Non c’è chi non sia sia accorto della incoerenza della posizione politica del PD dopo il referendum sull’acqua e delle acrobazie alle quali si trova costretto, soprattutto in Emilia Romagna, nel tentativo di difendere una multiutilty come Hera e il sistema di lucroso scambio che sottende. In tutti gli altri comuni il PD (con il codazzo imprevedibile di Sel) ha votato contro le mozioni per il ritorno alle gestioni dirette degli acquedotti ponendosi in evidente contrasto con le lunari affermazioni che solo qualche settimana fa urlava nelle piazze. I sindaci pidini che avrebbero dovuto ben altrimenti orientare il partito ora sembrano persi e balbettanti come il nostro Iseppi in consiglio comunale. Se c’è una morale da trarre da questa vicenda è che in politica la coerenza è un valore e quando viene meno è come se si fosse palesato il vero spregevole volto dell’opportunismo nel quale troppo spesso il PD sguazza
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mercoledì 6 luglio 2011
venerdì 29 aprile 2011
LA SINISTRA NON ERA CONTRARIA ALLA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA?
Ha ragione l’UDC di Lugo: Hera è un soggetto privato a maggioranza pubblica che fa business come un privato puro. Ci vuole una bella faccia di bronzo a urlare “fuori il privato dall’acqua” e poi difendere spudoratamente questa potente multiutility che, mentre finanzia l’intero sistema di potere del PD in Emilia Romagna, si cura assai poco della ricaduta economica delle tariffe e dei servizi sulle famiglie.
giovedì 17 marzo 2011
LA POSIZIONE DEL PDL SUL REFERENDUM DEL 12 GIUGNO: ACQUA BENE PUBBLICO E SERVIZI DI QUALITA'
Gianguido Bazzoni-Vincenzo Galassini-Nereo Foschini –Raffaella Ridolfi
Non va dimenticato che l’imperativo liberale impone di considerare lo Stato meramente strumentale rispetto allo sviluppo della società, non viceversa .L’apertura alla concorrenza di mercati come quello dei servizi pubblici locali costituisce un aspetto fondamentale della politica riformista Il miglioramento delle prestazioni dello Stato è il primo capitolo di un’agenda liberale I beni pubblici vanno resi efficienti. Il loro rendimento deve essere massimo al minor costo possibile per la collettività. Componendo i vari tasselli di questa politica, il cambiamento riformista viene fuori nitido e attendibile. La Corte Costituzionale, il 12 gennaio 2011, ha dichiarato ammissibili due quesiti referendari contro il decreto Ronchi-Fitto: Il primo concerne l’abrogazione delle norme riguardanti le modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, Il secondo punta alla cancellazione delle norme del governo Prodi riguardanti la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Le consultazioni si svolgeranno il 12 giugno 2011. Un eventuale successo dei proponenti dei referendum, metterebbe a rischio l’intero impianto della riforma. La raccolta delle firme sostenuta dai poteri forti e dai conservatori si fonda su una assoluta falsità, che questo provvedimento vorrebbe privatizzare l’acqua, la verità è un’altra che coloro che vivono di rendite e di privilegi alle spalle dei cittadini vogliono impedire la fine del clientelismo, degli sprechi e della opacità delle finte società private per la gestione del servizio idrico. Per questo motivo questa riforme a “costo zero” è foriera di
domenica 23 maggio 2010
AUTODROMO DI IMOLA:PAGA CON.AMI, INSORGE IL PDL FAENTINO
ASCOLTA L‘INTERVISTA DEL CAPO GRUPPO COMUNE DI FAENZA RIDOLFI.
Anche il Popolo della Libertà di Faenza insorge contro la procedura di salvataggio dell’Autodromo di Imola dal fallimento. Depositata un’interrogazione in Regione, e si punta a parlarne in Parlamento.
Arrivano sui banchi del Consiglio provinciale di Ravenna gli strascichi del fallimento dell’Autodromo di Imola. Il Comune di Faenza è, infatti, il secondo socio pubblico per importanza del Consorzio Azienda Municipalizzata di Imola che sta tentando di salvare la società che gestisce il circuito sulle rive del Santerno.
E se l’operazione di pagare tre milioni di euro per tacitare i creditori puzza gia di marcio per i gruppi dell’opposizione imolese, pronti a preparare un fascicolo da presentare alla Procura, qualche chilometro più lontano si pensa di portare la questione in Regione e in Parlamento (cfr. intervista a Raffaella Ridolfi, Consigliere del Popolo della Libertà della Provincia di Ravenna).
E se è vero che l’unione fa la forza, i gruppi di opposizione di Faenza sono pronti ad unirsi ai colleghi di tutti i comuni soci di ConAmi (cfr. intervista a Raffaella Ridolfi, Consigliere del Popolo della Libertà della Provincia di Ravenna).
IMOLA, E’ UFFICIALE: IL CON. AMI SI ACCOLLA I DEBITI DELL’AUTODROMO
IMOLA - All'ordine del giorno del Consiglio comunale di Imola di mercoledì prossimo c'e' un punto che prevede la discussione "in merito al pagamento del debito di Formula Imola" nei confronti del Comune e alla "richiesta di autorizzazione all'aumento della partecipazione societaria di ConAmi in caso di ritorno 'in bonis' della società". Quando Simone Carapia, consigliere comunale del Pdl e presidente della commissione Bilancio, ha letto queste parole non ha piu' avuto dubbi. Era la conferma che aspettava.
"Ora non e' più ufficioso ma e' ufficiale: il ConAmi vuole accollarsi il debito. I rappresentanti dei Comuni che siedono nel cda del Consorzio pubblico delle altre Province si sono dovuti adeguare e chinare la testa. Siamo alle comiche finali", scrive il berlusconiano in una nota. Per Carapia, "e' scandaloso che per la 'malagestio' del centrosinistra imolese tutto il territorio che coincide con il Consorzio pubblico ci debba rimettere. Ad essere coinvolti, infatti, sono i 23 Comuni delle province di Bologna, Ravenna e Firenze, che fanno parte del ConAmi". L'uso delle risorse pubbliche per evitare il fallimento di Formula Imola configura una vicenda "talmente torbida e intricata che mette in cattiva luce Imola e il suo Circondario e la colpa e' unicamente di chi governa il territorio imolese", accusa Carapia. Senza dimenticare di assicurare, mentre monta la protesta del Pdl ravvennate, che il Pdl di Imola non e' stato a guardare in tutto questo tempo, ma "ha subito preteso chiarezza nelle varie sedi istituzionali, ma non e' arrivata". Carapia fa anche l'esempio delle commissioni sull'Autodromo a cui la maggioranza non ha voluto prendere parte. (Dire)
SITUAZIONE CON.AMI E FALLIMENTO AUTODROMO IMOLA, IL PDL IN PROVINCIA DI RAVENNA VUOL VEDERCI CHIARO DOPO LE NUMEROSE RICHIESTE GIA’ PRESENTATE
I CAPITALI INVESTITI DAI 10 COMUNI DELLA PROVINCIA DI RAVENNA
Dopo la conferma delle notizie apparse sulla stampa riguardante la volontà di CON.AMI di accollarsi 3.000.000 di euro di debito della società Formula Imola s.p.a. in fallimento e verificata la mancanza di comunicazione dei rappresentanti dei Comuni che siedono nel Consiglio di amministrazione del Consorzio pubblico (Imola) sulla vicenda autodromo alle amministrazioni della provincia di Ravenna socie di CON.AMI, FI-PDL della Provincia di Ravenna ha presentato un’interrogazione.
Nell’interrogazione sono indicate la percentuale dei capitali investiti dai 10 comuni della Provincia di Ravenna (su 23 interessati) e considerato che il Presidente Giangrandi l’anno scorso all’insediamento dei nuovi sindaci ha dichiarato che la “Provincia è la loro Casa”, come intende tutelare gli interessi delle nostre Comunità ed i Comuni a recuperare i debiti che CON.AMI contrarrà per togliere il fallimento dall’autodromo di Imola e capire cosa si cela veramente dietro l’operazione, mascherato da una congerie di scatole cinesi.
Interessante conoscere come si concilia - la raccolta firma per l’ acqua pubblica con in testa il Sindaco Matteucci - che i fondi ricavati, della cessione delle reti e delle sorgenti idriche siano stati malamente investiti in un “autodromo”.
Una bella coerenza e trasparenza!
- I comuni della Provincia di Ravenna hanno la percentuale di capitale e quote in % cosi divise:
- Bagnara di Romagna € 1.069.238 0,33859%
- Brisighella €. 4.635.350 1,6651%
- Casola Valsenio €. 1.304.653 0,4709%
- Castel Bolognese €. 511.446 0,1846%
- Conselice €. 4.498.829 1,6239%
- Faenza €. 20.718.839 7,4785%
- Massa Lombarda €. 2.990.544 1,0795%
- Riolo Terme €. 9.970 0,0036%
- Sant’Agata sul Santerno €. 1.349.049 0,4869%
- Solarolo €. 1.253.588 0,44525
SOLDI CON.AMI PER IL DEBITO DELL’AUTODROMO? IL PDL INSORGE
II COMMENTI REGIONALI: AGENZIA DIRE
IMOLA - "La conclusione e' che a pagare saranno sempre e solo i cittadini, e stavolta non solo quelli di Imola e del suo circondario". Dopo la notizia che il ConAmi e' disponibile a saldare buona parte dei debiti di Formula Imola, tirando fuori tre milioni di euro, in Comune si mobilita anche l'opposizione. Sulla questione, infatti, intervengono i consiglieri Pdl e Ucd, Simone Carapia e Andrea Zucchini. Intanto dubbi arrivano anche dal Comune di Faenza. "Dopo aver affidato in modo sprovveduto la gestione della risorsa infrastrutturale più importante del territorio a società che non si sono dimostrate all'altezza- afferma Carapia- ed essere entrati frettolosamente con il ConAmi nella gestione, chi governa il territorio cerca di correre ai ripari con questa operazione salvataggio che impegna ulteriori risorse dei cittadini del territorio imolese, e non solo". Ad essere coinvolti, infatti, sono i 23 Comuni delle province di Bologna, Ravenna e Firenze, che fanno parte del Consorzio. Dopo Imola, il socio più importante e' il Comune di Faenza, ma il sindaco, Giovanni Malpezzi, e l'assessore ai Rapporti con le società partecipate, Germano Savorani, hanno spiegato di "non conoscere abbastanza la situazione". Un fatto "strano", secondo Zucchini: "Come mai il sindaco di Faenza e l'assessore non ne sanno nulla? A Faenza non sanno che una parte dei soldi pubblici che andranno a salvare Formula Imola sono anche faentini?", chiede. Intanto, però, nella Provincia di Ravenna, il consigliere Pdl, Vincenzo Galassini, ricorda di averlo sottoposto più volte la questione all'Ente di piazza dei Caduti, attraverso diverse interrogazioni. Nell'ultima, datata 19 febbraio, cioè due giorni dopo la sentenza di fallimento di Formula Imola, Galassini chiedeva alla Provincia di Ravenna se c'era il rischio che Conami avesse dovuto farsi carico dei debiti della società.
All'ente ravennate, il consigliere Pdl ricorda che l'operazione che porto all'ingresso di Conami in Formula Imola, "era finanziata con le reti dell'acqua, con la rete del gas, con le tariffe dei rifiuti, i cittadini della Provincia di Ravenna (Brighella, Faenza, Riolo Terme, Casola Valsenio, Castel Bolognese, ecc.)". Un fatto "anomalo", osserva, perchè" i cittadini della provincia di Ravenna si sarebbero ritrovati anche l'autodromo d'Imola in Provincia di Bologna, non attinente ai servizi delle reti acqua". Piu' in generale, secondo Galassini, "la scelta di costituire il Consorzio Ami fu voluta dai Comuni soci, dalla sola maggioranza di sinistra (Pci, Pds, Ds, Pd), per mantenere il controllo dello sviluppo del territorio in ambito locale". A Imola, intanto, il consigliere Ucd Andrea Zucchini, chiede che il sindaco, Daniele Manca, e l'assessore all'Autodromo, Monica Campagnoli, relazioni sulla questione nella prossima commissione Autodromo. Intanto, a mettere con le spalle al muro il sindaco di Faenza Malpezzi e' anche il Pdl faentino, che attraverso una lunga e dettagliata interrogazione firmata dalla consigliera Raffaella Ridolfi, in cui si ricostruiscono tutte le ultime vicende di Formula Imola, chiede al sindaco "se ritenga opportuno fare chiarezza sulla vicenda, convocare il presidente ConAmi ed il rappresentante di Faenza in Consiglio di amministrazione, per riferire in Consiglio Comunale", e ancora, "quali interventi ha realizzato ConAmi nel territorio di Faenza", e soprattutto "quali interventi saranno inficiati da un esborso di tre milioni di euro da parte di ConAmi per farsi carico del buco di Formula Imola". E un'interrogazione analoga, da quanto fa sapere il consigliere provinciale, Vincenzo Galassini, verrà presentata al presidente della Provincia di Ravenna, "e anche in Regione". Il rappresentante del Comune di Faenza, secondo Comune dopo Imola per quota di capitale posseduta, osserva Ridolfi riferendosi all'ex sindaco di Casola Valsenio, Giorgio Sagrini, "non ha provveduto ad informare il sindaco e a renderlo partecipe della vicenda e delle problematicità e a condividere una linea di condotta da tenere in seno al Consiglio di amministrazione di ConAmi. (Dire)
sabato 8 maggio 2010
RACCOLGONO LE FIRME PERCHE’ L’ACQUA COSTI MENO: LA REALTA’ DENUNCIATA DA UN CITTADINO
AD ALFONSINE L’ACQUA RAGGIUNGE COSTI RECORD
SUL VOSTRO quotidiano del 23 marzo scorso leggo un interessante articolo titolato `La guerra dell'oro blu', ovvero guerra dell'acqua. I dati riportati sono riferiti ai consumi del 2008 e mettono in evidenza il costo per metro cubo riferito al consumo medio annuo di 200 MC per famiglia. Si riferisce che i costi in Italia, per metro cubo, restano i più economici d'Europa sotto la media mondiale. Se a Roma una famiglia paga 177 euro per un consumo di MC 200, lo stesso nucleo a Bruxelles paga 560, a Parigi 740 e a Berlino 970. In Italia, le bollette più salate le hanno pagate ad Agrigento (con 445 euro l'anno), Arezzo (386) e Firenze (378 ) mentre le città più economiche sono Milano (106), Isernia (114) e Pordenone (131) ben al di sotto della media nazionale di 253 euro l'anno. Io vivo ad Alfonsine e ho verificato il costo per metro cubo con riferimento all'ultima bolletta di aprile. Il costo (più iva del 10%) di un consumo di 200 metri cubi (annuo) risulta di 479,86 euro. Per l'Italia ritengo sia un record e, certamente, gli alfonsinesi non ne andranno orgogliosi. Luigi Bardati Lugo
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