giovedì 17 novembre 2016

SPUNTA NUOVA TASSA SULLA CASA: POI RENZI CI RIPENSA. A DOPO IL REFERENDUM……..


Una nuova imposta sugli immobili. L'emedamento, ammesso all'esame in commissione Bilancio, è stato presentato da ventiquattro dem e punta a istituire un'imposta municipale sugli immobili che sostituisca l'imposta municipale propria (Imu) e il tributo per i servizi indivisibili (Tasi). Già il nome è tutto un programma: Imi. La selva di polemiche, che si sono riversate sul Pd, ha obbligato il partito di Matteo Renzi a fare retromarcia e ritirare l'emendamento. Una nuova imposta, un nuovo balzello per stangare gli italiani. L'emendamento del Pd alla legge di bilancio, a prima firma Maino Marchi, chiede di sostituire l'Imposta municipale unica (Imu) e il tributo per i servizi indivisibili (Tasi) con l'Imposta municipale sugli immobili. L'Imi, questo l'acronimo della nuova imposta proposta dai democrat, si applicherà in tutti i Comuni del territorio nazionale, ferma restando, per le Province autonome di Trento e di Bolzano, la facoltà di modificarla. "L'emendamento sulla unificazione di Imu e Tasi fa due cose - commenta il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa - da un lato conferma quello che abbiamo sempre detto, e cioè che la Tasi non è una tassa sui servizi ma una patrimoniale, così come lo è l'Imu. Dall'altro - continua - aumenta la tassazione sugli immobili". Il limite massimo ordinario della somma delle aliquote di Imu e Tasi, infatti, è del 10,6 per mille. L'emendamento, invece, lo porta all'11,4 per mille. Misura, quest'ultima, che nel 2015 era stata ammessa solo in presenza di corrispondenti detrazioni sulla prima casa - quindi senza aumenti di tassazione - e che per il 2016 è stata inopinatamente confermata, senza condizioni, solo per alcuni Comuni, così come fa per il 2017 il ddl bilancio, con scelta già contestata da Confedilizia. "Ci aspettiamo che questo aumento di imposizione sugli immobili non faccia strada - conclude Spaziani Testa - le tasse su case, negozi e uffici vanno drasticamente ridotte. Con questo emendamento verrebbero addirittura aumentate". Le polemiche sono tali che alla fine il Pd deve fare retromarcia e ritirare l'emendamento. "Non vogliamo che ci siano dubbi o strumentalizzazioni, per questo lo ritiriamo", si limita a commentare Marchi. "Siamo al festival dell'emendamento - prende le distanze Renzi - oggi ce ne era uno in cui l'Imu diventava Imi. Siamo al 'compro una vocalè di Mike Bongiorno e io me ne intendo...". Ma, al di là del tentativo di smarcarsi, resta il tentativo del partito del premier di stangare (ancora una volta) gli italiani sulla casa. A dopo il referendum.


IL VERO ALLEATO DI BERLUSCONI UN GIUDICE DONNA


Deve essere una sorta di pena del contrappasso. Costretto per tutta la sua carriera politica a difendersi dalle toghe (e un po' anche dalle donne), Silvio Berlusconi si ritrova ora nella non invidiabile posizione di dover tifare per un giudice. Donna. Il sostituto pg della Cassazione, Francesca Ceroni, ha infatti chiesto di accogliere il ricorso dell'ex premier e di rivedere, al ribasso, l'assegno di mantenimento versato nei tre anni di separazione a Veronica Lario prima della sentenza di divorzio. La richiesta è stata presentata davanti alla prima sezione civile della Suprema Corte, chiamata a confermare o meno la sentenza con cui, nel 2014, la sezione famiglia della Corte d'Appello di Milano ridusse da 3 a 2 milioni di euro l'assegno di mantenimento per l'ex moglie di Berlusconi relativo al periodo di separazione della coppia. La decisione dei supremi giudici si conoscerà entro un mese, con il deposito della sentenza e delle sue motivazioni, come accade per tutte le cause civili. Berlusconi, che ha divorziato da Veronica Lario nel febbraio 2014, ha anche impugnato, davanti alla Corte d'Appello di Milano, il provvedimento con cui il tribunale di Monza ha stabilito a favore della sua ex moglie un assegno di divorzio di un milione e 400mila euro. La decisione dei giudici di secondo grado è attesa entro la fine di quest'anno.


mercoledì 16 novembre 2016

CLANDESTINI IN AMERICA…….


 O voi che vi disperate per la volontà espressa da Trump di deportare 3  milioni di clandestini. Sapete quanti ne ha deportati dal 2009 al 2015 il vostro idolo Obama? 2,5 milioni. E sapete quanti ne hanno arrestati nei primi 10 mesi del 2016? 600.000. Però, immagino, questo non vi sconvolgerà. O sì?

 



REFERENDUM COSTITUZIONALE, INCONTRO A FAENZA MARTEDI 15 NOVEMBRE


Referendum costituzionale, incontro con “Rinnovare Faenza” e “Comitato per il No" di Forza Italia
Domenica 13 Novembre 2016 - Faenza
Martedì 15 novembre, a Faenza nella sala delle associazioni in via Laderchi, alle ore 20.40, si terrà l’incontro organizzato da “Rinnovare Faenza” e dal “Comitato per il No" di Forza Italia per illustrare le ragioni per cui votare NO al prossimo referendum costituzionale.
Relatore della serata sarà l’avv. Enrico Sirotti Gaudenzi. Seguirà dibattito. La cittadinanza è invitata.



venerdì 11 novembre 2016

ATTACCATI AL TRUMP


Nella puntata di Matrix andata in onda ieri sera, Vittorio Sgarbi esprime tutta la sua felicità per la vittoria di Donald Trump alle elezioni americane. Davanti a un divertito Nicola Porro, il critico d'arte non trattiene l'entusiasmo: "Trump da' felicità, perché ci assomiglia, è la parte peggiore di noi, Trump è il trionfo della libertà". Poi Sgarbi riserva parole pesanti sull'avversaria Hillary Clinton: "Tu pensa questa Hillary Clinton che, dopo aver buttato bombe per importare la democrazia, ha pure la faccia di quella che ha ragione. Una delinquente, una criminale di guerra, che andrebbe arrestata come Milosevic, che ha distrutto l'ordine del paesi. Non c'è bisogno di bombe per affermare la democrazia. lasciali in pace Gheddafi, Saddam Hussein...questa criminale di guerra ci faceva pure la morale". Porro tenta, invano, di fermare l'inarrestabile Sgarbi: "Trump vuol dire che puoi parlare di f.... Prima di lui non potevamo dire che ci piaceva una ragazza che veniamo accusati di stalking. Trump è lo stalker per tutti noi, è la libertà per l'eteropride". Parole dure anche per il presidente uscente, Barack Obama: "È un terrorista che non è stato in grado di cancellare Guatanamo. Trump vuole eliminare la Nato, è meraviglioso". Dopo aver detto al conduttore: "Porro, tu sei Trump", l'ultima stoccata è riservata al presidente del consiglio: "Anche in Renzi c'è Trump. Quando Renzi prende in giro il povero Letta dicendogli stai sereno e anche quando caccia D'Alema. Il vero Trump è Renzi". (GUARDA IL VIDEO)


SINISTRA SOTTO UN TRUMP


Alessandro Sallusti - Il trionfo del magnate fa impazzire vip, buonisti e benpensanti. E getta nel panico Renzi: dopo Brexit e Usa, tocca al referendum. Il mondo non si è fermato né è crollato, anzi le Borse hanno alla fine brindato al nuovo venuto. Nessun disastro quindi, come nel dopo Brexit, come sarà il 5 dicembre in Italia se dovessero vincere i «no» al referendum costituzionale, come sempre accade quando il popolo ha la possibilità di esprimersi liberamente. Il successo di Trump ha smascherato i terroristi politici e mediatici che avevano previsto scenari apocalittici. E pure gli imbroglioni, i faziosi, le star di Hollywood che dal chiuso delle loro ville dorate e blindate pensano di sapere come gira il mondo. Trump ha distrutto, spero per sempre, il politicamente corretto, cancro della modernità, ha seppellito i complessi di colpa per non essere chic e buonisti come ci vorrebbe la sinistra. Ha vinto perché è un unicum, come lo è stato da noi Silvio Berlusconi vent'anni e passa fa, perché ha dato dignità ai cittadini che hanno paura degli immigrati invece di bollarli come razzisti, perché ha detto che un Paese è tale in quanto ha confini inviolabili e leggi da rispettare, perché dice che abbasserà le tasse, che frenerà l'invasione oltre che di uomini anche di merci per favorire le imprese americane. Ha vinto perché non è un politico (prima volta nella storia dell'America), perché Obama è stato uno dei peggiori presidenti e perché la Clinton era, ed è, esattamente il contrario di tutto questo. Ci voleva tanto a capirlo e prevederlo? Non credo, eppure è andata così. A rileggere i giornali e a rivedere i telegiornali e i programmi Rai delle ultime settimane non so se c'è da ridere o piangere, ma certo c'è da vergognarsi ad appartenere a una categoria con un tasso così alto di stupidi tromboni che confondono i salotti di New York per l'America: Hillary la santa vincente, Donald il maniaco impresentabile. E tutti, da Papa Bergoglio al duo Renzi-Boschi fino ai grandi capi dell'Europa fallita e snaturata a suonare la grancassa. Salvo poi prendere atto che le donne, gli immigrati, gli operai e i cattolici americani hanno scelto di stare con il «Dio, patria e famiglia» di Trump invece che con la melassa clintoniana. Al povero Renzi non ne va più bene una. Dopo quelle pacche sulla spalla con Obama alla Casa Bianca, dopo quel suo tifare sguaiato per la Clinton nella recente visita a Washington, pensava di essersi assicurato un futuro da statista. È finito sotto un Trump: cornuto e, dal 5 dicembre, pure mazziato dagli italiani nell'urna. Lui cadrà, il mondo no. Proprio come per la Clinton ieri.


giovedì 10 novembre 2016

LA COCENTE SCONFITTA DEL “TIFOSO” RENZI


Il premier italiano si è sempre detto sicuro che avrebbe vinto Hillary Clinton
Si è addormentato con Hillary Clinton in vantaggio e si è svegliato con la vittoria di Donald Trump.
Gli capiterà anche il 6 dicembre con il voto sul Referendum
Non sarà stata di sicuro una piacevole mattina quella del tifoso Matteo Renzi. Lui, che già nel settembre 2015 aveva azzardato la sua previsione: “È molto interessante ragionare di Donald Trump. Non credo che abbia le chance che pure oggi i sondaggi gli attribuiscono, per fortuna. Ma vedremo, si è sempre in tempo a sbagliare". E infatti il premier italiano ha sbagliato. Ma a posteriori è facile dirlo. Il punto è che il tifo gli ha obnubilato la mente impedendogli di valutare, anche per un secondo, la vittoria di The Donald. Infatti, il 6 novembre, due giorni prima dell'apertura dei seggi, Renzi era ancora più sicuro: “Vince la Clinton. Nell'ultimo mese i sondaggi erano su Trump, poi su Hilary. Queste elezioni comunque vadano saranno interessanti da studiare dopo". Il premier ora farebbe bene a mettersi sui libri allora. Perché lo spauracchio che ha agitato per mesi adesso alberga nella Casa Bianca. “Fuori da qui c'è Trump e una destra che negli Usa per la prima volta si contamina con forze di demagogia e populismo che sono decisamente oltre i Tea Party e rischia, contro l'establishment, di andare a vincere la nomination", diceva Renzi ad aprile. E continuava poi l'affondo su Trump: “Lo considero un uomo che investe molto nella politica della paura, sostengo con forza Hillary Clinton perché penso sia capace di dare sicurezza e un messaggio di cooperazione per continuare le buone cose che ha fatto Obama". E ancora: “Trump nega l'american dream e gioca tutto sulla paura, fa leva sul clima che una parte del mondo sta vivendo ed è l'esatto opposto di ciò che gli Usa ci ha insegnato negli ultimi otto anni". Adesso, a Renzi non è rimasto altro che la presa di coscienza e le dichiarazioni di circostanza come questa: "Mi congratulo con il nuovo presidente degli Stati Uniti. Gli auguro buon lavoro. L'amicizia Italo-americana è solida. Questo è il punto di partenza per tutta la comunita internazionale, anche al netto delle differenze e diffidenze che la campagna elettorale ha suscitato oltreoceano e qua". È la democrazia, bellezza. Soprattutto quando a vincere è la squadra avversaria.