Bisogna premettere che per
legge, in Italia, sono previsti tre tipi di intervento in favore degli
immigrati tutti deliberati dalle 10 Commissioni territoriali per il
riconoscimento della protezione
internazionale istituite sul territorio nazionale. Una di
queste ha sede a Gorizia.
Gli interventi si sostanziano nel riconoscimento dello Status di rifugiato,
perseguitato, individuato solo in rari casi, la Protezione sussidiaria e la
protezione umanitaria che praticamente non si nega a nessuno e che dà diritto
ad un foglio di soggiorno rinnovabile di un anno. Da tempo si è notato che immigrati arrivano anche da
altri Stati europei che non gli hanno riconosciuto lo Status di rifugiato,
paesi quali la Norvegia, il Belgio, l’Inghilterra, la Danimarca, la Germania e
l’Austria e nei quali gli stessi dovrebbero essere rimandati entro i tassativi
sei mesi nei quali l’ufficio “Unità
Dublino” del Ministero
dell’Interno non riesce a disbrigare le relative pratiche.
Mentre gli altri Stati risulta che siano solerti nel rimandarci indietro quelli
che sono sbarcati o arrivati in Italia. Ma non solo, al termine della
procedura, agli stessi soggetti rifiutati dagli altri riconosciamo pure uno
degli altri gradi, meno importanti di protezione. In pratica la protezione umanitaria la neghiamo solo a
chi ha commesso reati. A Gorizia, dove da altri paesi del nord
giungono una ventina di immigrati la settimana, che in attesa di trovare spazio
nel CARA vengono fatti alloggiare, garantendo loro anche il vitto e
l’assistenza, a spese del contribuente, alla Caritas o all’Hotel Internazionale. Gli stranieri ne sono
talmente ben informati che la Volante, la settimana scorsa è intervenuta presso
l’Hotel Internazionale, dove due
stranieri di nazionalità afgana, ai quali
Visualizzazione post con etichetta Forza Italia Ravenna; sperperi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Forza Italia Ravenna; sperperi. Mostra tutti i post
martedì 26 agosto 2014
venerdì 22 agosto 2014
LEGGE MARZIALE ANTI SPRECHI: UN SOGNO
ESPERTI di economia e la gente comune che si esprime sui social network da qualche settimana stanno sottolineando un'idea corretta: senza un grosso shock, senza quella frustata che si aspettava già negli
anni Novanta, qui non ripone niente. In
autunno qualche altro migliaio di
aziende chiuderà i battenti e qualche altra decina di migliaia di lavoratori
perderà il posto (e lo stipendio). Si scivolerà tutti insieme verso un Natale
molto mesto e all'insegna della
non-spesa. Quindi si affronterà il 2015 più o meno scoraggiati come adesso.
Unica possibilità per evitare questo destino:
la frustata sull'economia, che consiste in 30-40 miliardi di euro da gettare sul piatto per far ripartire
il Paese (meglio se come riduzione della pressione fiscale). Secondo me, occorre anche un insieme di misure
esemplari, capaci di far vedere che la musica (il verso come dice Renzi) non è
più quella di prima. DI AZIONI esemplari possibili (che comportano anche grossi
risparmi) ce ne sono decine. La più clamorosa sarebbe il commissariamento
immediato della regione Sicilia. Mi rendo conto che, forse mancano gli strumenti
istituzionali. Ma la gente è talmente esasperata che credo approverebbe anche
una sorta di occupazione militare dell'isola: si mandano là mille bersaglieri e si chiude tutto, a casa
Crocetta e i suoi inutili consiglieri (e
i 30mila inutili boscaioli). Al posto degli amministratori un bravo colonnello
della guardia di Finanza, con pieni poteri. Elezioni sospese per cinque anni. La stessa cosa si potrebbe fare nei due comuni più disastrati d’Italia e votati al collasso
finanziario e sociale: Roma e Napoli. Si chiude tutto e si nomina qualcuno che sappia far di conto (se ne abbiamo ancora, un bravo colonnello della Guardia di
finanza andrebbe benissimo anche qui). Ma non si può, direte. Ci sono allora
altre strade. A Napoli, Roma, in Sicilia (ma anche in Calabria) si manda una
squadra di revisione esasperata che credo approverebbe anche una sorta di
occupazione militare dell'isola: si mandano là mille bersaglieri e si chiude tutto,
a casa Crocetta e i suoi inutili consiglieri (e i 30mila inutili boscaioli). Al
posto degli amministratori un bravo colonnello della guardia di Finanza, con
pieni poteri. Elezioni sospese per cinque anni. La stessa cosa si potrebbe fare
nei due comuni più disastrati d’ Italia e votati al collasso finanziario e sociale:
Roma e Napoli. Si chiude tutto e si nomina qualcuno che sappia far di conto (se ne abbiamo ancora, un
bravo colonnello della Guardia di finanza andrebbe benissimo anche qui). Ma non
si può, direte. Ci sono allora altre strade. A Napoli, Roma, in Sicilia (ma anche
in Calabria) si manda una squadra di revisori dei conti: tempo quindici giorni,
poi mandano un bel rapporto alla procura della Repubblica e a quel punto sarà
lavoro per i carabinieri. NEL FRATTEMPO
si possono fare altre piccole cose. Leggo che il comune di Roma possiede ben 44
farmacie in perdita (solo gli dei degli
inferi sanno
Iscriviti a:
Post (Atom)

