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mercoledì 7 novembre 2012

UN PONTE ITALIANO PER UNIRE L’AFRICA ALL’EUROPA



Daniele Leoni. Domenica, ritornato a casa, ho trovato la notizia, sorprendente, della Cina disponibile ad accollarsi i costi per la costruzione del ponte sullo stretto di Messina. Lo ha dichiarato Zamberletti , presidente della società Stretto di Messina. Avevo fatto una passeggia sul molo di Marina di Ravenna. Ho visto da vicino la recinzione al porto turistico di Marinara: assurda, alta e fatta col tondino grosso con la base di calcestruzzo appena imbullonata all’asfalto della banchina. Anche uno studente geometra al primo anno poteva prevedere che una mareggiata un po’ forte l’avrebbe distesa completamente! Eppure abbiamo fior d’ingegneri in grado di capire al volo che la ringhiera di tondino di ferro, se non si fanno delle maglie molto larghe, si comporta come una vela. Mentre camminavo verso la punta del molo tediavo la Valda con le mie elucubrazioni sull’analfabetismo di ritorno dei tecnici perché non vengono messi alla prova con compiti arditi, sull’analfabetismo di ritorno dei giornalisti, tutti impegnati a raccontare dei politici nostrani, analfabeti da sempre.





lunedì 5 marzo 2012

CHI TOCCA I FILI MUORE

Senz’altro Luca Abbà non si aspettava di rimanere folgorato. In cima al traliccio, con la mano fra gli isolatori e lo zainetto che sfiorava i cavi dell’alta tensione, immortalato da quel video che impazza in rete. Un video che fa venire i brividi a chiunque conosca l’abc dell’elettrotecnica, che dovrebbe essere nozione elementare per chi non sia analfabeta. Da un momento all’altro poteva scoccare l’arco che avrebbe fulminato l’incauto scalatore, combattente in nome dell’ignoranza e della stupidità, vessilli dei nemici della tecnologia e dello sviluppo industriale. Avrà imparato, il movimento dei no-tav, che basta avvicinarsi a un cavo dell’alta tensione per essere folgorati? Che non è indispensabile toccarlo? Che per evitare lo scaricarsi a terra del potenziale elettrico che corre nei fili, ci sono gli isolatori di vetro, quelli che il nostro rivoluzionario ha anche toccato con la mano nuda? Quel gesto della mano che si avvicinava agli isolatori è stato, per me, come un pugno nello stomaco. Mi è parso di assistere all’orrendo spettacolo della morte in diretta. Chissà se il comico Beppe Grillo sa che l’alta tensione non è come la 220 delle prese di casa? Quanti dei politici e dei giornalisti lo sanno? Pochi, altrimenti non si spiegherebbe lo stupidario che siamo costretti a leggere ogni giorno. E che dire delle bande di imbecilli, che invece di sotterrarsi per la vergogna per la rappresentazione di tragica ignoranza che hanno messo in scena, continuano a manifestare, a lanciare petardi, a incolpare la polizia. Daniele Leoni, Bagnacavallo (RA)


lunedì 10 ottobre 2011

FORZA GNOCCA: SCALFARI INDIGNATO











Eugenio Scalfari scrive oggi su Repubblica che “il Forza Gnocca berlusconiano non è una battuta ma un appello ai peggiori istinti che albergano in ciascuno di noi”. Io penso che Scalfari sia fuori di testa. Intendiamoci, è legittimo assimilare una battuta di spirito ad una manifestazione di qualunquismo. E’ questione di opinioni e laddove vi è libertà vi è anche libertà di opinione. Ma in questo caso, con la parole “peggiori istinti” s’è colmata la misura. Io credevo che il peggiore istinto fosse la crudeltà che, di tanto in tanto emerge, ancora oggi, con prepotenza, in vaste zone del mondo. La crudeltà che ha purtroppo segnato la nostra storia tanto da far considerare l’uomo come la peggiore delle belve feroci. La crudeltà dei campi di sterminio, delle foibe, delle navi negriere che, attraverso l’oceano, perdevano oltre la metà del carico, dei migranti gettati in mare, delle bambine infibulate e dei giovani rapiti per espiantare gli organi. La crudeltà delle donne segregate, ammantate di nero, soffocate dal burga, sgozzate o lapidate in piazza perché si sono ribellate per non impazzire. I peggiori istinti furono quelli dell’inquisizione che torturava per estorcere la confessione e accendeva i roghi per bruciare le streghe, gli eretici. O semplicemente gli avversari del signore del momento, in politica o negli affari. Il rogo in piazza si perde nella notte dei tempi e continua, ancora oggi, con varie manifestazioni folcloristiche di fine inverno dove viene bruciata, segata, squartata una vecchia di cartapesta. - E’ una vecchia strega simulacro del freddo inverno e di tutti i mali del mondo - si giustifica la tradizione popolare! - Ridurla in cenere apre le porte alla primavera! –