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giovedì 13 dicembre 2012
“LA PIU’ BELLA DEL MONDO” ?
MA IN CHE PAESE DI PAGLIACCI CI TROVIAMO A VIVERE? COSA
C’ENTRANO LA MUSICA, LA BELLEZZA, L’AMORE CON UNA CARTE E LE SUE LEGGI
C’è un cantante, un mammut dell’era
geologica dei Rokes, poi affrancatosi dal branco col nome di Shel Shapiro, che
ora canta la nostra Costituzione e recita i primi undici articoli della
medesima con la sua inflessione inglese benché da secoli stia in Italia. C’è il
Comico di Stato Roberto Benigni che dedicherà un recital televisivo a quant’è
bella la Costituzione. Ma cos’è questa pedagogia ruffiana, leggermente
puttanesca, sulla Costituzione e cosa c’entrano la musica, la bellezza, l’amore
con una Carta e le sue leggi? Abbiamo in Italia il privilegio antico di vivere
la bellezza allo stato sfuso nella realtà, nelle bellezze naturali, artistiche
e culturali e ci mettiamo a cantare e decantare come innamorati feticisti la
bellezza leggiadra della Costituzione nata appena nel 1947. Ma le costituzioni
sono da rispettare e da osservare; non sono da amare, cantare e pomiciare.
L’amor patrio scaturisce dalla vita, la storia, la cultura, il paesaggio, il
retaggio e il linguaggio nostrano, dalle persone e dalle tradizioni, non
certo dagli articoli di un Dettame legislativo. A quando un cd sul Codice
penale, parole di Mogol e Travaglio? O una dichiarazione d’amore degli U2 agli
F24,una ballata rap della Corte dei Coti sulle leggi di stabilità, un concerto
rock delle Authority dedicato alla Norma, ma non quella di Bellini, o una
canzone dei Tutor, gruppo on the road, sul Codice della strada? In un Paese
serio li denuncerebbero per atti di libidine sulla Costituzione. Marcello
Veneziani
venerdì 9 settembre 2011
FINALMENTE IL GOVERNO MANTIENE LA PROMESSA: ABOLIRE LE PROVINCE, AVVIATO L’ITER
SE C’E’ LA BUONA VOLONTA’ ANCHE DELLA SINISTRA I TEMPI NON SARANNO BIBLICI. IL SOLE 24 ORE, COME BRUNETTA, LI HA CALCOLATI IN 130 GIORNI.
L’ok è arrivato rapidamente su entrambi i provvedimenti, di carattere costituzionale. Quanto a una terza misura, il dimezzamento dei parlamentari, il governo si è impegnato nella manovra stessa e c’è già un terzo disegno di legge anch’esso costituzionale. Sul pareggio di bilancio in Costituzione non c’è molto da spiegare: si dà finalmente credibilità all’articolo 81 (che impegna a non attuare spesa pubblica senza copertura), sempre disatteso durante la prima repubblica. Per le province il disegno di legge afferma: «Dall’attuazione della presente legge costituzionale deve derivare in ogni regione una riduzione dei costi complessivi degli organi politici e amministrativi». Di quanto? Considerato l’assorbimento del personale, ma anche il progressivo riutilizzo in altre funzioni, o il mancato turn-over, le stime vanno da quattro a sette miliardi a regime. Più i costi delle campagne elettorali e la soppressione di consiglieri, assessori, presidenti, auto blu e simili. Essendo due modifiche costituzionali non si poteva che procedere con due disegni di legge sulla Costituzione. Che prevedono la doppia lettura dei due rami parlamentari inframmezzata da una pausa di 90 giorni: questo non lo ha stabilito Silvio Berlusconi. Ma
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