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martedì 26 agosto 2014

MARE NOSTRUNM?: GORIZIA DUE IMMIGRATI PRENOTANO DALL’INGHITELLERA ALL’HOTEL INTERNAZIONALE CON CARTA DI CREDITO


Bisogna premettere che per legge, in Italia, sono previsti tre tipi di intervento in favore degli immigrati tutti deliberati dalle 10 Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale istituite sul territorio nazionale. Una di queste ha sede a Gorizia. Gli interventi si sostanziano nel riconoscimento dello Status di rifugiato, perseguitato, individuato solo in rari casi, la Protezione sussidiaria e la protezione umanitaria che praticamente non si nega a nessuno e che dà diritto ad un foglio di soggiorno rinnovabile di un anno. Da tempo si è notato che immigrati arrivano anche da altri Stati europei che non gli hanno riconosciuto lo Status di rifugiato, paesi quali la Norvegia, il Belgio, l’Inghilterra, la Danimarca, la Germania e l’Austria e nei quali gli stessi dovrebbero essere rimandati entro i tassativi sei mesi nei quali l’ufficio “Unità Dublino” del Ministero dell’Interno non riesce a disbrigare le relative pratiche. Mentre gli altri Stati risulta che siano solerti nel rimandarci indietro quelli che sono sbarcati o arrivati in Italia. Ma non solo, al termine della procedura, agli stessi soggetti rifiutati dagli altri riconosciamo pure uno degli altri gradi, meno importanti di protezione. In pratica la protezione umanitaria la neghiamo solo a chi ha commesso reati. A Gorizia, dove da altri paesi del nord giungono una ventina di immigrati la settimana, che in attesa di trovare spazio nel CARA vengono fatti alloggiare, garantendo loro anche il vitto e l’assistenza, a spese del contribuente, alla Caritas o all’Hotel Internazionale. Gli stranieri ne sono talmente ben informati che la Volante, la settimana scorsa è intervenuta presso l’Hotel Internazionale, dove due stranieri di nazionalità afgana, ai quali

venerdì 22 agosto 2014

LEGGE MARZIALE ANTI SPRECHI: UN SOGNO


ESPERTI di economia e la  gente comune che si esprime  sui social network da  qualche settimana stanno  sottolineando un'idea corretta:  senza un grosso shock, senza  quella frustata che si aspettava già negli anni Novanta, qui non ripone  niente. In autunno qualche altro migliaio  di aziende chiuderà i battenti e qualche altra decina di migliaia di lavoratori perderà il posto (e lo stipendio). Si scivolerà tutti insieme verso un Natale molto mesto e  all'insegna della non-spesa. Quindi si affronterà il 2015 più o meno scoraggiati come adesso. Unica  possibilità per evitare questo destino: la frustata sull'economia, che consiste in 30-40 miliardi di  euro da gettare sul piatto per far ripartire il Paese (meglio se come riduzione della pressione fiscale).  Secondo me, occorre anche un insieme di misure esemplari, capaci di far vedere che la musica (il verso come dice Renzi) non è più quella di prima. DI AZIONI esemplari possibili (che comportano anche grossi risparmi) ce ne sono decine. La più clamorosa sarebbe il commissariamento immediato della regione Sicilia. Mi rendo conto che, forse mancano gli strumenti istituzionali. Ma la gente è talmente esasperata che credo approverebbe anche una sorta di occupazione militare dell'isola: si mandano  là mille bersaglieri e si chiude tutto, a casa Crocetta e i suoi inutili  consiglieri (e i 30mila inutili boscaioli). Al posto degli amministratori un bravo colonnello della guardia di Finanza, con pieni poteri. Elezioni sospese per cinque anni.  La stessa cosa si potrebbe fare nei due  comuni più disastrati d’Italia e votati al collasso finanziario e sociale: Roma e Napoli. Si chiude tutto e si nomina qualcuno che  sappia far di conto (se ne abbiamo  ancora, un bravo colonnello della Guardia di finanza andrebbe benissimo anche qui). Ma non si può, direte. Ci sono allora altre strade. A Napoli, Roma, in Sicilia (ma anche in Calabria) si manda una squadra di revisione esasperata che credo approverebbe anche una sorta di occupazione militare dell'isola: si mandano là mille bersaglieri e si chiude tutto, a casa Crocetta e i suoi inutili consiglieri (e i 30mila inutili boscaioli). Al posto degli amministratori un bravo colonnello della guardia di Finanza, con pieni poteri. Elezioni sospese per cinque anni. La stessa cosa si potrebbe fare nei due  comuni più disastrati d’ Italia  e votati al collasso finanziario e sociale: Roma e Napoli. Si chiude tutto e si nomina qualcuno che  sappia far di conto (se ne abbiamo ancora, un bravo colonnello della Guardia di finanza andrebbe benissimo anche qui). Ma non si può, direte. Ci sono allora altre strade. A Napoli, Roma, in Sicilia (ma anche in Calabria) si manda una squadra di revisori dei conti: tempo quindici giorni, poi mandano un bel rapporto alla procura della Repubblica e a quel punto sarà lavoro per i carabinieri. NEL  FRATTEMPO si possono fare altre piccole cose. Leggo che il comune di Roma possiede ben 44  farmacie in perdita (solo gli dei degli inferi sanno