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domenica 11 agosto 2013

“SALPIAMO ALLA VOLTA DI FORZA ITALIA: RIMINI – CERVIA (RAVENNA)-SABATO 7 SETTEMBRE 2013”


AZZURRI DEL ’94 CON SILVIO BERLUSCONI . COORDINAMENTO REGIONALE DELL’EMILIA ROMAGNA
Programma: partenza dal porto di Rimini alle 8,00 , arrivo a Cervia alle 9,00 circa, imbarco ed inizio panoramica fino a Pesaro, ore 10 aperitivo di benvenuto a bordo, Dibattito politico e possibilità di firmare i referendum per “La Giustizia-Giusta”, ore 12 pranzo a bordo  con primo. grigliata e pesce fritto acqua, vino, birra a volontà e caffè, pomeriggio escursione alla Baia degli Angeli, ed  escursione anche a Gabicce, incontro con gli azzurri delle Marhe, merenda a base di ciambella, vino acqua  e bibite, rientro a Cervia (Ravenna)  sbarco e proseguimento per il porto di Rimini fine della crociera.
Costo €30,00 a persona. La motonave contiene 130 persone ma se si dovesse superare il numero abbiamo a disposizione un'altra motonave  alle stesse condizioni.
Prenotazioni entro il 2 settembre : 347 2318491 -  346 6829146 - 347 4309838 oppure: berlusconiani94@gmail.com –  pdlfantinelli@gmail.com  - vincenzo.galassini@gmail.com -cr.gabriellapezzuto@libero.it

giovedì 8 agosto 2013

LA MUSSOLINI SFOTTE IN NAPOLETANO IL GIUDICE ESPOSITO. “VABBUO’, CHILLO NON POTEVA NON SAPERE”


«O’ saccio o nun ‘o ssaccio’… Tu si’ o titolare, come faje?». Una risata vi seppellirà. Alla fine la risata ha seppellito l’immagine già offuscata dal giudice Antonio Esposito molto più delle polemiche politiche provocate dall’assurda intervista al Mattino sulla sentenza Mediaset. È stata Alessandra Mussolini a mettere kappaò il togato. E l’ha fatto nell’aula parlamentare, durante la discussione sullo svuotacarceri, ironizzando chiaramente sull’audio dell’intervista al magistrato.

«Vabbuò, chillo non poteva non sapere» è stato il momento-clou dell’intervento della Mussolini al microfono. Proprio per questo il vicepresidente di turno Linda Lanzillotta le ha tolto la parola («lei non si sta esprimendo in italiano, che è la lingua che si parla qui»). Poi è intervenuto Ciro Falanga, del Pdl, che ha contestato la decisione di zittire la Mussolini, rivolgendosi alla Lanzillotta: «Se lei toglie la parola solo perché la senatrice usa un’espressione in dialetto napoletano, credo che non diriga adeguatamente l’aula». Dopo questa sollecitazione, è stato riaperto il microfono della Mussolini che, all’improvviso, ha ricominciato a imitare il modo di esprimersi del giudice Esposito, legando le sue frasi al dibattito sullo svuotacarceri e tornando con la celebre frase «chillo non poteva non sapere». È scoppiata di nuovo la bagarre, con i parlamentari del centrodestra che sorridevano e quelli del centrosinistra visibilmente irritati. È stata tolta di nuovo la parola alla Mussolini, invitata a parlare non in quel momento ma in discussione generale. Ma ormai i giochi erano già fatti, la trovata era perfettamente riuscita, il video già girava all’impazzata sul web. E chi ne è uscito male, ma proprio male, è stato il giudice Esposito, il quale «non poteva non sapere» che esprimersi in quel modo porta comunque conseguenze.E che una risata può fare più male di mille polemiche