domenica 18 novembre 2012
I VITALIZI DEI CONSIGLIERI REGIONALI NON SARANNO ABOLITI. COMPRESO QUELLO DI FIORITO (ER BATMAN)
Una vera e propria beffa, frutto di un emendamento che
svuota di senso il decreto legge sul taglio alle spese delle politica degli
enti locali, approvato ad inizio ottobre. All’epoca l’esecutivo
tecnico, sull’onda dello scandalo per gli abusi dei gruppi consiliari della
Regione Lazio, aveva introdotto un Dl che imponeva che nessun ex consigliere
regionale avrebbe avuto diritto alla pensione senza aver svolto almeno dieci
anni di mandato, né prima di aver compiuto 66 anni. Un pesante giro di vite,
accolto molto male dall’attuale Parlamento, dove siedono quasi 300 ex
consiglieri regionali. Nelle settimane scorse la commissione bicamerale per
gli affari regionali aveva già bocciato la normativa del governo per problemi
di costituzionalità. Il decreto legge è stato però ora svuotato
completamente di senso, grazie ad un emendamento presentato da Chiara Moroni e
Pierangelo Ferrari, la prima esponente di Fli, il secondo parlamentare democratico
ed ex consigliere regionale dei Ds. La modifica alla legge recita testuale:
“ Le disposizioni di cui alla presente lettera non si applicano alle Regioni
che abbiano abolito i vitalizi”. Che cosa significa questo? Tutte le
Regioni che hanno già abolito i vitalizi, non applicheranno le norme previste
dal governo Monti a nessun beneficiario di vitalizio. ” La legge prevede
infatti che i vitalizi possano essere sostituiti, dalle Regioni che intendono
farlo, con trattamenti pensionistici alternativi basati sul sistema
contributivo. Una di queste è appunto la Regione
giovedì 15 novembre 2012
L’ECCIDIO DI CODEVIGO: GUAI A CHI NE PARLA
COSI’ SABOTANO IL MIO FILM SULLA STRAGE PIU’
FEROCE COMMESSA DAI PARTIGIANI
RAVENNA - Il regista Antonio
Belluco è un padovano di 56 anni che ha lavorato in Rai dal 1983 come
programmista e regista per Radio 2 e Rai 3, prima a Venezia e poi a Roma. E
oggi ha un progetto cinematografico che, qualcuno - a suo dire - tenta di
osteggiare: “Ho pronto un film - ‘Il Segreto’ - sull’eccidio di Codevigo, la
più sanguinosa strage mai commessa nel dopoguerra dai partigiani. Un lavoro
rigoroso, assemblato dopo un’accuratissima ricerca storiografica, ma dopo i
primi ciak, all’improvviso tutti - dagli sponsor al produttore - si sono tirati
indietro. Un dietrofront inatteso e sospetto, che mi fa pensare ad un
‘complotto’, come se qualcuno cercasse di sabotare un’opera che, forse,
racconta verità storiche troppo scomode”. Le verità abrasive di una delle
pagine più nere della storia italiana, una pagina ancora avvolta da tanti
misteri. Nessuno,
ad esempio,
ancora oggi è in grado di dire, con esattezza, quante persone morirono
realmente in quella mattanza: c’è chi parla di 136 vittime, chi di 168 e chi di
365, come i giorni di quell’atroce 1945. Un documento dell’arcidiocesi di
Ravenna-Cervia ipotizza addirittura 900 morti. Don Umberto Zavattiero, a quel
tempo prevosto di Codevigo, annota nel chronicon parrocchiale: “30 aprile.
Previo giudizio sommario fu uccisa la maestra Corinna Doardo. Nella prima quindicina
di maggio vi fu nelle ore notturne una strage di fascisti importati da fuori,
particolarmente da Ravenna. Vi furono circa 130 morti”. Ebbene, de “Il Segreto”, Belluco gira un quarto
d’ora dei 105 minuti previsti dal copione, poi il progetto s’incaglia in una
sequela di sventure che - a suo dire - sarebbero figlie di un unico disegno: il
produttore rinuncia, i contributi ministeriali e regionali vanno in fumo, le
banche ritirano i finanziamenti, i collezionisti che avevano messo a
disposizione materiale bellico e costumi d’epoca si defilano, la cantante
Antonella Ruggiero, dopo aver dato in un primo momento la sua disponibilità, si
rifiuta d’interpretare il tema musicale, gli avvocati inviano diffide. Le ragioni? “Ci sono state forti
pressioni dall’Anpi e dai partiti di sinistra - è la sua idea - molto
semplicemente, non vogliono che esca questo film”. Eppure Belluco - a suo dire
- non voleva ricavarne “un’opera ideologica” o un “film processuale”, anche se
così ripercorre, sulle colonne de Il Giornale, alcuni episodi salienti di
quegli anni: “La 28ª Brigata Garibaldi ‘Mario Gordini’ arrivò a Codevigo il 29
aprile 1945 agli ordini di Arrigo Boldrini, detto Bulow, inquadrata nell’VIII
Armata angloamericana del generale Richard McCreery. Vestiva divise inglesi,
col basco fregiato di coccarda tricolore. All’epoca Bulow aveva 30 anni. L’ex
parlamentare Serena nel libro ‘I giorni di Caino’ scrive che Boldrini era un
comunista con alle spalle un passato di capomanipolo nell’81º Battaglione
‘Camicie nere’ di Ravenna, sua città natale. Finita la guerra, sarà deputato
del Pci per sei legislature, vicepresidente della
IL MONDO AGRICOLO HA BISOGNO DI CHIAREZZA E CERTEZZE, NON DI BASSE SPECULAZIONI NEI CONFRONTI DEL CONSORZIO AGRARIO
Gli
agricoltori ravennati e quelli della nuova
provincia Romagna non possono
certo permettere di perdere una
grandissima risorsa della dimensione patrimoniale e della forza
aziendale come è il Consorzio Agrario Provinciale di Ravenna. Un’azienda così,
creata più di 100 anni fa dagli agricoltori ravennati, che con una grandissima
visione imprenditoriale per quei tempi
avevano fondato anche le banche del territorio, ricopre ancora un’importanza strategica per il territorio,
sia dal punto di vista del giro d’affari che promuove sia del ruolo sviluppato
nel mercato, in termini di pluralità di soggetti e calmieramento dei costi e
dei prezzi. Il CAP vanta una penetrazione di mercato con quote sempre
crescenti, che dimostrano il buon rapporto con la base degli agricoltori nella
fornitura di servizi e distribuzione delle materie necessarie all’agricoltura. Negli
ultimi tempi si è cercato di ottimizzare la gestione dell’azienda, che
purtroppo risulta appesantita da una cospicua mole di investimenti, alcuni dei
quali peraltro di notevole rilevanza delle aree portuali ed altri dovuti alla
necessità di adeguarsi alle nuove normative riguardanti i prodotti agricoli e
tutti i materiali utili all’agricoltura. L’indebitamento notevole richiedeva un
piano di rientro attraverso operazioni immobiliari e finanziarie rese molto
difficili, se non addirittura impedite o comunque ridotte negli importi, dalla
grave crisi che ha investito il settore immobiliare a causa delle difficoltà
finanziarie mondiali. Puntuali le banche
locali, consce del loro ruolo originario e che conoscono bene l’importanza
vitale del CAP per l’ agricoltura, stanno accompagnando e sostenendo l’azienda nella gestione e nel
superamento di questo difficile momento, con un rapporto di collaborazione
franco e leale. Da qui si capisce l’importanza strategica di avere sul
territorio degli istituti di credito locali, gestiti dal territorio stesso,
come avevano capito i lungimiranti agricoltori che avevano fondato banche
locali e consorzio agrario. Diverso è il discorso per quanto riguarda le banche
di interesse nazionale, che spesso sono meno attente, partecipi e legate alle
dinamiche dei territori. Queste ultime evidentemente hanno difficoltà a
recepire l’importanza di questo piano e ad assecondarne, con una loro fattiva
collaborazione, lo sbocco positivo. Inoltre, devo dire,mercoledì 14 novembre 2012
CON.AMI SI ACCOLLA ALTRI DEBITI DEL CIRCUITO ENZO E DINO FERRARI. E IO PAGO
Più che una fase nuova sembra un accanimento terapeutico. Cosa diranno gli altri Comuni consorziati visto che il Con.AMI non è nata solo per Imola?
La conclusione sarà che a pagare saranno sempre e solo i cittadini, e ancora una volta non solo quelli di Imola e del suo circondario. Dopo aver affidato in modo sprovveduto la gestione della risorsa infrastrutturale più importante del territorio a società che non si sono dimostrate all’altezza, ed essere entrati frettolosamente con il Con.Ami nella gestione sborsando appena 24 mesi fa 4 milioni di euro per salvare il salvabile. Chi governa la città non sa più cosa fare e tenta ancora di correre ai ripari con questa ennesima operazione salvataggio che impegna ulteriori risorse dei cittadini del territorio imolese accollandosi ancora una parte degli ammortamenti della società , circa 1/5. Questo ennesimo salvataggio è finanziato con le reti dell’acqua , con la rete gas, con le tariffe dei rifiuti anche dei cittadini province di Ravenna (Brisighella, Faenza, Riolo Terme, Casola Valsenio e Castel bolognese) e Firenze ( Palazzuolo sul Senio e Marradi) un fatto anomalo che sicuramente farà “arricciare parecchi nasi” visto che il Con.Ami con le sue risorse è parecchio concentrato unicamente sul Comune di Imola rispetto agli altri 22 consorziati.( Con.Ami non è nata solo per il Comune sul Santerno)
Ormai ci siamo stancati del parolaio Manca che dichiara che ci sarà “un’altra fase nuova” . Due anni fa il Consorzio mise quattro milioni di euro a disposizione della società che gestisce il Ferrari e ora si carica una parte degli ammortamenti, più che una fase nuova sembra un accanimento terapeutico di persone che non sanno più dove sbattere la testa….e questo sicuramente non è un bel segnale per la Città.Simone Carapia Consigliere Pdl Imola
martedì 13 novembre 2012
AZZURRI DEL'94 CON SILVIO BERLUSCONI Appello Manifesto “Azzurri ’94 con Silvio Berlusconi
I
promotori:
Rodolfo Ridolfi Fondatore
di Forza Italia Coordinamento Regionale e Prov.le PDL, Gian Guido Bazzoni Consigliere
Regionale Coordinamento Regionale e Prov.le PDL, Vincenzo Galassini Consigliere
Provinciale PDL, Luciano Spada Coordinatore Comunale PDL Faenza, Oriano
Casadio Coordinamento Prov.le PDL
Antonella Brini Consigliere
Comunale Massalombarda Coord. Prov.le PDL, Francesco Zannoni Capogruppo
in Consiglio Comunale Bagnacavallo
Coord.Prov.le PDL, Edoardo Guidi Consigliere Comunale Bagnacavallo, Francesco
Baldini Consigliere Comun ale Ravenna Coordinamento Prov.le PDL, Raffaella
Ridolfi Capogruppo PDL Faenza, Bruno Fantinelli Coordinamento
Prov.le PDL, Teresa Felici Coordinamento Prov.le PDL, Loris Vioni
Russi Coordinamento Prov.le PDL, Gabriella Casanova Nenni Coordinamento
Prov.le PDL, Stefano Gaudenzi Alfonsine Capogruppo PDL Unione dei Comuni
della Bassa Romagna, Fanny Bonsi Govoni Faenza, Vincenzo Tini Faenza,
Riccardo Minardi Faenza, Stefano Foschini Cotignola Coordinamento
provinciale PDL, Sergio Bedei Cervia Coordinamento provinciale PDL
Francesca Vico Ravenna
Componente Coordinamento provinciale, Gennari Luca del Coordinamento
Provinciale PDL Ravenna, Primo Costa Consigliere comunale PDL Lugo, Donatella
Donati Consigliere Comunale Lugo Coordinamento Provinciale PDL, Simonetta
Zuffi Lugo Coordinamento Provinciale PDL
Cesare Bedeschi Lugo
Consigliere comunale PDL,, Angela Scardovi Consigliere Comunale di Lugo,
Alessandro Casadei Consigliere Comunale di Lugo, Vincenzo Valenti Consigliere
Comunale Riolo Terme
Mario Leotti Ghigi
Ravenna, Alfredo Tabanelli Lugo, Domenico Serri Lugo, Ferruccio
Bagnari Bagnacavallo, Anna Bandoli Bagnacavallo, Albonetti
Claudio già consigliere comunale Brisighella, Andrea Archi Faenza, Bruno
Benati Faenza, Paola Cortesi Faenza, Manlio Melandri Faenza, Mario
Lotti Faenza, Naldoni Edda Faenza, Cenni Enzo Faenza, Masini
Anna Faenza, Arniani Anna Faenza, Iole Bedore Faenza, Ligresti Riccardo(Giovane italia)
Faenza, Tarabusi Andrea Faenza, Anna Rosa Minardi (già
consigliere comunale F.I.) Castelbolognese, Marco Bertozzi (Già
V.Presidente Consiglio Comunale di Ravenna) Russi, Francesconi Gheo
Russi, Franco Bendandi-Russi, Teresa Cantagalli Russi
Savio Francia
Russi, Tarcisio Baroncini Solarolo, Mauro Gagliardi (già
consigliere comunale F.I.) Fusignano, Giuseppe Modoni Lavezzola, Giuseppe
Maria Ianiello (già consigliere comunale F.I. Ravenna
Paolo Fabbri (già
consigliere comunale di F.I.), Anna Claps Ravenna, Ester Meiattini Ravenna.
Marcella Bubani Ravenna, Anna Braghi Ravenna, Fulvia Calderoni
Ravenna, Cesare Campeol Ravenna, Giorgio LubasciK Ravenna, Renata
Bellettini Ravenna, Gualdi Eleonora Ravenna, Lucci Gigliola Ravenna,
Maria Bezzi S.Pietro in Vincoli Ravenna, Marangoni Giulia
Ravenna, Daniela Lombardi Ravenna, Cesarino Lama (già consigliere
comunale FI) Casola Val Senio, Olimpio Pasi Alfonsine, Gianfranco
Ronchi S.Agata sul Santerno, Emilio Deckelman Massa Lombarda
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ANCHE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE SI PARLA DI ESUBERI
DA NOI IL PROBLEMA NON SI PONE, MA ROMA O A NAPOLI O A PALERMO
IL PROBLEMA SI PONE ECCOME.
Dil piano degli esuberi nella pubblica amministrazione, messo a punto in questi giorni dal governo, coinvolgerà dal prossimo anno anche i Comuni e le loro società partecipate. Lo sostiene Il Sole24Ore, che parla di un criterio basato sul rapporto tra numero di dipendenti e popolazione amministrata. “Chi si troverà a superare del 20% la media registrata negli enti italiani della sua stessa dimensione – sostiene il quotidiano di Confindustria - dovrà bloccare ogni tipo di assunzione, come accade oggi ai pochi Comuni che dedicano al personale più del 50% della spesa corrente”. La situazione sarà ancora più pesante per i Comuni che supereranno invece la soglia del 40%: saranno obbligati ad attivare pensionamenti, trasferimenti, part-time o mobilità biennale all’80% dello stipendio tabellare (escluse le indennità). Nel processo di razionalizzazione cadranno anche le società partecipate: per quelle ‘strumentali’, in cui più del 90% dell’attività è svolta per conto dei Comuni, si prospettano le stesse regole sul blocco delle assunzioni negli enti locali. Le stesse società dovranno essere messe sul mercato entro giugno, mantenendo però i livelli occupazionali. Nel caso delle dismissioni il problema per i dipendenti si creerebbe nel momento in cui le cessioni non dovessero andare a buon fine: in quel caso le società dovranno essere liquidate, e il futuro dei dipendenti si farebbe più incerto.
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