martedì 11 ottobre 2016
COME ABBIAMO FATTO A SOPRAVVIVERE NOI BAMBINI DEGLI ANNI 50 - 60 - 70 - 80 ?
1.- Da bambini 🙇 andavamo in auto
🚙 che non avevano cinture di sicurezza né airbag…
2.- Viaggiare nella
parte posteriore di un furgone aperto 🚛 era una passeggiata speciale...
3.- Le nostre culle
erano dipinte con colori vivacissimi 🔯
✴, con vernici a base di piombo.
4.- Non avevamo
chiusure di sicurezza per i bambini nelle confezioni dei medicinali
😳, nei bagni
🚽, alle porte 🚪 , alle prese 🔌.
5.- Quando andavamo
in bicicletta
🚲 non portavamo il casco 🏮.
6.- Bevevamo l’acqua
💦 dal tubo del giardino invece che dalla bottiglia
🍶 dell’acqua minerale…
7.- Uscivamo a
giocare con l’unico obbligo di rientrare prima del tramonto
🌅. Non avevamo cellulari…
📱 cosicché nessuno poteva rintracciarci. Impensabile .😮
8.- La scuola 🏤durava fino alla mezza 🕜, poi andavamo a casa
🏠 per il pranzo
🍝🍗🍌 con tutta la famiglia 👪 (si, anche con il papà
👨).
9.- Ci tagliavamo
😨 ci rompevamo un osso perdevamo un dente
😖 e nessuno faceva una denuncia per questi incidenti. La colpa non era
di nessuno, se non di noi stessi.
10.- Mangiavamo
biscotti 🍪, pane olio
🍞e sale, pane e burro, bevevamo bibite zuccherate e non avevamo mai
problemi di sovrappeso, senza palestra, ma sempre in giro a giocare…
11.- Condividevamo
una bibita in quattro… bevendo dalla stessa bottiglia
😷 e nessuno moriva per questo.
12.- Non avevamo
Playstation 📟, Nintendo 64, X box, Videogiochi , televisione via cavo 📺 con 99 canali, videoregistratori📼, dolby surround, cellulari personali📱, computer💻, chatroom su Internet...
… Avevamo solo tanti AMICI 👭 👬👬👭👭👭
… Avevamo solo tanti AMICI 👭 👬👬👭👭👭
13.- Uscivamo,
montavamo in bicicletta 🚲 o camminavamo fino a casa dell’amico 🏡, suonavamo il campanello semplicemente per vedere se lui era lì e
poteva uscire.
14.- Si! Lì fuori!
Nel mondo crudele 🌍! Senza un guardiano! Come abbiamo fatto? Facevamo
giochi con bastoni e palline da tennis 🎾, si formavano delle squadre per giocare una
partita; non tutti venivano scelti per giocare e gli scartati dopo non subivano
un trauma.
15.- Alcuni studenti
👦👧 non erano brillanti come altri e quando
perdevano un anno lo ripetevano. Nessuno andava dallo psicologo, dallo
psicopedagogo, nessuno soffriva di dislessia 😙 né di problemi di attenzione 😘 né d’iperattività;😜 semplicemente prendeva qualche scapaccione e
ripeteva l’anno, perché gli insegnanti avevano ragione.
16.- Avevamo
libertà, fallimenti, successi, responsabilità … e imparavamo a gestirli.
La grande domanda allora è questa:
La grande domanda allora è questa:
💥💥
Come abbiamo fatto a sopravvivere? a crescere e diventare grandi?
venerdì 7 ottobre 2016
REFERENDUM, BRUNETTA RIBALTA LO SCENARIO: “CON LA VITTORIA DEL SI CI SARA’ IL CAOS” E SPIEGA PERCHE’
Alla Camera dei Deputati, durante la presentazione del ‘Riformisti per il No‘, comitato referendario promosso da Stefania Craxi e Stefano Caldoro, Renato Brunetta ipotizza che con la vittoria del Sì al Referendum: “Renzi si monterà la testa e vorrà andare ad elezioni anticipate e mettiamo che però vinca il M5S: a quel punto avremmo una Camera ‘grillina’ ed un senato del Pd, cioè due maggioranze diverse, sarebbe il caos. Immaginatevi cosa farrebbero i ‘piddini’ al Senato: ci sarebbe la guerra costante contro la Camera M5S”. Poi il capogruppo azzurro però non nasconde anchel’obiettivo politico del suo ‘No’: “Certo che voglio mandare a casa Renzi. Sarebbe così costretto a cercarsi un lavoro, lui che non ha mai lavorato in vita sua. Sarebbe una soddisfazione troppo bella e gli italiani se la sognano anche la notte”
giovedì 6 ottobre 2016
RENZI CI STA INGUAIANDO : IL DEBITO PUBBLICO SCHIZZA A OLTRE IL 133 %
La politica economica di Renzi ci
proprio inguaiando. Il debito italiano salirà infatti al 133,2% nel 2016 dal
132,7% del 2015. Nel 2017 il debito crescerà al 133,4%. E’ quanto prevede il
Fmi, che rivede al rialzo le stime sul debito italiano rispetto ad aprile,
quanto aveva previsto un debito al 133% nel 2016 e al 131,7% nel 2017. Le stime
sono superiori a quelle contenute nella Nota di aggiornamento al Def, dove ò
previsto un debito al 132,8% nel 2016 e al 132,2% nel 2017.
Debito più alto, crescita più
bassa
Oltre che sul debito, arrivano
brutte notizie anche sul fronte della crescita.
Il Fmi lima le stime per l’Italia.
Dopo il +0,8% nel 2015, nel 2016 il pil italiano salirà dello 0,8% e nel 2017
dello 0,9%, rispettivamente 0,1 punti percentuali in meno rispetto alle stime
di luglio e 0,2 punti percentuali rispetto ad aprile. Nella nota di
aggiornamento al Def il governo ha previsto un pil in crescita dello 0,8% nel
2016 e dell’1,0% nel 2017. E fortuna che il governo Renzi doveva essere quello
della ripresa italiana…
IL FINANCIAL TIMES STRONCA RENZI E LA SUA RIFORMA
Secondo il premier, si legge nell'editoriale, il bicameralismo
paritario "produce ritardi inutili che fanno zoppicare anche i governi
benintenzionati come il suo. Eppure nel dopoguerra il Parlamento italiano ha
approvato un numero maggiore di leggi di quelle passate in Francia, Germania,
Regno Unito e Usa", scrive Tony Barber sottolineando i pericolo di
vittoria del No al referendum. Ma "dall'altro lato una vittoria (del Sì,
ndr) potrebbe rivelare la follia di voler anteporre l'obiettivo tattico della
sopravvivenza del governo alla necessità strategica di una democrazia
robusta"
una cattiva riforma“.
IL FINANCIAL TIMES STRONCA RENZI
E LA SUA RIFORMA
Tony Barber ha cambiato idea sull’ex sindaco di Firenze, dirà chi
ricorda un editoriale del 2015 in cui il giornalista definiva Renzi come
“l’ultima speranza per l’Italia”. Ma nell’ultimo paragrafo dell’articolo,
Barber riprende il concetto. Con un distinguo: “Nelle capitali europee si ha la
sensazione che Renzi meriti di essere sostenuto. Un’Italia senza timone,
esposta a una crisi delle banche e al Movimento 5 Stelle, comporterebbe guai”,
continua ilFinancial Times sottolineando i pericolo che una vittoria del No al
referendum del 4 dicembre comporterebbe.
IL FINANCIAL TIMES STRONCA RENZI
E LA SUA RIFORMA
Ma “dall’altro lato una vittoria (del Sì, ndr) potrebbe rivelare la
follia di voler anteporre l’obiettivo tattico della sopravvivenza del governo
alla necessità strategica di una democrazia robusta“.
Financial Times cambia verso. E' un'inversione di 180 gradi quella di
Tony Barber. L'editorialista del quotidiano economico aveva scritto a luglio
scorso un articolo in cui la pensava diversamente. "La sconfitta
rischierebbe di gettare l’Italia in uno stato di prolungata instabilità
politica ed economica", aveva scritto Barber. Non solo: la sconfitta di
Renzi "potrebbe mettere l’Italia, paese cruciale per la sopravvivenza
dell’unione monetaria, nelle mani di un partito idiosincratico, del tutto
inesperto a livello nazionale e che vuole far uscire il paese
dall’eurozona". E infine concludeva: "Numerose bucce di banana si
trovano lungo il cammino dell’UE nei prossimi 12 mesi, da una potenziale
vittoria dell’estrema destra in Austria alle elezioni in Olanda e Francia. Ma
il referendum costituzionale italiano potrebbe essere la più scivolosa di
tutte". La preoccupazione dei Paesi e degli investitori stranieri,
stando ai report di Barber, sembra quindi essere scemata in questo lasso di
tempo. Il quotidiano della City ora lancia una sorta di allerta nel caso di
vittoria del Sì. Qualcosa è cambiato.
mercoledì 5 ottobre 2016
L’ISLAM E’ UN PERICOLO: VOGLIONO SOTTOMETTERCI CON LE ARMI E CON I FIGLI
Il prelato: "Quando saranno maggioranza
imporre la sharia al mondo sarà un obbligo" Trieste L'Islam che vuole conquistare il
mondo, le bandiere nere che puntano su Roma, l'immigrazione che sovverte la
maggioranza, i cristiani sotto tiro pure in Occidente, nessuna alternativa alla
famiglia tradizionale e Vladimir Putin «convertito» sono solo alcune risposte
forti del cardinale Raymond Leo Burke nell'intervista esclusiva a il Giornale. Patrono
del Sovrano Militare Ordine di Malta e membro della Congregazione delle cause
dei santi, il porporato del Wisconsin, classe 1948, è lo stendardo della chiesa
tradizionale. Non pronuncia mai una parola contro Papa Francesco, ma durante
tutta l'intervista naviga fuori dal coro del politicamente corretto a
cominciare dalla difesa a spada tratta della famiglia classica.
VATICANO E PD ACCOLGONO I PROFUGHI PER INTERESSE
Cresce di giorno in giorno la quantità di chiacchere sul problema dei profughi. Vorrei ricordare che la larghezza del Mar Rosso è la metà della
distanza tra la Libia e l'Italia; che attraversare il Mar Rosso è due volte più
agevole che attraversare il Mediterraneo; e che il 90 per cento dei clandestini
è musulmano. Di conseguenza, mi chiedo perché i clandestini non attraversano
il Mar Rosso e si fanno accogliere dai loro fratelli islamici. La risposta è che noi garantiamo a loro il
servizio taxi gratuito con le nostre navi militari perché il Vaticano e la
sinistra hanno bisogno della riconoscenza dei migranti per fare opera di
proselitismo. Purtroppo il costo economico e sociale di tale follia lo paghiamo
soltanto noi sudditi. Marco de Leone
martedì 4 ottobre 2016
IL BUCO NERO DI MPS
A PROCESSO MUSSARI E
ALTRI 15 PER LA SCANDALOSA ACQUISIZIONE DI ANTONVENETA, ORIGINE DEL CRAC DELLA
BANCA (E DELLA MORTE DI DAVIDE ROSSI) – FURONO PAGATI DIECI MILIARDI DI EURO AL
SANTANDER DI BOTIN PER 1.003 SPORTELLI IN PIÙ, IL CUI VALORE SECONDO MOLTI
ANALISTI ERA DI APPENA 3 MILIARDI (TANGENTI PER I PARTITI?)
IL PAESE HA LE IDEE CHIARE: CON IL NO RENZI CADE
Il 55% degli italiani è convinto che Renzi
debba lasciare Palazzo Chigi in caso di ko al referendum
La campagna elettorale per il voto al
referendum costituzionale è ormai entrata nel vivo. La data fissata il 4
dicembre è ancora molto lontana (per la prima volta nella storia della
Repubblica si voterà a dicembre), ma il dibattito è già acceso. Anche sulla
stessa scelta del giorno del voto: lo spostamento in avanti ha visto molti
accusare il presidente del Consiglio Renzi di avere prolungato troppo la
campagna elettorale per favorire il Sì. E anche la formulazione del quesito ha
suscitato discussioni, in quanto, secondo le opposizioni, pure esso
avvantaggerebbe il voto a favore della riforma. Ma la gran parte del dibattito
avviene nel merito di quest'ultima. Anche se, per la verità, molti italiani non
sembrano padroneggiare a fondo i contenuti della proposta (le argomentazioni
sono spesso dense di tecnicismi e richiedono approfondimenti) e interpretano
sin qui il voto per lo più come un pronunciamento favorevole o contrario al
governo e, in particolare, a Matteo Renzi. Fare previsioni sull'esito della
consultazione è oggi assai problematico. Gli esiti di buona parte dei sondaggi
condotti sino a questo momento sembrano suggerire una prevalenza dei No,
accreditati dal 52% al 55%, a seconda delle rilevazioni. E, peraltro, anche le
ricerche che vedono, invece, una prevalenza dei Sì, rilevano una progressiva
diminuzione di questi ultimi. Ma la grande quantità di indecisi tuttora
presente (dal 30% al 40%) e l'incognita dell'affluenza alle urne (reputata oggi
tra il 50% e il 60%) costringono ad effettuare le stime su una porzione
relativamente limitata dei campioni intervistati, ciò comporta un significativo
margine di errore statistico e, specialmente, una potenziale grande variabilità
dei risultati. Insomma, il risultato pare tutt'altro che consolidato.
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