giovedì 9 febbraio 2017

5 FEBBRAIO 1783: TERREMOTO DEVASTANTE PROVOCA OLTRE 30 MILA VITTIME TRA CALABRIA E MESSINA




RICORDO DI NERIO RACCAGNI

Giorgio Melandri ·Questa notte ci ha lasciato Nerio Raccagni, un pezzo di storia della Romagna, per me anche un protagonista della mia scoperta del vino. Alla Grotta di Brisighella sono arrivati da tutta Italia, tutti a meravigliarsi di quel modello di ristorazione così nuovo e coraggioso, pieno di vita e personalità. A lui Brisighella deve molto, l'idea che anche in un paese arrampicato in Appennino si possa pensare in grande. Ha accompagnato l'olio fino a vette qualitative impensabili, il carciofo Moretto, i vini di Castelluccio. Un uomo tutto spigoli e sogni, per me il complice di tante sere speciali. Addio caro Nerio, ci mancherai.

IL SUO MONITO AI GIOVANI: “SIATE SEMPRE CURIOSI”

Francesco Donati - Con Nerio Raccagni scompare un pezzo di storia del vino e della ristorazione. Animato da una vena critica e provocatoria, ma lungimirante, le sue dichiarazioni erano perle di saggezza con cui formare le nuove generazioni, «I ristoranti sono aumentati di qualità ma manca qualcosa -disse qualche tempo- manca la voglia| di scoprire, di cercare, per creare ricette, abbinamenti, proposte con ciò che si ha in casa, ma anche usando spunti, idee e materia prima individuata in giro. La gastronomia a km 0 va un po' troppo di moda, si rischia di essere limitati. Bisogna viaggiare, noi da giovani lo facevamo, c'era la curiosità. Io sfido oggi a trovare un ristoratore curioso che si dedichi alla ricerca. Bisogna conoscere chi produce, sapere come si coltiva, dove, perchè. Così racconti la storia di un piatto, come nasce, cosa c'è dietro per esperienza diretta. Cosi crei contatto e fiducia con i consumatori. Così non cadi nella superficialità».

LA FIGURA: LA PASSIONE PER IL VINO ACCANTO AI PRODOTTI DEL TERRITORIO

Beppe Sangiorgi - LA FIGURA di Nerio Raccagni è legata alla stagione d'oro della ristorazione brisighellese. Agli ultimi decenni del '900 quando, lui con la Grotta e il fratello Tarcisio con il Gigiolé proponevano una cucina che si rifaceva alla tradizione locale ingentilita su tavole come quella del cardinale Michele Lega presso il quale la mamma Maddalena aveva lavorato da giovane trasmettendo poi il suo sapere ai figli. I quali, Tarcisio in cucina e Nerio in sala, l'hanno fatto proprio insieme alla valorizzazione dei prodotti di eccellenza brisighellesi con cui hanno contribuito a portare il nome di Brisighella oltre i confini locali e fare conoscere i prodotti della valle del Lamone. Come gli oli extravergini di oliva Brisighella, Nobil Drupa e Orfanello, il formaggio conciato e il prosciutto di castrato. Conoscenza dei migliori prodotti, sapere gastronomico e una spiccata cordialità facendo di Nerio Raccagni il tipico patron di un locale che si identificava con colui che li governava, che accoglieva gli ospiti, che sapeva raccontare un piatto e i suoi ingredienti, sorprendendo con innovazioni che non tradivano il territorio e la sua storia. E lo stesso si può dire quando lasciata la Grotta, aveva aperto il relais Torre Pratesi. E da esperto sommelier nell’una e nell'altra situazione sapeva sempre consigliare il vino giusto con una preferenza per la produzione romagnola Come confessava qualche anno fa: “Oggi mi piacerebbe fare ancora il ristoratore per predisporre una bella e scelta carta di vini romagnoli che si fanno apprezzare per la buona qualità e una notevole differenziazione”. I vino come gli altri prodotti agroalimentari non erano per Nerio solo una fonte di piacere ma anche uno strumento di valorizzazione del territorio e di incentivazione  del turismo a testimoniare il forte legame con la sua terra che lo ha accompagnato lungo la sua vita.


martedì 7 febbraio 2017

FERMIAMO L’INVASIONE RACCOLTA FIRME FORZA ITALIA


l Governo Berlusconi con la Bossi-Fini e soprattutto grazie alla politica internazionale lungimirante era riuscita a contenere il fenomeno dell'immigrazione che oggi, soprattutto dopo la sciagurata politica di Matteo Bomba e fuori controllo. Condividi la nostra iniziativa AZZURRI '94, per firmare clicca e metti mi piace.

FORZA ITALIA LUGO: PERPLESSITA’ SUL PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE DELL’EX ACETIFICIO VENTURI



Finalmente, dopo settimane di presentazioni sui giornali, ieri sera il sindaco Ranalli ha presentato ufficialmente ai capigruppo il piano di recupero dell'area dell'ex acetificio Venturi che prevede la costruzione, tra l'altro, di un ulteriore supermercato. Dobbiamo dire che, al di là dei lustrini e delle dichiarazioni entusiastiche del Sindaco, i dubbi sulla effettiva validità della proposta rimangono tanti. Se è vero che il recupero di quell'area è assolutamente indispensabile è altrettanto vero che la scelta fatta è alquanto discutibile. Il sindaco Ranalli, come i suoi predecessori, continua a riempire la nostra cittadina di centri commerciali di varie dimensioni. Questi non servono certamente a rilanciare il commercio ma hanno come unico scopo quello di introitare gli oneri di urbanizzazione e benefit non ripetibili con i quali fare bilancio. Non possiamo dimenticare quanto è stato fatto sulla Piratello, dove in pochi anni abbiamo visto sorgere diversi centri di grande distribuzione e un centro commerciale che ha contribuito alla chiusura di tante piccole attività commerciali del centro di Lugo. Una scelta politica per noi assolutamente incomprensibile; l'amministrazione dovrebbe tutelare e incentivare i negozi del centro per mantenerlo vivo. Ognuno dei progetti che ci furono presentati in passato doveva abbellire e arricchire le aree su cui sarebbero stati realizzati e invece ci troviamo con strutture in parte vuote o non terminate. Temiamo che la stessa cosa possa capitare con il progetto dell'ex acetificio Venturi dove, sicuramente, nel caso venisse realizzato, verrà aperto e terminato il supermercato e gli edifici dedicati ad ospitare le strutture del comune, ma il resto? Nutriamo anche delle perplessità in merito al progetto dell'ASL di realizzare in quell'area un edificio con servizi socio sanitari, probabilmente la casa della salute. Ci chiediamo per quale motivo questa debba essere realizzata adiacente all'ospedale e non all'interno dell'ospedale stesso e perché, se proprio l'ASL continuasse a non ritenere possibile dedicare spazi all'interno degli edifici del nostro nosocomio, questa debba essere ubicata a un centinaio di metri da esso. Siamo anche perplessi su come verrà gestita la viabilità in una zona collegata con il resto della città da un unico sottopasso e da un passaggio a livello che dovrà prima o poi essere chiuso. Il traffico nella zona sarà destinato ad aumentare tra clienti e bilici che andranno a rifornire i magazzini del nuovo CONAD senza che la rete stradale venga potenziata. Donatella Donati (capogruppo di Forza Italia a Lugo)

domenica 5 febbraio 2017

BERLUSCONI: “I GIUDICI EUROPEI TENGANO CONTO DELLE SCADENZE ELETTORALI”

Incontro in treno - Selfie con i fan, battute su Renzi e messaggi ai giudici di Strasburgo: “Io potrei tornare ad essere il candidato alla Presidenza del Consiglio"
di Davide Vecchi | “Anche questo treno l’ho fatto io: abbiamo modernizzato l’Italia”. Silvio Berlusconi non cambia mai. Ma tutti i torti non li ha: il suo governo diede il via libera all‘Alta velocità e fu lui a inaugurare il Frecciarossa sul primo Milano-Roma il 29 marzo 2009. Col berretto da capotreno trasformò l’occasione per dare spettacolo. Battute, gag e quell’“andate più piano” scandito ironicamente ai macchinisti superati i 300 chilometri orari. Poteva essere spensierato. All’epoca. Da quel marzo di otto anni fa è cambiato tutto. Fronte politico, aziendale, familiare, di salute. Condannato in via definitiva, decretato ineleggibile, divorziato a suon di milioni, costretto a cedere parte delle sue società, più volte ricoverato per diversi interventi, ultimo quello al cuore. Insomma: dovrebbe essere un uomo stanco e privo di entusiasmo, come raccontano i suoi avversari politici. Invece, a vederlo, nulla sembra più falso. “L’è semper lù”, dice un milanese andandosene soddisfatto dopo aver scattato un “selfie col presidente” e telefonando alla moglie per comunicarle l’epocale evento. Un incontro fortuito. Inatteso. Incontro che avviene proprio sul Frecciarossa. Là dove non ti aspetti di trovarlo. O lo immagini blindato dalla scorta e inavvicinabile. Invece è lì, sempre a caccia di contatti umani per vincere la solitudine. La notizia, buona o cattiva che sia a seconda dei gusti, è che è vero: “l’è semper lù”. Berlusconi da tempo ha lasciato aerei e auto blu, si muove tra Milano e Roma sui treni ad alta velocità. “In meno di tre ore arrivo da Roma a Milano e nel frattempo posso lavorare, discutere con i miei collaboratori o scambiare qualche parola con gli altri viaggiatori. È un piacere e il contatto con le persone è sempre importante”. Nel vagone ci sono una decina di persone. Lui gigioneggia. Racconta storielle, pettegolezzi, aneddoti. Si lascia fotografare. Canticchia divertito le ultime canzoncine su Matteo Renzi e Maria Elena Boschi che gli arrivano sul telefono. “Questa è sulle note di Pippo non lo sa”. Sembra in gran forma. Pronto magari anche a ricandidarsi premier, se – come lui continua a ripetere – la sentenza della Corte di Strasburgo gli restituirà lo status di eleggibile. Il centrodestra senza di lui ha perso la sua compattezza e veleggia diviso, lontanissimo dal Pd e dai 5 Stelle. Proviamo a chiederglielo, ma lui ha la fissa di Strasburgo. “La sentenza europea non riguarda un qualunque cittadino europeo, che comunque avrebbe diritto a ottenere giustizia in tempi accettabili”. La prende larga. “Dalla sentenza dipende non solo il giudizio sulla storia italiana degli ultimi anni, ma anche il futuro della democrazia in un importante Paese europeo come il nostro. Per questo i tempi della sentenza devono tener conto delle prossime scadenze elettorali”. Si ricandiderebbe o no?

venerdì 3 febbraio 2017

FORZA ITALIA PRESENTERA’ UNA SUA PROPOSTA DI LEGGE ELETTORALE


Il Presidente Silvio Berlusconi ha insediato oggi il “tavolo di lavoro” di Forza Italia sulla legge elettorale.
Nel corso della riunione si sono ribaditi i criteri che Forza Italia considera necessari per andare al voto: una legge elettorale che consenta un’effettiva corrispondenza fra il voto espresso dagli italiani e la rappresentanza in Parlamento, insieme alla governabilità, evitando correttivi maggioritari che – nell’attuale quadro politico frammentato - potrebbero affidare la guida del paese a una ristretta minoranza, ed aggravare così ancora il distacco fra istituzioni e cittadini. Forza Italia considera anche necessario che il rapporto fra elettori ed eletti sia garantito attraverso strumenti realmente efficaci, evitando in ogni caso il ricorso al voto di preferenza, strumento falsamente democratico di corruzione e di distorsione della volontà popolare. Forza Italia ricorda che dopo quattro governi non eletti dal popolo – l’ultima volta che gli italiani hanno potuto scegliere da chi essere governati è stato nel 2008, quando è nato il Governo Berlusconi - è urgente ridare la parola ai cittadini. Ma questo non può avvenire senza tener conto delle necessità di leggi elettorali omogenee fra Senato e Camera, e coerenti fra loro. In assenza di ciò si rischia una nuova situazione di ingovernabilità e di accresciuta confusione. In questo senso il Capo dello Stato ha dato indicazioni chiare e perfettamente condivisibili.
Nei prossimi giorni Forza Italia presenterà una sua proposta di legge elettorale, verificando la possibilità di un percorso comune del centrodestra su questa materia, per arrivare comunque a una soluzione che deve avere la più larga condivisione possibile, al di là degli schieramenti parlamentari

giovedì 2 febbraio 2017

FINALMENTE IL PD RAGGIUNGE IL 40%: L’INDICE DI DISOCCUPAZIONE GIOVANILE-



Marcello Fiori Istat: la disoccupazione giovanile risale al 40,1% Il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni risale a dicembre superando quota 40%. Lo rileva l'Istat spiegando che la quota di disoccupati sul totale degli attivi in quella fascia di età (occupati e disoccupati) a dicembre è al 40,1%, in aumento di 0,2 punti percentuali sul mese precedente, al livello più alto da giugno 2015. Il tasso di disoccupazione a dicembre è al 12%, stabile su novembre (dato rivisto al rialzo da 11,9% a 12%) e in rialzo di 0,4 punti su dicembre 2015. L'Istat ricorda poi che è il livello più alto da giugno 2015 (12,2%). I disoccupati raggiungono quota 3.103.000 con un aumento di 9.000 unità su novembre e di 144.000 unità su dicembre 2015. Ancora in calo gli inattivi tra i 15 e i 64 anni con -15.000 unità su novembre e -478.000 unità su dicembre 2015. Il tasso di inattività è stabile sui minimi storici al 34,8%. A dicembre gli occupati sono rimasti sostanzialmente invariati su novembre (+1.000 unità) mentre sono cresciuti di 242.000 unità su dicembre 2015 (+1,1%). Secondo l'Istat gli occupati nel complesso registrati nel mese sulla base dei dati destagionalizzati erano 22.783.000. IL tasso di occupazione è al 57,3%, invariato rispetto a novembre e in aumento di 0,7 punti su dicembre 2015. Sono aumentati i lavoratori dipendenti con +52.000 unità su novembre (soprattutto a termine) mentre gli indipendenti sono diminuiti di 52.000 unità.

martedì 31 gennaio 2017

BERLUSCONI: IO DI NUOVO CENTRALE E TORNANO A COLPIRMI


La mia intervista di oggi al Messaggero Silvio Berlusconi·Domenica 29 gennaio 2017 di Barbara Jerkov
Un nuovo rinvio a giudizio per la vicenda Ruby. Da anni finanzierebbe generosamente decine di cosiddette olgettine... una vicenda destinata a non chiudersi mai, presidente Berlusconi?
Sono senza parole. Siccome credo in questo paese e nelle sue istituzioni, ritengo grave e inaccettabile che uomini e risorse dell'apparato giudiziario vengano utilizzati per perseguire un disegno ai miei danni e ai danni dei milioni di italiani che da vent'anni danno fiducia alla mia persona, a Forza Italia e al centrodestra. Forse non tutti sanno su cosa di basa questa specie di inchiesta. Il cosiddetto processo Ruby, pur concludendosi con un'assoluzione, ha danneggiato in modo drammatico la reputazione delle persone coinvolte. Molte ragazze sono state fatte passare letteralmente per prostitute. Sono state ridicolizzate, gettate in pasto alla curiosità più morbosa, sostanzialmente violentate senza alcun rispetto per la loro dignità di donne. Questo anche senza essere, in molti casi, neppure inquisite, senza aver alcuna colpa se non quella di aver cenato a casa del Presidente del Consiglio. Insomma, vite rovinate. Molte di loro, che ambivano a lavorare nel mondo dello spettacolo, si sono viste chiudere tutte le porte, anche a Mediaset. Sono saltati matrimoni e relazioni affettive. Con la qualifica di
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