Il governatore dell'Emilia-Romagna Errani ha chiesto
ai deputati Pd di far passare una legge che abolisca i controlli della Corte
dei Conti. «Così
fan tutti», diceva l'ex capogruppo del Pdl alla Regione Lazio Franco Fiorito,
apripista degli scandali dei rimborsi regionali. E pare proprio avesse ragione,
viste le inchieste aperte un po' ovunque, ultima quella nella rossa Emilia. Proprio da lì, dalla roccaforte
del Pd, dove i politici locali chiedevano di farsi ripagare qualsiasi spesa
fosse anche lontanamente riconducibile al loro lavoro - compresi i 50 centesimi per
l'ingresso in un bagno pubblico il cui scontrino è stato regolarmente
rendicontato - sta partendo in questi giorni, e in sordina, una controffensiva
per «salvare» i consiglieri spendaccioni da indebiti controlli. È Vasco Errani,
che governa la Regione da quasi 15 anni, a guidarla. A riportare nei dettagli
la notizia è il Fatto Quotidiano. Una vicenda scandalosa, che la dice lunga sul
modo in cui la sinistra sta cercando zitta zitta di salvare la bella vita dei
consiglieri a colpi di emendamenti, cercando appigli tra un codice e l'altro. I
giudici contabili devono verificare se le spese sostenute dai vari consiglieri
regionali avessero davvero a che fare con l'attività istituzionale. Gli
emendamenti, presentati da Errani «come iniziativa dei presidenti delle
conferenze delle Regioni e dei presidenti dei Consigli regionali», vorrebbero
invece legargli le mani, facendo decorrere la normativa
martedì 12 novembre 2013
L’ON.LE CENTEMERO A RAVENNA PRESENTA IL DECRETO LEGGE DI RIFORMA DELLE PROVINCE E UNIONE DEI COMUNI. IL PARERE DI GALASSINI
Tra
pochi giorni approderà in Parlamento il DDL di riforma su Città metropolitane,
Province e Unioni dei Comuni, essendo questo un tema di grande interesse per il
nostro territorio, il PDL di Ravenna ha invitato l'On. Massimo Palmizio e l'On. Elena Centemero, relatrice del Disegno di
Legge a Ravenna il 09 novembre alle ore 15,30 presso la sala Buzzi in via
Berlinguer 11. Alla riunione hanno partecipato tantissimi simpatizzanti dopo il
saluto di Ancarani, Savelli, il capo gruppo Regionale Bazzoni è seguito la relazione
dell’on., le Palmizio sulla
situazione nazionale del PDL-FI che si deciderà sabato prossimo a Roma con il
congresso Nazionale. L’on. le Centemero
invece ha illustrato la situazione del progetto di legge proposto dal ministro
Del Rio che il Governo intende approvare entro la fine dell’anno per tentare di
bloccare il rinnovo, nel 2014, della maggioranza delle Province per risparmiare
300milioni per le spese delle sole
elezioni nella realtà esistono molte difficoltà politiche. Il capo gruppo Forza
Italia della Provincia di Ravenna Galassini
ha detto prendo atto che ci sarà l’ennesimo rinvio dell’eliminazione delle Province, finché non ci sarà la
modifica della costituzione. Nella realtà le Province sono bloccate per la
notevole riduzione dei finanziamenti e certe spese non di competenza sono state
ridotte, auspico che nella finanziaria i
fondi per le Province siano solo quelli istituzionali (Strade, Scuole
superiori, ecc) e poi si vedrà. Certo che occorre un esame complessivo cominciando dal ruolo delle Regioni, altra fonte di grande
sperpero, non possono gestire e delegano, sono doppioni e bloccano l’economia
(come le autorizzazioni ambientali). Altra riflessione va sull’Unione dei Comuni, nuovi organismi,
nuovi dipendenti, nuove spese, potrebbero essere inserire nelle Province come
lo era nel passato i sindaci sostituiscono i consiglieri provinciali. Galassini è contro l’Unione e raggruppamento
dei
sabato 9 novembre 2013
PETIZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO CONTRO LA LEGGE SEVERINO
Cari Amici,
sto per firmare la petizione al Parlamento Europeo
che chiede una indagine per verificare la correttezza dell'interpretazione
retroattiva della legge Severino, usata per estromettere Berlusconi dal Senato
e impedire la sua ricandidatura in Italia e in Europa. Se vuoi firmarla
anche tu, clicca qui:
Grazie per il tuo sostegno!
Cordialmente, on. Antonio
Palmieri responsabile internet PDL
venerdì 8 novembre 2013
FORZA ITALIA
Agli amici, confermo la piena adesione al
documento della Presidenza per tornare a Forza Italia, come ho sempre sostenuto
a tutti i livelli, in modo particolare nel blog “PDL Provincia di Ravenna” e con la costituzione del gruppo Forza Italia in Provincia di Ravenna
uscendo dal PDL il 2 luglio 2013. Quando insieme a Ridolfi, Bazzoni e
tantissimi altri abbiamo fondato Azzurri ‘94, il 9 novembre 2012 eravamo
convinti da qualche tempo della necessità di un ritorno di Berlusconi. Personalmente
ero contro la buffonata, di stile comunista, delle primarie. Dopo le elezioni
ho creduto al governo Letta, voluto da Berlusconi, per la “pacificazione nazionale” dopo venti anni di odio, cosa purtroppo
non avvenuta, anzi i contrasti sono aumentati. Per questo sono convinto che non
possiamo continuare a stare in un governo dove il nostro alleato, il PD è
contro il nostro Presidente Berlusconi e ne chiede la decadenza e quindi
dobbiamo abbandonarlo, anche perché il governo Letta è un governo del rinvio
continuo su tutti i provvedimenti importanti a cominciare dalla Giustizia. A
sostenerlo ci penseranno, se vogliano, i “governativi
del PDL”. Nonostante le critiche della “sinistra”, dei benpensanti”,
dell’elite della “cultura", dei "giornali", sono per Berlusconi.
Avrà fatto alcuni errori, ma in vent’anni nonostante i Casini, i Follini,
Buttiglione e Fini, ci ha dato tantissime soddisfazioni. Berlusconi è ancora il
nostro capo votato da 9.923.100 di
persone, altro che primarie. Una riflessione se tanti amici avessero confermato
il voto e, non dato a Grillo, l’Italia avrebbe avuto un governo Berlusconi. Abbiamo perso per soli 124.407 voti.
Credo nel rilancio di
“Forza Italia” già pubblicamente annunciato dal Presidente Berlusconi con un
appello a tutti gli italiani che amano la libertà e vogliono restare liberi. “Forza Italia” è il Movimento cui tanti
italiani hanno legato e legano tuttora la grande speranza di realizzare una
vera rivoluzione liberale e di contrastare l’oppressione giudiziaria, l’oppressione
burocratica, l’oppressione fiscale con questo spirito pensa di rappresentare
tanti e tanti amici della Provincia di Ravenna con il mio voto al Consiglio
Nazionale che darà il via a FORZA ITALIA. Vincenzo Galassini Capo Gruppo Forza Italia
Provincia di Ravenna.
RIDOLFI (FORZA ITALIA) INTERROGA LA GIUNTA SUL PRESUNTO TRASFERIMENTO DELLA MEDICINA DI LABORATORIO
Raffaella Ridolfi di Forza Italia in una
nota scrive:
"Premesso che notizie stampa riportavano la presunta volontà della AUSL di
Ravenna di spostare la medicina di laboratorio, presente nella palazzina 13
dell'ospedale degli Infermi di Faenza, in locali in affitto presso il complesso
Conad la Filanda; ad oggi non vi sarebbe stata alcuna smentita ufficiale.
Interroga il Sindaco e la Giunta per sapere se quanto riportato dalle notizie
stampa in merito al trasferimento della medicina di laboratorio ha qualche
fondamento."
giovedì 7 novembre 2013
REGIONE EMILIA ROMAGNA DI ERRANI: UN TERREMOTATO SU TRE E’ FUORI CASA
RICORDATE
ALL’AQUILA IL PD CRITICO’ TANTO BERLUSCONI, A MODENA AD UN ANNO E MEZZO DAL
SISMA, HA ANCORA 2.500 PERSONE NEI CONTAINER, ALTRE 12 MILA IN AFFITTO
Tratto dal Resto del Carlino di Modena, UN ANNO e mezzo dopo:
quanti terremotati ancora fuori casa? «Parliamo di 14.500 persone, all’incirca. Meno di 2.500 vivono nei prefabbricati, gli altri negli appartamenti, con i
contributi per l’affitto. Gli sfollati erano 45mila». Questione di punti di vista. Per l’assessore regionale
Giancarlo Muzzarelli — modenese, democratico vecchio stile, da sempre considerato
uomo forte della giunta Errani, e ormai sembra la formula di un’altra epoca —
due terzi di normalità sono un risultato importante. Per i terremotati, invece,
quell’uno su tre ancora ‘sfollato’ è il segno inequivocabile che la
ricostruzione è ferma. Assessore, il Carlino ha passato tre giorni tra i container
della Bassa. La gente dice: ci hanno abbandonato nelle scatolette. Qui è tutto
fermo.«Giudizio
ingeneroso. Siamo partiti da zero, senza risorse e senza leggi. Non c’era
niente. Abbiamo fatto miracoli. Abbiamo speso un miliardo e 270 milioni per
uscire dall’emergenza. I prefabbricati erano 757, oggi sono 680. E
ancora: 1.900 le cambiali dei sindaci per quasi 8.000 famiglie che stanno già
ricostruendo la loro casa. Il 60% di quelle meno danneggiate sono abitabili;
per le altre, della tipologia E, siamo al 20%».
E cosa risponde a Cristina Rossin, mamma di sei figli, in casa, anzi nel container di San Possidonio, un solo stipendio e quasi 2.800 euro di bollette? I prefabbricati sono alimentati a corrente. Chi paga?
«Dipende. Se c’è lavoro si pagano anche le bollette, se non c’è lavoro ci sono i servizi sociali». Un’assistente sociale ha consigliato a un terremotato che si lamentava per la stangata, «consumate meno». «Lasciamo stare... L’8 novembre incontreremo l’Enel. Chiederemo rate da cento, massimo duecento euro tra arretrati e consumi attuali. Dentro e fuori dai prefabbricati». La rivolta contro le bollette sta esplodendo ovunque. Da Cento, nel Ferrarese, a Concordia. Per sabato si preparano assemblee. Per quanto tempo ancora la gente dovrà vivere nei villaggi provvisori? «Il nostro obiettivo è di smontarli tutti entro due anni». Ma se i palazzi degli sfollati devono ancora essere demoliti... Non le pare una previsione un po’ troppo ottimistica? «Non è una previsione troppo ottimistica, è un impegno politico. E se per qualcuno le case non saranno pronte, la Regione troverà una sistemazione». Avete creato dei ghetti. Bombe a orologeria. C’è esasperazione. «No, con i moduli provvisori abbiamo risolto un problema. Il presidente Errani ha fatto una battaglia frontale per averne il meno possibile. Li vogliamo togliere di mezzo. Siamo preoccupatissimi».
Da cosa? «Che ci entri chi non ne ha diritto. Stiamo rafforzando la vigilanza. Protezione civile e forze di polizia fanno il loro dovere. Bisogna tenere alto il fronte della legalità».Dovrebbe preoccuparla anche che nei container la gente fa la muffa. Alcuni non sono coibentati. C’è fango ovunque, ci sono i topi. «Stiamo iniziando una verifica. Tecnici e protezione civile faranno il giro. Se ci sono problemi, li affronteremo». Ma i problemi ci sono, evidenti Se ci sono, li affronteremo». Intanto per le imprese novembre è un mese funesto, arrivano le scadenze del fisco. Il cratere chiede con forza la fiscalità di vantaggio, tasse sospese per tutto il 2013 e rate per dieci anni. «Domanda da girare a Roma. Noi le richieste le abbiamo fatte. L’ultima lettera di Errani a Letta è di ottobre». Dunque non avete peso politico? «A Roma c’è un muro di gomma, siamo in ostaggio. Ma vogliamo parlare anche di quello che sta andando avanti? Le imprese hanno presentato 500 domande per 356 milioni, ne abbiamo liquidati 90. Un altro dato: lo scorso anno c’erano 41.335 cassintegrati con causale terremoto, oggi sono 2.670. Una reazione straordinaria di imprese e lavoratori. Questo è il primo punto». dall'inviato Rita Bartolomei
E cosa risponde a Cristina Rossin, mamma di sei figli, in casa, anzi nel container di San Possidonio, un solo stipendio e quasi 2.800 euro di bollette? I prefabbricati sono alimentati a corrente. Chi paga?
«Dipende. Se c’è lavoro si pagano anche le bollette, se non c’è lavoro ci sono i servizi sociali». Un’assistente sociale ha consigliato a un terremotato che si lamentava per la stangata, «consumate meno». «Lasciamo stare... L’8 novembre incontreremo l’Enel. Chiederemo rate da cento, massimo duecento euro tra arretrati e consumi attuali. Dentro e fuori dai prefabbricati». La rivolta contro le bollette sta esplodendo ovunque. Da Cento, nel Ferrarese, a Concordia. Per sabato si preparano assemblee. Per quanto tempo ancora la gente dovrà vivere nei villaggi provvisori? «Il nostro obiettivo è di smontarli tutti entro due anni». Ma se i palazzi degli sfollati devono ancora essere demoliti... Non le pare una previsione un po’ troppo ottimistica? «Non è una previsione troppo ottimistica, è un impegno politico. E se per qualcuno le case non saranno pronte, la Regione troverà una sistemazione». Avete creato dei ghetti. Bombe a orologeria. C’è esasperazione. «No, con i moduli provvisori abbiamo risolto un problema. Il presidente Errani ha fatto una battaglia frontale per averne il meno possibile. Li vogliamo togliere di mezzo. Siamo preoccupatissimi».
Da cosa? «Che ci entri chi non ne ha diritto. Stiamo rafforzando la vigilanza. Protezione civile e forze di polizia fanno il loro dovere. Bisogna tenere alto il fronte della legalità».Dovrebbe preoccuparla anche che nei container la gente fa la muffa. Alcuni non sono coibentati. C’è fango ovunque, ci sono i topi. «Stiamo iniziando una verifica. Tecnici e protezione civile faranno il giro. Se ci sono problemi, li affronteremo». Ma i problemi ci sono, evidenti Se ci sono, li affronteremo». Intanto per le imprese novembre è un mese funesto, arrivano le scadenze del fisco. Il cratere chiede con forza la fiscalità di vantaggio, tasse sospese per tutto il 2013 e rate per dieci anni. «Domanda da girare a Roma. Noi le richieste le abbiamo fatte. L’ultima lettera di Errani a Letta è di ottobre». Dunque non avete peso politico? «A Roma c’è un muro di gomma, siamo in ostaggio. Ma vogliamo parlare anche di quello che sta andando avanti? Le imprese hanno presentato 500 domande per 356 milioni, ne abbiamo liquidati 90. Un altro dato: lo scorso anno c’erano 41.335 cassintegrati con causale terremoto, oggi sono 2.670. Una reazione straordinaria di imprese e lavoratori. Questo è il primo punto». dall'inviato Rita Bartolomei
PIU’ TASSE? CADE IL GOVERNO. DECADENZA? CADE IL GOVERNO. LE NOSTRE LOTTE PER ECONOMIA E GIUSTIZIA SONO INDIVISIBILI
La vita
degli uomini non viaggia a compartimenti stagni. Siamo una cosa sola. Se una
dimensione dell’esistenza si scardina, va a ramengo tutto. Così la vita di un
popolo. Economia e giustizia si tengono insieme. Così la politica, così
il governo non possono tenere separati, come se fossero parallele che non si
incontrano, aspetti coessenziali del sistema Italia. È elementare. Se c'è uno
squarcio su una fiancata, non serve riverniciare e consolidare l'altra, la nave
va a fondo. Il punto oggi è questo. Non ci sono abracadabra in politichese che
possano sostituire questo dato di realtà: la prevalenza dei contenuti e
delle scelte reali, rispetto alle fumisterie sugli scenari che imporrebbero la
pazienza, in nome di un bene superiore, di incassare legnate sulle tasse e
sulla giustizia. In termini meno aulici: basta balle. Non tengono alibi di
scenari internazionali che ci obblighino “per responsabilità” a consentire il
soffocamento fiscale di famiglie e imprese. Non esiste in natura la
possibilità che si possa lasciar somministrare a Silvio Berlusconi la cicuta
della decadenza da senatore, in nome della pace sociale, e che noi
dolorosamente si consenta questo abominio. In sintesi.
1) La Legge di
Stabilità non potrà essere, finché siamo parte della maggioranza e nostri
ministri sono al governo, lo strumento con cui lo Stato piazza sulla gola delle
famiglie e delle imprese gli stivaloni tedeschi di un’austerità farcita di
tasse. Non possiamo contraddire noi stessi e fare del male all’Italia.
2) La decadenza di Silvio
Berlusconi coincide con la decadenza di questo governo e la fine delle
larghe intese. Non ci sono ragionamenti da politologi bizantini che possano
ribaltare questa nostra determinazione. Offendere la democrazia significa
picconare la colonna portante della pace sociale. Non in nostro nome, non
stringeremo la mano destra sotto il tavolo a chi con la sinistra, dotto gli
occhi del mondo, pugnala il nostro leader.
mercoledì 6 novembre 2013
IL PAESE DEL NON FARE……..
A fine
ottobre si è parlato tanto del nuovo tunnel, costato più di 3 miliardi di euro,
che corre sotto il Bosforo e ha una parte sommersa a 60 metri sotto il livello
del mare. Tunnel ferroviario che in 4 minuti permette di collegare la zona
europea di Istanbul con la parte asiatica in quanto Istanbul si estende su
entrambe le sponde dello stretto che divide l’Europa dall’Asia e unisce
il Mar Nero al Mar di Marmara.
Negli
stessi giorni mi sono capitate sotto gli occhi le spettacolari immagini che
seguono: Queste foto non sono certamente una novità perché si tratta del
gigantesco viadotto di Millau che corre sopra le nuvole a un’altezza di 270
metri e collega le città francesi di Clermont-Ferrand e Montpellier. Lungo 2460
metri è stato inaugurato quasi 10 anni fa. Peraltro Germania e Danimarca hanno
firmato un accordo per costruire entro il 2018 un ponte in grado di migliorare
i collegamenti tra l’Europa continentale e la Scandinavia, unendo esso le due
isole del Mar Baltico occidentale, Fehmarn e Lolland, la prima tedesca e la
seconda danese. Il costo previsto è di 4,8 miliardi di euro. Non sto a
dilungarmi nell’elenco delle grandi opere realizzate in Europa e di quelle,
ancor più faraoniche in giro per il mondo. Però ripenso all’Italia e ai buoni
propositi di rilanciare le grandi infrastrutture nel nostro Paese che
puntualmente vengono disattesi da non importa quale parte politica. Destra e
sinistra, fino a ieri hanno brillato per l’incapacità cronica di mettere in
atto progetti degni di questo nome, ma adesso possono tranquillamente andare a
braccetto con la terza forza
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