Altro
duro colpo inferto ieri al governo Letta dalle opposizioni in capigruppo
alla Camera dopo la richiesta, avanzata dall’esecutivo, di accelerare sul ddl
per l’abolizione delle province, fissando il voto finale ad oggi. Il
provvedimento “Città metropolitane, province, unioni e fusioni di Comuni”,
meglio noto come ddl Delrio, prevede un modello “sindaco - centrico” che
svuota le province di funzioni, senza abolirle, cosa che ha portato la deputata
azzurra Elena Centemero a rassegnare le dimissioni da relatrice.
Nella
giornata di ieri, Forza Italia, insieme a Sel, Lega, M5s
e Fratelli d'Italia, ha sottolineato che un anticipo delle votazioni
sul ddl Province rallenterebbe i lavori sulla legge di stabilità, visto
che la commissione Bilancio non potrebbe riunirsi con votazioni in corso in
aula.
Pd,
Ncd, Scelta Civica e Udc si sono schierati invece con il governo, accusando le
opposizioni di voler rallentare il ddl Province. Il Presidente della Camera
Laura Boldrini ha deciso di rinviare la questione ad una nuova capigruppo,
prevista per domani alle ore 15, giorno in cui il premier Letta parlerà
alle Camere per la questione di fiducia. Questa “maggioranza”, ormai
trasformatasi in un monocolore Pd, ha fretta di votare il provvedimento prima
della pausa natalizia, per avere un quadro completo in vista delle prossime
elezioni amministrative. Il concetto è stato chiaramente ribadito dal ministro
ai Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini: ci limitiamo a
prenderne atto, anche se non avevamo dubbi. Ciò che interessa alla
sinistra, mai sazia di poltrone, è occupare tutte le casematte del potere; e
utilizza il ddl Delrio per raggiungere tale obiettivo. Forza Italia, da sempre
favorevole ad un reale ammodernamento dello Stato, non consentirà che avvengano
simili giochetti.
