giovedì 8 luglio 2010

LA SINISTRA PRESENTA O.D.G. SULLA SCUOLA, CONTRO LA LEGGE GELMINI, MA NON RICORDA QUELLO CHE SPERPERA IN REGIONE

È vero che il sistema scolastico e formativo dell’Emilia Romagna ha ottenuto, in termini di gestione economica e di qualità del servizio, risultati più apprezzabili, rispetto ad altre regioni del paese, ma è anche vero che esistono ancora, nel nostro bilancio regionale, sacche di sprechi che andrebbero eliminate.  È curioso, ad esempio, il fatto che, in una delle ultime sedute della precedente legislatura, siano state stanziate cifre significative per le iniziative più disparate, come l’acquisto di dromedari da latte per le popolazioni del Sahara o gli aiuti ad una cooperativa agricola di Cuba (mentre i nostri agricoltori lottano, ogni giorno, per far fronte alle spese).  600.000 euro sono stati spesi per missioni dispiegate in mezzo mondo, 780.000 euro di contributi sono stati versati a manifestazioni di “interesse” (si fa per dire) regionale (quali il festival del letame, o dei girovaghi, o del cicciolo d’oro … ). Non dimentichiamo, poi, che, in soli trenta minuti, sono state approvate, in extremis, dalla giunta regionale, ben 245 delibere, per un importo di 960 milioni di euro (più di otto delibere al minuto) …  Forse il neoeletto governatore Errani mirava più al consenso elettorale che alla buona gestione del nostro denaro.
Eliminando queste situazioni paradossali si libererebbero spazi per ulteriori razionalizzazioni di spesa, funzionali ad attutire l’impatto negativo, laddove il governo intervenga ridimensionando l’entità dei trasferimenti alle regioni stesse. Questo, naturalmente, con ripercussioni positive anche nel settore scolastico. Laura Baldinini Capo Gruppo PDL Comune di Lugoi

IL DISCORSO DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA PER LA VISITA DI FINI IN MUNICIPIO DI RAVENNA: IL CONTRARIO NELLA REALTA’, MA VICINO AL PRESIDENTE DELLA CAMERA

I CONSIGLIERI PROVINCIALI NON ERANO INVITATI. IL CAPO GRUPPO NON AVREBBE PARTECIPATO.
Onorevole presidente della Camera dei Deputati, signor sindaco autorità
a nome dei cittadini e delle istituzioni di questa comunità provinciale Le porgo il nostro benvenuto.  La  Sua visita è per noi, oltre che un onore, anche uno stimolo di riflessione per il nostro lavoro di amministratori pubblici, che si riconoscono nell’importanza costituzionale e nella necessità delle amministrazioni pubbliche locali scegliendo di mettersi al loro servizio insieme ai cittadini e per il benessere della comunità.........”.Il nostro modello di sviluppo, fatto di confronto, di decisioni condivise, non deve esser scambiato per un superficiale unanimismo, crediamo sia, invece, responsabilità e lungimiranza.   Come ogni democrazia abbiamo bisogno di confronto, di dialogo: perché sono gli elementi che la contraddistinguono, fin dall’antichità.   È un bisogno non tanto di normalità, quanto di modernità, di essere alla pari con le aree più civili del mondo”................. ecc. ecc .. A noi di FI-PDL nella realtà non sembra avvenga questo!

FINI A RAVENNA IN COMUNE: MA IL PDL DI FORZA ITALIA DISERTANO L’INCONTRO NON PARTECIPA

Gianfranco Fini é arrivato a Ravenna, per una cerimonia  in Municipio alla quale sono stati invitati i consiglieri comunali  e le autorità civili e religiose. ma è stato accolto dal gelo dell’area Forza Italia del Pdl. Al Palazzo Merlato non si sono presentati i vertici azzurri. Avevano  già ufficializzato la loro polemica assenza il consigliere regionale Gianguido Bazzoni, il consigliere del ministro Brunetta, Ridolfo Ridolfi, il coordinatore comunale Alberto Ancarani e i consiglierei comunale Eugenio Costa, Mauro Bertozzi, Francesco Baldini, Pietro Martini e Maurizio Bucci. Presente, invece, Roberto Petri, capo di gabinetto del ministro La Russa, e anche Gianluca Palazzetti, Sergio Covato e Massimo Mazzolani. Tutti i consiglieri della Provincia non sono stati invitati ma il gruppo FI-PDL non avrebbe partecipato all’incontro.
Contestazioni a Gianfranco Fini sono arrivate anche da un gruppo di militanti di Forza Italia, tramite una lettera aperta.
«Caro Fini — si legge nel comunicato firmato da Marisa Ritiani, Anna Toni, Giliola Lucci, Ester Meattini, Alessandra Trombini, Giorgio Lubascik, Anna Pezzi, Giovanni Pistocchi, Marcella Bubani, Luciano Miani, Gabriele Zoli, Isa Sassi, Maria Bezzi, Neves Sassi — con quale coraggio viene a Ravenna? Come si permette di usare la sua carica di Presidente della Camera per farsi osannare da tutte le istituzioni della sinistra che ci sono a Ravenna? Noi, militanti del Popolo della Libertà, vogliamo le sue dimissioni e la sua uscita dal Pdl. Fini, lei non è gradito a Ravenna. Come militanti del suo partito, che vanno nelle piazze e ci mettono la faccia, le diciamo che non ci sentiamo rappresentati da lei e anzi non capiamo com’è possibile che lei stia nel nostro stesso partito. Solo la buona creanza ci trattiene dal venire a manifestare con le bandiere contro di lei».
La giornata ravennate di Fini é proseguita con un incontro al Circolo dei Forestieri mentre  e all’assemblea di Confindustria Ravenna al Teatro Alighieri

NON HANNO SOLDI MA QUANTO HANNO SPESO PER LA ROTONDA DELLE BOCCHE DEI CANALI ABBINATA ALLA PISTA CICLABILE?

A PAROLE SONO PER ASCOLTARE I CITTADINI MA NELLA REALTA’ FANNO IL CONTRARIO
In questi giorni stanno terminando i lavori forse per la trentanovesima rotonda nel comune di Faenza, quella della Bocche dei Canali per collegare la pista ciclabile di Errano, anche se manca ancora la più importante quella dell’uscita del casello autostradale dell’A14.
La rotonda della “Bocche dei Canali” è inutile anzi crea problemi al traffico della provinciale 302, con il collegamento con la strada interna a Faenza, che ha un traffico locale veramente modesto. I  problemi sorgeranno ora con i collegamenti con la pista ciclabile nelle via Celle e Castel Raniero e  con la nuova pista ciclabile, e con l’incrocio a raso con i due ponti che non hanno alcuna visibilità rappresentando un vero pericolo.
Per realizzare la pista ciclabile si è dovuto tagliare la base della sede ferroviaria  Faenza- Firenze, con costi elevatissimi realizzando “micropali” in cemento armato, quando una pista ciclabile esisteva già dall’altro lato della strada, inoltre nel blocco fra la provinciale o comunale e la pista ciclabile sono stati piantati alberi al alto fusto.
Interessante è conoscere e “vedere” il parere degli uffici in relazione al costo dell’opera, benefici e ricavi, oltre al parere della polizia municipale sulla regolarità della “pista ciclabile” che sbuca su due ponti senza visibilità e sulla conformità dell’incrocio rispetto al codice strada, inoltre ci interessa sapere come si intende tutelare la sicurezza dei cicloturisti vista l’altezza e la larghezza del cordolo della pista ciclabile e dell’inserimento delle piante.
Crediamo che l’inutile opera non fosse necessaria e con i soldi investiti era forse possibile realizzare un tratto della strada alternativa alle Bocche dei Canali per collegare Faenza e Brisighella togliendo il traffico all’interno della città. Una richiesta di anni fa  avvalorata “unanimemente” dai comuni di Faenza, Brisighella, Marradi e dalla Provincia di Ravenna. Si è realizzata invece un’opera dai costi notevoli senza rispettare le richiesta “unanime” di tre Comuni e una Provincia.
Eppure ricorre sempre il lamento della mancanza dei soldi non si possono però sperperare come in questo caso, e come nei casi della Don Milani, del MIC, del Centro servizi merci, etc..
Capo Gruppo FI-PDL Provincia di Ravenna Vincenzo Galassini e Raffaella Ridolfi  Capo Gruppo PDL Comune di Faenza 

IL “PIAGNUCOLONE” ERRANI CON IL GOVERNO, A BOLOGNA AUMENTA I CONTRIBUTI PER I CONSORZI DI BONIFICA

LA RICHIESTA DELL’ON.LE STEFANO SERVADEI

AUTO BLU A FAENZA E LA PRECISAZIONE DEL COMUNE MA GIUSTAMENTE RIMANGONO SEMPRE 24


LA RISPOSTA DEL COMUNE DI FAENZA


ALLA FACCIA DELLA BUONA NOTIZIA

Che si parli della circonvallazione di Castelbolognese non è di per sé una notizia. Sono ben più di vent’anni che si auspica l’avvento della circonvallazione e al punto in cui siamo non c’è più alcuna speranza per molti di noi di vedere realizzata quest’opera che, nel bene e nel male avrà una ricaduta per la valle del Senio.
No, la notizia è un’altra e cioè che dopo lustri e lustri la circonvallazione è entrata nelle priorità regionali. Ma come?! Ci avevano sempre detto che la difficoltà per la realizzazione dell’opera stava a Roma, che solo la mancanza di risorse statali impediva all’ANAS la progettazione e la realizzazione. Ci avevano fatto intendere che la viabilità castellana era un problema troppo piccolo per entrare negli interessi romani e troppo grosso per trovare soluzioni locali e che tutte le commissioni di studio e gli ordini del giorno si erano arenati su queste secche. 

Adesso scopriamo che l’opera non era stata neppure inserita tra le priorità dalla Regione Emilia Romagna e che dunque l’ANAS non aveva nessuna indicazione di priorità da far valere rispetto ai restanti territori regionali. 

E tutto questo lo sappiamo ora, dopo vent’anni. Complimenti

mercoledì 7 luglio 2010

OLTRE 1200 FIRME PER PALAZZO SAN GIACOMO, MA PER IL SINDACO DI RUSSI “E’ SOLO SCOTTEX”


"Non si è ancora spento l'eco del successo è venuta meno la magica atmosfera delle due serate che si sono svolte a Russi nella corte di Palazzo San Giacomo, appuntamenti fissi ormai da anni nel calendario del Ravenna Festival, la prestigiosa rassegna di respiro internazionale organizzata dalla Signora Cristina Mazzavillani Muti. Numeroso è stato il pubblico, russiano e non, che ha assistito agli spettacoli nella splendida e surreale cornice del maestoso Palazzo" fanno sapere dall'  associazione Clan-Destino.  "Già la Sig.ra Muti aveva lanciato un appello per salvare questo luogo che peraltro si trova in area a Protezione Speciale europea ed in prossimità dell'Area Archeologica della Villa Romana, una delle ville più importanti e meglio conservate del Nord Italia; se venisse autorizzata la costruzione dell'inceneritore ex Eridania, di fatto il sito di San Giacomo verrebbe "schiacciato " ed investito da inquinamento, rumori, vibrazioni, e dai cattivi odori, conseguenza di quel tipo di attività industriale, precludendo quindi la futura possibilità di accogliere eventi culturali di così alto livello".

NELLA BOCCIOFILA DEL PD, OLTRE IL SENSO DEL RIDICOLO

In questa caldo inizio di Luglio, nella bocciofila del Pd si susseguono i deliri di una classe dirigente sconfitta dagli elettori che cerca di resistere abbarbicata ai suoi antichi rituali e alle consuete litanie. Comincia il segretario Pierluigi Bersani:  Non si può lasciare il Paese in questa situazione. Se la maggioranza non ce la fa, se non ce la fanno, bisogna pensare a qualche altra ipotesi” Lo segue a ruota il vicesegretario Enrico Letta: “La maggioranza non c'èOra la parola al capo dello Stato Prova a buttare l’esca sulle intercettazioni Dario Franceschini: “Potremo votare a favore di quegli emendamenti presentati dai deputati finiani che tendono a migliore il testo”.   Davvero straordinari!  Tre sconfitti dagli elettori che si propongono come guida del ribaltone di palazzo.  Tutti ricordiamo come questi tre siano stati cacciati dal governo del Paese non da inciuci di palazzo ma da un chiaro ed esplicito risultato elettorale, confermato, oltre che a livello nazionale, anche a livello locale, dove il PD ha perso tutte (tutte!) le elezioni in questi due anni, perfino del paese natale di Bersani, Bettola (titolava in quei giorni il Corriere della Sera:  Tre voti su quattro, 75 per cento. Il centrodestra ha stracciato l’Unione nel paese natale del ministro Pier Luigi Bersani: Bettola, nel piacentino). Così come tutti ricordiamo il grande lavoro di Enrico Letta per creare  (non per eliminare) le tre nuove provincie di Monza e Brianza, Fermo, Barletta-Andria-TraniSi, perché fu lui a garantire i fondi nel decreto Milleproroghe approvato all’inizio del 2007 dal Governo Prodi, di cui era sottosegretario di Stato, per queste tre nuove provincie.

lunedì 5 luglio 2010

PESSIMO L’USO CHE L’AMMINISTRAZIONE FA DEI SUOI POTERI


"Nella seduta consiliare del 1° luglio scorso il nostro gruppo Lega Nord - Pdl ha avuto l'ennesima prova del pessimo uso che l'Amministrazione fa dei suoi poteri a Bagnacavallo. Infatti ieri in Consiglio Comunale è stata votata la mozione di sfiducia al Presidente Zanelli come primo punto all'ordine del giorno. La seduta si è aperta con un acceso dibattito nel quale il Presidente, anziché scusarsi per il comportamento tenuto nella penultima seduta del Consiglio, ha peggiorato la situazione sostenendo che 'il berlusconismo ha causato gravi danni nella testa delle persone della sua parte politica'".
"Nel tentativo, fallito, di rimediare ha aggiunto che capisce perché il capogruppo Zannoni è del Pdl ma non capisce perché l'ideologia del Pd sia stata danneggiata dalla politica di Berlusconi. Lasciamo i commenti ai posteri... -  continua il gruppo Lega Nord-Pdl di Bagnacavallo -. Non sta certo a noi della Lega entrare nel merito del berlusconismo e dei presunti danni causati addirittura al Pd, ma qui il punto è un altro: Come può un Presidente di un Consiglio Comunale esprimersi in questi termini, quando il suo ruolo deve essere "super partes"? Inoltre affonda sia chi ha votato per Belusconi sia la sinistra".
Sempre ieri è stato messo in votazione il regolamento sulla gestione dei procedimenti amministrativi, un aggiornamento reso necessario da una legge dell'anno scorso, che ha appunto dato un anno di tempo alle Amministrazioni per adeguarsi. Il termine per l'approvazione scade il 3 luglio, quindi grande fretta, "bisogna approvarlo subito". Lo strumento è utilissimo per i cittadini, poiché fissa dei termini massimi entro cui l'Amministrazione Comunale debba dare loro le risposte. Peccato però che nel documento mancassero "solo" le tabelle indicanti proprio questi tempi! Sembra una barzelletta, ma è proprio così. L'Assessore "competente" non ha nemmeno presentato l'argomento, lasciando l'amara