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sabato 16 marzo 2013

LA CASA SUL LAGO DEL TEMPO DELL’ACCANIMENTO GIUDIZIARIO. CONTRO IL PARERE DI COMUNE E SOPRINTENDENZA, IL GIUDICE CONDANNA L’IMPUTATO (COLPEVOLE DI ESSERE DELL’UTRI)



scritto da daw- Questa vicenda è davvero significativa. Un uomo, nella sua casa privata con magnifica vista lago, sul terreno di sua proprietà, decide di costruire una casetta su un albero (portate pazienza, l’uomo è appassionato di bird-watching: osserva gli uccelli, e quella posizione è l’ideale per farlo). Si tratta di una casetta in legno (niente cemento), senza fondamenta e quindi smontabile senza lasciare danni al paesaggio, al terreno o a quello che volete. Tutto bene? Eh no, perchè quell’uomo si chiama Marcello Dell’Utri. E allora una denuncia anonima segnala al Sindaco la casetta di legno e la magistratura apre immediatamente un’inchiesta. Pronti, e via. Arriva ovviamente l’ordine di demolizione e il processo. Ma attenzione: l’architetto del piccolo Comune spiega semplicemente che non c’è nessun abuso (la casa è di legno, è smontabile, non ha fondamenta, e molto altro). In più arriva addirittura l’assoluzione della Soprintendenza: “non esistono violazioni paesaggistiche”. Tutto risolto? No, no e no. Quell’uomo, ricordatelo, si chiama Marcello Dell’Utri. E allora: il giudice rigetta le conclusioni di Comune e Soprintendenza e condanna quell’uomo (che si chiama Dell’Utri) a 9 mesi di galera. Non è finita: il giudice ha chiesto al pm di incriminare il tecnico del Comune per abuso d’ufficio. Oh, è tutto vero.   

giovedì 14 febbraio 2013

FINMECCANICA, L’INDIA NON PAGA GLI ELICOTTERI FITCH MINACCIA IL DECLASSAMENTO, L’AZIENDA ORA RISCHIA LA CRISI.



Il governo indiano si è fatto inviare le carte dell’inchiesta di Busto Arsizio del pm Eugenio Fusco su Finmeccanica e ha annunciato che valuterà la possibilità di annullare la commessa da 566 milioni per i 12 elicotteri AW101. Insomma gli indiani non ci pagano più. Il tutto per un'inchiesta ancora tutta da dimostrare che come primo effetto ha messo a rischio una delle più grandi aziende del Paese. Ora la commessa può andare ai francesi di Eurocopter che avevano partecipato alla gara. Secondo gli analisti, di questo passo, bastano due mesi ai mercati per distruggere Finmeccanica. Per l'Italia, già provata dalla crisi, sarebbe una perdita dura. La società rischia - Le conseguenze peggiori saranno  sul mercato interno, quello italiano. Finmeccanica e Agusta Westland sono indagate penalmente in base alla legge 231 che prevede, come pena in caso di condanna, il divieto di stipulare contratti con la pubblica amministrazione. Lo Stato, è il principale cliente dell’azienda della difesa. Sempre secondo gli analisti un'ipotesi del genere potrebbe essere devastante. Fitch, l'agenzia di rating internazionale, ha già minacciato di declassare la società italiana. A rischio ci sono anche gli ordini dall'estero. Tra i clienti di Finmeccanica ci sono anche gli Stati Uniti. Finmeccanica controlla anche Drs, fornitore principale di energia del Pentagono. Gli affari che sono in ballo sono vitali per il comparto idustriale italiano. Ma le toghe se ne fregano. 

giovedì 14 giugno 2012

LA LOBBY IRRIFORMABILE E’ QUELLA DEI MAGISTRATI.


Mario Monti non ha avuto bisogno, beato lui, di incorrere personalmente in alcuna iniziativa giudiziaria, almeno sino a questo momento, per sperimentare quanto forte, decisamente il più forte dei cosiddetti poteri forti su cui lui forse scherza troppo, sia in Italia quello dei magistrati.
Mario Monti non ha avuto bisogno, beato lui, di incorrere personalmente in alcuna iniziativa giudiziaria, almeno sino a questo momento, per sperimentare quanto forte, decisamente il più forte dei cosiddetti poteri forti su cui lui forse scherza troppo, sia in Italia quello dei magistrati. Se avesse avuto ancora qualche dubbio in materia, può avere contribuito a farglielo passare ieri, a chiusura di un'acida polemica durata due giorni, Eugenio Scalfari. Che è tornato sulla richiesta, avanzatagli domenica, di tagliare la testa al suo sottosegretario Antonio Catricalà precisandone meglio la colpa: quella di essere entrato in conflitto politico, chiamiamolo così, con la potentissima casta giudiziaria. In un primo momento, nel consueto editoriale festivo, il fondatore de "La Repubblica" se l'era presa con Catricalà per i suoi rapporti troppo consolidati di amicizia con Gianni Letta, il braccio destro dell'odiatissimo Cavaliere. Così come se l'era presa con il capo di Gabinetto di Monti al Ministero dell'Economia, Vincenzo Fortunato, e con il Ragioniere Generale dello Stato, Mario Canzio, per i loro passati rapporti di collaborazione, e per quelli di perdurante amicizia o stima, con l'ex ministro Giulio Tremonti. Che è inviso a sinistra quasi quanto Silvio Berlusconi, pur essendo stato per un po' corteggiato da quelle parti,

lunedì 26 settembre 2011

ABBIAMO DECISO DI NON STARE FERMI A SUBIRE……….

NON INTENDIAMO RESISTERE, MA GOVERNARE. RICOMINCIAMO A VOLARE ALTO.


 
Non abbiamo nessuna intenzione di restare a palazzo Chigi solo per resistere. Ci rimarremo, fino alla fine della legislatura e finché avremo la fiducia del Parlamento, per un solo motivo: governare il Paese. Questo è il mandato ricevuto dagli elettori: questo, e non occupare delle poltrone di governo e di partito. La sinistra politica e giornalistica le studia tutte per costringere Silvio Berlusconi ad abbandonare il governo con metodi che definire poco ortodossi è un eufemismo. Prima le pressioni sul capo dello Stato, respinte con fastidio da Napolitano. Poi addirittura un editoriale di Repubblica, a firma di Barbara Spinelli, che “suggerisce” alla Chiesa di scomunicare il premier. E’ incredibile: coloro che si considerano gli eredi illuminati di Ernesto Rossi evocano metodi golpisti o da Inquisizione.

Ma se la sinistra agisce così il motivo è semplice: non vogliono governare, vogliono il potere. Poi si vedrà, l’azione e il programma di governo, per loro, sono un optional: come hanno dimostrato con Prodi, D’Alema, Amato e nuovamente con Prodi. Al contrario, per noi governare è il fine, la missione. Di più: il servizio che dobbiamo a chi ci ha eletto. Lo abbiamo fatto nella buona e nella cattiva sorte, resistendo a crisi mondiali senza precedenti, come in questa legislatura, e ad un opposizione di piazza e giudiziaria egualmente senza precedenti, dal ’94 ad oggi.

 La mobilitazione contro la prima, lungimirante riforma delle pensioni.

 Il no preconcetto alle riforme fiscali, previdenziali, alle opere pubbliche ed infine al grande riasset-to istituzionale che avrebbe già ridotto il numero dei parlamentari ed i costi della politica, nella le-gislatura 2001-2006.

 Il no alla riforma della scuola con le arrampicate sui tetti di questa legislatura.

 Il no ad ogni ipotesi di riforma della giustizia, civile e penale.

 Il no alle leggi sulla sicurezza e l’immigrazione. Il no del Pd e della Cgil ad ogni misura economica.

Questi sono i nostri atti di governo. Queste sono le risposte dell’opposizione.

Ecco che cosa ci legittima a governare: lo abbiamo sempre fatto. Il lavoro, quello duro e scomodo, è nel nostro Dna. Il no sempre e comunque, il tanto peggio tanto meglio, è il fine e il mezzo della sinistra. Per questo andiamo avanti: non per resistere, ma per continuare a governare. ECCO COSA FAREMO

Governare significa naturalmente avere un’agenda di governo. Un elenco di cose da fare da qui al 2013. Noi lo abbiamo.

 Mantenere scrupolosamente gli impegni presi con l’Europa, a difesa non solo nostra ma dell’intera impalcatura dell’euro. E quindi giungere nei prossimi due anni al pareggio di bilancio.

sabato 17 settembre 2011

ABBIAMO DECISO DI NON STARE FERMI A SUBIRE……….

INVIA E-MAIL AL PRESIDENTE NAPOLITANO



Per scrivere a Napolitano bisogna  usare solamente il form che si trova qui: https://servizi.quirinale.it/webmail/  semplicissimo, ti risponde di averla ricevuta
OGGETTO: BASTA CON QUESTE INTERCETTAZIONI A SENSO UNICO. BASTA CON QUESTO USO POLITICO DELLA MAGISTRATURA
Signor Presidente,
 siamo stanchi dei due pesi e due misure da parte di questa magistratura. Come mai ci viene chiesto di rispettare le Istituzioni ma poi non si rispetta il Presidente del Consiglio, unica istituzione democraticamente eletta?  La situazione è molto grave e preoccupante, e chiediamo a Lei Presidente e al Vicepresidente del Csm di esercitare la massima vigilanza e di intervenire energicamente per fermare questo scempio e questa continua violazione delle più elementari regole sulla privacy. Lei deve intervenire per il bene del popolo italiano, noi di centrodestra, noi moderati e di buon senso non accettiamo piu' queste prevaricazioni e neppure queste situazioni anomale e distorte da parte della magistratura e che hanno anche un costo elevatissimo per l'intera comunità.  Non abusate oltremodo della moderazione di questa parte del popolo italiano. Con stima. Vincenzo Galassini Via Rosetti, 2 48013 Brisighella (Ra)

Entro dieci anni il 50% della domanda energetica italiana sarà coperta dalle fonti di energia rinnovabili

e' questo il 'messaggio' emerso da ZeroEmission Rome 2011, il tradizionale appuntamento che si svolge alla Fiera di Roma, nel cui ambito

Follia. Delirio. Cose da pazzi. Non ci sono altre parole. Eh sì, perché leggere che sono state impiegate 100.000 (in lettera: centomila) intercettazioni nell’inchiesta di Bari è qualcosa di sconvolgente. Centomila (in numeri: 100.000) intercettazioni per sapere con chi è andato a letto Berlusconi. Incredibile. Due domande: 100.000 intercettazioni. Quanto sono costate?  100.000 intercettazioni. Quanto personale hanno tenuto occupato? E magari tra un po’ scopriremo che in Puglia sono finiti i soldi per fare altre intercettazioni, magari su casi veri, su cose concrete, sui mafiosi, sulle truffe, sui criminali, sugli assassini. O su altri politici… per carità. Tutto è stato speso per intercettare le donne di Berlusconi. Centomila intercettazioni per compilare l’interessante e indispensabile lista.  Vi rendete conto? Che poi, a pensarci bene, ad avergliela chiesta, l’avrebbe fornita direttamente lui quella lista. Anche la vanità non gli manca

domenica 17 aprile 2011

L’ULTIMA DELLA PROCURA MILANESE: NON APPLICATE LA LEGGE ANTICLANDESTINI

ECCO CHI COMANDA IN ITALIA

Il capo della procura di Milano, Bruti Liberati, ha indirizzato una circolare interna ai suoi aggiunti e ai suoi pm, che sostanzialmente vieta l’arresto per clandestinità. I magistrati si sostituiscono al parlamento e cancellano di fatto la norma che dispone l’arresto per gli stranieri espulsi. Bruti Liberati ai pm di Milano: "Valgono le indicazioni Ue, non le regole italiane". Stessa linea a Roma, Firenze e Lecce

Luca Fazzo - Paola Fucilieri

Milano - È una legge della Repubblica Italiana, approvata nel 2002 dal Parlamento, pubblicata sulla Gaz­zetta Ufficiale e mai abrogata. Ma per quattro procuratori della Re­pubblica la legge che prevede il car­cere per gli immigrati clandestini non esiste più. I quattro procuratori hanno ordinato- o vivamente «sug­gerito » - ai loro sostituti di conside­rare estinta la norma. E i sostituti si sono immediatamente adeguati. A Milano, Firenze, Roma e Lecce, nes­suno straniero viene più arrestato, come pure prevederebbe la legge, per violazione dell’obbligo di lascia­re il Paese. È un caso- più unico che raro - in cui una decisione parla­mentare viene rimossa dall’ordina­mento senza bisogno di passare per ricorsi alla Corte Costituzionale né referendum. Le ragioni di questa scelta sono dettagliatamente spiegate (anche se in termini a volte impervi per un profano) nella circolare che uno dei quattro procuratori, il milanese