venerdì 8 aprile 2011

L’INDAGINE DI CONFARTIGIANATO SUL CIRCONDARIO DI IMOLA CONFERMA CHE IL FEDERALISMO RAPPRESENTA UNA BUONA OPPORTUNITA’ ECONOMICA

PER I COMUNI MONTANI LA NECESSITA’ DI AGGREGAZIONI AMMINISTRATIVE PIU’ AMPIE DELLE ATTUALI.


giovedì 7 aprile 2011

DEFINITE LE LISTE ELETTORALI PER IL CONSIGLIO PROVINCIALE

Il Popolo della Libertà ha definito la lista dei candidati che si presenteranno nei 24 collegi della provincia di Ravenna alle prossime elezioni del 15 e del 16 maggio. E’ stata fatta la scelta di riconfermare nella candidatura i consiglieri uscenti e di inserire in nove collegi su 24 una candidatura femminile. La lista è stata approvata dagli organi regionali e nazionali del partito e vede una presenza in sei collegi di esponenti riferibili all’area ex Alleanza nazionale, mantenendo così le proporzioni a cui si è sempre fatto riferimento.


Come noto il Popolo della Libertà sostiene in queste elezioni la candidatura a presidente della Provincia dell’esponente della Lega Rudi Capucci, scelta scaturita da un accordo che investe anche il Comune di Ravenna il cui candidato sindaco Nereo Foschini viene proposto dal PdL. La prossima settima sarà resa nota la lista dei 32 candidati al Consiglio comunale di Ravenna dove, al fianco di alcune riconferme, compariranno moltissimi nomi nuovi di giovani motivati che stanno già lavorando al programma del candidato sindaco.

POVERI NOI!

ANCORA SULLA INCREDIBILE VICENDA DEI SOLDI DELL’EREDITA’ SAMORINI SPEPRERATI DALL’EX SINDACO CLAUDIO CASADIO ORA CANDIDATO PD PER LA PROVINCIA DI RAVENNA



mercoledì 6 aprile 2011

ECCO I DEMOCRATICI DEL D-DAY. “MORTE AL TIRANNO”.

ANCHE I FINIANI TRA BELLA CIAO E FALCI E MARTELLO

Al presidio del Democrazia Day tra le bandiere di Rifondazione e di Sel compaiono anche i vessilli di Fli. Tutto al suono di "Bella ciao". La folla inferocita, Di Pietro si improvvisa pompiere: "Le manifestazioni non diventino rivolte". Ma Granata e la Perina sono a loro agio sotto le bandiere con falce e martello. Non ha avuto nessuna difficoltà ad ambientarsi al clima sulfureo Fabio Granata. Il finiano è stato accolto da una vera e propria ovazione: insieme a Flavia Perina e ad Antonio Buonfiglio sono usciti da Montecitorio per recarsi al presidio. "Ciò che avviene in Parlamento - ha detto Granata - è un fatto molto grave, un fatto che riguarda il patriottismo nazionale. Ancora una volta il Parlamento - ha aggiunto - invece di occuparsi delle grandi problematiche nazionali e internazionali si occupa delle vicende giudiziarie del premier". L'unica novità del carosello antigovernativo è l'inedita presenza dei finiani tra comunisti e vendoliani...

POVERI NOI! CON CASADIO CANDIDATO PRESIDENTE DELLA PROVINCIA

UN GENEROSO CITTADINO LASCIA IN EREDITA’ AL COMUNE DI FAENZA DUE MILIONI DI EURO DA INVESTIRE NELLA SCUOLA COMUNALE DI MUSICA SARTI.


COSA FA IL VALOROSO EX SINDACO CLAUDIO CASADIO? LI SPERPERA IN CONTIRIBUTI VARI, IN SPETTACOLI, NELLE SPESE CORRENTI. ED ORA SCALPITA PER APPLICARE LE STESSE RICETTE NEL FUTURO GOVERNO DELLA PRONVINCIA DI RAVENNA

lunedì 4 aprile 2011

LA MEMORIA SCOMPARSA

Pochi giorni fa “u se aviè” (se ne è andato, perché i Romagnoli non muoiono, se ne vanno) alla bella età di 99 anni un vecchio militante comunista, duro e puro, di quelli di una volta, che credeva nelle sue idee ed era orgoglioso della sua fede. In occasione del funerale civile, i suoi ex compagni hanno partecipato con le loro bandiere che credevo tradizionalmente rosse, come era giusto pretendere vista la storia politica del defunto. Con grande sorpresa e disappunto ho visto comparire tricolori di recente scoperta: c’era quella dell’ANPI, quella del PD, mancava solo la banda che invece di “bandiera rossa” intonasse l’Inno di Mameli. Povero compagno Sebastiano! I nuovi comunisti non hanno avuto il coraggio di salutarti con la tua vecchia bandiera rossa alla quale, al di là della mia diversa ideologia, mi sarei inchinato per rispetto alla fede di una vita, anche se sconfitta dalla storia.

I tuoi compagni senza idee, anche cambiando bandiera, faranno poca strada! Vincenzo Galassini

sabato 2 aprile 2011

L’OPERAZIONE TERREMERSE CI E’ COSTATA OLTRE DUE MILIONI DI EURO.

IL PRESIDENTE ERRANI NON ESCE AFFATTO BENE DA QUESTO AFFARE CHE VEDE SUO FRATELLO GIOVANNI ACCUSATO DI TRUFFA AGGRAVATA.

Discussa nella seduta pomeridiana di ieri dell’assemblea legislativa regionale l’interpellanza, a firma del Consigliere regionale del Pdl Fabio Filippi, sul caso Terremerse, il finanziamento milionario a favore della cooperativa agricola diretta dal fratello del Presidente della Regione Emilia-Romagna. Su Giovanni Errani, fratello di Vasco, pende l’accusa di truffa aggravata. Il Pubblico ministero ha ipotizzato irregolarità nella procedura relativa alla costruzione di un nuovo stabilimento vinicolo nell’imolese. Indagati anche due funzionari della Regione.



Per l’Assessore all’Agricoltura Tiberio Rabboni non c’è stata nessuna irregolarità. Il Consigliere del Pdl ha chiesto alla Giunta spiegazioni sul fallimento di Terremerse, sulla fusione tra le cooperative Terre Imolesi e Co.p.a. (attualmente proprietarie della struttura imolese) e sul trasferimento di macchinari da una cooperativa all’altra. Filippi, inoltre, ha preteso di visionare, dopo due anni di inutili richieste, il certificato del collaudo relativo alla costruzione dell’azienda vinicola imolese (documento obbligatorio redatto da un tecnico che certifica la regolarità dell’iter procedurale e della stessa opera). “Errani ha il dovere di fare luce sulla questione, deve essere trasparente con la cittadinanza. Perché il finanziamento, da parte della Regione Emilia-Romagna, è stato erogato prima dell’approvazione definitiva del progetto dello stabilimento? Perché non mi è ancora stato consegnato il collaudo? In pochi anni Terremerse ha ottenuto 2.176.000 euro dalla Regione Emilia-Romagna, per poi fallire. Soldi dei contribuenti gettati al vento. Evidentemente le scelte dell’amministrazione avevano un obiettivo ben preciso. I vertici della coop rossa di Bagnacavallo devono restituire alla cittadinanza, ai contribuenti emiliano-romagnoli, i fondi concessi dalla Regione.” Filippi non ha potuto concludere il suo intervento in aula, perché il Presidente dell’Assemblea legislativa Matteo Richetti gli ha tolto la parola.

TODOS JUBILADOS: BREVE E PARZIALISSIMO RIEPILOGO DELLE PENSIONI “POLITICHE”, MA I CONTI NON TORNANO.

Prodi prende oltre 14mila euro di pensione al mese. Anzi: pensioni. Al plurale. Eh sì, perché il Professore di vitalizi ne incassa addirittura tre: uno da 5.283 euro come ex presiden¬te della Commissione europea, uno da 4.725 euro come ex parlamentare e uno da 4.246 come ex professore universitario. Totale 14.254 euro lor¬di. La somma lo deve imbarazzare non poco. E infatti poco tempo fa, in una dichiarazione Ansa del 24 no¬vembre 2010, si è abbassato l’asse¬gno previdenziale, esattamente co-me le donne si abbassano l’età: cita¬va sì correttamente i 5.283 della com¬missione europea, ma poi parlava di 1.797 euro lordi da ex parlamentare e di 2.811 lordi come ex professore universitario, mostrando una prematura ma quanto mai conveniente smemoratezza senile: in realtà quelle cifre cui lui si riferisce sono al netto. E al lordo corrispondono appunto a 4.725 (esattamente 4.725,04) e 4.246 (esattamente 4.246,43) euro mensili. Tutti strameritati, per carità: non c’è trucco, non c’è inganno. Ma allora, perché, Professore, dire le bugie? A sfrucugliare nei meandri della previdenza italiana si fanno scoperte assai interessanti. Per esempio, il cumulo di vitalizi d’oro è una consuetudine piuttosto diffusa, anche fra coloro che fanno professione di pauperismo operaio. Prendete il vecchio Cossutta: l’uomo dei rubli incassa una pensione Inps dal 1980, cioè dall’anno in cui a Mosca c’era ancora Breznev, Aldo Maldera era il capitano del Milan e Bobby Solo a Sanremo cantava «Gelosia». E lo sapete perché incassa quella pensione? Grazie alla famosa legge Mosca, con cui l’odiato Stato borghese ha riconosciuto a dirigenti di partito e sindacalisti contributi mai versati. Dal 2008, poi, il tovarisc Armando di pensioni ne riceve due: all’assegno dell’Inps unisce infatti il sostanzioso vitalizio parlamentare, 9.604 euro lordi al mese, una cifra che è quasi una beffa per il compagno operaio. Ma tant’è: per non farsi mancare nulla, al momento di lasciare il Parlamento, dove aveva piantato le tende da ben 10 legislature, Cossutta ha anche incassato una liquidazione monstre pari a 345.744 euro, pudicamente definita «assegno di solidarietà». Eccome no: solidarietà. Ma con chi? Con il suo conto corrente?

venerdì 1 aprile 2011

RIFIUTI INGOMBRANTI NEL SITO APEA NAVIGLIO A BAGNACAVALLO: DA AREA INDUSTRIALE ECOLOGICA A DISCARICA A CIELO APERTO.

MANO DURA CON I TRASGRESSORI

Si chiama Apea : area produttiva ecologicamente attrezzata . E qualcuno a Bagnacavallo deve averla interpretata male quella sigla, considerando l a nuova area industriale spuntata ai bordi della Naviglio alla stregua di una discarica . Lo denuncia Samantha Gardin, consiglier e comunale della Lega Nord - Pdl di Bagnacavallo, che ha documentato lo stato di degrado e chiesto conto all'amministrazione  comunale di quali interventi si intendano adottare per la pulizia dell'area . "Il fenomeno dell'abbandono dei rifiuti, anche ingombranti, è in forte aumento negli ultimi va già denunciato lo stato degli argini del ti ingombranti, e così nell'area di proprietà  anni nel nostro territorio, sia in città che fiume Lamone: "Ma anche in centro storico e- di Stepra, destinata a nuovi insediamenti nelle campagne", ricorda Gardin, che ave ormai è frequente l'abbandono di rifiuti  industriali'  come la pulizia delle aree pubbliche  comporti un costo per tutti i cittadini , non considera fonte di scuse "il fatto che l'area sia ancora in fase di costruzione ed ultimazione . Anzi: forse sarebbe opportuno sistemare nell'area un cassonetto per incentivare le persone ad utilizzarlo ed evitare il fenomeno dell'abbandono indiscriminato dei rifiuti". Il consigliere leghista chiede quindi al sindaco "che Stepra si faccia carico della immediata rimozione e pulizia dell'area a proprie spese", e suggerisce di valutare la possibilità "di installare alcune telecamere nelle zone conosciute per essere a maggior rischio di abbandono rifiuti" come pure di "organizzare e coordinare un maggior controllo delle aree esterne alla città da parte delle guardie provinciali e foresti", e di "prevedere la revoca immediata di qualunque beneficio comunale, oltre alle normali ammende previste dalla legge, qualora tali beneficiari dovessero essere colti in fragrante o da telecamere, nell'atto di scaricare rifiuti di qualsiasi tipo.