sabato 10 dicembre 2016

ANALISI DEL VOTO AL REFERENDUM 2016 A CURA DI BUONSENSO

Referendum: a Faenza boom di giovani al voto 

Dopo più di sei mesi di campagna elettorale domenica 4 dicembre gli italiani hanno dato il loro responso sul referendum costituzionale confermativo della riforma Renzi-Boschi. Come ben sappiamo l’elettorato ha bocciato con quasi il 60% dei “No” la proposta di revisione della Costituzione: un distacco di quasi 20 punti percentuali che non può lasciare dubbi sulla sconfitta subita dal fronte del “Sì”. La situazione è stata però diversa in Emilia-Romagna, dove ad affermarsi sono stati i “Sì” con il 50,4%, e soprattutto a Faenza, dove i favorevoli alla riforma sono stati 18.180, mentre i contrari si sono fermati a 15.057 voti. Il dato complessivo quindi ci dice che il 54,3% dei faentini che si sono recati alle urne ha approvato la riforma.
Referendum Faenza: affluenza 76,5%, tanti giovani al voto
Al tempo stesso, il tasso di partecipazione è stato molto buono (76,5% di affluenza a livello comunale) ed in particolare risulta del tutto straordinaria la partecipazione dei giovani. Su un campione di 11 sezioni elettorali, rappresentative di tutte le zone di Faenza, si sono recati alle urne il 78,5% dei nati negli anni Novanta, a fronte del 77,1% del risultato complessivo in quei seggi. Questo dato rappresenta una delle specificità di questa elezione: i giovani faentini, solitamente più restii a recarsi al voto, questa volta hanno votato più della media.
Il “Sì” conferma i voti delle europee e rimonta rispetto alle comunali
Dopo la buona affluenza, la seconda caratteristica che emerge dallo scenario locale è quindi quella di una tenuta del Pd: superando i 18mila voti il partito di maggioranza ha confermato l’ottimo risultato delle elezioni europee, quando le liste favorevoli alla riforma (oltre al Pd stesso, Ncd, Scelta Europea, l’Idv, Svp) si erano attestate a circa lo stesso livello di suffragi. È netta invece l’inversione di tendenza rispetto soltanto alle comunali di un anno fa, che al primo turno videro un ben più misero risultato per il centrosinistra (poco più di 9mila voti) e per le quali la partecipazione si fermò al 59% degli aventi diritto. In quello scenario – che portò Giovanni Malpezzi al ballottaggio con Gabriele Padovani e successivamente alla “quasi vittoria” del secondo – il variegato fronte del No poteva contare su 12.445 

mercoledì 7 dicembre 2016

GRAZIE ALLE ELETTRICI E AGLI ELETTORI CHE HANNO ESPRESSO IL LORO VOTO PER IL NO


Forza Italia·Martedì 6 dicembre 2016 Il Presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ha incontrato oggi ad Arcore i vertici del Movimento per analizzare il risultato referendario e le prospettive politiche che ne derivano.  Unanime soddisfazione è stata espressa per un risultato al quale ha contribuito in modo determinante l’impegno di Forza Italia e in particolare del presidente Berlusconi. Gli elettori moderati hanno ascoltato l’appello alla partecipazione e ad esprimere un No fermo e responsabile che Forza Italia ha rivolto loro nella campagna per il voto. Gli italiani hanno deciso di bocciare una riforma inutile e sbagliata, che avrebbe innestato una pericolosa deriva autoritaria; al tempo stesso hanno dato un giudizio politico inequivocabile su un premier e su un governo, il terzo consecutivo non scelto dagli italiani, che cercava attraverso il referendum una legittimazione mai ottenuta dalle urne. Si apre ora una fase politica nuova, nella quale la parola deve tornare agli italiani. Perché questo avvenga occorre una legge elettorale che garantisca la governabilità e una reale corrispondenza della maggioranza parlamentare alla maggioranza popolare. Siamo certi che il Presidente della Repubblica sarà garante di questa complessa fase, con la sua saggezza e il suo scrupolo istituzionale. Forza Italia ringrazia le elettrici e gli elettori che hanno espresso il loro voto per il No, e si impegna a dare una risposta costruttiva e responsabile alla domanda di cambiamento autentico che sale dal Paese. Questo significa una vera riforma delle regole, basata non sull'interesse di una parte, ma sulle esigenze complessive della nazione, e quindi in grado di unire e non di dividere gli italiani; ma significa anche una proposta politica seria e responsabile, in grado di rilanciare l’economia a partire da seri tagli alla pressione fiscale e burocratica, e alla spesa pubblica improduttiva, di ripensare il rapporto con l’Europa senza demagogia

UN GESTO DI CORAGGIO MA ANCHE DI DIGNITA’: SE PERDO IL REFERENDUM NON E’ SOLTANTO CHE VADO A CASA MA SMETTO DI FARE POLITICA……….

   

https://twitter.com/forza_italia?t=1&cn=ZmxleGlibGVfcmVjc18y&refsrc=email&iid=008a2f11489241e7a863c66b5f1218a7&uid=2147609377&nid=244+2726994



L’ECLISSI POLITICA DI ALFANO. PERDERA’ LA POLTRONE E PURE MEZZO PARITITO. ATTENTI AI LUPI!!!


Il voto spazza Ncd. Corsa a ripararsi sotto la coperta di Renzi, ma Lupi preme per tornare con Forza Italia
Roma - Se Matteo Renzi è lo sconfitto del voto referendario, ancor di più lo è Angelino Alfano. Che ora si chiede che futuro ci sia per lui e il suo piccolo Ncd. In un tweet cerca di imitare il savoir faire del premier dimissionario: «Insieme a milioni di italiani, abbiamo giocato una bella partita e l'abbiamo persa. È stato bello e giusto giocarla: per l'Italia». Poi si precipita a Palazzo Chigi per incontrare Renzi e cercare di conservare la poltrona nel prossimo governicchio. Lui e Maurizio Lupi sono stati ben attenti a non esporsi troppo nella campagna referendaria, mandando in tv la portavoce Valentina Castaldini. Però, la botta è stata micidiale, nel sud e in Sicilia in particolare e il passo indietro di Renzi impone di fare in punto sulla linea da tenere fuori e dentro al partito. E qui sembra che siano già emerse le prime spaccature, proprio tra il titolare dell'Interno e il capogruppo di Ap, che cerca la verifica. Stamattina alle 11 ha convocato i gruppi di Camera e Senato e domani la direzione nazionale per valutare l'esito del voto. Se Alfano spera di salvarsi sotto le ali protettrici di Renzi, pur azzoppato com'è, Lupi preme per un riavvicinamento con Silvio Berlusconi. Subito dopo il voto s'è affrettato a dichiarare: «Questa maggioranza non c'è più. Il governo di larghe intese ha finito il suo compito. Adesso serve una nuova fase». Ma ieri mattina Alfano ha fatto correggere la linea dalla presidente dei senatori di Ap Ncd-Udc, Laura Bianconi: «In parlamento esiste ancora una maggioranza e un governo termina la sua esperienza politica nelle aule parlamentari. Ncd è nato per garantire la stabilità e la governabilità, e con lo stesso senso di responsabilità continuerà a orientare le sue scelte».
Il refrain è questo: responsabilità, stabilità, governabilità. Si sussurra che anche il titolare del Viminale

lunedì 5 dicembre 2016

L’ITALIA DICE NO, RENZI LASCIA. E IL RENZISMO? IL NO AL 60%. BERLUSCONI DIVENTA L’AGO DELLA BILANCIA


Ora per Silvio Berlusconi, l’uomo della ridiscesa in campo, a 80 anni e dopo una delicata operazione al cuore, che ha fatto la differenza per la vittoria del No contro la riforma costituzionale renziana, il quattro volte premier che Renato Brunetta ringrazia sotto i riflettori della notte del referendum, tutti i premier del Pd possono andar bene, per un governo breve, che rifaccia la legga elettorale per Camera e Senato. La linea di Arcore, che il capogruppo azzurro alla Camera, strenuo difensore del No, esterna davanti alle telecamere, a pochi minuti dalla conferenza stampa del premier e segretario del Pd, è che ora qualsiasi nuovo premier del Pd va bene. Ma c’è una preoccupazione ora tra gli azzurri e cioè che Romano Prodi, con il suo Sì al veleno al referendum, ritenuto una sorta di abbraccio della morte per Renzi, ne approfitti per prendersi la rivincita proponendosi, come uomo che salva il centrosinistra dal disastro, al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con il quale fin da dai tempi della Dc ha ottimi rapporti. Ma al di là di Prodi, è indubbio, si fa notare dentro FI, che “Silvio” ha fatto la differenza, impedendo con la sua offensiva mediatica, da gran comunicatore, a Renzi di sfondare in quella che ormai era l’ultima frontiera per poter vincere e cioè l’elettorato dei moderati, rappresentato da Forza Italia. Dicono dentro FI a “Il Dubbio” nella notte del referendum: “Il presidente è stato decisivo per la vittoria del No. Con la sua ridiscesa in campo ha spostato quasi tutto l’elettorato degli indecisi attestato settimane fa a quasi il 30 per cento. Erano quasi tutti nostri, ora grazie a Berlusconi solo 1 su 4 ha votato per il Sì”.

REFERENDUM COSTITUZIONALE, TUTTI I RISULTATI DELLA PROVINCIA DI RAVENNA.


IL SI VINCE DI MISURA A RAVENNA. Nella città di Ravenna, a differenza delle vicine città dell'Emilia e della Romagna il "sì" vince, ma solo di stretta misura. Per 1.550 voti. Il sì arriva al 50,9% e il no si ferma al 49,1%. Ravenna è una delle 13 province italiane che non hanno "abbandonato" il premier Matteo Renzi. Da segnalare anche il risultato definitivo di Faenza, dove invece la vittoria del "sì" è stata più netta: 54,67% contro il 45,33%, più di tremila voti in più. A Cervia, invece, la " è stata strettissima.“

Comune di ALFONSINE

SI
58,04%                                                                                                                 41,96%
NO
4.161
3.008

Comune di BAGNACAVALLO

SI
54,45%                                                         45,55%
NO
5.380
4.501

Comune di BAGNARA DI ROMAGNA

SI
52,66%                                          47,34%
NO
713
641

Comune di BRISIGHELLA

SI
53,02%                                               46,98%
NO
2.321
2.057

Comune di CASOLA VALSENIO

SI
60,01%                                   39,99%
NO
917
611

Comune di CASTEL BOLOGNESE

SI
52,37%                                                            47,63%
NO
2.841
2.584

Comune di CERVIA

SI
49,84%                                         50,16%
NO
8.388
8.442

Comune di CONSELICE

SI
55,48%                                 44,52%
NO
2.901
2.32

Comune di COTIGNOLA

SI
55,59%                                           44,41%
NO
2.527
2.019

Comune di FAENZA

SI
54,67%                                                       45,33%
NO
18.160
15.057

Comune di FUSIGNANO

SI
55,13%                         44,87%
NO
2.574
2.095

Comune di LUGO

SI
56,60%                                43,40%
NO
10.577
8.111

Comune di MASSA LOMBARDA

SI
56,67%                          43,33%
NO
3.110
2.378

Comune di RAVENNA

SI
50,86%                      49,14%
NO
45.596
44.046

Comune di RIOLO TERME

SI
54,48%                            45,52%
NO
1.823
1.523

Comune di RUSSI

SI
47,95%                            52,05%
NO
3.350
3.636

Comune di SANT'AGATA SUL SANTERNO

SI
52,20%                             47,80%
NO
841
770

Comune di SOLAROLO

SI
53,65%                              46,35%
NO
1.317
1.138
Provincia di RAVENNA
SI
52,82%                           47,18%
NO
117.497
104.945

 



GRAZIE GRAZIE GRAZIE GRAZIE !!!!


Rodolfo Ridolfi Coordinatore Nazionale di Azzurri '94, Andrea Tarabusi Presidente Comunale- Vincenzo Galassini Presidente provinciale del Comitato per il NO

Un trionfo del NO che è merito di tutte le donne e gli uomini di  Forza Italia, Rodolfo Ridolfi Coordinatore Nazionale di Azzurri '94; Azzurri ’94, Andrea Tarabusi Presidente Comunale Faenza,  Comitato per il NO, Bruno Fantinelli Responsabile Provinciale di Forza Italia, Bruno Benati del Comitato per il NO di Forza Italia, Fabrizio Dore coordinatore provinciale Comitati per il NO di Forza Italia  e dei vari Comitato provinciali per il NO .
UNA VITTORIA ANCORA UNA VOLTA GRAZIE A SILVIO BERLUSCONI ED AL CENTRODESTRA.
Vincenzo Galassini Presidente provinciale del Comitato per il NO,  Doppiamente felice oggi è il mio compleanno

 


sabato 3 dicembre 2016

ECCO I NUMERI CHE DIMOSTRANO LE BUGIE SUL REFERENDUM- VOTA NO

I numeri dicono No. Smontate le bufale di Renzi e Boschi su casta e sprechi: ogni senatore costerà di più e l'iter legislativo Non è vero che la diminuzione del numero dei senatori porterà a un risparmio per le casse dello Stato, anzi: il costo medio di ogni senatore passerà da 869mila euro a 2,35 milioni di euro. Il sito Truenumbers.it curato dal giornalista di Panorama Marco Cobianchi ha verificato, una a una, tutte le promesse fatte dal presidente del Consiglio Matteo Renzi e dai promotori del Sì al referendum confermativo sulla riforma della Costituzione firmata dal ministro Maria Elena Boschi. Ed ecco che rispetto ai risparmi per lo Stato e alla lotta alla Casta e allo snellimento delle procedure legislative, la freddezza dei numeri smonta le bufale propalate dal Sì una ad una. Ne abbiamo scelte cinque: il costo del Senato, appunto, l'iter delle leggi e il voto di fiducia e il costo del Cnel, che per il Csm è già stato abolito tanto che l'organismo di autogoverno della magistratura ha messo da parte 21 milioni per trasferirsi da Palazzo de' Marescialli nella sede di Palazzo Lubin. Con una curiosità: secondo il sito gli italiani che hanno cercato su Google lo scorso ottobre la parola referendum per informarsi rispetto alla riforma sono meno di 25mila.

giovedì 1 dicembre 2016

CI MANCAVA SOLO LUI..ADESSO VOTARE NO E' AUTOMATICO !!

Lui il peggiore di Tutti, colui che ha svenduto l'Italia e ci ha "regalato" l'euro...ora sta con Renzi per il si ... Ricordatevi di Prodi premier...
CHE COPPIA DI SFIGATI RENZI-PRODI !!
NON POSSIAMO CHE VOTARE... NO !!!

CHIUSURA CAMPAGNA REFERENDARIA

Azzurri ’94 con Silvio Berlusconi
Faenza-Ravenna

Giovedì 1 dicembre alle ore 11,30  presso il Bar Caffè Gardenia Corso Mazzini, 16 Faenza,  conferenza stampa di chiusura nella della campagna referendaria a Faenza per il NO alla Schiforma Renzi-Boschi. Alla conferenza saranno presenti insieme a me, Oriano Casadio Consigliere Provinciale del centro-destra unito, Andrea Tarabusi del Comitato per il NO, Bruno Fantinelli Responsabile Provinciale di Forza Italia, Bruno Benati del Comitato per il NO di Forza Italia, Fabrizio Dore coordinatore provinciale Comitati per il NO di Forza Italia ed il Coordinatore Nazionale di Azzurri '94 Rodolfo Ridolfi.
Grato per la vostra presenza vi invio cordialità
Il Presidente Provinciale Vincenzo Galassini