Visualizzazione post con etichetta Azzurri ‘94. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Azzurri ‘94. Mostra tutti i post
mercoledì 30 gennaio 2013
giovedì 27 dicembre 2012
MONTI SI CANDIDA LEADER DELLA SINISTRA
Alessandro
Sallusti - Ecco svelato il trucco del governo tecnico. Ieri
è scattata la fase due del presidente Napolitano per togliere dalla scena
politica il centrodestra e Silvio Berlusconi, dati per morti un anno fa e
invece ancora vivi, tanto da spaventare chi già pensava, la sinistra, di avere
in pugno il Paese. Col cavolo che Monti si farà da parte, come giurato il
giorno del suo insediamento e ripetuto strada facendo, al termine del suo
mandato. Scherzava, o meglio ci ha preso in giro. Lo avrebbe forse fatto se le
cose fossero andate come deciso nel tardo 2011 nelle segrete stanze del
Quirinale in collegamento con altre stanze, quelle cosiddette sacre del
Vaticano. E cioè: abbiamo un anno di tempo per fare implodere il Pdl e
consegnare il governo a una sinistra debole e inadeguata, quella di Bersani, ma
a quel punto senza rivali. Non è andata così. Sia pure tra tira e molla,
tensioni e litigi, Berlusconi è riuscito nel miracolo di tenere insieme la
baracca e, cosa inaudita, di trovare il coraggio e la forza per ritornare in
campo. Cribbio, avrà detto Napolitano, di questo non ce ne liberiamo più. E
allora ecco il piano B. Ha convocato il soldatino Monti, che nel frattempo si è
pure montato la testa nonostante il suo gradimento tra la gente sia in
picchiata. I due si sono fatti dettare dalla Merkel un'agenda lacrime e sangue
sulla quale fare confluire i rottami della Prima Repubblica (Casini e Fini), un
po' di cattocomunisti (Riccardi e Olivero delle Acli) e una spruzzata di
società civile molto chic (Montezemolo). Per fare cosa? Ovvio: aiutare la
sinistra a vincere le elezioni ma, soprattutto, a governare dopo. Già, perché
con un centrodestra in ripresa, e un Grillo acchiappavoti, Bersani e il Pd non
avrebbero comunque i numeri sufficienti al Senato per fare di testa loro. Dopo
la truffa del governo tecnico, ecco quella del Centro europeista. Ma quale
Centro. Monti è il nuovo leader,
designato da Napolitano, della sinistra italiana. A Bersani il ruolo di
comprimario, utile idiota, insieme a Casini,
mercoledì 12 dicembre 2012
BRUNETTA A TOBIAS PILLER: “LE MIE TESI SULLA CRISI SPOSATE ANCHE DA FINANCIAL TIMES, DAI PREMI NOBEL KRUGMAN E STIGLITZ, DA DE GRAUWE, BERNANKE E DRAGHI”
Invito Tobias Piller, che sul Frankfurter Allgemeine
si esercita a confutare le tesi da me sostenute sull’origine della crisi
finanziaria dell’eurozona, frutto di analisi che conduco ormai da un anno, a
leggere l’editoriale del vice-direttore del Financial Times, Wolfgang Münchau,
che sostiene le mie stesse argomentazioni. Così come suffragano la mia tesi le
analisi della Banca d’Italia, le riflessioni dei premi Nobel Paul Krugman e
Joseph Stiglitz, gli studi del professor Paul de Grauwe e le decisioni prese da
banchieri centrali del calibro di Ben Bernanke e Mario Draghi. Può, quindi, dal
suo prossimo articolo, prendersela anche con loro. Con la stima di sempre. Renato Brunetta
Iscriviti a:
Post (Atom)


