domenica 24 maggio 2015

I CONSIGLIERI DI FORZA ITALIA DI RAVENNA, RICORDANO IL PRIMO CENTENARIO DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE


In occasione del centenario della prima guerra mondiale che celebriamo il prossimo 24 maggio, per mantenere vivo il ricordo di quegli uomini straordinari e della loro tenacia, del loro infinito coraggio e del senso del dovere a difesa della cara amata Italia, i consiglieri di Forza Italia promuovono una serie di iniziative simboliche di omaggio per i caduti della Provincia di Ravenna:
-       Un minuto si silenzio sarà proposto nel consiglio provinciale di Ravenna del 26 maggio e nei vari Comuni della provincia, quando ci sarà il consiglio comunale
-       Un mazzo di fiori al monumento dei caduti, nei vari Comuni,
L'obiettivo è quello di accendere nei cuori, soprattutto delle giovani generazioni, una sorta di ardore civile che le spinga ad operare per dare un significato autentico a quell'immane sacrificio che quei ragazzi cent'anni fa si prefiggevano: fare dell'Italia il posto migliore dove crescere i propri figli.
Attraverso la nostra Storia e il rispetto della nostra memoria, ricostruiamo momenti di aggregazione intorno ai valori fondamentali della nostra comunità.
Vincenzo Galassini   consigliere provincia di Ravenna, Alberto Ancarani    consigliere comune di Ravenna, Raffaella Ridolfi     consigliere comune di Faenza, Donatella Donati     consigliere comune di Lugo,  Oriano Casadio         consigliere comune di Casola Valsenio, e consiglieri di area in altri Comuni della provincia di Ravenna



giovedì 21 maggio 2015

FORZA ITALIA, BERLUSCONI: PRIMA O POI I POLITICANTI VANNO VIA DA FORZA ITALIA.


Roma, 19 mag. (askanews) - "Le logiche di Forza Italia sono completamente diverse da quelle di chi fa politica per professione, per questo i politicanti prima o dopo se ne sono andati da Forza Italia". Lo ha detto il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, nel corso di un'intervista all'emittente tv marchigiana È Tv."Forza Italia - ha insistito - è sempre stata qualcosa di diverso da un partito. È un movimento rivolto al ceto medio, ai moderati, con una democrazia interna assoluta, quasi eccessiva, ed ha portato in politica i valori del mondo del lavoro".



mercoledì 20 maggio 2015

PROCESSO MAIORANO-RENZI, LA NOTIZIA CHE NESSUNO VI HA DATO



Del caso del processo Maiorano-Renzi nessuno ne ha parlato. Esclusi un pugno di blog e un video apparso su repubblica.it, all’indomani della prima udienza del procedimento partito da una denuncia per diffamazione di Renzi contro Maiorano, non si trova notizia dei 6 kg di fatture che, secondo Maiorano, dimostrerebbero le spese folli di Matteo Renzi a danno dei contribuenti.
Persino le agenzie stampa hanno quasi ignorato la vicenda: ieri sono circolate soltanto un paio di agenzie Ansa e un paio di TMNews, bellamente ignorate dai giornali e non apparse neanche nei rispettivi siti delle due agenzie stampa.
Riporto una di codeste agenzie-fantasma:
“Il presidente del consiglio non si è costituito parte civile e questa è una cosa importante per la posizione di Maiorano – ha detto l’avvocato Taormina -. Inoltre poiché sono stati fatti salvi i diritti di prima udienza possiamo portare una nostra lista di testimoni, per cui ci divertiremo”. “Se Renzi non si è costituito parte civile, avrà avuto le sue buone ragioni, certo non lo ha fatto per magnanimità”, ha aggiunto Taormina. “Noi introdurremo nel processo i testimoni delle vicende che lo riguardano e che rientrano nel complesso delle contestazioni fatte a Maiorano”, ha detto Taormina riferendosi a denunce che Maiorano ha fatto nel recente passato contro Renzi su varie questioni tra cui la società Florence multimedia, la Fondazione politica che sostiene Renzi, la disponibilità della casa in centro data a Renzi dall’imprenditore amico Marco Carrai. “Ogni capitolo sarà scandagliato uno per uno da qui al prossimo giugno – ha concluso l’avvocato Taormina – questo è un processo ma se ne faranno altri. Altre denunce sono già pronte, anche se c’è qualcuno che non si muove”. Dopo la breve udienza di apertura del processo, l’avvocato Taormina si è recato negli uffici della procura. Prima dell’udienza si è radunato con Maiorano fuori dall’aula un gruppo di esponenti del Movimento 5 Stelle di Firenze a suo sostegno. Maiorano ha presentato uno zaino pieno di documenti, e una maglietta con una scritta in cui accusa Renzi dei 20 milioni di sprechi in Provincia. (Ansa)”



martedì 19 maggio 2015

lunedì 18 maggio 2015

RENZI NEI GUAI


Come i conti alla fine demoliranno Renzi. Il debito pubblico cresce, le Province abolite sono una finzione, sulle pensioni si sta elaborando la rapina del secolo. La scuola: scontro per finta. Non c’entrano i contenuti, ma solo la lotta interna al Pd. E chi ci rimette è chi vuole una scuola seria
Renzi in un mare di guai. Non bastassero i dati ballerini che adesso i sondaggi sulle regionali ci raccontano (con partite apertissimi dove invece il Pd credeva di vincere a mani basse) ma per il premier i fronti aperti si stanno moltiplicando e sono tutti caldi e ad alto rischio implosione.
Con il problema dei problemi che neanche le sue barzellette sono mai riuscite a celare. I conti che non tornano e che alla fine della giostra demoliranno lui e il suo fragile a arrabattato esecutivo.
Ieri per il povero Matteo Renzi è arriva un’altra, l’ennesima, doccia fredda: nuovo record per debito pubblico Italiano: “il debito delle Amministrazioni pubbliche – ha fatto sapere Palazzo Koch – è aumentato in marzo di 15,3 miliardi, a 2.184,5 miliardi superando il precedente massimo di 2.169 toccato nel mese di febbraio”. 



E adesso come la mettiamo, caro Renzi? E adesso come la mettiamo, caro Padoan? Il ministro dell’Economia e delle finanze non ci aveva detto che il debito doveva stabilizzarsi nel 2015 e scendere dal 2016? Come mai continua a crescere e Bankitalia ha certificato un nuovo record?
Domande senza risposta. Il governo non commenta i dati scomodi. Fa solo spot pubblicitari, nulla di più.
Ci avevano raccontato che le Province, con il famigerato provvedimento Delrio, sarebbero scomparse, e con esse i costi per lo Stato. 



Falso: le Province vivono e costano come prima – ci dice la Corte dei Conti – continuando a spendere la bellezza di 7 miliardi all’anno.
E sulle pensioni? Continua la grande lite tra Renzi e Padoan dopo la decisione della Corte costituzionale.

venerdì 15 maggio 2015

mercoledì 13 maggio 2015