sabato 7 giugno 2014

venerdì 6 giugno 2014

LUGO: DOMENICA SI PUO’ FINALMENTE REALIZZARE L’ALTERNANZA



Appello al voto per il ballottaggio di Forza Italia

Donatella Donati candidata a Sindaco Domenica scorsa 25 maggio che non è arrivata al ballottaggio invita ad andare a votare Domenica prossima 8 giugno, sottolineando la possibilità di poter finalmente dar vita anche a Lugo all'alternanza alla guida del Comune

LA VIA GIUDIZIARIA ALLA CORRUZIONE


Arturo Diaconale Prima l'Expo, ora il Mose. Così riparte la linea del “più galera per tutti”. A rilanciarla con l'antico vigore è il redivivo Antonio Di Pietro, del tutto inconsapevole che la sua rivoluzione giudiziaria degli anni '90 si è risolta nel fallimento testimoniato dai successivi vent'anni di nuovi e più clamorosi scandali. A sostenerla all'insegna del “cacciamoli tutti” (quelli delle larghe intese”) è Beppe Grillo, alla ricerca di una facile rivalsa sulla sconfitta elettorale alle europee. E ad avallarla, a nome del ‘partito’ dei media virtuosi di proprietà di banche, finanzieri ed imprenditori che usano i mezzi d'informazione per tutelare i propri interessi, è il fustigatore principe della stampa nazionale Gian Antonio Stella, che invoca la galera a tutto spiano ricordando significativamente che solo lo 0,4 per cento dei detenuti si trova dietro le sbarre per reati economici e fiscali, tra cui la concussione e la corruzione. Ma la soluzione del tangentismo nazionale passa sul serio attraverso l'allargamento delle porte delle carceri? Basta una nuova e più rigorosa legge anticorruzione, destinata ad aumentare le pene per i singoli colpevoli, a dipanare la matassa del malaffare pubblico e privato? E' sufficiente caricare di nuove competenze il Commissario Raffaele Cantone e creare la super-Autority destinata a controllare le altre Autority, le Amministrazioni locali, le Procure e quant'altro per estirpare il cancro che deturpa l'immagine del Paese e fiacca la sua economia? Ciò che i fautori del “più galera per tutti” chiedono è semplicemente di seguire la strada aperta da Mani Pulite. Cioè quella della sola risposta giudiziaria ad un fenomeno che non riguarda solo la responsabilità personale delle persone ma che dipende soprattutto dai difetti genetici e dalla distorsione progressiva delle strutture istituzionali ed amministrative dello Stato.

La risposta giudiziaria al malaffare e alla corruzione può servire ( ma l'esperienza ha dimostrato il contrario) a curare il sintomo. Ma lascia intatte le cause più profonde della malattia, facendo in modo che il morbo rispunti nel tempo in maniera diversa e più virulenta di prima. Non a caso il Procuratore di

giovedì 5 giugno 2014

IMPEGNI DI VERLICCHI DAVVERO ESEMPLARI: RISPETTO ALLA PROVINCIA DI RAVENNA


Ho seguito, seppure indirettamente, la campagna elettorale per il rinnovo del sindaco a Lugo e ho apprezzato la presenza sui singoli argomenti e la con concretezza  del candidato Silvano  Verlicchi. In particolare proprio oggi si apprende tutta una serie di rinunce volontarie a diritti, peraltro  riconosciuti per legge, cui il candidato intende rinunciare spontaneamente, particolarmente indicativi. Non si tratta solo di una questione di mera rinuncia alle indennità e alle collaborazioni discrezionali in capo ai primi cittadini (ma anche ai presidenti della provincia, regioni, etc.) che in ogni modo rappresenterebbe di per sé già un fatto apprezzabile, ma del segnale di sobrietà  e di snellimento cui l’attuale governo ci richiama in continuazione. Verlicchi in questo modo va ben oltre alla piena attuazione della spending review voluta dal legislatore, ma aggiunge alcune scelte facoltative che danno una netta indicazione del suo modo di concepire l’ente pubblico e di come amministrarlo con la logica del “buon padre di famiglia”. Rinunciare al capo di gabinetto e ai collaboratori direttamente incaricati dal vincitore della competizione, oltre alla revisione degli incentivi a favore dei dirigenti, rappresenta un modo serio e responsabile  di porsi alla guida della città di Baracca. Un esempio per tanti amministratori in sella (a cominciare dalla giunta provinciale ravennate) che, viceversa,  dimostrano nel concreto di come sia difficile abbandonare la poltrona. Gianfranco Spadoni

L’UE SMASCHERA IL GOVERNO DEBOLE


Il Governo assicura che non ci sarà alcuna manovra aggiuntiva e che le indicazioni della Commissione Europea saranno realizzate senza compiere operazione straordinarie. Ma quest’assicurazione non rassicura affatto. Sarebbe stato meglio sapere fin da ora quali e quanti sforzi aggiuntivi l’Italia dovrà compiere per tranquillizzare i vertici dell’Unione. Perché la prospettiva di andare incontro ad una serie di provvedimenti spezzettati ed occasionali suscita una preoccupazione decisamente superiore all’eventualità di una nuova manovra del valore di quattro miliardi. L’esempio dell’Imu trasformata in Tasi ed ora in Tari è fin troppo significativo. C’è il rischio concreto che per obbedire alla richiesta della Commissione Europea di tassare consumi, immobili ed idrocarburi per stabilizzare il 2014, il Governo s’imbarchi nel disperato tentativo di nascondere all’opinione pubblica l’arrivo di nuovi e più pesanti sacrifici, dando vita ad una serie di azioni sconclusionate destinate non solo a creare nuovi disagi ai cittadini, ma anche ad aumentare oltre ogni limite la pressione fiscale già esorbitante ed inaccettabile.
Chi aveva stoltamente sostenuto che il 40 per cento del voto europeo avrebbe messo Matteo Renzi nelle condizioni di imporre all’Unione Europea le ragioni dell’Italia, deve oggi prendere atto di aver propalato agli italiani una sciocchezza colossale. L’Europa non misura il nostro Paese con il voto ottenuto dal Premier, ma con lo stato di salute dell’economia nazionale e con le medicine che sono state prescritte e che si intendono somministrare per favorire la guarigione. Che le condizioni di salute fossero pessime e che le medicine predisposte dal Governo Renzi fossero insufficienti lo si sospettava da tempo. Ora, però, la Commissione Europea non solo lo ha messo nero su bianco, ma ha anche indicato la terapia d’urgenza da adottare in maniera tassativa per salvare la malata Italia.
La circostanza pone due ordini di problemi. Il primo è che la speranza riposta nelle presunte capacità salvifiche del Governo svanisce di colpo. E rimette in difficoltà il Premier e la sua maggioranza precaria. Il secondo è che a questa difficoltà se ne aggiunge una seconda ancora più pesante, rappresentata dalla totale passività manifestata da Renzi di fronte alle intimazioni dell’Ue.
Il Presidente del Consiglio ed il suo ministro dell’Economia non hanno neppure tentato di contrapporre alla terapia imposta dall’Europa la considerazione che aumentare la tassazione dei consumi in un Paese dove i consumi interni sono crollati e quella degli immobili dove il valore delle case è sceso (sempre a causa delle tasse) del 25/30 per cento, comporta non la salvezza ma l’uccisione del malato. È facile pronosticare che per nascondere la difficoltà e la passività Renzi darà fondo a tutte le sue capacità comunicative. Ma nessuna cortina fumogena riuscirà nei prossimi mesi estivi a rendere evidente che un Governo retto da un partito evaporato come Scelta Civica e marginalizzato come Nuovo Centrodestra ed in cui il Partito democratico continua ad essere il partito del 26 per cento, non ha alcuna possibilità di trattare con l’Europa per farle capire che le condizioni particolari del Paese impongono terapie economiche altrettanto particolari e sicuramente diverse da quelle applicate in altre realtà.
In autunno, in sostanza, diventerà evidente l’inadeguatezza del Governo. E diventerà indispensabile o un nuovo esecutivo di emergenza nazionale o andare alle elezioni anticipate.

mercoledì 4 giugno 2014

CASO DELL’INFERMIERA SOSPETTATA DI UCCIDERE I PAZIENTI ALL’OSPEDALE DI LUGO, EMERGE MENEFREGHISMO E LASSISMO, INTERROGAZIONE DI BAZZONI


Il sottoscritto, consigliere del gruppo assembleare Forza Italia-PdL, Gianguido Bazzoni, PREMESSO che, l’inchiesta giudiziaria sulle morti sospette all’ospedale di Lugo, che vede indagata un’infermiera, sta tenendo banco sulla stampa da alcune settimane; che, secondo quanto riportato dalla stampa, stanno emergendo particolari fortemente inquietanti che riguardano l’organizzazione interna dell’ospedale, l’organizzazione dell’ASL di Ravenna cui l’ospedale apparteneva ed i comportamenti e la “qualità umana” delle persone che ricoprono ruoli dirigenti o di responsabilità; VISTO che, si parla di furti continui ai danni dei pazienti ricoverati, di furti di medicine e materiale sanitario e perfino di pasti completi; che, si parla di comportamenti vessatori dell’infermiera in questione nei confronti di colleghe e personale ausiliario, al fine di garantirsi l’omertà; che sembra acquisito come ormai tutti sapessero e parlassero di quello che accadeva nel reparto, per cui vi fu perfino una riunione senza seguito, ma soprattutto sembra che i sospetti sulle morti “strane” fossero iniziati già da tempo; VISTO INOLTRE che è stato appurato che le fiale di potassio (sostanza che si presume venisse usata per provocare una morte insospettabile) erano liberamente disponibili a chiunque e soprattutto non esisteva un registro di carico e scarico con indicato il nome dell’utilizzatore e questo così anche per altri medicinali “pericolosi”; che da parte dell’ASL non era mai stato affrontato il problema di un’organizzazione diversa nell’uso dei medicinali e nel controllo dell’operato del personale; che, a dispetto della riforma Brunetta della PA, nessuno aveva sentito il dovere di promuovere o sollecitare inchieste e provvedimenti disciplinari, che forse avrebbero evitato azioni ben più gravi dell’infermiera; CONSIDERATO che, da quanto riportato dalla stampa, ci troviamo di fronte a primari che non sanno cosa succede nei propri reparti, medici che non sentono l’obbligo di denunciare fatti anomali come furti di medicinali in flagranza, personale terrorizzato da una persona violenta che non sente di poter essere protetto dai propri dirigenti e si sottomette spontaneamente per non avere guai, un’organizzazione generale che rispecchia il menefreghismo e lassismo proprio di tante PA, ma che non può e non deve essere la regola di un sevizio che tratta la salute e la vita dei cittadini; INTERROGA LA GIUNTA REGIONALE PER SAPERE se ha ritenuto utile seguire da vicino questa vicenda che potrebbe diventare paradigmatica per l’immagine del Servizio Sanitario Regionale; se non ritiene che si evidenzino, in tutta la vicenda, gravi lacune nell’organizzazione dell’Ospedale di Lugo e dell’ASL di Ravenna, a cominciare da come viene selezionato e formato ed aggiornato il personale; se non ritiene di aprire un’inchiesta parallela per mettere in luce tutti i punti oscuri di questa vicenda che non attengono l’aspetto giudiziario, ma gestionale; se non ritiene di intervenire con un grande piano di analisi ed organizzazione di tutti gli aspetti critici che attengono al servizio degli ospedali e delle ASL, cogliendo in primo luogo gli aspetti di aggiornamento, formazione e motivazione di tutti gli operatori, a cominciare dai dirigenti.          Gianguido Bazzoni

martedì 3 giugno 2014

LA COMMISSIONE UE CERTIFICA IL FALLIMENTO DELLE POLITICHE DI RENZI


Nelle pagelle della Commissione europea, nell'attesissima lettera sui conti dell'Italia, è scritta nero su bianco una sonora bocciatura. "Servono ulteriori misure". Tre parole che sintetizzano un fiume di osservazioni e consigli. Tre parole che in soldoni prospettano una nuova manovra per il Belpaese. Una sorta di esegesi a quanto scritto dalla Commissione arriva da Renato Brunetta: "Quando nelle sue Country specific recommendation la Commissione europea chiede all'Italia di rafforzare le misure di bilancio per il 2014 e di operare un sostanziale rafforzamento della strategia di bilancio nel 2015, non solo giudica insufficiente il riformismo di Renzi, ma boccia in maniera irreversibile quel bonus Irpef (rectius: bonus Renzi) che doveva rilanciare i consumi e chi si è trasformato invece in un peggioramento dei saldi di bilancio".
"Si pagano gli 80 euro" - Il presidente dei deputati di Forza Italia arriva subito al punto. "Con l'operazione degli 80 euro - prosegue -, che in campagna elettorale si è qualificata di fatto come voto di scambio, Renzi ha prodotto incertezza, confusione, effetti negativi sulle aspettative di famiglie e imprese che, nel dubbio che entro fine anno si renda necessaria una manovra correttiva, hanno rinviato consumi e investimenti". Per Brunetta, dunque, dall'Europa arriva una "bocciatura eclatante", ma "soprattutto una bocciatura morale: Renzi ha vinto certamente le elezioni europee, ma ha perso la sua scommessa sulle riforme. Tanto quelle istituzionali, ormai irreversibilmente condannate dal Parlamento e dalla stessa maggioranza di governo, quanto quelle economiche, bocciate dalla Commissione europea. Tutto questo - continua - porta il bilancio dei primi 90 giorni di questo governo nel più totale stato fallimentare. Bel risultato - chiosa -: vincere le elezioni, ma perdere sul piano della politica e delle riforme. Una bella nemesi per Renzi, per i suoi cari e per i tanti che stanno accorrendo in soccorso del vincitore", conclude Brunetta.

RENZI FESTEGGIA LA VITTORIA IN UN RISTORANTE, POI SI UBRIACA E NON PAGA IL CONTO.


Grande gioia per il premier Renzi che ha pensato bene di festeggiare la larga vittoria ottenuta alle Elezioni Europee in un noto ristorante di Firenze insieme ad alcuni vecchi amici. Ma l’epilogo non è stato dei più lieti per il ristoratore, infatti, al termine della serata caratterizzata da lauti pasti, risate a più non posso e bottiglie di vino stappate a dismisura, il leader del Pd, in evidente stato di ebrezza, si è rifiutato di pagare il conto.
Il proprietario del locale gli ha richiesto invano il pagamento all’uscita dal locale e lui ha risposto con un laconico: “Mi spiace ma ho lasciato il portafoglio a palazzo Chigi” al che il ristoratore gli ha risposto che poteva pagare anche l’indomani o inviare un bonifico, poichè la cifra ammontava a 700 euro, ma la risposta dell’ex sindaco di Firenze è stata la seguente: “M’importa ‘na sega! Io sono il presidente del Consiglio e non pago, capito o bischero?” dopodichè è uscito dal locale e si è allontanato con i suoi amici barcollando e ridendo.
Il ristoratore, che ha provato a raggiungerlo, è stato fermato dalla scorta e quindi, ha dovuto rinunciare all’incasso. In seguito ha dichiarato di non voler sporgere denuncia per non incappare in qualche ritorsione da parte del potente politico e ha dichiarato: “Mi ripagherò e con gli interessi, vendendo alla stampa le foto che ho scattato a Renzi che lo mostrano visibilmente ubriaco”.
Noi ne abbiamo acquistata una a 300 euro (quella in alto) e crediamo siano ben spese e per una giusta causa. La regaliamo con piacere ai nostri lettori. IL GAZZETTINO WEB

domenica 1 giugno 2014

COMUNICATO DEL COORDINATORE REGIONALE PALMIZIO


Cari amici, campagna elettorale finita., Renzi ha vinto , Grillo in discesa., Noi non abbiamo saputo offrire alla gente una valida opportunità di voto. Partendo da questo dato, non si ricomincia , ma si riprende un percorso, cercando di farlo meglio e seguendo le indicazioni che il Presidente Berlusconi ci ha indicato durante l’ufficio di Presidenza convocato mercoledì scorso:
·         Si riprende la campagna adesioni che andrà avanti fino a fine luglio. In Emilia Romagna le tessere sono veramente poche. Quindi ognuno di Voi faccia la propria parte . La tessera per essere votati ed avere diritto di voto è di € 50,00, € 25,00 per i giovani fino a 28 anni e i seniores oltre i 65, evitiamo per cortesia tesseramenti cumulativi o brogli che possano disaffezionare la nostra gente.
·         A seguire verranno indetti i congressi comunali per eleggere i responsabili locali di Forza Italia e i delegati ai congressi provinciali che eleggeranno i responsabili delle provincie entro l’autunno/inverno.
·         In primavera 2015 verrà convocato il Congresso Nazionale.
·         Si è altresì deciso di iniziare una campagna di scouting per individuare 1000 volti nuovi scelti tra la società civile disponibili ad entrare nel movimento.
·         Il Presidente ha dato il via libera alle primarie di Coalizione, non del movimento, ma solo dopo aver ricostruito l’unione dei moderati che “non sarà subito e NON con tutti”
Come avrete saputo da giornali e Tv il Presidente ha firmato 2 dei referendum presentati da lega Nord . In allegato la lettera e slide. Per firmare i referendum è sufficiente recarsi nel proprio comune con un documento valido.
 Fino all’8 giugno sarò ancora impegnato con i ballottaggi nelle città di Fidenza (PR), Sassuolo (Mo), Molinella (Bo), Savignano sul Rubicone (Fo) , Riccione (RN). Invito tutti Voi a sollecitare parenti e amici che abitino in queste città ad andare al voto e votare per NOI !

LUGO: UNO STORICO BALLOTTAGGIO, PER CAMBIARE


Ho rivisto un vecchio amico che si è fatto onore. Ci incontrammo nel 1974 alla Camera del Lavoro di Lugo che io avevo ventun'anni e lui ventisei. Che grande vita è stata la sua! Che brava persona! Quante cose ha fatto! Ho deciso di dedicargli qualche giornata del mio tempo per raccontare un pezzetto della sua storia. Perché al ballottaggio del Sindaco di Lugo possiate votarlo tutti senza ombra di dubbio! Daniele Leoni