di evasione dagli arresti domiciliari. Il caso Sallusti, al di là delle responsabilità che nessuno vuole negare e che erano già state sanzionate in primo grado, è la dimostrazione palese che, quando la giustizia assume questi connotati, si trasforma in vendetta e diventa grottesca. Così come è grottesca tutta la vicenda di un condannato che si vede trasformare ed aggravare pesantemente la pena in appello su richiesta di un PM che non si riteneva soddisfatto; di un tentativo in extremis di non creare un caso, che avrebbe messo in una luce sinistra la magistratura, decretando la pena agli arresti domiciliari pur in assenza di una richiesta del reo; di una situazione infine che ha messo in luce tutta la protervia e l’ipocrisia del nostro sistema, quando, la sinistra del PD non ha permesso che si facesse una legge depenalizzante, il Procuratore ha tentato una forzatura non approvata dai suoi sostituti e Sallusti ha commesso un’evasione di un minuto.
Questo si traduce in un vergognoso secondo processo che, di fatto, getta nel baratro il nostro sistema giudiziario, il sistema politico e l’intera nostra civiltà.
Tutto questo fa piazza pulita di tutte le ipocrite affermazioni e manifestazioni sulla libertà di stampa e sul diritto d’opinione che sono il fondamento di ogni democrazia e che ci avvicinano alle repubbliche islamiche.            Gianguido Bazzoni consigliere regionale PDL

PRIMARIE DEL CENTRO SINISTRA: UN BEL SERRATE LE FILA CHE SANCISCE UNA INDISCUTIBILE VITTORIA DI BERSANI


A RAVENNA – COME IN TUTTA ITALIA – IL VOTO SI CONCENTRA A DIFESA DELL’APPARATO E BLOCCA RENZI SULLE POSIZIONI DEL 25 NOVEMBRE


sabato 1 dicembre 2012

NAPOLITANO SI ALZA LO STIPENDIO. AI 239.192 EURO CHE GIA’ PRENDE, NE AGGIUNGERA’ ALTRI 8.835.


 “Il bel gesto evidentemente non è arrivato. Dopo anni di tagli ai costi della politica, la rabbia popolare e la scure calata anche dal governo di Mario Monti, l’unico a non avere tirato la cinghia nelle istituzioni italiane è Giorgio Napolitano. Certo, nessuno ha osato toccare lo stipendio personale del presidente della Repubblica, aspettando quel bel gesto che non è arrivato. Ma fa impressione scoprire che lo stipendio di Napolitano sarà l’unico in tutto il comparto pubblico ad aumentare nel 2013. La notizia è nascosta fra i trasferimenti del ministero dell’Economia sui costi della politica raccontati dalla tabella 2 allegata alla legge di stabilità”, spiga il vicedirettore di Libero, Franco Bechis, sul quotidiano di venerdì 30 novembre. Dal Quirinale arriva uno schiaffo agli italiani: Napolitano si alza lo stipendio. Nel comparto pubblico, Re Giorgio è l’unico ad aver salvato la paga dalla spending review: nel 2013 ai 239.192 euro che già prende, ne aggiungerà altri 8.835. L’inquilino del Colle ignora la rabbia dei cittadini tartassati e non si cura nemmeno della spending review che investe gli organi dello Stato. E anche le toghe sfuggono ai tagli: Csm, ermellini, Tar e Corte dei Conti potranno spendere di più. Libero

INGROIA DIFFAMA FORZA ITALIA: CAUSA COLLETTIVA DEL “GIORNALE”


PER IL MAGISTRATO IL PARTITO E’ STATO FONDATO DALLA MAFIA. RIDOLFI, BAZZONI, GALASSINI  TANTI MILITANTI SI  SENTONO OFFESI E HANNO ADERITO ALLA CAMPAGNA PROMOSSA DAL GIORNALE, (ONORE A SALLUSTI), PER FARE UN’AZIONE CIVILE. ADERISCI ANCHE TU!
Una balla colossale ma soprattutto un'offesa gravissima all'intelligenza e all'onestà delle migliaia di persone che hanno fatto di Fi una realtà che ha segnato la storia della Seconda Repubblica. Un attacco che non può passare sotto silenzio. Per questo il Giornale - che comunque non è un quotidiano di partito - invita i lettori che si sentono diffamati dall'ultima sparata del magistrato ad aderire a un'azione civile collettiva. Chi volesse aderire all’iniziativa «Sono di Forza Italia, so di non essere mafioso Ingroia mi diffama» scriva a: segreteria@ilgiornale.it. «Io so», ha scritto Antonio Ingroia facendo il verso a Pier Paolo Pasolini, ma senza la stessa verve poetica. E soprattutto senza lo stesso rispetto per l’altrui reputazio­ne: perché Pasolini lanciò una provocazione intellettuale, il magistrato prestato al Guate­mala scaglia accuse infamanti: indicando in Forza Italia il parti­to fondato dalla mafia, ha dato del «picciotto» non solo a chi quel partito ha creato, ma an­che alle migliaia di militanti che hanno reso vivo e radicato nel Paese il partito fondato da Silvio Berlusconi nel 1994. Parole infamanti di fronte al­le quali molti militanti di Forza Italia si sono sentiti insultati. Il Giornale ne condivide lo sdegno e si offre di aggregare il sen­timento condiviso da tante per­sone che con la mafia non han­no mai avuto nulla a che fare e che si sentono orgogliose condi­videre la storia politica di Forza Italia. Tanti altri come Vittorio Sgarbi. E come l’avvocato Liborio Cataliotti, capogruppo del Pdl a Reggio Emilia e tra i primi tesserati azzurri, che si è reso di­sponibile a patrocinare una grande azione civile collettiva, per chiedere conto ad Antonio Ingroia delle sue informazioni senza prove.«Ingroia “sa”?I mi­litanti di Forza Italia sanno che lui non sa niente, che si sbaglia, che infanga dice l’avvocato Cataliotti - e sono pronti a chiede­re al magistrato di prendersi la responsabilità di ciò che dice, accettando quel che vale per chiunque altro: che la reputazione, secondo la legge, è un bene che si può tutelare in tribunale. E la legge, fino a prova contraria, si applica anche ai magistrati scrittori».  Il Giornale dunque raccoglie­rà l’adesione alla causa collettiva di chi ha militato in Forza Italia e si sente diffamato e offeso. Chi volesse aderire all’iniziativa «Sono di Forza Italia, so di non essere mafioso Ingroia mi diffama» scriva a: segreteria@ilgiornale.it.  L’eventuale ricavato dell’azione risarcitoria sarà de­voluto alle vittime della mafia e degli errori giudiziari. Lo studio legale Cataliotti provvederà poi a contattarvi per formalizzare l’adesione:ba­sta una firma. Al resto ci pense­anno Il Giornale e l’avvocato. E un giudice, se in questo Paese esiste ancora la giustiziaRodolfo Ridolfi, Gianguido Bazzoni. Vincenzo Galassini co-fondatori Forza Italia Ravenna

venerdì 30 novembre 2012

PRIMARIE CENTRO SINISTRA, AFFLUENZA IN CALO: RISPETTO AL 2005 PIU’ DI 1 MILIONE DI ELETORI NON E’ ANDATO A VOTARE



I quotidiani nazionali, tra domenica 25 e lunedì 26 novembre, titolavano … Primarie Pd, affluenza record: Bersani e Renzi al ballottaggio. Quasi quattro milioni di votanti. Il segretario del Pd: sono stracontento, giornata magnifica. Il sindaco di Firenze: altro che voti della destra, ho vinto nelle roccaforti rosse. Lo spoglio sta procedendo al rilento, ma al 90% dei seggi già scrutinati non ci sono più dubbi. Affluenza record: oltre 3,1 m milioni di persone.. Il Messaggero
Primarie, affluenza record. Si va verso il ballottaggio  Ampia affluenza alle primarie del centrosinistra. Alle 17.30, secondo il Comitato dei garanti, hanno infatti votato alle primarie 2 milioni e 450mila persone, un po’ meno dei 2,6 milioni di votanti stimati dai renziani intorno alle 16 ma comunque in netta crescita rispetto ai 940mila votanti registrati alle 11. Entusiasmo ed euforia tra tutti i candidati, con gli organizzatori che parlano di «partecipazione straordinaria». Il Sole 24 Ore
 Primarie centrosinistra, affluenza record. Bersani e Renzi vanno al ballottaggio  Il segretario al 44,3%, Renzi al 36,2%. Fra una settimana il confronto. Lunghe code, affluenza tra i 3,5 e i 4 milioni (secondo i renziani) di elettori … Corriere della Sera


 Nonostante queste primarie del 2012 non fossero di partito, ossia finalizzate semplicemente a nominare il segretario del Pd, ma di coalizione, quindi volte a scegliere il leader e candidato premier dell’intero centro-sinistra che ha cambiato nome in “Italia bene comune”, dopo le ultime esperienze di Progressisti, Unione e Ulivo;
  • nonostante il martellamento mediatico attraverso social network e il presunto appeal di alcuni candidati “rottamatori” come Matteo Renzi;
  • nonostante i dibattiti televisivi (vd. SKY), la crisi del centro-destra, la ripresa del centro-sinistra e la corsa alle urne da parte di elettori di centro-destra per votare Renzi;
  • nonostante quanto affermato negli ultimi tre giorni dai media nazionali…
l’affluenza è risultata essere in netto calo
 Le primarie del centro sinistra si sono svolte una prima volta il 16 ottobre 2005, «Primarie dell’Unione»: Romano Prodi vince su Bertinotti ottenendo il 75% dei voti. Ad andare a votare furono 4.311.149 persone. 1 milione in più delle ultime primarie.
  • All’interno del Pd le primarie si sono svolte una prima volta il 14 ottobre 2007. Votano 3.554.169 persone. I candidati alla segreteria del Pd sono Walter Veltroni, poi vincitore con il 75% delle preferenze, Rosy Bindi, Enrico Letta, Mario Adinolfi e Piergiorgio Gawronski.
  • Le successive primarie del Pd si sono svolte il 25 ottobre 2009, con tre candidati: il segretario uscente Dario Franceschini, Pierluigi Bersani e Ignazio Marino. Vince Bersani con il 53% dei voti, staccando Franceschini fermatosi al 34%. Affluenza inferiore al 2007: 3.102.709 partecipanti.

 A cura di Renato Brunetta