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giovedì 11 agosto 2011

LA RICETTA DI BRUNETTA: PER FARE LE RIFORME BASTANO TRE MESI

BRUNETTA PREME SULL’ACCELERATORE: PENSIONI, TASSE, FEDERALISMO, ACCORPAMENTO DELLE PROVINCE, PRONTI ALLE RIFORME, DA SETTEMBRE SI PUO’


 
di Alessandro Sallusti . Ministro Brunetta, questo famoso governo del fa-re, se non ora quando? «Non c’è alcun dubbio: ora». Non crede sia tardi? «A parte che in questi anni non è che siamo stati pro-prio con le mani in mano, non è mai troppo tardi. Anzi, le dirò di più». Dica... «Non soltanto abbiamo il dovere del fare per salvare il Paese dalla crisi, ma è la nostra grande occasione per in-vertire il vento e avviarci a rivincere le elezioni nel 2013 ». Buona notizia, ma come? Affidandosi alla Banca centrale europea, alla Merkel e a Sarkozy? «Balle della sinistra. Siamo nati nel ’94 per cambiare questo Paese, dobbia-m-o solo completare l’opera stando esatta-mente nel solco tracciato dal presidente Berlusconi». Già, 17 anni appunto. Come mai solo ora tutto questo ottimismo? Gli italia-ni ne hanno molto meno... «Capisco l’ironia ma la risposta è semplice ». Cioè? «La crisi economica ha messo a nudo le ipocrisie della sinistra, le miopie e le posi-zioni di rendita del sindacato. Le ricette che tutti invocano per non soccombere noi le avevamo già scritte. Alcune sono soltanto rimaste imbrigliate nei riti della poli-tica e nell’antiberlusconismo militante. Adesso non ci sono più alibi per nessuno ». L’opposizione fa il suo mestiere, i nu-meri li ha chi governa . «Sfasciare il Paese non è un bel mestiere. Comunque adesso si deve cambiare. Il nemico per noi non deve più essere l’opposizione, ma il tempo». Il tempo? «Già, dobbiamo accelerare e possiamo farlo perché la benzina nel motore c’è già». E come? «Da subito servirebbe che il Consiglio dei ministri si riunisse non una ma due volte alla settimana, per deliberare ma anche per monitorare i processi legislativi. Così come il Cipe si deve riunire una volta al me-se. Decisioni, controlli e risorse: questa è la ricetta». Ma se poi in Parlamento le cose vanno come vanno... «Oltre che per noi, la crisi deve essere un test anche per l’opposizione. Vediamo chi ci sta e chi invece preferisce rimanere sulle vecchie barricate». Si riferisce a Casini? «Soprattutto a lui, tiriamo fuori le carte, parliamone e votiamo. Ma subito, il tempo dei rinvii è finito». Per esempio? «Riforma fiscale e assistenziale. Il testo c’è. Corsia preferenziale e, in parallelo,decreti attuativi. Se c’è la volontà politica, dal 2012 può essere in vigore». Costi della politica? «Fatto». Fatto? «Certo. Quanto crede che possa metterci la Commissione che deve rendere concreti gli allineamenti delle retribuzioni dei costi italiani a quelli europei»? Non lo so, a occhio anni . «Io dico tre settimane, ma stando larghi ». Se va a finire come sulle Province da abolire... «Il disegno di legge per accorparle