mercoledì 5 marzo 2014

DUE PESI E DUE MISURE


Il Club Forza Silvio Faenza “La Pavona”

 vi aspetta sabato 8 marzo alle 8,30 in poi al Gazebo in Piazza del Popolo per la raccolta firme a sostegno del “UN CODICE ROSA PER L’EMILIA ROMAGNA” Con CODICE ROSA si identifica un percorso diedicato alle vittime che prevede un protocollo di intesa tra ASL e Forze dell’Ordine. La tua adesione è importante per sollecitare la Regione Emilia-Romagna a fare un passo avanti nella civiltà.

Puoi anche inviare una mai con scritto “Aderisco” e i tuoi dati personali a “codiceroaemiliaromagna@gmail.com “ o recarti a firmare presso i Club Forza Silvio della nostra regione. 

martedì 4 marzo 2014

L’ITALIA CHE AFFONDA, BUROCRAZIA: IKEA, NOVE ANNI PER APRIRE IN PROVINCIA DI PISA


  Per aprire un punto vendita a Pisa l’Ikea ha dovuto subire nove anni consecutivi di lungaggini burocratiche.   Mica che portasse la peste bubbonica oppure fosse altamente inquinante. Anzi, ha assunto 192 persone direttamente più altre 50 nell’indotto, su di un totale di 28,616 domande di assunzione ricevute.   Il Moloch era costituito esclusivamente dalla burocrazia.   Nulla da stupirsi quindi che due consecutivi bilanci del gruppo svedese in Italia siano in rosso.   Considerazioni.
  Con le lune che corrono, chi venisse ad impiantare un’attività lavorativa in Italia, assumendo centinaia di persone, dovrebbe essere ricevuto con la passiera granata e facilitato in ogni modo. Magari anche intestandogli una via oppure una piazza. Lavora, assume e paga le tasse: cosa si potrebbe volere di più?
  Ma in Italia ci sono funzionari e burocrati.
  Chi ci libererà da costoro?

L’ITALIA CHE AFFONDA, BUROCRAZIA: RAVENNA NON RIMANE INDIETRO, QUATTORDICI ANNI PER LA SOLA URBANIZZAZIONE.


Anche la sinistra ravennate non vuole rimanere indietro: 12 anni per approvare il piano urbanistico per l’espansione dell’Esp, l’area Xenos  acquisita nel 2007 dalla Provincia di Ravenna  per costruire un albergo, ma ancora oggi non riesce ottenere le autorizzazioni, Come potrà riprendersi l’Italia,  al lavoro
  Chi ci libererà da costoro?


LEGGI TUTTO COSA SUCCEDE A RAVENNA ci salverà; 

lunedì 3 marzo 2014

FORZA ITALIA, BERLUSCONI: “CAMBIARE SUBITO LA LEGGE ELETTORALE”


Silvio Berlusconi non molla. Il Cav punta al voto già nel 2015. E nell'attesa che Renzi porti avanti la riforma della legge elettorale, l'ex premier delinea il suo programma per la prossima campagna elettorale. "'Dobbiamo dare al nostro Paese un governo 'verò, sostenuto da una maggioranza vera in parlamento, perchè soltanto con una maggioranza di Forza Italia avremo la forza per cambiare l’assetto istituzionale del nostro Paese". Secondo il leader di Forza Italia, "questa situazione si può cambiare soltanto con una legge elettorale che consenta a un solo partito di avere la maggioranza in parlamento. Questo partito può essere solo Forza Italia, e non la sinistra, che non ha mai rinnegato la sua storia e che noi temiamo ancora adesso". Le riforme - Poi il Cav, intervenendo telefonicamente all'apertura della sede di Forza Italia di Trecate, ha ribadito l'esigenza di cambiare in fretta l'attuale legge elettorale: "Dal 1948 a oggi - ha proseguito Berlusconi - l’Italia non si può definire un Paese

E IO PAGO, A CASA: IL SENATO


sabato 1 marzo 2014

IL GOVERNO RENZI COMINCIA MALE. AUMENTA LA TASI TASI, FI: CON AUMENTI PIÙ 1,4 MLD DI TASSA. NON È FEDERALISMO, È MISTO MARE


"Aumentare le aliquote base della Tasi dello 0,8 per mille fa" un aumento della tassa sulla casa "di 1,4 miliardi. Già sento la cantilena: sono per detrazioni. Come fa lo Stato a verificare?". Lo dicono Daniele Capezzone e Renato Brunetta, rispettivamente presidente della commissione Finanze alla Camera e capogruppo FI a Montecitorio, durante una conferenza stampa commentando il decreto in Cdm sugli aumenti Tasi dello 0,8 per mille. "Quand'anche per magia accadesse che lo Stato riesca a controllare - aggiunge Capezzone - sarebbe comunque un aggravio di fatto sui fabbricati. E comunque si avrebbe una fantasia di variabili che se si sbaglia è colpa del cittadino. Dicono che questo è federalismo, no è un misto mare cozze e vongole".

COME RENDERE RAGIONEVOLE LA LEGGE DEL(I)RIO SULLE PROVINCE LA PROPOSTA RAZIONALE DI FORZA ITALIA PRESENTATA DALL’ON.LE PAOLO RUSSO


’On. Paolo Russo ha presentato due proposte di modifica del DDL Delrio. La prima contiene una soluzione ponte che si propone di affrontare il tema Province e Città Metropolitane nella riforma del Titolo V e quindi sostituire il provvedimento con una “norma ponte” che preveda la proroga degli organi delle Province fino all’entrata in vigore della riforma costituzionale, per evitare il rinnovo degli organi delle province in scadenza nella primavera 2014. Contestualmente si prorogherebbero i Commissariamenti già in vigore o più correttamente si dovrebbero nominare nuovi Commissari nelle Province già Commissariate, dal momento che il TAR Liguria ha annullato il Commissariamento della Provincia di Genova, ai sensi dell’art. 23 del decreto “Salva Italia” dichiarato incostituzionale. La seconda proposta(alternativa e non aggiuntiva alla prima) è un intervento sulle città metropolitane :
• Le città metropolitane in Italia sono tre: Roma, Milano e Napoli. Queste aree sono le uniche che presentano parametri socio-economici, demografici e dimensionali tali da giustificare l’istituzione della città metropolitana. Tra l’altro questa opzione risulta in linea con quanto avviene nel resto d’Europa, dove gli altri Paesi ne hanno al massimo tre. • Il Sindaco metropolitano deve essere elettivo. Una elezione diretta garantirebbe il rispetto del principio democratico e della rappresentatività di tutti i cittadini dei comuni appartenenti all’area metropolitana. L’automatismo con cui si prevede che il sindaco del comune capoluogo diventa sindaco metropolitano è un meccanismo che lede i diritti dei cittadini e dei sindaci dei comuni dell’area metropolitana diversi dal capoluogo, che non potrebbero mai eleggere il sindaco metropolitano.

PROVINCIA: MEZZO MILIONE DI PREMI AI DIRIGENTI


In questi giorni è stato firmato il provvedimento n.106 con il quale l’amministrazione provinciale ha quantificato il fondo per il finanziamento della retribuzione di posizione e di risultato dei dirigenti per l’anno 2014. Tale provvedimento prevedeva un fondo di ben 660.422,00 ma siccome l’ammontare complessivo, per legge, non può superare il fondo del 2010, per differenza è stato determinato un totale di euro 512.402,00.  “Sia ben inteso, nulla di anormale poiché la dirigenza si muove all’interno di una cornice legislativa inoppugnabile, tuttavia rispetto all’architettura complessiva questa materia si presta ad una serie di valutazioni ancor prima etiche rispetto a quelle meramente normative". “Si pensi che tali risorse sono assegnate esclusivamente a dieci dirigenti della Provincia, mentre un capitolo di entità grosso modo molto simile a quello, viene frazionato all’intero organico dell’ente composto di circa quattrocento dipendenti. Il tutto - ironizza Spadoni - all’insegna del principio di equità e uguaglianza tanto caro alle forze di sinistra. Inoltre l’attribuzione economica delle funzioni dirigenziali suddivisa per legge in tre fasce (ad esempio nel 2011 la prima corrispondeva a 45.000,00 euro, la seconda a 28.700,00 e l’ultima a 19.400,00 euro) ha fatto ricadere la scelta dei dirigenti ravennati naturalmente sulla prima fascia. Insomma, non si tratta solo di avvalersi di un diritto previsto dalla legge, ma anche di una questione di ordine etico e morale, aspetto non marginale, peraltro in qualche misura messo in evidenza da una parte del sindacato stesso". “Ora il premier Matteo Renzi, nelle sue centinaia di proposte operative e programmatiche, pone l’accento sulla burocrazia asfissiante, sulle regole e sulle norme che, paradossalmente non eliminano l’ illegalità. Addirittura l’ex sindaco di Firenze si spinge oltre sino ad affermare come una delle cause dell’immobilità sia riconducibile ai dirigenti dell’amministrazione pubblica". Spadoni: “Anche la Provincia di Ravenna, dal livello politico a quello della dirigenza, in larga parte omologata e coerente con lo spirito costruttivo renziano accetterà e condividerà queste ricette tese a guarire l’ Italia, anche a costo di rinunciare a qualche rendita di posizione"

venerdì 28 febbraio 2014

TESSERAMENTO A FORZA ITALIA


Vent’anni nei quali abbiamo tenuto alta con orgoglio la bandiera della Libertà. Oggi siamo alla sfida decisiva. Mentre il Paese rischia seriamente di precipitare nel caos, sotto gli effetti della crisi economica e della parallela crisi di credibilità della politica, la sinistra e la magistratura non hanno esitato, per la prima volta nella storia d’Italia, a cacciare dal parlamento il leader di una grande forza politica, che ha il consenso di un terzo degli italiani. Al tempo stesso, però, si è aperta una finestra di opportunità importante per cambiare le regole obsolete di funzionamento dello Stato. Se davvero il nuovo leader del Partito Democratico è seriamente convinto che le istituzioni si devono riformare insieme, a partire dalla legge elettorale, è giusto che i due grandi partiti italiani, Forza Italia e il Partito Democratico, lavorino insieme per una svolta importante. In questo quadro, pieno di incognite ma anche di opportunità, Ti chiedo di essere protagonista con me della sfida decisiva. Puoi farlo aderendo a Forza Italia, oltre che ai Club Forza Silvio, che stanno nascendo in tutt’Italia, e che hanno raccolto migliaia di persone entusiaste del nuovo impegno.  Le due cose non sono alternative, sono complementari, svolgono due funzioni diverse ma parallele, e si può benissimo partecipare ad entrambe. L’adesione a Forza Italia può essere effettuata online attraverso il nostro sito nazionale. La decisione di fondare un Club o quella di aderire ad un Club già esistente può essere effettuata online attraverso il nostro sito aprendo le apposite pagine dedicate ai Club Forza Silvio oppure, per avere informazioni più dettagliate, telefonando al numero 06/6731444.