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mercoledì 27 luglio 2011

PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA, LA REGIONE SCEGLIE LA VIA DI FUGA

LA REGIONE NON INDIVIDUA I SITI PER L’INSTALLAZIONE DI IMPIANTI DI PRODUZIONE DI FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI:EOLICA,BIOGAS, BIOMASSE E IDROELETTRICA



“Questo provvedimento contraddice di fatto gli obiettivi del Piano Energetico Regionale, rendendo impossibile una reale politica di realizzazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, quindi rende impraticabile il raggiungimento degli obietti energetici fissati nel piano stesso.

Il P.E.R. sposava la filosofia della costruzione di una politica industriale, creando le condizioni per una Green economy regionale (anche se da noi ritenuta ancora insufficiente ed ideologico), mentre queste “linee guida” al contrario si muovono sulla logica esclusivamente ambientalistica, urbanistico-territoriale, dei divieti e delle esclusioni, con i vincoli ad esempio imposti sull’eolico non si raggiungerà mai la quota dei MW fissati nel P.E.R.”. Continua il Consigliere regionale Gianguido Bazzoni: “La stratificazione di troppi vincoli in troppe aree porterà ad una possibile ed eccessiva concentrazione di impianti di ogni genere nelle aree “libere”, con le conseguenze che tutti possiamo immaginare. Se consideriamo ad esempio la produzione idroelettrica di energia questa è di fatto eliminata nelle zone montane e collinari, praticamente nelle uniche zone in cui si potrebbe fare; e pensare che uno sviluppo massiccio di questa forma di produzione energetica, che crea invasi e briglie, contribuirebbe a salvare anche i nostri fiumi che sono torrenti impetuosi d’inverno e uadi d’estate: acqua sprecata che crea danni con frane ed alluvioni e che invece potrebbe essere mantenuta per la produzione elettrica ed immessa nuovamente nei fiumi e torrenti anche nei periodi più siccitosi che hanno ucciso di fatto tanti corsi d’acqua. La produzione di energia da Biogas invece viene stoppata in più di metà della Regione perché incompatibile con la produzione del Parmigiano Reggiano, scelta che anche la federazione regionale degli ordini dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali dell’Emilia-Romagna indica come eccessivamente restrittiva, e pensare che la produzione di energia da biogas viene ritenuta dall’Unione Europea come parte integrante dell’attività agricola ci sembra quindi limitante proibirla proprio dove l’attività agricola è più presente e diffusa e produce la “materia prima””.

giovedì 24 marzo 2011

APPROVATO IL PIANO PER L'ENERGIA E LO SVILUPPO SOSTENIBILE IN PROVINCIA DI RAVENNA, I MOTIVI DEL VOTO CONTRARIO DEL PDL

«La proposta definitiva per il piano per l’energia arriva a tempo scaduto. Il mandato della presidenza Giangrandi e della sua Giunta finisce fra pochi giorni e nulla impediva alla nuova Giunta di trattare l’argomento, rilevante poi il fatto che il piano modifica il PTCP al quale non abbiamo mai dato il nostro assenso neppure nelle modifiche sostanziali per una serie di motivi politici di programmazione urbanistica ed economica che non coincidono con le nostre idee ed il nostro programma. L’energia prodotta nella nostra provincia supera abbondantemente la richiesta di energia del nostro territorio quindi il 72% viene esportata, nonostante ciò è pur sempre possibile produrre altra energia che produca risorse e ricchezza. Rispetto all’energia alternativa, e all’ordine del giorno presentato in provincia e è bene ricordare che la nostra provincia è la terza in Italia per impianti fotovoltaico e che in merito a questa situazione di passaggio, determinata dalla necessità di rivedere gli effettivi costi della tecnologia come avviene in tutta l’Unione Europea, il Presidente del Consiglio ha preso l’impegno che «chi lavora in questo settore» non deve «nutrire timori ingiustificati» perché «entro poche settimane il governo stabilirà il nuovo quadro di incentivi che consentirà alle aziende del settore la programmazione di investimenti per un mercato maturo di lungo periodo in vista degli obbiettivi europei per il 2020», quindi a nostro parere è il solito, classico atteggiamento che vuole puntare il dito contro il Governo e strumentalizzare ogni provvedimento di questo. Ci piace ricordare che in tema di energie rinnovabili l'Italia è in linea con la roadmap europea che prevede il 26% di energie rinnovabili al 2020, dato emerso a Milano alle Giornate dedicate alla microgenerazione, durante le quali è stato presentato il Rapporto sulle nuove energie, realizzato da Updating ed e-gazette. Oggi il Paese è al 22%, il settore nel quale invece siamo nettamente in ritardo è quello della produzione di calore e dei biocarburanti, dicono i dati preliminari presentati. Il calore perché il solare termico sui tetti non è mai veramente decollato e perché si continua a bruciare gas al posto delle biomasse, e soprattutto non si utilizza il biogas da discariche e da allevamenti, tema questo non affrontato dal piano provinciale.Va segnalato inoltre che il “piano” non accoglie le tante richieste pervenute dal mondo imprenditoriale anche se si è affermato che sono state accolte, nella realtà sono rinviate. Rispetto alle centrali a biomasse ci interesserebbe inoltre capire perché da una parte il PD ha detto no alla centrale di Torri di Mezzano, mentre a Russi c’è un impegno deciso a favore della costruzione dell'impianto a biomasse che sostituirà l'ex stabilimento Eridania, contro il parere del 57% dei cittadini, non voluta dagli agricoltori e dalla Soprintendenza e che vede pervenire il materiale necessario all’alimentazione della centrale anche da oltre i 70 km anche se specificato per un periodo di tempo! Vedremo quanto durerà il periodo. Nel piano si parla poi del contenimento energetico degli uffici ma ci si dimentica di una cosa semplice la pubblica illuminazione delle città che risale al 1910, non si prevedono incentivi ma neppure il rifacimento delle reti con criteri moderni ed economi che prevedano l’abbassamento notturno dell’illuminazione a seconda delle zone che comporta un vero risparmio! Metodo che andava consigliato anche all’amministrazione di Faenza guidata fino ad un anno fa dal Sindaco Casadio, oggi candidato alla presidenza della Provincia, visto che come metodo di risparmio ha preferito non pagare le bollette inerenti all’illuminazione pubblica, come riportano le notizie di stampa, per un milione di euro relative agli anni 2009 e parte del 2010.


Vincenzo Galassini
Raffaella Ridolfi