Federico Pizzarotti contesta, la polizia lo
allontana. E' successo a Imola. La tensione è salita quando il candidato
sindaco Pdl Simone Carapia stava terminando un comizio in
Piazza caduti per la Libertà. Carapia ha criticato il primo cittadino di Parma
che era presente a Imola per sostenere il candidato del M5S. Pizzarotti è
transitato in "zona Pdl". Dopo aver ascoltato le critiche che Carapia
gli rivolgeva, Pizzarotti è andato sotto il palco del candidato sindaco e ha
protestato vivacemente. La situazione si stava riscaldando quando sono
intervenuti gli agenti di polizia, che hanno allontanato Pizzarotti. Le
critiche del candidato del Pdl riguardavano soprattutto l'inceneritore di Parma
e le tasse che con la gestione grillina sono aumentate.
Pizzarotti è andato su tutte le furie. E dopo essere stato allontanato si è
pure vantato della sua contestazione che di civile aveva ben poco: "Siamo
passati vicino al piazzale dove stava facendo il comizio il candidato del Pdl e
sento che dice: ‘Perchè inceneritore l’hanno acceso e le tasse le hano
alzate!’. Stanno parlando di me?Allora glielo vado a dire". Ma non ha
fatto i conti con la polizia. (I.S)
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lunedì 27 maggio 2013
giovedì 2 maggio 2013
A14: CASELLO AUTOSTRADALE TRA CASTELBOLOGNESE E SOLAROLO CON INTORNO OLTRE 105 ETTARI DI TERRENI AGRICOLI, DEL COMUNE DI SOLAROLO, ATTRAVERSATI DALLA STRADA PROVINCIALE BORRELLO. OCCORRE UNA SERIA RIFLESSIONE MEGLIO LA “COMPLANARE DA IMOLA A CESENA E 55”. RICHIESTA ALLA PROVINCIA DI RAVENNA E AL NUOVO GOVERNO
Da oltre vent’anni si parla della
progettazione di un Casello autostradale in Comune di Solarolo. Acquisti
speculativi,relativi studi, progetti di consortili, ma ancora oggi tutto è in
attesa per la valutazione ambientale. Il casello (località Castelnuovo)
dovrebbe rilanciare l’area produttiva della vallata del Senio, come
propagandato dalla sinistra Ravennate e Regionale, e auspicato da una decina di
proprietari delle aree (105 ettari) attualmente agricole, ma inserite nel Piano
Strutturale Associato del 2009 (ex- Comprensorio Faentino) come aree
industriali. Oggettivamente la oggettività della zona indica, quale un’unica e
ineluttabile necessità, la “circonvallazione“ per il paese di Castel
Bolognese. Per errate valutazioni tecniche e politiche del Pd, quali la scelta
di un demenziale tracciato a valle con due ferrovie da superare, di cui una due
volte, una lunghezza di quasi una decina chilometri attraverso una prestigiosa
zona agricola tra le più fertili dell’Italia, per un paese che al momento della
progettazione era attraversato dalla Via Emilia per circa 1200 metri, mentre il
tracciato a monte, decisamente più corto e, avvantaggiato in parte dalla
viabilità esistente, avrebbe assai abbattuto i costi. La situazione a tutt’oggi
è quella del 1947, anno della prima delibera relativa alla circonvallazione, fatta
salva una Osservazione in opposizione al Psc per la circonvallazione a monte,
presentata qualche anno fa, peraltro in parte già indicata sulla viabilità
esistente tra il paese e il fiume Senio, che raccorda la Casolana alla Via
Emilia EST, poco dopo “Le Cupole” verso Faenza su cui gravita da sempre la
vallata del Senio, e alla Via Emilia Ovest alla rotonda per Via Borrello.
In Marzo
2012 un volantino di un’Associazione Comprensoriale, da Castelbolognese
annunciava un’assemblea a Solarolo il 17 aprile. Tema: “..sicurezza e
qualità sociale. Nuovo Casello a Solarolo” (loc. Castelnuovo a Km.5 sia dal
semaforo all’inizio della Casolana che da Solarolo) con la presenza dei Sindaci
dei due Comuni, dell’Assessore Regionale Peri, del Presidente della Provincia
ed ex Sindaco di Faenza Casadio.
Il 22
giugno 2012 un secondo volantino della stessa Associazione annunciava: ”Parte
il nuovo Polo Produttivo di Castelnuovo. Costo complessivo € 4,5 milioni.
HERA stenderà diversi chilometri di
tubature:
Impianto idrico: Km. 5,00 – Impianto Gas: Km. 4,00 – impianto Fogne: Km non
indicati: comunque l’impianto dovrà passare sotto il fiume Santerno per
raggiungere il depuratore Imolese a S. Prospero.” – Non indicato il
costo per l’allacciamento Enel.
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PROVINCIA DI RAVENNA ORDINE DEL GIORNO: “CASELLO AUTOSTRADALE A14 SOLAROLO O ALTRO”
provincia di Ravenna Consiglio
Provinciale Gruppo PDL – UDC – Lega
Nord, 30 aprile 2013
CONSIDERATO La situazione
finanziaria dell’intera economia Italiana, della persistente crisi economica,
le migliaia di ettari di terreno edificabile industriale nella provincia di
Ravenna invenduti.
La necessità di
mantenere l’occupazione esistente con interventi mirati e opportuni.
CHIEDIAMO: di riflettere sull’utilità di un nuovo “Casello Autostradale” in
provincia di Ravenna e per indirizzare le risorse della Società autostradale
verso più utili interventi quale il completamento della quarta corsia da Imola
a Cesena Nord: all’intersezione con l’attuale E45, opera prioritaria per
divenire E55.
Verificare le obiettive esigenze infrastrutturali
stradali necessarie per interventi di rilancio dell’economia, sfiorando il
patto di stabilità, ma con opere utili per l’economia esistente riconsiderando
le priorità, elencate nel Patto di Sviluppo sottoscritto dalla Provincia di
Ravenna da tutte le istituzioni locali ormai undici mesi fa, dopo una gestione
di due anni, per mantenere l’esistente e un equilibrato sviluppo tenendo i “piedi per terra” nell’attesa della
verifica facciamo il massimo a casa nostra per assumerci le nostre
responsabilità e agire positivamente a fianco delle imprese del nuovo Governo
I
Consiglieri Provinciali Galassini
Vincenzo PDL, Spadoni Gianfranco UDC, Berti Iacopo LEGA NORD
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“A SOLAROLO IL PROGETTO DI UN CASELLO INUTILE”
Tratto dal Resto del Carlino –Cronaca Imola e
Faenza «A CHI GIOVA il casello
dell’A14 in programma a Solarolo e così vicino ad altre uscite dall’autostrada?
A chi giova la nuova area produttiva prevista assieme al casello?». Le domande
arrivano dal consigliere provinciale del Pdl Vincenzo Galassini. che ha
presentato un’interrogazione sul tema. Del casello se ne parla da 20 anni, fra
studi e progetti ma è ancora tutto in attesa della valutazione di impatto
ambientale. «PER LA SINISTRA —
afferma Galassini — il casello in località Castelnuovo dovrebbe rilanciare
l’area produttiva della vallata del Senio. E il progetto è auspicato da una
decina di proprietari delle aree, 105 ettari, attualmente agricole, ma inserite
nel Piano Strutturale Associato del 2009 come aree industriali». PER GALASSINI però la zona indica
un’unica necessità: «E’ la ‘circonvallazione’ di Castel Bolognese l’opera
importante — dice il consigliere Pdl —, ma per errate valutazioni degli
amministratori di centrosinistra è stato scelto un demenziale tracciato a valle
della cittadina, con due ferrovie da superare, una lunghezza di quasi una
decina chilometri per un paese che al momento della progettazione era
attraversato dalla Via Emilia per circa 1-200 metri, mentre il tracciato a
monte, decisamente più corto e avvantaggiato in parte dalla viabilità
esistente, avrebbe abbattuto i costi. Ed è tutto fermo da decenni».E INTANTO si parla di casello. «La
realizzazione di una nuova uscita dell’A14 non pare un’idea geniale — afferma
il consigliere —. E’ a distanza di pochi chilometri dalle zone produttive e
commerciali di Imola e Faenza, che hanno due caselli a distanza di soli 14 km e
molte disponibilità di aree fabbricabili e di complessi industriali
inutilizzati, vuoti. In vendita e senza acquirenti. E sono perplesso
sull’utilità di un nuovo casello che richiederebbe di allargare la via Borrello
da Solarolo alla via Emilia, otto chilometri compresi tre ponti. E le perplessità
derivano anche dalla modesta zona industriale di Solarolo, interamente
urbanizzata, con pochissimi insediamenti artigianali attivi e ancora lotti
disponibili. Come l’intero paese, gravita sul casello autostradale di Faenza
che è raggiungibile per via Felisio: meno di sei chilometri, quasi la distanza
tra la zona industriale di Faenza e il casello». IL CONSIGLIERE prosegue: «Il nuovo casello di Solarolo-Castel
Bolognese, formalmente pagato dalle Autostrade è in realtà finanziato coi soldi degli utenti, vedi il recente aumento delle
tariffe: tutto per realizzare una inutile nuova zona produttiva. Un momento di
crisi economica, con tante aree industriali e commerciali in attesa di
acquirenti, fra cui quelle di Bagnacavallo da tempo magnificate e presentate
dalla Stepra, società pubblica con problemi per le aree invendute, deve imporre
una meditata riflessione che non può prescindere dall’inserimento nel Psc del
raccordo della Casolana alla via Emilia Levante in direzione del vicino Casello
di Faenza per via Lugo e via Pana, liberando il centro di Castello dal traffico
della vallata del Senio. Quale motivo per realizzare un nuovo polo produttivo,
se non un miraggio speculativo? Che senso ha un casello così vicino ad altri
tre e che neanche risolve il problema dell’attraversamento di Castel
Bolognese?» PER il consigliere
bisogna cambiare rotta: «Credo sia fondamentale una riflessione che ricusi
inutili lavori. La Provincia deve proporre interventi per il rilancio
dell’economia, solo opere utili alla sua ripresa e favorire un equilibrato
sviluppo con i ‘piedi per terra’».
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