sabato 6 aprile 2013

IL PAR DEL LAZIO CI IMPONE DI MANTENERE “ROM” ANCHE SE HANNO CONTI CORRENTI MILIONARI ACCERTATI



Una volta i rom pagavano la loro riluttanza a radicarsi sul territorio e la loro vocazione al vagabondaggio adattandosi a vivere in tuguri e roulotte fatiscenti e malsani, privi di servizi essenziali come acqua corrente, luce, gas e fognature ed i bambini erano indirizzati all’accattonaggio, agli scippi ed ai furti, anzichè verso la scuola dell’obbligo. Ma adesso le cose sono profondamente cambiate. Per venire incontro alle esigenze dei rom, molte città italiane hanno affrontato spese ingenti per realizzare degli insediamenti attrezzati dotati di ogni servizio e ben collegati con i centri abitati, in cui la vita possa svolgersi a livello di dignitoso anche per chi non ha una residenza, una cittadinanza e non dispone di un reddito certo. Solo a Roma sono ben sette i villaggi attrezzati realizzati dal Comune, a spese dei contribuenti, in sostituzione delle baraccopoli e localizzati a stretto ridosso della capitale. In questi siti vivono migliaia di rom ufficialmente nullatenenti, nessuna casa o terreno posseduti, neanche un’auto di proprietà e, naturalmente, nessuna fonte di reddito dimostrabile. Una condizione che aveva permesso loro di rientrare tra quelli con i requisiti in ordine per poter usufruire dell’assistenza alloggiativa gratuita in tali villaggi attrezzati, secondo quanto previsto dal dipartimento delle politiche sociali di Roma Capitale per questa categoria di soggetti. Ma la popolazione di “indigenti” è andata rapidamente aumentando ed in modo molto sospetto in questi ultimi tempi ed il sindaco Alemanno ha voluto vederci chiaro, disponendo blitz e controlli da parte della polizia di Roma Capitale.
I controlli così scattati hanno permesso di passare al setaccio la posizione di ben 3500 conti correnti bancari intestati ad altrettanti rom ospitati nei villaggi attrezzati. E le sorprese non sono mancate. Dietro a quello stuolo di presunti indigenti, almeno stando alle autocertificazioni relative alla situazione patrimoniale e reddituale, si nascondevano anche conti correnti a cinque zeri. Per questo, Roma Capitale ha deciso di allontanare immediatamente dai villaggi quasi un centinaio di rom, denunciandoli, al tempo stesso, per truffa aggravata e falso in atto pubblico. Dai controlli è risultato, infatti, che solo su 88 conti erano depositati oltre 10 milioni di euro, con somme la cui provenienza dovrà ora essere


giovedì 4 aprile 2013

DAL DISASTRO DEI TECNICI ALLA DITTATURA DI RE GIORGIO E DEI SUOI INUTILI SAGGI: NULLA E’ CAMBIATO?



Il Fazioso .Qualcuno si ricorda il significato della sovranità popolare? Leggendo le cronache di questi giorni e il protagonismo decisorio di Napolitano si fa fatica a ricordarsi che siamo noi, con il voto, a decidere da chi vogliamo essere governati.
 Re Giorgio mira a dare continuità al deprimente Monti, tira fuori una lista di 10 ammuffiti saggi che perderanno tempo in inutili discussioni che non porteranno mai a vere riforme e dice di voler rimanere in sella fino all’ultimo, fiero di decidere da solo il destino del Paese. Qualcuno può veramente pensare che le grandi menti dei saggi risolveranno qualcosa? Si può uscire dallo stallo con questi personaggi e con questa formula?
Il punto è che ormai tutto ci sorvola e ci passa sopra. Siamo schiavi dei poteri forti, delle banche e della vecchia politica.
Meglio tornare al voto a questo punto…


SE LA PRIORITA’ DELLA POLITICA E’ ARRESTARE BERLUSCONI SIAMO MESSI VERAMENTE MALE.



Il Fazioso. Sinistra e grillini concentrati. Su un unico obiettivo che diventa tema principale dell’attualità politica. Arrestare Berlusconi. Subito. Con qualsiasi mezzo. E soprattutto esplicitando immediatamente il proprio sì, se mai dovesse arrivare la richiesta d’arresto in Parlamento.
E’ questa la priorità di gran parte del Parlamento. Come se il Cav in carcere risolvesse i problemi economici dell’Italia. Possibile che questi fenomeni della vecchia e nuova politica siano veramente convinti che mandare B. in galera possa in qualche modo portare dei vantaggi al Paese?
Ma per loro è un’ossessione… il sogno di una vita… poveretti

BERSANI, DA PREMIER A TROMBATO……SENZA VASELINA!



Rideva il Segretario del Pd sul finire del 2012. Il Partito Democratico aveva appena concluso le primarie per scegliere i parlamentari e al netto della Bindi fuori sede sembrava procedere tutto per il verso giusto.  La fine dell’anno poteva essere festeggiata in grande allegria con il Pd quasi al 40%. Bersani poi era raggiante! Aveva sconfitto Renzi, il Sindaco rottamatore che voleva fare il Premier. Non una ma due volte! Il Pd aveva infatti previsto il doppio turno per le primarie e “Pier from Bettola” aveva stracciato il rampante fanciullo fiorentino. Monti era caduto da poco, le elezioni si avvicinavano e il giaguaro era praticamente smacchiato!  “Lo smacchiamo, lo smacchiamo” cantavano, non senza qualche imbarazzo, i militanti del Pd su una terrazza. Preparavano già la festa e grazie alla gioiosa macchina da guerra Pier aveva già preparato il discorso di insediamento alle Camere: “Oh ragassi siam mica qui a…”  Poi arriva febbraio: gli italiani votano, i sondaggisti sondaggiano (e male!) e” Pier from Bettola”, sicuro del vantaggio di 10 punti percentuali, è praticamente convinto di vincere. Le urne si chiudono e nella notte Berlusconi arriva a 0,3 punti da Bersani! Ma come??? E i 10 punti di vantaggio??? E gli exit poll di Mentana e di Rai3??? Tutte cazzate Pier!!! Tutte cazzate!!!  Il Segretario smacchiatore arriva primo ma non vince le elezioni. Una cosa più unica che rara se ci si pensa: vinco, ma non vinco! Vinco, ma in realtà ho perso. Insomma su Twitter si direbbe #cosedaPd. Il buon Pier, nonostante si sia mangiato (anzi sbranato!!!) un vantaggio clamoroso, è comunque arrivato primo e quindi giustamente Napolitano gli conferisce l’incarico: “Vai ed esplora!”. Bersani allora va ed esplora, forse troppo, perché oltre ai partiti in Parlamento, che poi sono quelli che gli devono votare la fiducia, inizia ad incontrare Saviano, i sindacati, il WWF, Bagnasco… Ci mancavano solo i Gormiti e Pikachu dei Pokemon e poi il quadro era completo. Una settimana di incontri per… nulla!!!
Infatti il povero “Pier from Bettola” i numeri proprio non riesce a trovarli, neanche con il M5S in “striming” e quindi ritorna da Napolitano con un pugno di mosche. E adesso??? E Adesso niente! Napolitano nominerà un’altra illustre personalità al suo posto e lui passerà alla storia come “colui che voleva smacchiare il giaguaro”! di Giorgio Cafaro

mercoledì 3 aprile 2013

DOPO QUARANTA GIORNI SIAMO SENZA GOVERNO, UNA MELINA INSOPPORTABILE.



“Non voglio parlare dei dieci saggi ma del governo che dopo quaranta giorni l’Italia non ha, questa é una melina insopportabile. La sinistra ha detto mai e poi mai, se ci fosse una crisi come quella di Cipro troverebbe il paese senza un governo: l’Italia deve avere un governo, chi si mette di traverso su questo si prende una responsabilità enorme”. Lo ha affermato il capogruppo del Pdl alla Camera Renato Brunetta, ospite di ‘Radio anch’io’, sottolineando che “o si fa un governo di larga coalizione da subito o si torna a votare, qualunque altra strada e’ irresponsabile. Faccio appello alle anime responsabili del Pd che nei dialoghi informali sono molte perché facciano un atto di coraggio, riconoscano il risultato delle elezioni e vedano la necessità di fare la larga coalizione con il Pdl”.

ATTENTI AL TRUCCO!



Con la melina dei “Saggi”, fa passare il tempo e lascia a un teleguidato Monti, il governo che non ha ricevuto  nessuna fiducia dal Parlamento in carica,  e che farà tre o quattro cosette insignificanti,  del tipo "fumo negli occhi".  Poi si elegge un Presidente ancor più rosso  e più antiberlusconiano di lui,  (al quarto scrutinio basta la maggioranza semplice e le sinistre con i 200 deputati regalati  dall’(ex) schifoso Porcellum,  a camere riunite e sommate,  non avranno problemi di numeri),  il quale dà l'incarico a Bersani o chi per lui.
Nel frattempo qualche senatore grillino o randagio l'avranno convinto e la frittata é fatta.
In italiano si chiama  Colpo di Stato.  Alla faccia degli elettori.


martedì 2 aprile 2013

L’INPS STA FINENDO NE LBUCO NERO STATALE E DUNQUE LE PENSIONI NON POTRANNO ESSERE PIU’ EROGATE A BREVE, MOLTO A BREVE.



Una azienda con un patrimonio di 41 miliardi che nel giro di un paio d’anni ne avesse persi così tanti da farlo scendere a soli 15, verrebbe considerata sana oppure oppure desterebbe se non altro l’interesse di andarne a capire il motivo? E ancora di più: nel caso in cui questa “azienda” fosse di importanza fondamentale non solo per i suoi azionisti ma per l’intero Paese del quale fa parte, sarebbe il caso, a livello informativo, di dare risalto alla notizia e di farla entrare nel dibattito pubblico? Le risposte sono scontate, ma le domande servono a introdurre l’argomento. Perché lo Stato del quale parliamo è l’Italia, e l’”azienda” con questi conti disastrati si chiama Inps. L’istituto di previdenza, infatti, aveva a inizio 2011 un patrimonio di 41 miliardi, come detto, il quale si è ridotto a soli 15 in 24 mesi. Ma è a livello tendenziale che le cose peggiorano e destano ancora più preoccupazione. Il primo, motivo principale di questo calo del patrimonio, è relativo alla fusione recente di Inpdap e Inps, cioè il fatto che il sistema pensionistico del settore pubblico sia stato fatto confluire all’interno di quello del settore privato (operazione datata appunto 2012). La fusione di questi due enti era stata prevista trionfalmente, comunicando che, per via dei tagli alle spese che tale operazione avrebbe comportato si sarebbero risparmiate alcune centinaia di milioni di euro. Cosa puntualmente ancora non verificata, visto che sia la prevista gestione unica degli immobili dei due enti sia la razionalizzazione del personale è ancora di là dal venire.

MONTE DEI PASCHI DI SIENA FINANZIA UNA MOSCHEA CON 300.000 EURO. QUANDO SI PARLA DI IMMIGRATI, ISLAMICI O GAY CONTA SOLO LA DITTATURA DELLEMINORANZE



Una cupola sormontata dalla mezzaluna e un minareto a sfregiare le colline senesi. Ecco la nuova moschea di Colle Val d’Elsa che Oriana Fallaci definì un attentato all’Occidente, invitando a “farla saltare” con l’esplosivo. A nulla sono servite le proteste della popolazione, fortemente contraria a questo scempio culturale, architettonico e storico. A nulla i comitati spontanei, le assemblee pubbliche, un’inchiesta della magistratura. Quando si parla di immigrati, islamici o gay la democrazia non conta, conta solo la dittatura delle minoranze iper-protette dalla politica. Dopo l’annuncio dell’inaugurazione della nuova moschea, la Lega Nord locale considera l’atto “inaccettabile” e chiede che sia ascoltata la cittadinanza attraverso un referendum.  Dopo l’annuncio della conclusione dei lavori della Moschea, la popolazione colligiana e gli abitanti della Badia devono ringraziare il Partito Democratico, il Primo cittadino Paolo Brogioni, l’ex Sindaco ed attuale Consigliere regionale, Marco Spinelli, ideatore del progetto, l’ex Presidente della Fondazione MPS, Giuseppe Mussari, che ha finanziato l’opera con 300.000 Euro, e l’attuale Presidente di Palazzo Sansedoni, Gabriello Mancini, che ad una precisa richiesta del Carroccio non ha ritirato il finanziamento concesso nonostante i tempi per il completamento dell’opera fossero abbondantemente scaduti.

RE GIORGIO NON VUOLE PERDERE GLI ULTIMI DUE MESI DI STIPENDIO


Giorgio Napolitano, come sempre ci ha lasciati nella c

L’importante è che Lui non abbia perso gli ultimi due mesi del suo RISICATO stipendiuccio che noi italiani in recessione, disoccupati, esodati, e sulla via del suicidio, continuiamo a pagargli. “Continuo a esercitare fino all’ultimo il mio mandato non nascondendo al Paese le difficoltà che sto ancora incontrando e ribadendo la mia fiducia nella possibilità di un responsabile superamento della situazione che l’Italia attraversa”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in una breve comunicazione alla sala stampa alla Vetrata del Palazzo del Qurinale. Il Capo dello Stato ha spiegato che chiederà a ”due gruppi ristretti di personalità”, di formulare su temi istituzionali ed economico-sociali, ”precise proposte programmatiche oggetto di condivisione” da parte delle forze politiche, in vista di un possibile governo. Il governo Monti, ha ricordato Napolitano, è “operativo” e “tuttora in carica”, è “dimissionario ma non sfiduciato dal Parlamento. Il governo sta per adottare provvedimenti urgenti per l’economia, d’intesa con la Ue e con l’essenziale contributo del nuovo Parlamento attraverso i lavori della commissione speciale presieduta dall’onorevole Giorgetti”. I nomi delle personalità chiamate a comporre le due commissioni programmatiche, è stato poi precisato, saranno annunciate dal Capo dello Stato nel pomeriggio.
Come sempre tante parole per non dire nulla.