lunedì 30 maggio 2016
venerdì 27 maggio 2016
giovedì 26 maggio 2016
SONO ANDATO AL CIRCO GRAZIE AGLI ANIMALISTI E AMBIENTALISTI
Nei giorni scorsi la
contestazione degli animalisti e ambientalisti Faentini mi ha portato a
conoscenza che a Faenza arrivava il circo Orfei. Grazie a questa informazione
sono tornato ai tempi giovanili quando andava al circo e passavo una bella
giornata, per questo ho portato il nipote a vederlo e sono tornato anch’io. Un
tuffo nel passato due ore di sano divertimento con acrobati, auto, e gli
Animali, che bello sono tornato giovane. Non entro nel merito delle
contestazioni, dico subito che non le condivido, esprimono concetti superati,
pregiudiziali e bloccano l’Italia (Nucleare, sviluppo economico); e chi non la
pensa come loro è il “cattivo”.
Nell’attesa mi sono tornato in
mente quanto sono stato contestato in modo “inelegante” da parte di chi
si crede superiore culturalmente “chic di sinistra”, mi hanno chiamato il
”porco del parco” per il Parco della Vena del Gesso, ”nemico “ degli
animali per la festa del Porco a
Brisighella; del canile di Ghiozzano; della scomparsa dei daini nel Parco
Carnè, degli elefanti che sfilavano nel paese nelle Feste Medievali degli anni
d’oro, l’apertura della Tanaccia che disturbavano i pipistrelli, quante le
sfilate, cartelloni e contestazioni…..
Certo la crema chic di
sinistra ha la memoria corta e chi non si adegua, è trattato male e messo da
parte. In questi giorni si celebrano i trent’ anni per parco geologico di Brisighella,
ricordo quanto ho collaborato con il prof. Vai per realizzarlo, in quel periodo
ero sindaco nel luogo esisteva la cava per un’azienda, anzi dimenticato nelle
pubblicazione. Il parco Carnè, dove sono stato presidente lo mantenevamo con
una spesa modesta (30milioni ovvero 15mila euro annuali fra Brisighella; Faenza
e Provincia di Ravenna), senza ristoranti, ho mantenuto l’ambiente, il lavoro
degli agricoltori. La sinistra con i suoi architetti ha il comando in tutta la
Regione, ma nel silenzio generale ha permesso
un allevamento industriale nella zona del Parco, eliminato il museo della
Civiltà contadina con opere donate e ora portano alcuni pezzi falsi!, raso
al suolo la struttura archeologica industriale del Molinone, ha la
Festa del Parco del Gesso con i fuochi
artificiali per la “tranquillità” della fauna, controllano tutto, occupano i
punti nevralgici. La sinistra di sempre…. W il Circo Orfei che si è
esibito a Faenza, evviva la libertà, senza alcuna paura. Vincenzo Galassini
ex consigliere provinciale
CONFERENZA STAMPA: NO alla Schiforma Renzi-Boschi
Vincenzo Galassini Presidente provinciale del Comitato per il NO -Andrea Tarabusi Presidente Comunale-Rodolfo Ridolfi Coordinatore Nazionale
di Azzurri '94
Terremo a partire dal 18 giugno
prossimo iniziative pubbliche e organizzeremo banchetti a Faenza e nel faentino
come in tutti i Comuni della Provincia di Ravenna per raccogliere firme ed
illustrare le motivazioni della campagna referendaria per il NO alla Schiforma
Renzi-Boschi .
"Il nuovo Senato, sarà solo come
'una suocera che elargisce consigli non richiesti, una suocera inascoltata che
non avrà nessun potere reale nell'ordinario procedimento legislativo. Ma che avrà -
e questa è una delle grandi contraddizioni della riforma - un potere paritario
a quello della Camera nelle leggi costituzionali, nonostante i suoi membri
siano eletti in modo totalmente disomogeneo rispetto alla Camera. Per cui
rassegniamoci: se passa questa riforma sarà praticamente impossibile cambiarla.
Come si fa a dire, che la situazione 'non appare diversa da quella di
tutti gli Stati composti' Difficile
poi credere ai renziani quando affermano che: 'i poteri normativi del
Governo vengono riequilibrati' e che 'il sistema delle garanzie viene
significativamente potenziato. Al contrario nell'abbinata con l'Italicum la
riforma fa deragliare l'impianto istituzionale verso un Premierato
assoluto, perché la Camera dei deputati
non sarà altro che una caserma (in gran parte composta da nominati)
pronta ad obbedire, senza discutere, agli ordini del premier
NO
PERCHE’ LA COSTITUZIONE DEVE UNIRE E NON DIVIDERE La Costituzione
costituisce l’identità politica di un popolo. E’ stato così nel miracolo costituente
del 1948, con una Costituzione approvata quasi all’unanimità e che ha svolto un
ruolo fondamentale nello sviluppo del nostro Paese. Certamente quell’impianto
necessitava di riforme, ma questa riforma costituzionale destituisce il meglio
della tradizione democratica del nostro Paese: divide anziché unire, lacera
anziché cucire, porta le cicatrici di una violenza di una parte sull’altra.
Questa riforma nasce già fallita.
NO PERCHE’ IL NUOVO SENATO
E’ SOLO UN PASTICCIO Le funzioni attribuite al nuovo Senato sono ambigue e il modo
di elezione dei nuovi senatori è totalmente confuso, prevedendo peraltro che
siano rappresentati enti territoriali (Regioni e Comuni) con funzioni molto
diverse.
NO PERCHE’ SI SOSTITUSCE
IL CENTRALISMO AL PLURALISMO E ALLA SUSSIDIARIETA’, E SI CREA INEFFICIENZA. La stessa
riforma del Titolo V della Costituzione, così come riscritta, tornando ad
accentrare materie che, nel riordino effettuato nel 2001, erano state assegnate
alle Regioni, matura l’eccesso opposto, ovvero un centralismo che non è
funzionale all’efficienza del sistema. Aumenterà la spesa statale, e quella
regionale e locale, specie per il personale, non diminuirà. Ci si avvia solo
verso la destituzione del pluralismo istituzionale e della sussidiarietà. Non
basta l’argomento del taglio dei costi, che più e meglio poteva perseguirsi con
scelte diverse. Né basta l’intento dichiarato di costruire una più efficiente
Repubblica delle autonomie, che è clamorosamente smentito dal farraginoso
procedimento legislativo e da un rapporto Stato-Regioni che non valorizza per
nulla il principio di responsabilità e determina solo un inefficiente e costoso
neo-centralismo. Se proprio si voleva ragionare sul taglio dei costi, e sulla
riduzione degli eletti, andavano magari fatte scelte più drastiche. Sostenere
che il nuovo Senato delle autonomie costituirà un tassello essenziale di un
regionalismo collaborativo che garantirà la rappresentanza al centro delle
istituzioni locali è pura fantasia.
martedì 24 maggio 2016
SAGGIA DECISIONE DEL COMUNE DI CESENATICO: RECESSO DALL’ACCORDO AMMINISTRATIVO FRA COMUNE DI CESENATICO E AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI FORLI’-CESENA PER LA GESTIONE DEL PIANO STRUTTURALE COMUNALE DI CESENATICO A NORMA DELLA LEGGE REGIONALE 20/2000.
Con delibera del Consiglio Comunale del 2006 il comune di Cesenatico, unico comune costiero a decidere questo passo, approvava il Piano Strutturale Comunale (PSC) associato tra il Comune stesso, la provincia di Forlì Cesena ed altri 6 Comuni (Borghi, Gambettola, Mercato Saraceno, Roncofreddo, Sogliano, Verghereto) in variante al Piano Provinciale (PTCP), approvato nel 2010 e valevole fino al 2035. Oggi il Comune di Cesenatico ha deciso di sganciarsi da questo piano associato. IL SINDACO BUDA. Il progetto è andato il Consiglio comunale l’8 ottobre. Il Sindaco in qualità di assessore all’Urbanistica Buda s’addentra nell’importante tematica: “ Siamo i primi a sganciarci da questo Piano associato che non fa altro che complicare la vita ai cittadini. Oggi i tempi per la pratiche edilizie sono troppo lunghi e con la riforma delle Provincie le competenze urbanistico – edilizie probabilmente passeranno alle Regioni dilatando ancora di più i tempi. Pertanto lunedì (l’8 ottobre ndr) è stato chiesto al Consiglio comunale di recedere da tale accordo associato. Ciò permette al comune di Cesenatico di tornare, dopo tanti anni, in pieno ed esclusivo possesso del Piano strutturale comunale e di procedere celermente agli ulteriori strumenti urbanistici richiesti dalla legge quali il RUE ed il POC. Questo porterà un grande vantaggio per i cittadini. Innanzi tutto l’interlocutore per le pratiche urbanistico edilizie diventa uno solo : il comune di Cesenatico. Ciò permetterà un grande risparmio di tempo ed uno snellimento burocratico. Questa importante decisione va nella direzione di snellire i tempi e la burocrazia intrapresa dal mio assessorato, non è accettabile attendere anni per avere i permessi a costruire una attività o una residenza! E’ un modo per rilanciare anche l’economia, meno burocrazia uguale più reddito”
lunedì 23 maggio 2016
RENZI A PALERMO: TG Vs REALTA’
Renzi a Palermo, come te lo ha fatto vedere il TG e come è andata veramente.
venerdì 20 maggio 2016
SANITÀ, DISCRIMINATI LUGO E DI FAENZA
Il consuntivo del bilancio dell’Ausl della Romagna
ha chiuso con un utile pari a 44.124,28 e fra gli aspetti positivi emergono,
tra gli altri, i lusinghieri investimenti complessivi per oltre 18 milioni
di euro. Questi dati presentati ai componenti della Conferenza socio sanitaria
territoriale – sindaci e presidente della Provincia di Ravenna – hanno
ottenuto, come prevedibile, l’
unanimità anche se, alla luce di questa situazione economico finanziaria,
continua a mantenersi molto soft
l’impegno rivolto agli ospedali di Faenza e di Lugo. A Faenza, ad esempio, si prevedono interventi a favore del Pronto
soccorso con un impegno di spesa di 678.433 euro, ma poi null’altro.
Addirittura per Lugo non sono previste opere di adeguamento né tantomeno
investimenti di alcun tipo, mentre si concentra la totalità delle
risorse disponibili nei quattro ospedali principali di Ravenna, Forlì’ Cecena e
Rimini.
Dal comunicato ufficiale dell’Azienda sanitaria, oltre alla mancanza
d’investimenti in questi due ospedali con un bacino di utenza di circa duecento
mila abitanti, si fatica a intravvedere un loro futuro e, soprattutto,
preoccupa la diffidenza dei loro cittadini che preferiscono accedere ad altri
ospedali spesso fuori dal perimetro aziendale. Cittadini disposti a invertire
la loro tendenza unicamente a fronte d’impegni certi e concreti sul piano dell’implementazione dei
servizi e delle risorse umane affinché si possa
raggiungere un clima di indispensabile fiducia e tranquillità. Dai dati
in oggetto, tuttavia, come appare evidente, non arrivano certamente segnali
confortanti, mentre i sindaci dei territori approvano senza proferire
considerazione alcuna. Nel comunicato aziendale si citano, infine, 159 nuove assunzioni, ma sarebbe interessante
capire di quali professionalità si tratta e in quali sedi sono assegnate queste nuove risorse umane.
martedì 17 maggio 2016
FINISCE L’AVVENTURA DI CONSIGLIERE PROVINCIALE DI FORZA ITALIA.
Termina oggi la carica di consigliere provinciale di
Forza Italia eletto per la prima volta nel 2001, dove ho svolto prima la carica
di consigliere provinciale poi di capo gruppo e nel 2006, candidato a
presidente della Provincia per una parte del centro destra Forza Italia; Lega
Nord; UDC, non partecipava AN. Alle ultime elezioni provinciali ero il primo
dei non eletti e con le dimissioni del leghista Capucci sono tornato in
consiglio provinciale, una parte degli eletti è passata a NCD. Con orgoglio
confermo l’impegno assunto per sedici anni con Forza Italia.
La provincia di Ravenna
come tutte le provincie non scompaiano nonostante le falsità di Renzi e Del
Rio. I nuovi consiglieri provinciali di Ravenna, dopo le elezioni del comune di
Ravenna, saranno svolti dai consiglieri comunali e dai sindaci eletti in
seconda grado come avverrà per il nuovo Senato come si vuole fare con la nuova
legge costituzionale, rimangono sempre i costi, è mancata una vera riforma
costituzionale che affrontasse veramente il problema generale.
Termina la vita politica
come consigliere nelle istituzioni continuerò le mie battaglie all’esterno come
uno dei fondatori di Forza Italia a Ravenna esprimendo il mio parere a tutti i
livelli in piena libertà di pensiero come sempre ho fatto e fedele alla linea
del nostro fondatore Silvio Berlusconi, cominciando
dal comitato per il No. Con
l’occasione ringrazio i
collaboratori per i consigli e suggerimenti, la stampa, la provincia che ha
ascoltato la mia “grinta” per difendere le giuste ragioni dei cittadini, che
però devo costatare mai accolte, sperpero STEPRA, l’E55; le infrastrutture e
tanto altro, ho preso atto che nessuna delle segnalazioni alla Corte dei Conti
di Bologna a oggi sia stata accolta, ma non mi meraviglio di più nulla.
Quello che mi preoccupa che lo “stile” della
sinistra in Provincia di Ravenna e Emilia Romagna si estenda in tutta Italia, grave
pericolo per i nostri “nipoti” e dell’Italia!
Grazie a tutti.
Consigliere Gruppo Forza Italia Vincenzo Galassini
lunedì 16 maggio 2016
sabato 14 maggio 2016
FRANCESCO ZANNONI RITORNA CONSIGLIERE A BAGNACAVALLO: BUON LAVORO
Francesco Zannoni sa sempre di Forza Italia
Nell’ultimo consiglio comunale che ha approvato il rendiconto
della gestione relativa all’anno 2015 con 10 voti favorevoli (gruppo PD) e 4
voti contrari Lega-Nord-Forza Italia; Bagnacavallo Insieme e un consigliere
indipendente, nel corso della seduta è avvenuto l’avvicendamento tra la
consigliera di Lega Nord Samantha Gardin, dimissionaria (si è candidata a
Ravenna in consiglio comunale è diventata anche segretaria ) è subentrato Francesco Zannoni un rientro al quale va gli auguri di Buon Lavoro come
nel passato di Forza Italia Ravenna
Lista comune di
Bagnacavallo maggio 2014, aveva ottenuto
un seggio
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