mercoledì 8 marzo 2017
martedì 7 marzo 2017
CONSIP, IL PIANO DIABOLICO DI BERLUSCONI: COSI SALVERA LOTTI E GENTILONI PER AFFONDARE RENZI
Il caso Consip e l'indagine su
Luca Lotti è una bomba non solo su Matteo Renzi, ma pure sul governo
Gentiloni. E Silvio Berlusconi sarebbe pronto ad approfittarne nel
modo più geniale possibile: cercando di tenere il sottosegretario con delega
allo Sport al suo posto. Per l'ex premier tutta l'inchiesta puzza di
"chiaro disegno per creare tensioni" ai massimi livelli politici. Per
il presidente del Pd Matteo Orfini è invece tutto studiato "per
liquidare" proprio il già traballante Partito democratico. Parlando di
Lotti, il premier in carica Paolo Gentiloni è stato chiaro: "La mia
fiducia nei suoi confronti rimane immutata ed io mi auguro che lo sia anche
quella del Parlamento". È lì che si gioca la partita e forse la
sopravvivenza dell'esecutivo: la mozione di sfiducia contro Lotti presentata
dal Movimento 5 Stelle troverà il voto favorevole anche della Lega
Nord e molto probabilmente degli scissionisti del Pd. Il rischio, come
detto, è di far finire qui la legislatura e di tornare al voto a giugno o a
settembre.
Per questo Forza Italia si sta muovendo per scongiurare l'ipotesi. Come ricorda il Messaggero, il capogruppo al Senato degli azzurri Paolo Romani ha sottolineato: "Non votiamo mozioni di sfiducia individuali". Particolare non da poco. A Palazzo Madama la maggioranza, contando le defezioni tra Democratici e Progressisti, esisterebbe solo con i voti di Forza Italia. Un "Nazareno" momentaneo e improvvisato che però metterebbe in gravissima crisi Renzi, salvando il suo uomo di fiducia e allungando la vita al governo. Praticamente, tutto quello che sogna il Cavaliere.
Per questo Forza Italia si sta muovendo per scongiurare l'ipotesi. Come ricorda il Messaggero, il capogruppo al Senato degli azzurri Paolo Romani ha sottolineato: "Non votiamo mozioni di sfiducia individuali". Particolare non da poco. A Palazzo Madama la maggioranza, contando le defezioni tra Democratici e Progressisti, esisterebbe solo con i voti di Forza Italia. Un "Nazareno" momentaneo e improvvisato che però metterebbe in gravissima crisi Renzi, salvando il suo uomo di fiducia e allungando la vita al governo. Praticamente, tutto quello che sogna il Cavaliere.
NEL 2016 IN PROVINCIA DI RAVENNA E A FAENZA CONTINUA IL CALO DELLE IMPRESE
3 marzo 2017 buonsenso - Il Pil cresce, ma non
si può dire lo stesso per le imprese, e a farne maggiormente le spese sono
quelle di piccola dimensione come quelle artigiane e giovanili. Malgrado i
segni positivi di una ripresa economica alle porte in Emilia-Romagna e di miglioramenti anche
sul fronte occupazionale, i numeri del registro delle imprese segnano
ancora un anno in rosso. Il sistema imprenditoriale della provincia di Ravenna
e dei suoi tre comprensori (il capoluogo con Cervia e Russi, il lughese e il
faentino) vede un calo delle aziende iscritte, passando dalle
40.508 presenti a fine 2015 alle 39.704 di fine 2016. Il numero
delle imprese subisce così un calo che si assesta -1,3%, un passo
indietro più marcato sia rispetto alla media regionale (-0,7%) sia a
quella nazionale, che vede una sostanziale stabilità del numero delle imprese
(+0,03%). Provincia di Ravenna: la ricchezza si concentra nelle medie e grandi
imprese. Va precisato che il calo dell’1,3% risente di una modifica dei
criteri di calcolo effettuata dalla Camera di Commercio: fra le 2.891
cessazioni del 2016, 156 sono cessazioni d’ufficio per imprese non più
operative, mentre 543 sono le cancellazioni di imprese fallite prima del 2006
per insufficienza d’attivo. In sostanza si è proceduto ad un aggiornamento
straordinario del registro delle imprese. Scorporando queste due tipologie particolari,
il saldo passa da -805 a -105 aziende su base annua, riducendo l’ordine
di grandezza della diminuzione e portandolo verso i livelli medi
dell’Emilia-Romagna. Ma si conferma comunque uno scenario che non si può
dire soddisfacente: la ricchezza e l’occupazione vanno incentrandosi nelle
medie e grandi imprese, mentre il tessuto imprenditoriale di minori
dimensioni vede molti piccoli
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lunedì 6 marzo 2017
INDOVINELLO:
Gli
italiani che - dal 2004 – si sono recati in Svizzera per morire sono 150, meno
di 12 all’anno.
Gli italiani senza lavoro invece sono 2,423 milioni.
Quelli con una disabilità grave – costretti cioè a letto o a spostarsi in sedia a rotelle – sono 1,4 milioni.
Quelli in condizioni di povertà assoluta, 4 milioni e 598mila.
Gli italiani senza lavoro invece sono 2,423 milioni.
Quelli con una disabilità grave – costretti cioè a letto o a spostarsi in sedia a rotelle – sono 1,4 milioni.
Quelli in condizioni di povertà assoluta, 4 milioni e 598mila.
I
senzatetto, 50.724.
Indovina di quali
italiani, il nostro Parlamento, si sta occupando oggi.
VASCO E MIRO ”DA COPIONE” CON BERSANI, NEL FAENTINO ESCONO MISSIROLI (sindaco Brisighella), BANDINI (assessore Faenza) E VISANI (consigliere Faenza)
CAOS PD: La mappa
aggiornata degli “scissionisti”, molti riflettono su cosa fare.
http://www.faenzawebtv.it/w/il-sindaco-di-brisighella-missiroli-non-rinnova-la-tessera-del-pd/
da Sette Sere - Anche il sindaco di Brisighella Davide Missiroli lascia il Partito democratico. «Mi
sono allontanato dalle logiche di partito, più attente alle posizioni dei
fedelissimi - sottolinea Missiroli -, ben prima della cosiddetta 'scissione'.
Mi dedicherò al 200% ad amministrare Brisighella e alla ampia maggioranza, che
va dal centro alla sinistra, alla guida della città. Ma, nonostante abbia
votato Sì al referendum, ho preferito non rinnovare la tessera del Pd ad inizio
anno. Diversi consiglieri comunali hanno preferito rinunciare alla tessera come
me. Stimo molte persone sia tra chi si è allontanato, sia tra chi è
sabato 4 marzo 2017
BUFALE E TEORIE DEL COMPLOTTO “COSI SMASCHERATO GRILLO”
Un ex dipendente pentito della "Casaleggio" svela le notizie false diffuse dagli attivisti sui social network
Da dipendente della Casaleggio Associati ad acchiappabufale il passo è breve. Almeno così è stato per David Puente, informatico di origine venezuelana, che ora si occupa di debunking, lo smascheramento delle notizie false che circolano sul web. Un argomento molto attuale. Il 2016 di Beppe Grillo si è infatti concluso con l’affondo contro l’Antitrust. Il comico genovese si è inserito nel dibattito sulle bufale in rete e ha attaccato l’intervista al Financial Times del presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella. Secondo Grillo, la proposta di Pitruzzella di istituire una task force pubblica anti-bufale, è l’anticamera di «una nuova inquisizione». Scrive il leader del Movimento Cinque Stelle sul suo blog il 30 dicembre: «La post-verità è una definizione usata dai rosiconi che non sono entrati nel ventre della balena del web e quindi non riescono a interpretare i tempi. La post-verità semmai è quella costruita dai giornalisti. Se bloccate un social ne fioriranno altri dieci». E il 2017 del blog comincia con lo stesso spartito. Ieri, un post dell’eurodeputata Isabella Adinolfi tirava le somme: «È finito il 2016, l’anno del tramonto dei media tradizionali». David Puente conosce bene sia la comunicazione dei grillini, sia le bufale online. L’ex dipendente di Casaleggio ha deciso di impegnarsi a fondo nella lotta alle bufale propinate ai naviganti di internet da improbabili portali d’informazione, pagine Facebook e account Twitter. Spiega Puente: «Nel Movimento Cinque Stelle ci sono persone che credono fermamente a bufale e teorie del complotto. Ma il
giovedì 2 marzo 2017
“Tutti i guasti del governo
Renzi stanno venendo a galla: 1 milione, 1 milione e 800mila contribuenti hanno
dovuto restituire gli 80 euro. Lo sapevamo, l’avevamo detto, l’avevamo
denunciato. Non si fa politica economica con le mance. Non si fa politica
economica per comprarsi il consenso, ad esempio alle elezioni europee, perché
alla fine non solo il conto lo pagano gli italiani, ma ti ritorna contro.
Perché avere una situazione del genere con 1-2 milioni di contribuenti che
devono restituire un bonus, produce un risultato di dissenso, di contrasto, di
sfiducia da parte dei contribuenti nei confronti del fisco, e oltre che far
male alla politica economica, fa male anche alla credibilità dello Stato. E di questo
dobbiamo dire grazie a Renzi, alla sua forsennata politica delle mance, delle
marchette per comprarsi il consenso. Ne vedremo ancora delle altre purtroppo e
non saranno belle, ma saranno tutte delle brutte, brutte, brutte sorprese”.
Lo ha detto
Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando
con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio.
TOSCANA: CHIUSI GLI OSPEDALI MA DIFFICILE VENDERE GLI IMMOBILI.
REGIONE TOSCANA - LUCO DI MUGELLO – hanno chiuso l’Ospedale. “Vendere immobili pubblici è molto più difficile di quanto s’immagini”, dice il S0le 24 ore in un suo articolo. Solo una offerta – quella per la trecentesca Villa Larderel all’Impruneta (Firenze), l’ex centro di riabilitazione Don Gnocchi – è arrivata negli uffici della Regione Toscana a seguito della messa in vendita, nel giugno scorso, di 34 immobili di proprietà regionale e delle aziende sanitarie. La ricerca degli investitori è stata serrata: la Regione ha partecipato a diverse fiere internazionali (Mipim di Cannes e Expo Real di Monaco); ha pubblicato un invito a manifestare interesse; degli immobili in vendita; ha vagliato 31 manifestazioni di interesse, 15 delle quali hanno avuto un seguito con sopralluoghi agli immobili. Ma alla fine, solo un’offerta concreta. E il grande, prezioso monastero di Luco resta invenduto. Un cartello “vendesi” all’ingresso, e all’interno sempre più degrado e distruzione.
mercoledì 1 marzo 2017
POVERA ITALIA “LEGGE DEI DUE GENERI”: BANDO PER CERCARE ASSESSORE AL COMUNE DI BRISIGHELLA
Brisighella, 28
febbraio 2017 Comune di
Brisighella IL
SINDACO OGGETTO:
Avviso pubblico per la nomina di un assessore donna. VISTA la
composizione della Giunta Comunale di Brisighella; CONSIDERATO che il Difensore Civico della Regione
Emilia Romagna, con
nota pervenuta al Comune di Brisighella
e protocollata in data 3 novembre 2017 n. 7067 invitava tutti i Sindaci dei
Comuni emiliano-romagnoli con popolazione superiore ai 3000 abitanti a
conformarsi a quanto prescritto dall'art. 1, comma 137, Legge 7 aprile 2014 n.
56. In caso di oggettiva difficoltà ad assicurare, nella composizione della
Giunta Comunale, la presenza dei due
generi nella misura stabilita dalla legge, il Difensore civico invitava i Sindaci ad avviare una procedura
pubblica nei termini suesposti al fine di dimostrare l'effettiva impossibilità
ad applicare la disposizione legislativa citata; DATO ATTO
che i l Comune d i Brisighella,
con propria nota del
19.11.2016 prot. n. 7476, ha fornito al Difensore Civico chiarimenti in merito a quanto sopra richiesto; CHE
i l Difensore Civico dell 'Emilia Romagna con propria
nota del 27 gennaio 2017 prot. n. 566
invitava a valutare ogni possibile intervento utile al fine di adeguare la
composizione della Giunta Comunale al parametro di legittimità stabilito
dall'art. 1, comma 137, legge 7 aprile
2014 n. 56. In subordine, invitava il Sindaco a fornire adeguata prova
dell'impossibilità ad assicurare, nella Giunta comunale, la presenza dei due
generi nella misura stabilita dalla legge, tenuto conto delle intervenute
pronunce giurisprudenziali. CONSIDERATO che, per effetto di quanto sopra, si rende necessario
effettuare una nuova e più approfondita
istruttoria allo scopo di rinvenire una persona
di sesso femminile in
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