giovedì 13 agosto 2015

RENZI STA PER FARCELA: ANCORA POCO, E HA VINTO. HA DISTRUTTO L’UNIONE EUROPEA…

Alla fine, Matteo Renzi sta per farcela: manca ormai davvero pochissimo è c’è riuscito a distruggere l’Unione europea. Là dove neppure le più rosee aspettative di Matteo Salvini si sarebbero spinte, il signor Renzi, grazie alla sua pazzesca politica sull’immigrazione, sta per ottenere un risultato storico: la devastazione dell’intera Ue. C’è poco da discutere: la Francia ha abolito Schengen, la Gran Bretagna ha militarizzato i confini, inasprito come mai in passato le leggi che puniscono l’immigrazione clandestina e chi la facilita guadagnandoci, l’Ungheria ha ricostruito il “muro” sui confini, l’Austria rigetta in Italia qualsiasi etracomunitario senza documenti in regola provi a varcare le sue frotiere, la Repubblica Ceca ha detto basta e chiuso a ogni possibilità di nuovi campi per immigrati, la Germania è sul punto di esplodere, tanto da aver iniziato a costruire tendopoli in mezzo ai campi, e ne riparliamo questo inverno, quando le temperature scenderanno parecchio sotto zero, la Spagna se possibile ha alzato ancora l’altezza dei reticolati sul confine con l’Africa, la Svizzera è diventata una specie di fortezza, ma la Svizzera non fa testo perchè non è nella gabbia Ue, però fa tendenza, dato che la medesima rigidità ormai impera in tutta l’Europa centrale e del nord. Ma il vero grande risultato di Renzi è d’aver ottenuto che l’Italia sia considerata adesso da tutte le cancellerie della Ue alla stregua di una nazione appestata governata da un pazzo che la sta gonfiando di clandestini disperati pronti a tutto, tanto che addirittura nella Grecia di Tsipras la polizia ha caricato i “migranti” che a migliaia non volevano essere “trasferiti”.Uno sconquasso simile in Europa non si vedeva dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Ed è tutto merito di Renzi

martedì 11 agosto 2015

IL GOVERNO NON HA I NUMERI

Mattarella convochi Renzi al Quirinale, gli chieda conto della sua non maggiorana. Il deficit è strutturale, non è contingente

sabato 8 agosto 2015

SODDISFAZIONE DOPPIA


Per il tavolo di coesione nazionale e per la Rai. Nell'uno e nell'altro caso il governo ha dovuto accettare come vincenti le nostre proposte. Nessun nuovo Nazareno, ma consapevolezza di un metodo che privilegia l'interesse nazionale su quello di fazione. E la prova che senza Forza Italia Renzi non può combinare niente di buono

giovedì 6 agosto 2015

MIGRANTI IN ITALIA, E’ DISASTRO. TUTTA COLPA DELLA KYENGE E DELLA BOLDRINI


«Non chiamateli clandestini», «siamo tutti clandestini», «aboliamo il reato di clandestinità», «non chiamateli immigrati ma migranti», «migranti in Italia», «gli italiani devono accogliere i profughi», «basta con l’egoismo di chi protesta contro i centri di accoglienza», «non è vero che c’è l’emergenza degli sbarchi». Un tam-tam continuo nel tentativo di convincere l’opinione pubblica che l’invasione era cosa buona e giusta. Perché è nel dna della sinistra, che spera sempre di arricchire il suo pacchetto di voti con nuovi innesti. Quelle frasi, quei concetti sono stati espressi in primis da due protagoniste della politica italiana: Cécile Kyenge e Laura Boldrini, non a caso le più bersagliate dal popolo del web. E quei concetti hanno poi portato allo sfascio, a una situazione insostenibile, a un’Italia che passivamente si fa scaraventare nel burrone. Di fronte agli sbarchi infiniti, il goverrno Renzi è l’unico in Europa a non muovere un dito, a non prendere un provvedimento, a brancolare nel buio. Incapace di pensare e di agire. Paralizzato dal buonismo. Condizionato dalla paura di perdere la faccia (anche se l’ha già persa).

 Migranti in Italia, il paragone con gli altri Paesi è da shock. Ed è questo che infiamma il dibattito su Facebook. Il paragone è specialmente con la Gran Bretagna, dove si discute la scelta di dare la caccia ai migranti “irregolari”. Anche i padroni di casa potranno – anzi dovranno – prendervi parte: sfrattando, senza badare al contratto d’affitto e senza attendere giudizi della magistratura, quei richiedenti asilo la cui domanda risultasse scaduta o non accolta. A prevederlo – come è noto – è una norma proposta dal governo conservatore di David Cameron, sullo sfondo della crisi dei migranti che cercano di raggiungere il Regno Unito da Calais, sul versante francese della Manica. C’è chi è favorevole e chi è contrario,  naturalmente. Ma una cosa salta sotto gli occhi: Londra è impegnata a salvaguardare la propria gente, com’è impegnata Parigi e com’è impegnata Madrid. Gli unici che guardano smarriti sono i ministri italiani. La colpa è tutta loro. A partire dalla Kyenge per arrivare alla Boldrini.


mercoledì 5 agosto 2015

SILVIO BERLUSCONI AL CONSIGLIO NAZIONALE DI FORZA ITALIA: “ IL 5 AGOSTO LANCIO ALTRA ITALIA”

"Ora che ci siamo liberati dei professionisti della politica possiamo andare avanti nella realizzazione di un centrodestra unito, perché uniti siamo sopra il centrosinistra". Lo ha detto, secondo quanto viene riferito, Silvio Berlusconi, parlando al Consiglio nazionale di Forza Italia riunito nella sede del partito. "Sono il presidente onorario di Forza Italia, e ForzaItalia fa parte della mia vita e spero di morire ancora da presidente del partito senza lasciare indietro nessuno, perché io h forte in me il senso dell’amicizia e della riconoscenza, e non dividerò mai la mia strada da nessuno di voi".

Continua Silvio, che annuncia un nuovo progetto: "Il nostro primo obiettivo è portare Forza Italia sopra il 20 per cento, poi costruiremo l'Altraitalia che non è di sinistra e che rappresenta la maggioranza del Paese". Il Consiglio nazionale del partito ha approvato il documento elaborato oggi dall’ufficio di presidenza, che delinea la strategia politica per i prossimi mesi, con alcuni passaggi di rilievo in materia di riforme, economia e giustizia. Tra i punti: il limite di tre anni per i ruoli e gli incarichi di partito e obbligo di rispettare la parità di genere. Domani darò vita ad una fondazione con 20 campioni della società civile", riferiscono le fonti.

martedì 4 agosto 2015

L’ULTIMA SENTENZA DI MATTARELLA: PENSIONE D’INVALIDITA’ ANCHE AGLI IMMIGRATI SENZA CARTA DI SOGGIORNO

Tra i firmatari della sentenza numero 22 depositata il 27 febbraio ci sono Sergio Mattarella e Giuliano Amato. Il relatore era Paolo Grossi. La decisione della Corte costituzionale, che risale al 27 gennaio, è l'ultimo "atto" da giudice della Corte costituzionale del neo presidente della Repubblica. La chiamata al Quirinale è, infatti, arrivata il 13 gennaio, quattro giorni dopo appunto.
Come racconta Libero, prima di lasciare la Consulta, Mattarella ha sentenziato che è discriminante (e, quindi, incostituzionale) escludere da prestazioni assistenziali, come l’indennità di accompagnamento, gli immigrati anche quando questi sono sprovvisto della carta di soggiorno, un particolare permesso di soggiorno a tempo indeterminato che può essere richiesto solo da chi possiede un permesso in corso di validità da almeno cinque anni. La Consulta accogli così il ricorso alla Corte d’appello di Bologna di un cittadino pakistano che nel 2009 si era appellato al tribunale di Reggio Emilia per vedersi riconosciuto il diritto alla pensione ed all’indennità di accompagnamento in quanto "cieco civile con residuo visivo non superiore a 1/20 in entrambi gli occhi". L’Inps si era opposto perché, sebbene fosse legalmente in Italia, all'immigrato mancava la carta di soggiorno.
Con la sentenza firmata anche da Mattarella, la Consulta stabilisce che anche gli immigrati senza la carta di soggiorno hanno non solo diritto alla pensione ma anche alle indennità accessorie. La vicenda apre ora una voragine. Quanti sono, infatti, gli stranieri senza carta di soggiorno, ma legalmente presenti in Italia, che nei prossimi mesi faranno domanda all'Inps per godere della pensione di invalidità? Non solo. C'è, infatti, un atro problemino: non è necessario che sia stata contratta o diagnosticata in Italia. Quanto costerà questo scherzetto alle casse dell'istituto di previdenza? La sentenza potrebbe incidere pesantemente sui conti già traballanti dell’istituto pubblico.

lunedì 3 agosto 2015

IUS SOLI, I CLANDESTINI DIVENTERANNO ITALIANI, GRAZIE AI TECNICISMO DI CHAOUKI DEL PDL

Attenzione, nel pacchetto sui nuovi diritti presentato da Matteo Renzi, sbuca fuori lo Ius soli. Venerdì scorso è stato infatti depositato alla Camera il testo unificato che raccoglie le 24 proposte di modifica della legge 91/92, che definisce“cittadino per nascita il figlio di padre o madre cittadini”.
Il testo presentato due giorni, riporta La Stampa, introduce lo ius soli temperato e lo ius culturae, legato al ciclo scolastico. In sostanza, sarà riconosciuto come cittadino italiano “chiè nato nel territorio della Repubblica da genitori stranieri, di cui almeno uno sia residente legalmente in Italia, senza interruzioni, da almeno 5 anni, antecedenti alla nascita”. Ma lo sarà anche chi nasce in Italia da genitori stranieri di cui almeno uno sia nato in Italia e vi risieda da almeno un anno. Per lo ius soli soft basterà allegare una dichiarazione del papà o della mamma all’atto di nascita. Invece per chi è arrivato in Italia prima dei 12 anni, il Parlamento sta pensando a una forma di ius culturae (servirà un percorso scolastico o di formazione professionale di almeno 5 anni). “Puntiamo a una riforma che fotografa un’Italia che già c’è e che faccia convivere il diritto alla nascita con il radicamento dei genitori”, commenta Khalid Chaouki del Pd. Immaginiamo che Matteo Salvini alzerà le barricate.

venerdì 31 luglio 2015

PROVINCIA RAVENNA,ALTRO CAMBIO DOPO L’USCITA DI RIVOLA DALLA GIUNTA PROVINCIAE FORZA ITALIA HA CHIESTO NUOVAMENTE CHE L’INTERO CONSIGLIO SI DIMETTA

Il consiglio provinciale ha preso atto dell’uscita dal gruppo Pd di Ermanno Tani che è confluito nel gruppo misto. Il consigliere Galassini, dopo l’uscita nei giorni scorsi dell’assessore Rivola, vista la completa assenza dai lavori del consiglio provinciale del presidente Casadio e del vice Valenti, in dispregio ai consiglieri eletti, ha chiesto nuovamente le dimissione di tutti i consiglieri per anticipare l’ingresso dei consiglieri comunali, ma il Pd non ci sente.