LA REQUISITORIA DELAL BOCCASSINI E’ STATA SOLO L’ULTIMO ATTO DI
UNO STALKING MEDIATICO CHE DURA DA 3 ANNI. RUBY E LE ALTRE BOLLATE COME
PROSTITUTE SENZA AVER COMMESSO REATI
Annamaria
Bernardini de Pace- Il femminicidio può
essere anche mediatico. Per come si è proposta, quella delle «olgettine» è
stata una vera e propria strage di donne. Preceduta da uno stupro di gruppo. E
conclusasi con lo sterminio nella camera a gas di una impropria notorietà. Chiunque
è libero di pensare ciò che vuole e le ragazze in questione altrettanto libere
di fare ciò che preferiscono. L'unico limite per tutti è il reato. Non saprei
dire, tuttavia, chi merita di essere perseguito in questa brutta storia. Qual
è, cioè, il reato da sanzionare. La prostituzione in sé, infatti, quand'anche
ci fosse, nel caso che stiamo trattando, non è un reato. La diffamazione sì.
Soprattutto se di massa e indifferenziata. Ebbene, è palese che una trentina di
giovani ragazze, per quanto possano non essere condivisibili i loro scopi di
percorrere sentieri veloci per affermarsi nel mondo dello spettacolo, non
possono essere, tutte, bollate, urbi et orbi, come componenti di un «sistema
prostitutivo». In particolare Ruby, la vittima confezionata, non sarebbe
dovuta, con violenza, essere marchiata dalla certezza, affermata con prove quantomeno
fragili, di avere esercitato la prostituzione con un uomo potente e di avere
così raggiunto l'obiettivo interessato, sfruttando bellezza fisica, «furbizia
orientale» ed «extracomunitarietà». Tutte, peraltro, queste ragazze, l'una per
l'altra, «accusate» pubblicamente di essere coinvolte in un sistema difensivo
allestito e retribuito per nascondere la verità. Risultando, quindi, non solo
prostitute, ma anche bugiarde e colpevoli di falsa testimonianza.



