"Da molti osservatori
della politica locale ormai è chiaro che gran parte dello scontro politico per
le prossime amministrative passerà dal porto di Ravenna" - ha affermato
Maurizio Bucci nella conferenza stampa di ieri, sabato 16 gennaio. "Per
una parte della opinione pubblica si tratta e si è trattato di uno scontro personale: da
una parte il presidente della Autorità Portuale Galliano di Marco, nominato dalla dirigenza
del PD tramite Comune, Provincia e Camera di Commercio, e dall’altra il
presidente di Confindustria Guido
Ottolenghi, che ha trovato in appoggio proprio gli stessi
soggetti del PD che in precedenza lo avevano nominato".
"Il tema è sul dragaggio dei fondali - ha
continuato Bucci - indispensabile per il rilancio e la competitività del porto
di Ravenna: dove riporre i fanghi, una operazione con un investimento di oltre
200 milioni di euro. I cittadini sono così venuti a conoscenza di termini come
“Progettone”, logistiche con varie numerazioni, casse di colmate a terra o a
mare e poi del ruolo di Sapir nella vicenda. La lista civica La Pigna è
stata la prima ad avviare l’azione trasparenza, ritenendo che dagli intrecci
economici all’interno di Sapir e dal ruolo che la stessa opera all’interno del
porto si nascondano le reali motivazioni che hanno portato allo scontro. Non
divergenze di opinioni e questioni personali, bensì interessi economici e
incarichi politici che l’azione del presidente Di Marco hanno fatto
emergere".
"E’ partendo da Sapir
- sottolinea Bucci - società che per quanto ci riguarda non dovrebbe avere soci
gli enti pubblici perché impresa portuale esercente l’attività terminalistica,
e quindi esclusivamente commerciale, che intendiamo porre alla conoscenza dei cittadini
ravennati gli intrecci che la investono. Che cosa centrano gli
enti locali con l’attività di impresa portuale? Nulla, ma la presenza serve a
garantire da una parte incarichi ben retribuiti ai vari soggetti politici che
negli anni si susseguono, dall’altra il sostegno di pochi soggetti
imprenditoriali, che pur essendo competitori della società, di fatto la
gestiscono impedendo l’ingresso di nuovi operatori".
COME E’ GESTITA SAPIR
Secondo quanto riferisce
Bucci, "Sapir spa è gestita da un Sindacato di voto tra:
1) Comune di Ravenna, attraverso Ravenna Holding proprietaria del 18,531%;
1) Comune di Ravenna, attraverso Ravenna Holding proprietaria del 18,531%;
2) Provincia di Ravenna,
socia al 9,956%;
3) Camera di Commercio,
proprietaria dell’11,071%;
4) Argentario spa e
Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, proprietarie del 14,076%;
