giovedì 28 maggio 2015
martedì 26 maggio 2015
domenica 24 maggio 2015
I CONSIGLIERI DI FORZA ITALIA DI RAVENNA, RICORDANO IL PRIMO CENTENARIO DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE
In occasione del centenario della prima
guerra mondiale che celebriamo il prossimo 24 maggio, per mantenere vivo il
ricordo di quegli uomini straordinari e della loro tenacia, del loro infinito
coraggio e del senso del dovere a difesa della cara amata Italia, i consiglieri
di Forza Italia promuovono una serie di iniziative simboliche di omaggio per i
caduti della Provincia di Ravenna:
-
Un
minuto si silenzio sarà proposto nel consiglio provinciale di Ravenna del 26
maggio e nei vari Comuni della provincia, quando ci sarà il consiglio comunale
-
Un
mazzo di fiori al monumento dei caduti, nei vari Comuni,
L'obiettivo è quello di accendere nei
cuori, soprattutto delle giovani generazioni, una sorta di ardore civile che le
spinga ad operare per dare un significato autentico a quell'immane sacrificio
che quei ragazzi cent'anni fa si prefiggevano: fare dell'Italia il posto
migliore dove crescere i propri figli.
Attraverso la nostra Storia e il
rispetto della nostra memoria, ricostruiamo momenti di aggregazione intorno ai
valori fondamentali della nostra comunità.
Vincenzo
Galassini consigliere provincia di Ravenna, Alberto Ancarani consigliere comune di Ravenna, Raffaella Ridolfi consigliere
comune di Faenza, Donatella Donati consigliere comune di Lugo, Oriano
Casadio consigliere comune di
Casola Valsenio, e consiglieri di area in altri Comuni della provincia di
Ravenna
venerdì 22 maggio 2015
giovedì 21 maggio 2015
FORZA ITALIA, BERLUSCONI: PRIMA O POI I POLITICANTI VANNO VIA DA FORZA ITALIA.
Roma, 19 mag. (askanews) - "Le logiche
di Forza Italia sono completamente diverse da quelle di chi fa politica per
professione, per questo i politicanti prima o dopo se ne sono andati da Forza
Italia". Lo ha detto il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, nel
corso di un'intervista all'emittente tv marchigiana È Tv."Forza Italia -
ha insistito - è sempre stata qualcosa di diverso da un partito. È un movimento
rivolto al ceto medio, ai moderati, con una democrazia interna assoluta, quasi
eccessiva, ed ha portato in politica i valori del mondo del lavoro".
mercoledì 20 maggio 2015
PROCESSO MAIORANO-RENZI, LA NOTIZIA CHE NESSUNO VI HA DATO
Del caso del processo
Maiorano-Renzi nessuno ne ha parlato. Esclusi un pugno di blog e un video
apparso su repubblica.it, all’indomani della prima udienza del procedimento
partito da una denuncia per diffamazione di Renzi contro Maiorano, non si trova
notizia dei 6 kg di fatture
che, secondo Maiorano, dimostrerebbero le spese folli di Matteo Renzi a danno dei
contribuenti.
Persino le agenzie stampa
hanno quasi ignorato la vicenda: ieri sono circolate soltanto un paio di
agenzie Ansa e un paio di TMNews, bellamente ignorate dai giornali e non
apparse neanche nei rispettivi siti delle due agenzie stampa.
Riporto una di codeste
agenzie-fantasma:
“Il presidente del
consiglio non si è costituito
parte civile e questa è una cosa importante per la posizione di
Maiorano – ha detto l’avvocato Taormina -. Inoltre poiché sono stati fatti
salvi i diritti di prima udienza possiamo portare una nostra lista di
testimoni, per cui ci divertiremo”. “Se
Renzi non si è costituito parte civile, avrà avuto le sue buone ragioni, certo
non lo ha fatto per magnanimità”, ha aggiunto Taormina. “Noi
introdurremo nel processo i testimoni delle vicende che lo riguardano e che
rientrano nel complesso delle contestazioni fatte a Maiorano”, ha detto
Taormina riferendosi a denunce
che Maiorano ha fatto nel recente passato contro Renzi su varie
questioni tra cui la società Florence
multimedia, la Fondazione
politica che sostiene Renzi, la disponibilità della casa in centro
data a Renzi dall’imprenditore amico Marco
Carrai. “Ogni capitolo sarà scandagliato uno per uno da qui al
prossimo giugno – ha concluso l’avvocato Taormina – questo è un processo ma se
ne faranno altri. Altre denunce sono già pronte, anche se c’è qualcuno che non
si muove”. Dopo la breve udienza di apertura del processo, l’avvocato Taormina
si è recato negli uffici della procura. Prima dell’udienza si è radunato con
Maiorano fuori dall’aula un gruppo di esponenti del Movimento 5 Stelle di
Firenze a suo sostegno. Maiorano ha presentato uno zaino pieno di documenti, e
una maglietta con una scritta in cui accusa Renzi dei 20 milioni di sprechi in Provincia.
(Ansa)”
martedì 19 maggio 2015
lunedì 18 maggio 2015
RENZI NEI GUAI
Come i conti alla fine demoliranno Renzi. Il
debito pubblico cresce, le Province abolite sono una finzione, sulle pensioni
si sta elaborando la rapina del secolo. La scuola: scontro per finta. Non
c’entrano i contenuti, ma solo la lotta interna al Pd. E chi ci rimette è chi
vuole una scuola seria
Renzi in un mare di guai. Non bastassero i dati
ballerini che adesso i sondaggi sulle regionali ci raccontano (con partite
apertissimi dove invece il Pd credeva di vincere a mani basse) ma per il
premier i fronti aperti si stanno moltiplicando e sono tutti caldi e ad alto
rischio implosione.
Con il problema dei problemi che neanche le sue
barzellette sono mai riuscite a celare. I conti che non tornano e che alla fine della
giostra demoliranno lui e il suo fragile a arrabattato esecutivo.
Ieri per il povero Matteo
Renzi è
arriva un’altra, l’ennesima, doccia fredda: nuovo record per debito
pubblico Italiano: “il debito delle
Amministrazioni pubbliche – ha fatto sapere Palazzo Koch – è aumentato in marzo
di 15,3 miliardi, a 2.184,5 miliardi superando il precedente massimo di 2.169
toccato nel mese di febbraio”.
E adesso come la mettiamo, caro Renzi? E adesso
come la mettiamo, caro Padoan? Il ministro dell’Economia e delle finanze non ci
aveva detto che il debito doveva stabilizzarsi nel 2015 e scendere dal 2016?
Come mai continua a crescere e Bankitalia ha certificato un nuovo
record?
Domande senza risposta. Il
governo non commenta i dati scomodi. Fa solo spot pubblicitari, nulla di più.
Ci avevano raccontato che le Province, con il famigerato
provvedimento Delrio, sarebbero scomparse, e con esse i costi per lo Stato.
Falso: le Province vivono e costano come
prima –
ci dice la Corte dei Conti – continuando a spendere
la bellezza di 7 miliardi all’anno.
E sulle pensioni? Continua
la grande lite tra Renzi e Padoan dopo la decisione della Corte costituzionale.
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Renzi stai sereno
venerdì 15 maggio 2015
mercoledì 13 maggio 2015
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