giovedì 21 aprile 2011

BATTERIO KIWI, RIUNITA LA GIUNTA AGRICOLA

Sono oltre 2mila gli ettari di terreno vocati alla coltura dell'actnidia (kiwi) nella nostra provincia. Per salvare questa specie dal contagio da Pseudomonas syringae pv actinidiae, malattia che colpisce le piante provocandone in poco tempo la morte vegetale, si è riunita ieri a Faenza una speciale giunta agricola di Fedagri - Confcooperative Ravenna convocata dal presidente Davide Vernocchi, alla quale hanno partecipato Tiberio Rabboni e Libero Asioli, assessore regionale e provinciale all'Agricoltura, accompagnati da Roberto Savini, assessore alle Politiche agricole del Comune di Faenza e dai presidenti di Coldiretti, Cia, Confagricoltura e Coopagri e da tecnici locali.










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mercoledì 20 aprile 2011

LE BANCHE LA FANNO SEMPRE FRANCA

PER INCASTRARE BERLUSCONI SI SONO INVENTATI LA CORRUZIONE POSDATATAM LE INTERCETTAZIONI NON AUTORIZZATE, I PROCESSI SENZA VITTIME, PER DEI POVERI CRISI SPENNATI DAI POTENTI (CASO PARMALAT) I PM NON HANNO TROVATO NEPPURE UNA ROGATORIA.

di Alessandro Sallusti
 
Grande questa giustizia, forte con i deboli (e con i nemici) e debole con i forti (e gli amici, vero Fini?). Ieri nel palazzo di giustizia di Milano sono successe due cose. La prima: un linciaggio giudiziario e mediatico, supportato addirittura dal capo dello Stato in persona, contro Roberto Lassini, vittima di malagiustizia politica, candidato alle co­munali di Milano nelle liste Pdl, autore del famoso manifesto «Via le Br dalle procure». La seconda: l'assoluzione di sei banche (tutte estere) coinvolte nel crac della Parmalat, cioè una truffa ai danni di centinaia di migliaia di piccoli risparmiatori rimasti in bolletta. Il buon senso dice che qualche cosa non torna in questa sentenza. In ogni caso, perché i vertici di una banca, a naso, dovrebbero assumersi la responsabilità nei confronti di clienti ai quali hanno piazzato titoli spazzatura. Non sapevano dei furbetti di Parma? Difficile da credere, ma in ogni caso peggio per loro. Penso che neppure l'amministratore delegato della Thyssen fosse a conoscenza dei dettagli dell'impianto di sicurezza, eppure per quel rogo che provocò sei morti si è beccato 16 anni di carcere per «dolo eventuale». Mi sembra questo un indizio che la giustizia, così disinibita in tutti i campi, abbia il vizio di fermarsi sulla porta delle grandi banche, esattamente come la stampa (che in Italia è controllata dalle banche, alla faccia del conflitto di interessi) e spesso i governi di ogni colore. E viene pure il dubbio che se la Procura di Milano avesse usa­to contro gli istituti di credito la stessa determinazione e gli stessi mezzi usati per spiare le notti di Arcore, probabilmente oggi i risparmiatori avrebbero otte­nuto giustizia e risarcimenti. Viene il dubbio che se Napolitano avesse speso per tutelare i truffati Parmalat la stessa autorevolezza e lanciato gli stessi moniti scagliati contro il povero e indifeso Lassini, le cose sa­rebbero andate diversamente. Ma si sa, oggi merita attenzione, impegno e protezioni soltanto chi è contro Berlusconi. Gli altri che si arrangino, non ci sono uomini e tempo per tutto, come ci spiegano ogni sera le toghe che imperversano nei dibattiti televisivi. Ieri Fini, che da tempo non ne azzecca una, dopo aver incontrato i suoi amici dell'Associazione magistrati (forse per questo non ha avuto tempo di presenziare alla prima udienza civile del processo sulla casa di Montecarlo) ha sentenziato: le toghe sono il pilastro della legalità.

Un vero genio, vallo a dire ai 40mila cittadini che si erano costituiti parte civile nel processo Parmalat fiduciosi di riavere indietro almeno parte del mal­tolto. Per queste persone va fatta, subito, la riforma della giustizia, che piaccia o no al Quirinale, a Bersani, al presidente della Camera. Il problema di questo Paese non sono Ruby e Roberto Lassini. Per incastrare Berlusconi si sono inventati la corruzione posdatata, le intercettazioni non autorizzate, i proces­si senza vittime. Per dei poveri cristi spennati dai potenti non hanno trovato neppure una rogatoria un po' sospetta. Altro che manifesto, questa sì, egregio presidente Napolitano, è un’«intollerabile offesa, una ignobile provocazione».

martedì 19 aprile 2011

domenica 17 aprile 2011

L’ULTIMA DELLA PROCURA MILANESE: NON APPLICATE LA LEGGE ANTICLANDESTINI

ECCO CHI COMANDA IN ITALIA

Il capo della procura di Milano, Bruti Liberati, ha indirizzato una circolare interna ai suoi aggiunti e ai suoi pm, che sostanzialmente vieta l’arresto per clandestinità. I magistrati si sostituiscono al parlamento e cancellano di fatto la norma che dispone l’arresto per gli stranieri espulsi. Bruti Liberati ai pm di Milano: "Valgono le indicazioni Ue, non le regole italiane". Stessa linea a Roma, Firenze e Lecce

Luca Fazzo - Paola Fucilieri

Milano - È una legge della Repubblica Italiana, approvata nel 2002 dal Parlamento, pubblicata sulla Gaz­zetta Ufficiale e mai abrogata. Ma per quattro procuratori della Re­pubblica la legge che prevede il car­cere per gli immigrati clandestini non esiste più. I quattro procuratori hanno ordinato- o vivamente «sug­gerito » - ai loro sostituti di conside­rare estinta la norma. E i sostituti si sono immediatamente adeguati. A Milano, Firenze, Roma e Lecce, nes­suno straniero viene più arrestato, come pure prevederebbe la legge, per violazione dell’obbligo di lascia­re il Paese. È un caso- più unico che raro - in cui una decisione parla­mentare viene rimossa dall’ordina­mento senza bisogno di passare per ricorsi alla Corte Costituzionale né referendum. Le ragioni di questa scelta sono dettagliatamente spiegate (anche se in termini a volte impervi per un profano) nella circolare che uno dei quattro procuratori, il milanese

sabato 16 aprile 2011

I CANDIDATI AL CONSIGLIO COMUNALE


Ecco chi sono i candidati: Ancarani Alberto Francesco Baldini, Maria Bezzi, Cesare Bortone, Maurizio Bucci, Mauro Falco, Eugenio Costa Luca Gennari, Caterina Graziani, Daniele Guerra, Massimiliano Laganà, Giuliano Lelli Mami, Giosuè Manguso,Maria Rita Marcella MontanariRenzo Montanari, Simonetta Morgagni, Pasquale Morrillo , Sergio Pistocchi, Igino Plenzick, Antonio Pocaterra, Paola Quarato;Roberto Scaltrito, Barbara Sedioli , Alessandra Drusilla Siboni, Alda Vichi, Francesca Vico, Gabriele Zoli


Imprenditori, operai, medici, studenti: la società civile è tutta nel PdL
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venerdì 15 aprile 2011

BERTOZZI MARCO LASCIA IL CONSIGLIO COMUNALE DI RAVENNA

LA SUA DICHIARAZIONE, IL RINGRAZIAMENTO DI BAZZONI E DEL PDL DELLA PROVINCIA DI RAVENNA CHE SI UNISCE AL SALUTO E AL GRAZIE SINCERO PER IL LAVORO SVOLTO E AUGURI PER LA SUA BELLA FAMIGLIA

"Si svolgerà oggi pomeriggio l'ultima seduta del Consiglio comunale alla quale parteciperò. Da parecchio tempo è nota la mia intenzione di non ripresentare la mia candidatura alle prossime elezioni amministrative" scrive Marco Bertozzi Consigliere comunale Popolo della Libertà, Vicepresidente del Consiglio Comunale."Pertanto, si conclude qui il mio mandato: ho avuto l'onore di essere eletto Vicepresidente del Consiglio Comunale e credo di aver presieduto l'assemblea consiliare, nelle occasioni in cui ho dovuto farlo, nel pieno rispetto dell'istituzione e delle prerogative dei miei colleghi consiglieri. Il periodo 2006-2011 è stato, per me, particolarmente significativo sul piano personale e professionale: mi sono sposato, ho avuto due figli, sono diventato avvocato e ho avviato il mio studio legale in proprio".Ringrazio ancora i 197 cittadini ravennati che cinque anni fa hanno espresso la preferenza per me, ma ora è tempo di lasciare la politica e di occuparmi d'altro.

Gianguido Bazzoni.L’amico Marco Bertozzi ha deciso di non ricandidarsi per il Consiglio comunale di Ravenna, dopo una legislatura che l’ha visto Vice-Presidente del Consiglio ed una precedente, 2001-2006 che l’aveva visto capogruppo per Forza Italia nella Circoscrizione prima. Vogliamo ringraziarlo di cuore per il lavoro svolto e per l’impegno che ha sempre messo negli incarichi ricoperti. Anche se la sua rinuncia ad una carica elettiva è dovuta ai numerosi impegni, professionali, privati e famigliari, ci sentiamo di chiedergli lo sforzo di continuare a dedicarsi all’organizzazione del nostro partito a Russi, dove ore risiede, con il grande equilibrio che lo ha sempre contraddistinto.

giovedì 14 aprile 2011

TUTTI BRAVI A FARE LA PREDICA

NEL LUGLIO 2009 L’ITALIA ISTITUI IL REATO DI CLANDESTINITA’ ALL’INTERNO DEL PACCHETTO SICUREZZA. E PREVIDE CHE LA CONDIZIONE DI CLANDESTINO AVREBBE COSTITUITO UN’AGGRAVENTE NEI PROCESSI PENALI




Quali furono nel 2009 le reazioni a livello europeo e internazionale?


 
  • Sono intervenuti sul governo italiano il Commissario per i diritti umani presso il Consiglio d’Europa Thomas Hammarberg; il Servizio giuridico del Parlamento europeo; il presidente della Commissione Libertà civili, giustizia e Affari interni Gérard Deprez, ed infine lo stesso commissario Ue alla Giustizia, Libertà e Sicurezza, Jacques Barrot, esprimendo critiche che variavano dalla “preoccupazione” alla “netta contrarietà”, fino alla censura. 
  • In particolare il Servizio giuridico del Parlamento Europeo, già in un parere del 15 settembre 2008 sulla “compatibilità con il diritto dell’UE e i diritti fondamentali” dell’aggravante clandestinità, concluse che, per quanto riguarda la presenza irregolare dei cittadini dell’Unione europea, “le disposizioni pertinenti del diritto comunitario si oppongono a che una legislazione nazionale stabilisca come circostanza aggravante generale in relazione a un crimine o a un delitto, il solo fatto che la persona coinvolta sia un cittadino di uno Stato membro che si trovi irregolarmente sul territorio di un altro Stato membro”.
  • L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, l’Italiana Laura Boldrini, censurò la politica dei respingimenti.
  • La canadese Louise Arbour, nel 2008 Alto commissario Onu per i diritti umani, aveva dichiarato: “In Europa sono fattore di enorme preoccupazione le politiche repressive, così come gli atteggiamenti xenofobi e intolleranti, nei confronti dell’immigrazione clandestina e delle minoranze neglette. Esempio di queste politiche e di questi atteggiamenti sono la recente decisione del governo italiano di rendere reato l’immigrazione clandestina e i recenti attacchi contro campi rom a Napoli e Milano”.
  • Infine, sia il Vaticano sia anche la Corte costituzionale espressero numerose perplessità, critiche e rilievi.

mercoledì 13 aprile 2011

IN BARBA A TUTTI I GUFATORI:

-AL PD CHE IL RISANAMENTO LO SA FARE SOLO A PAROLE


-ALLA SINISTRA CHE SA SOLO ANDARE IN PIAZZA A INVEIRE CONTRO BERLUSCONI
 

martedì 12 aprile 2011

E IO PAGO: RADDOPPIO DEI CONTRIBUTI AI PARTITI POLITICI IL FAENTINO ALBONETTI SECONDO FIRMATARIO

La discussa proposta di legge sui fondi ai partiti vede in prima fila il deputato faentino


Martedì 12 sarà all'esame della commissione Affari costituzionali di Montecitorio la norma presentata da un gruppo bipartisan di deputati, tra cui spicca, dopo il primo firmatario Ugo Sposetti tesoriere dei Ds –tuttora esistenti– il faentino Gabriele Albonetti. La norma secondo quanto si legge su tutti i giornali, porterebbe il contributo ai partiti da 170 milioni a 355 milioni di euro all'anno.

L'articolo su "Il Fatto quotidiano" - Su "Il Giornale" - Su "La Repubblica" - Su "la Rosa Rossa"

lunedì 11 aprile 2011

CERIMONIA A ZATTAGLIA PER RICORDARE I CADUTI DELLA “BRIGATA FRIULI” PER LA LIBERAZIONE DELL’ITALIA INSIEME AGLI ALLEATI.

Domenica mattina al Sacrario dei Caduti della “Friuli” in collaborazione con Associazione nazionale reduci della “Friuli”, brigata aereomobile “Friuli” e 66° Reggimento Aeromobile “Trieste” si à svolta la tradizionale cerimonia con l’emozionante alzabandiera, il corteo , il deposito delle corone e santa messa. Alla cerimonia ha partecipato il nuovo comandante della Friuli Comandante Generale di Brigata Francesco Arena. Come ogni anno a Zattaglia si ricordano i caduti del gruppo di combattimento Friuli, infatti 66 anni fa si combatté la battaglia decisiva per la liberazione d’Italia, i soldati italiani del gruppo Friuli si coprirono di gloria travolgendo leu ultime resistenze tedesche sul Senio liberando paesi e città, entrando per primi fra gli alleati in Bologna il 21 aprile del 45. Quest’anno la celebrazione cade proprio il 10 aprile, data fatidica della battaglia per Riolo solo quel giorno il gruppo di combattimento lamentò un centinaio di Caduti, sui quasi trecento che ebbe fra morti e dispersi in tutta la campagna dal febbraio all’aprile 45, ingenti pure le perdite dei tedeschi un’ottantina solo nei giorno 10 e 11 aprile 45. Il PDL s’inchina hai valorosi combattenti che lottarono con gli “Alleati” per ridare dignità e libertà all’Italia dal nazifascismo. Alla cerimonia hanno partecipato Rodolfo Ridolfi e Vincenzo Galassini.