giovedì 23 aprile 2015

BERLUSCONI: “MATTEO RENZI E’ MALATO DI BULIMIA DI POTERE”


Sono lontanissimi i giorni del Patto del Nazareno. Nel momento di massima convulsione all'interno del Pd sull'Italicum, con lo scontro sempre più violento tra minoranza e premier, contro Matteo Renzi entra a gamba tesa anche Silvio Berlusconi. "Questo governo ha fallito", esordisce il Cav nel corso della riunione del gruppo di Forza Italia, sottolineando poi come tutti gli indicatori economici siano peggiorati. E ancora: "Hanno fallito sull'economia, sulla politica estera, sulla disoccupazione, sull'immigrazione. Avevamo ragione noi su tutto, sulla Libia, sull'immigrazione e sulla Russia". Poi, appunto, si passa all'Italicum, la riforma elettorale che ha ricevuto oggi il primo sì della Camera e che sarà in Aula da lunedì. Per Berlusconi si tratta di "una legge autoritaria". Proprio come il premier, che governa "senza avere i numeri". Il leader di Forza Italia poi ci va giù durissimo: "Non possiamo consentire a Renzi di prendere il potere totale con il 30% dei voti attraverso una legge che di fatto con lo sbarramento al 3% polverizza l'opposizione". E ancora: "Noi avevamo proposto l'elezione diretta, almeno chi vince è legittimato dal popolo e ci sarebbero solo due partiti. Renzi - conclude, durissimo - è malato di bulimia di potere". Berlusconi ha ribadito come l'Italia sia "un Paese a democrazia sospesa. Siamo al terzo governo non eletto". Infine, ha concluso: "Forza Italia c'è. Noi siamo ancora qui e faremo il partito repubblicano sul modello americano, il partito dei moderati".


mercoledì 22 aprile 2015

BASTA COSÌ. ORA INSIEME


Insieme nell’affrontare la tragedia di oggi e per evitare quelle future. Insieme, in una coesione nazionale di alto spessore umano e politico, oppure Renzi farà fiasco in Europa. E in Italia, agendo da “uomo solo al comando”, non combinerà altro che pasticci propagandistici, in un’alternanza di cuore dolce e azioni armate, senza un’apparente sintesi coerente ed efficace. Insieme. Questa è la proposta di Silvio Berlusconi. Il premier venga in Parlamento, si faccia dare un mandato forte, che esprima l’unità di forze e uomini di buona volontà. E Bruxelles non potrà più dire di no




martedì 21 aprile 2015

E55 UN’INFRASTRUTTURA INDISPENSABILE: FORZA ITALIA HA PRESENTATO UN ORDINE DEL GIORNO IN PROVINCIA DI RAVENNA


L’E55 è un’opera strategica, di cui si parla ormai da decenni. Lo sviluppo economico del territorio non può prescindere dai suoi collegamenti e dalle infrastrutture. La mancata realizzazione è una grave penalizzazione, oggi l’unica arteria che collega il porto i Lidi con Venezia è la Romea, una arteria inadeguata oltre che pericolosa come testimoniano i frequenti incidenti che accadono”. L’E55 è un’opera ritenuta da tutti fondamentale per Ravenna e per la quale è necessario la convergenza di tutte le forze politiche e di tutte le Associazioni di categoria. Un'arteria che diventa fondamentale per continuare a giocare un ruolo importante nell'economia europea, e il rilancio del porto, ricreando condizioni di sicurezza e di efficienza che le attuali arterie non sono più in grado di garantire.
La discussione e la vertenza sull’E55 in Provincia di Ravenna è stata intensa per il parere contrario degli ambientalisti e della maggioranza di sinistra, con progetti alternativi come quello della nuova Romea, quando tutto sembrava sbloccato, la  grande opera E55, è finita nelle intercettazioni che sostanziano la maxi-inchiesta della Procura di Firenze sul presunto vasto sistema corruttivo al ministero dei Lavori Pubblici, che ha portato alle dimissioni del ministro Lupi. Inoltre, con l'arrivo di Graziano Delrio a capo del ministero che cura le opere pubbliche si vorrebbe snellire il corposo programma di oltre 400 opere pubbliche, difficilmente realizzabile, per ridurle ad una cinquantina di priorità, tra cui non la nuova E45.
 Ricordo che nel mese di giugno 2012, in occasione della visita al porto di Ravenna del Ministro Corrado Passera il sindaco Maurizio Matteucci (del PD, il partito che sostiene e si fa sostenere da Cmc, tanto che lo stesso Pierluigi Bersani, segretario del partito, e` presidente dell` Associazione Nuova Romea, con il compito di fare pressioni politiche per sbloccare l`iter burocratico sul progetto) ha colto l'occasione della notizia dello sblocco di circa 60 milioni di euro per i lavori di approfondimento dei fondali per tornare a chiedere a gran voce altri soldi e lo sblocco del progetto per la realizzazione della "nuova Romea" che dovrebbe collegare Ravenna e il suo porto a quello di Mestre e alle direttrici europee. Solo un caso che anche i lavori di allargamento del porto di Ravenna e del canale Candiano siano in mano alla potente coop Cmc e alla Nuova Romea?
Credo sia necessario un maggiore controllo sulle spese ed eliminare la  “corruzione” ma l’opera è necessaria, non vogliamo che succeda come con il ponte di Messina, (un gruppo cinese interessato all’operazione) dove sono stati spesi tanti milioni di euro e vertenze dai costi faraonici, Occorre il coraggio di scelte coraggiose nella minore spesa e trasparenza e non abbandonare opere strategiche.
Pertanto ho chiesto con un Ordine del Giorno, che auspico accolto da tutte le forze politiche, al Presidente della Provincia Casadio affinché s’interessi insieme ai nostri consiglieri regionali e parlamentari, trasversalmente e unitamente intervengano affinché sostengano il reinserimento della E55 tra le opere prioritarie. Ne va della tenuta della nostra economia, dove già il livello di disoccupazione è il più alto del nord del Paese”
Vincenzo Galassini Consigliere Provinciale Ravenna Forza Italia

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lunedì 20 aprile 2015

LUTTO E RABBIA

Dolore, angoscia, vergogna. Non è una tragedia, ma una strage. Non ci si può più limitare ad appelli all'Europa degli egoismi. Occorre agire per stroncare sulla costa i preparativi di invasione e di morte. Agiamo noi e le spese detraiamole dal nostro contributo a Bruxelles


sabato 18 aprile 2015

MEDIASET, LA CASSAZIONE SMENTISCE LA CONDANNA DI BERLUSCONI: DUE PESI E DUE MISURE?


In un caso analogo a quello del Cav, la suprema corte sostiene che non si può condannare un contribuente solo in base alla presunzione di colpevolezza
Colpo di scena nel processo Mediaset. Secondo quanto racconta il quotidiano Libero, in un caso simile a quello che ha visto Silvio Berlusconi condannato per la vicenda Mediaset, la Cassazione smentisce sé stessa.  Per i giudici della Corte di Cassazione il fondatore di Forza Italia "fu l'artefice di una frode fiscale ai danni dell'erario e per questo fu costretto non solo a lasciare il suo seggio da senatore, ma anche a risarcire l'agenzia delle entrate". Ma adesso le toghe smentiscono la loro stessa sentenza di condanna.
Infatti in una sentenza del 20 maggio 2014, cioè emessa dieci mesi dopo quella pronunciata contro Berlusconi, la suprema corte si rimangia tutto, sostenendo che non si può condannare un contribuente solo in base alla presunzione di colpevolezza. Per stabilire che ha frodato il fisco ci vuole ben altro, ad esempio un atto fondamentale, ossia che l'accusato abbia materialmente partecipato alla frode compiendo l'atto finale: la dichiarazione dei redditi”.
Ecco i punti della sentenza che smentiscono le toghe: “I reati di dichiarazione fraudolenta hanno natura istantanea e si consumano soltanto con la presentazione della dichiarazione annuale. Ancor più esplicita: i reati di frode non possono essere provati dalla mera condotta di utilizzazione, ma da un comportamento successivo e distinto, quale la presentazione della dichiarazione, alla quale in base alla disciplina in vigore non deve essere allegata alcuna documentazione probatoria". La Cassazione dunque assolvendo nel maggio scorso un imputato di frode fiscale, nega dunque la rilevanza penale delle violazioni "a monte" della dichiarazione e lo fa facendosi forte di una serie di pronunciamenti passati.


LIBERTA’ DI PAROLA


Fa specie la sospensione dal servizio dell'agente Tortosa perché ha rivendicato il proprio lavoro onesto di poliziotto nella scuola Diaz. Non è stato incriminato, non è colpevole di nulla. Rivendicare la lealtà del suo operato non è eversione, ma libertà di pensiero e rivendicazione della propria correttezza. Indecente questo cedimento all'opinione pubblica che esalta un ragazzo morto, Carlo Giuliani, mentre cercava di far fuori un carabiniere


ELEZIONI REGIONALI: UN SOGNO?


Abbiamo l’opportunità di ribaltare pronostici infausti, che ci davano sconfitti per 7 a 0. E se invece conquistassimo la Campania e il Veneto? Avremmo un 5 a 2 che non comporterebbe alcuno stravolgimento dello status quo pre-Renzi, e quindi nessuna vittoria per il Pd. E se a queste si aggiungesse la Liguria che vede nei sondaggi Toti a pari merito con Paita? Sarebbe un 4 a 3 e quindi una grande vittoria per noi. Se poi la Puglia non si disunisse otterremo un 3 a 4 che comporterebbe inevitabilmente le dimissioni di Renzi. Possiamo sognare, dobbiamo crederci. Uniti si vince!

giovedì 16 aprile 2015

Berlusconi libero e forte – Ne vedremo delle belle. Fino a ieri la sua libertà era letteralmente sub judice, oggi il presidente di Forza Italia non ha alcun limite alla sua azione, e gli viene restituito il passaporto. Non semplicemente il passaporto per viaggiare all'estero (e Dio sa quanto sarebbe stato utile uno statista come lui a trovare soluzioni a casa di Putin per la questione Ucraina e in Turchia per fermare la deriva islamista di Erdogan). Ma il passaporto è soprattutto morale e vale per la politica a tempo pieno.
E VAI SILVIO, VICINA TUA PRIMAVERA : “E vai Silvio! Dopo la decisione del Tribunale di Sorveglianza di Milano è quasi pronta la primavera di Berlusconi. Manca solo la ingiusta Severino che va cambiata”.
MEDIASET: ORA CORREGGERE LEGGE SEVERINO: “La notizia dell'estinzione della pena per Silvio Berlusconi è da una parte straordinariamente positiva e dall'altra straordinariamente negativa. Non possiamo che rallegrarci per la riconquistata libertà del leader di Forza Italia, costretto da oltre un anno a fare i conti con gli effetti di una sentenza ingiusta e ingiustificabile. Allo stesso tempo, non possiamo non esprimere tutta la nostra rabbia per il fatto che Berlusconi sia incandidabile fino al 2019 secondo gli effetti della scellerata legge Severino. Alla luce di ciò, sono ancora più orgoglioso di essere stato l'unico a dire no in occasione del voto finale ad un provvedimento, la Severino appunto, che auspichiamo venga corretto quanto prima per riportarlo a più sani principi di equilibrio, di garanzia e di civiltà giuridica”.



FORZA ITALIA, L’ASTRO NASCENTE SILVIA SARDONE; NEL PARTITO TROPPE ZAVORRE: GASPARRI, ROMANI, POLVERINI, MATTEOLI. E POI RAZZI…..


"Nel partito abbiamo delle zavorre, gente che è lì da oltre 20 anni. Forza Italia è nata contro i mestieranti della politica, ma adesso è diventata come gli altri. Abbiamo predicato bene e razzolato male". Silvia Sardone, consigliere di zona a Milano di Forza Italia, possibile (auto)candidata sindaco e soprattutto nuovo volto televisivo del partito di Silvio Berlusconi, punta il dito contro la "nomenklatura" azzurra e intervistata da La Zanzara su Radio24 fa nomi e cognomi: "Romani e Gasparri si sono, come dire, autodenunciati. Come quei bambini che mangiano il budino di nascosto, la mamma non li sgama e se ne escono da soli a dire: mamma, mamma io non ho mangiato il budino. Si autodenunciano". "Considero zavorre la Polverini -prosegue la Sardone -,Matteoli che è alla nona legislatura, ma non ti rompi le balle? Forse a fare la bella vita no...". - "Razzi - dice ancora la Sardone - mi fa vergognare. Ma avete visto il video della canzone? Se lui è parlamentare e io consigliere di zona c'è qualcosa che non funziona. Quando lo vedo in tv mi metterei sotto una coperta per la vergogna". Sulle Olgettine si mantiene distaccata: "Sono ragazze molto diverse da me, ho un altro stile di vita. Io mi sono laureata, ho fatto il dottorato con una borsa di studio, loro hanno un'altra storia. Ma Berlusconi può spendere i suoi soldi come vuole". Berlusconi è un perseguitato dalla magistratura, gli chiedono i conduttori Cruciani e Parenzo? "Lui sì, gli altri no".



martedì 14 aprile 2015

LA COOP FORAGGIAVA IL PD E ANCHE RENZI-


Eccolo, il contributo della Cpl alla cena di finanziamento di Matteo Renzi, quella organizzata all’Eur, a Roma, lo scorso 7 novembre. Una goccia nel mare di «elargizioni liberali» che Cpl Concordia distribuiva a politici, Una goccia nel mare di «elargizioni liberali» che Cpl Concordia distribuiva a politici, fondazioni e associazioni. Una rete odorosa di denari, destinati in buona parte al Pd, con cui il colosso delle coop consolidava consenso e presenza sul territorio. Della cena «renziana» aveva parlato già il dg estero della Coop, Fabrizio Tondelli. Interrogato il 15 gennaio, aveva messo a verbale d’aver espresso il proprio disaccordo a quel contributo «perché non trovavo alcuna utilità», aggiungendo che poi il Cda «per motivi commerciali e di opportunità» aveva dato il placet. Tra gli atti dell’inchiesta napoletana salta fuori proprio il verbale di quel cda del 30 ottobre 2014, presieduto dall’allora numero uno della Cpl, Roberto Casari, arrestato la scorsa settimana, e che nel suo ultimo interrogatorio in carcere ha spiegato ai pm che avrebbe «scommesso che Renzi avrebbe recuperato come Commissario europeo, e non rottamato, Massimo D’Alema».