domenica 11 agosto 2013

E IO PAGO: IL GOVERNO NOMINA UN “COMMISSARIO” PER I TAGLI PER LUI 950.000 EURO IN TRE ANNI.


Ma è  proprio srepitoso questo Decreto del Fare. Oltre agli emendamenti ad personam per salvare la doppia poltrona a Vincenzo De Luca (Pd, viceministro e sindaco di Salerno), ecco che tra le righe di quel provvedimento-lumaca si scorgono perle di rara bellezza. Un esempio? Eccolo, come scrive oggi il Messaggero:
“E’ in arrivo un comitato interministeriale per vigilare sulla spending review. Prevista la nomina di un commissario ad hoc appositamente retribuito: 150mila euro quest’anno, 300mila euro nel 2014 e nel 2015 e 200mila nel 2016″.
Alla faccia della spending review.


“SALPIAMO ALLA VOLTA DI FORZA ITALIA: RIMINI – CERVIA (RAVENNA)-SABATO 7 SETTEMBRE 2013”


AZZURRI DEL ’94 CON SILVIO BERLUSCONI . COORDINAMENTO REGIONALE DELL’EMILIA ROMAGNA
Programma: partenza dal porto di Rimini alle 8,00 , arrivo a Cervia alle 9,00 circa, imbarco ed inizio panoramica fino a Pesaro, ore 10 aperitivo di benvenuto a bordo, Dibattito politico e possibilità di firmare i referendum per “La Giustizia-Giusta”, ore 12 pranzo a bordo  con primo. grigliata e pesce fritto acqua, vino, birra a volontà e caffè, pomeriggio escursione alla Baia degli Angeli, ed  escursione anche a Gabicce, incontro con gli azzurri delle Marhe, merenda a base di ciambella, vino acqua  e bibite, rientro a Cervia (Ravenna)  sbarco e proseguimento per il porto di Rimini fine della crociera.
Costo €30,00 a persona. La motonave contiene 130 persone ma se si dovesse superare il numero abbiamo a disposizione un'altra motonave  alle stesse condizioni.
Prenotazioni entro il 2 settembre : 347 2318491 -  346 6829146 - 347 4309838 oppure: berlusconiani94@gmail.com –  pdlfantinelli@gmail.com  - vincenzo.galassini@gmail.com -cr.gabriellapezzuto@libero.it

venerdì 9 agosto 2013

E IO PAGO: PROVINCIA RAVENNA



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Provincia di Ravenna, nel 2012 un milione e mezzo di euro ai dirigenti

La cifra spetta ai diciassette manager in servizio fino a tre anni fa e comprende i premi del 2009, 2010 e 2011. Agli otto membri della giunta presieduta da Claudio Casadio (Pd), spettano invece 370mila euro

 4Dovevano sparire ma ci sono eccome le Province e i suoi dipendenti godono di buona salute, almeno per ora. Sono state pubblicate sul sito della Provincia di Ravenna le retribuzioni annue lorde del 2012: ai 17 dirigenti in servizio fino a tre anni fa va più di 1 milione e mezzo di euro, agli 8 membri della giunta 370 mila euro. Occorre precisare che gli stipendi relativi ai dirigenti includono i premi del 2009, 2010 e 2011, ma al netto di questi le cifre restano di tutto rispetto: c’è chi ha incassato oltre 60 mila euro di premi arretrati. Lo avevano messo nero su bianco nei loro programmi elettorali tutti i partiti: le provincie andavano abolite, come uno dei peggiori mali d’Italia. Dopo un silenzio durato qualche mese il presidente del Consiglio Enrico Letta ha fatto suo l’impegno con il disegno di legge costituzionale che mira a superarle, dopo lo stop della Consulta al decreto Monti. Staremo a vedere se si tratterà davvero di un canto del cigno per le Province, ma intanto i dirigenti di questi enti “considerati inutili dai più” come ha notato Massimo Bulbi, presidente della Provincia di Forlì-Cesena, a Ravenna corrono ai ripari con un’iniezione di liquidità. Nel 2012 i loro stipendi hanno superato in alcuni casi i 150 mila euro. Mediamente si sono attestati attorno ai 100 mila poiché 5 di loro assunti nel 2011 (Elettra Malossi, Valentino Natali, Andrea Panzavolta, Domenico Randi, Stefano Rubboli) hanno potuto contare solo sul premio relativo a quell’anno. Nella retribuzione lorda del 2012 non risultano cifre particolarmente alte neanche per Arrigo Antonelli, Erminio Ferrucci, Stefania Mieti, Stenio Naldi, Claudio Savini ed ancora Domenico Randi dato che la loro attività era cessata nel 2010 o nel 2011.

LA PROVINCIA DI RAVENNA E’ PRONTA


giovedì 8 agosto 2013

AZZURRI DEL ‘ 94 CON SILVIO BERLUSCONI: COORDINAMENTO PROVINCIALE RAVENNA


Si è riunito, sotto la presidenza di Gianguido Bazzoni, presente il Coordinatore Regionale Rodolfo Ridolfi e quello Provinciale Vincenzo Galassini  il Coordinamento ravennate di “Azzurri del ‘94” che ha deciso di organizzare, insieme al coordinamento di Rimini, per sabato 7 settembre la motonave azzurra di Forza Italia ed ha approvato il seguente documento:
''L'ascolto della registrazione dell'intervista rilasciata dal giudice Esposito, fa capire più di qualunque altro commento il degrado in cui è precipitata l'Italia, che non risparmia una parte dei più alti vertici della magistratura. Se qualcuno avesse dei dubbi sull’accanimento giudiziario in atto da vent’anni nei confronti di Silvio Berlusconi si ascolti le parole del signor Esposito giudice della Cassazione e Presidente della sezione feriale che finalmente, con grande soddisfazione per tutti i sinistri e gli opportunisti d’Italia, ha condannato Silvio Berlusconi, le parole di Esposito dimostrano che i processi a Berlusconi presentano costanti anomalie, come ha detto Francesco Paolo Sisto, presidente della commissione Affari costituzionali della Camera, le più' varie e, spesso, inusuali. Ora aspettiamo le motivazioni. Se ci fossero riferimenti a testimoni mai sentiti nel processo si potrebbe aprire la strada per un altro ricorso". "Le parole del presidente Esposito - prosegue Sisto - sono state inopportune, per usare un eufemismo, su tre versanti. Innanzitutto su quello del ruolo del giudice che parla dopo la sentenza e prima della pubblicazione delle motivazioni. In secondo luogo sul piano tecnico: c'è' l'imbarazzante inopportunità' di aver anticipato alcuni aspetti che potrebbero essere presenti nelle motivazioni, non ancora depositate e forse nemmeno scritte. Infine le parole di Esposito sono inopportune dal punto di vista politico: dimostrano che nei processi a Berlusconi c'è' un sistematico abbassamento dei livelli delle garanzie difensive e una febbre mediatica insopportabile



LA MUSSOLINI SFOTTE IN NAPOLETANO IL GIUDICE ESPOSITO. “VABBUO’, CHILLO NON POTEVA NON SAPERE”


«O’ saccio o nun ‘o ssaccio’… Tu si’ o titolare, come faje?». Una risata vi seppellirà. Alla fine la risata ha seppellito l’immagine già offuscata dal giudice Antonio Esposito molto più delle polemiche politiche provocate dall’assurda intervista al Mattino sulla sentenza Mediaset. È stata Alessandra Mussolini a mettere kappaò il togato. E l’ha fatto nell’aula parlamentare, durante la discussione sullo svuotacarceri, ironizzando chiaramente sull’audio dell’intervista al magistrato.

«Vabbuò, chillo non poteva non sapere» è stato il momento-clou dell’intervento della Mussolini al microfono. Proprio per questo il vicepresidente di turno Linda Lanzillotta le ha tolto la parola («lei non si sta esprimendo in italiano, che è la lingua che si parla qui»). Poi è intervenuto Ciro Falanga, del Pdl, che ha contestato la decisione di zittire la Mussolini, rivolgendosi alla Lanzillotta: «Se lei toglie la parola solo perché la senatrice usa un’espressione in dialetto napoletano, credo che non diriga adeguatamente l’aula». Dopo questa sollecitazione, è stato riaperto il microfono della Mussolini che, all’improvviso, ha ricominciato a imitare il modo di esprimersi del giudice Esposito, legando le sue frasi al dibattito sullo svuotacarceri e tornando con la celebre frase «chillo non poteva non sapere». È scoppiata di nuovo la bagarre, con i parlamentari del centrodestra che sorridevano e quelli del centrosinistra visibilmente irritati. È stata tolta di nuovo la parola alla Mussolini, invitata a parlare non in quel momento ma in discussione generale. Ma ormai i giochi erano già fatti, la trovata era perfettamente riuscita, il video già girava all’impazzata sul web. E chi ne è uscito male, ma proprio male, è stato il giudice Esposito, il quale «non poteva non sapere» che esprimersi in quel modo porta comunque conseguenze.E che una risata può fare più male di mille polemiche

RITORNA FORZA ITALIA? LO CHIEDIAMO AI FONDATORI DEL ’94 FAVOREVOLE CATALIOTTI, ANTICIPATORE DI FI CON AZZURRI ‘94

L’avv. Liborio Cataliotti Capo gruppo PDL a Reggio Emilia

“RITORNIAMO ALLO SPIRITO LIBERALE, MA CON UNA SELEZIONE DIVERSA”. SONO STATO ANTICPIATORE CON AZZURRI ’94 PER LA CAUSA CON INGROIA. CHE ADESSO ARRIVA IN TRIBUNALE
di ANDREA ZAMBRANO . «La storia mi ha dato ragione: sono stato un precursore». Liborio Cataliotti non poteva che essere tra i più favorevoli sostenitori del ritorno di Forza Italia. L’ex coordinatore reggiano azzurro è il promotore della causa contro l’ex magistrato Antonio Ingroia che in due occasioni ha detto e scritto che Forza Italia sarebbe nata da un patto tra la mafia e Dell’Utri. «Causa 53124/2013 presso il tribunale di Roma. Con prima udienza a gennaio 2014», spiega lui a Prima Pagina in partenza per Ravenna dove ieri sera si è svolto proprio il raduno con tanto di telefonata di Brunetta dell’associazione Azzurri ‘94. Insomma, il ritorno di Forza Italia passa da lei. Altrochè. In occasione di quell’accusa gravissima di Ingroia ricevetti una valanga di lettere, e-mail e fax che mi testimoniavano la rabbia di tanti ex militanti di Forza Italia verso quelle parole. A queste seguirono poi raccolte firme che si fermarono a quota 8.500 in poco tempo. Così nacque l’associazione regionale Azzurri ‘94 che ho messo in piedi assieme a Rodolfo Ridolfi. E per questo vi considerate del precursori. Perchè Forza Italia sì e Pdl no? FI nasceva con ideali liberali e contro l’ingerenza dell’apparato burocratico dello

mercoledì 7 agosto 2013

COPPI: ESPOSITO INAUDITO, VALUTEREMO RICORSO EUROPEO, DICA CHI SONO GLI INFORMATORI


"Non posso che condividere quello che ha detto Ghedini. E' un fatto inaudito". Così il legale di Berlusconi, Franco Coppi, commenta ai microfoni di Sky Tg24 l'intervista del giudice Esposito al 'Mattino' di oggi. "Noi eravamo molto curiosi di conoscere la motivazione della sentenza. Siamo stati soddisfatti in anteprima - sottolinea - da queste dichiarazioni del presidente Esposito".
"Non mi sento abilitato a dare dei giudizi di ordine etico; per quanto riguarda altri profili di questa vicenda, ci sono organi deputati a valutare il comportamento dei magistrati e spetterà a loro stabilire se rientri nell'ambito delle regole deontologiche che devono essere rispettate. Valuteremo quali possibilità ci offre l'ordinamento giuridico sovranazionale - conclude Coppi - e vedremo se procedere con il ricorso europeo".  AVV. COPPI, ORA ESPOSITO DICA CHI SONO INFORMATORI BERLUSCONI
(Adnkronos) -
''Siamo presi in assoluto contropiede da un'iniziativa del tutto inusuale e dai contenuti che a nostro avviso non hanno corrispondenza in quello che e' il processo. Siamo pieni di perplessita'...''. Lo dice all'Adnkronos Franco Coppi, legale di Berlusconi, commentando l'intervista al 'Mattino' del giudice Antonio Esposito, presidente della sezione feriale della Cassazione. ''La sentenza ormai c'e' -prosegue Coppi- ma le dichiarazioni rese, soprattutto quelle su Belusconi che sarebbe stato informato da Tizio, Caio o Sempronio, ci lasciano davvero sorpresi. Visto che ormai il ghiaccio e' stato rotto, Esposito dica anche chi sono gli informatori del Cavaliere''. ''Ci dica nomi e cognomi -incalza il legale di Berlusconi- e gli atti del processo da cui risultano queste dichiarazioni. Se si parla della motivazione prima ancora che sia depositara, allora dica tutto...'', taglia corto Coppi.

IL PRANZO IN CUI LE TOGHE DECIDONO LA CONDANNA A BERLUSCONI


IL COLLEGIO DELLA SEZIONE FERIALE D ICASSAZIONE RADUNATO ATTORNO AD UN TAVOLO IL 31 LUGLIO, ALLA VBIGILIA DELLA STANGATA A BERLUSCONI
La "grande abbuffata" prima della stangata. Queste immagini sono state "rubate" lo scorso 31 luglio, nel giorno delle arringhe difensive di Franco Coppi e Niccolò Ghedini, alla vigilia della sentenza della Cassazione nel processo Mediaset con cui Silvio Berlusconi è stato fatto fuori per via giudiziaria: condanna a quattro anni di reclusione (di cui uno da scontare) e interdizione dai pubblici uffici da ridefinire, ma che oscillerà tra uno e tre anni. Al tavolo di un ristorante a pochi passi dal "Palazzaccio", ecco, tra gli altri, anche Antonio Esposito, il presidente della sezione feriale di Cassazione, la toga che ha letto la sentenza e che nelle ultime ore, dopo un'intervista goffamente smentita, è finito al centro delle polemiche del Pdl. I giudici chiacchierano e si riempiono la pancia. Si tratta di una sorta di Camera di consiglio anticipata, le toghe decidono il futuro del Cavaliere: da lì a poche ore avrebbero pronunciato la sentenza che sta terremotando le istituzioni e che, in qualche modo, può cambiare la storia politica di questo Paese. 

martedì 6 agosto 2013

E IO PAGO: STEPRA FINISCE IN LIQUIDAZIONE PER TROPPI DEBITI. CONTRATTO DI SOLIDARIETA’ PER I DIPENDENTI

Una delle aree produttive da valorizzare di Stepra, a Bagnacavallo, come illustrato sul sito internet della società pubblica

LA SOCIETA’ DI PROPRIETA’ PUBBLICA, NON UN COMPITO ISTITUZIONALE, DOVEVA PROMUOVERE INSEDIAMENTI PRODUTTIVI SUL TERRITORIO PROVINCIALE, DOVEVA PIUTTOSTO PORTARE I LIBRI IN TRIBUNALE E ACCERTARE LE RESPONSABILITA’!
di Federica Angelini. La società nata per sostenere e promuovere gli insediamenti produttivi nel territorio provinciale, Stepra, viene messa in liquidazione. Troppi debiti a fronte di un patrimonio di fatto non vendibile. Troppi i costi fissi che è impossibile abbattere, si parla di circa 1milione 600mila euro l'anno tra personale e (soprattutto) oneri passivi. La società posseduta da Provincia e Camera di Commercio per oltre il 96 percento e per il resto dai Comuni del territorio potrebbe arrivare a chiusura anche se per ora si parla di una scelta reversibile nel caso cambiassero le condizioni di mercato. Per ora, appunto, si parla di messa in liquidazione, ossia la sua unica attività sarà quella di tentare di vendere il proprio patrimonio per far fronte ai debiti, dopo che sono fallite le recenti trattative con imprenditori per i lotti di Bagnacavallo, Bassette e Solarolo e dopo che, soprattutto, le banche hanno sollecitato misure straordinarie per favorire le vendite. Del resto sono fondamentalmente loro, le banche, le principali creditrici di quei circa 25,5 milioni di euro di debiti della società. Ma i soci parlano di una società comunque sana sulla base di una stima del valore dei terreni di proprietà di Stepra pari a quasi 26,7 milioni.  Peccato che al momento il patrimonio sia, appunto, invendibile. Da qui, la messa in liquidazione. La decisione è stata formalmente presa il 26 luglio dall’assemblea dei soci. Intanto, la società era guidata da un cda dimissionario. Quest’ultimo era stato nominato il 7 marzo ma, per nuove normative entrate in vigore, a maggio era stato poi costretto a dimettersi. A farne parte erano Alberto Rebucci, Paola Morigi e Carlo Boattini, tutti dirigenti di enti pubblici che ora non possono più avere il doppio incarico e che non percepivano alcun stipendio per il ruolo in Stepra. Tra le motivazioni che