domenica 23 maggio 2010

SOLDI CON.AMI PER IL DEBITO DELL’AUTODROMO? IL PDL INSORGE

II COMMENTI REGIONALI: AGENZIA DIRE

IMOLA - "La conclusione e' che a pagare saranno sempre e solo i cittadini, e stavolta non solo quelli di Imola e del suo circondario". Dopo la notizia che il ConAmi e' disponibile a saldare buona parte dei debiti di Formula Imola, tirando fuori tre milioni di euro, in Comune si mobilita anche l'opposizione. Sulla questione, infatti, intervengono i consiglieri Pdl e Ucd, Simone Carapia e Andrea Zucchini. Intanto dubbi arrivano anche dal Comune di Faenza.  "Dopo aver affidato in modo sprovveduto la gestione della risorsa infrastrutturale più importante del territorio a società che non si sono dimostrate all'altezza- afferma Carapia- ed essere entrati frettolosamente con il ConAmi nella gestione, chi governa il territorio cerca di correre ai ripari con questa operazione salvataggio che impegna ulteriori risorse dei cittadini del territorio imolese, e non solo". Ad essere coinvolti, infatti, sono i 23 Comuni delle province di Bologna, Ravenna e Firenze, che fanno parte del Consorzio.  Dopo Imola, il socio più importante e' il Comune di Faenza, ma il sindaco, Giovanni Malpezzi, e l'assessore ai Rapporti con le società partecipate, Germano Savorani, hanno spiegato di "non conoscere abbastanza la situazione". Un fatto "strano", secondo Zucchini: "Come mai il sindaco di Faenza e l'assessore non ne sanno nulla? A Faenza non sanno che una parte dei soldi pubblici che andranno a salvare Formula Imola sono anche faentini?", chiede. Intanto, però, nella Provincia di Ravenna, il consigliere Pdl, Vincenzo Galassini, ricorda di averlo sottoposto più volte la questione all'Ente di piazza dei Caduti, attraverso diverse interrogazioni. Nell'ultima, datata 19 febbraio, cioè due giorni dopo la sentenza di fallimento di Formula Imola, Galassini chiedeva alla Provincia di Ravenna se c'era il rischio che Conami avesse dovuto farsi carico dei debiti della società.  
All'ente ravennate, il consigliere Pdl ricorda che l'operazione che porto all'ingresso di Conami in Formula Imola, "era finanziata con le reti dell'acqua, con la rete del gas, con le tariffe dei rifiuti, i cittadini della Provincia di Ravenna (Brighella, Faenza, Riolo Terme, Casola Valsenio, Castel Bolognese, ecc.)". Un fatto "anomalo", osserva, perchè" i cittadini della provincia di Ravenna si sarebbero ritrovati anche l'autodromo d'Imola in Provincia di Bologna, non attinente ai servizi delle reti acqua".  Piu' in generale, secondo Galassini, "la scelta di costituire il Consorzio Ami fu voluta dai Comuni soci, dalla sola maggioranza di sinistra (Pci, Pds, Ds, Pd), per mantenere il controllo dello sviluppo del territorio in ambito locale". A Imola, intanto, il consigliere Ucd Andrea Zucchini, chiede che il sindaco, Daniele Manca, e l'assessore all'Autodromo, Monica Campagnoli, relazioni sulla questione nella prossima commissione Autodromo.  Intanto, a mettere con le spalle al muro il sindaco di Faenza Malpezzi e' anche il Pdl faentino, che attraverso una lunga e dettagliata interrogazione firmata dalla consigliera Raffaella Ridolfi, in  cui si ricostruiscono tutte le ultime vicende di Formula Imola, chiede al sindaco "se ritenga opportuno fare chiarezza sulla vicenda, convocare il presidente ConAmi ed il rappresentante di Faenza in Consiglio di amministrazione, per riferire in Consiglio Comunale", e ancora, "quali interventi ha realizzato ConAmi nel territorio di Faenza", e soprattutto "quali interventi saranno  inficiati da un esborso di tre milioni di euro da parte di ConAmi per farsi carico del buco di Formula Imola".  E un'interrogazione analoga, da quanto fa sapere il consigliere provinciale, Vincenzo Galassini, verrà presentata al presidente della Provincia di Ravenna, "e anche in Regione". Il rappresentante del Comune di Faenza, secondo Comune dopo Imola per quota di capitale posseduta, osserva Ridolfi riferendosi all'ex sindaco di Casola Valsenio, Giorgio Sagrini, "non ha provveduto ad informare il sindaco e a renderlo partecipe della vicenda e delle problematicità e a condividere una linea di condotta da tenere in seno al Consiglio di amministrazione di ConAmi. (Dire)

TAGLIARE GLI INCENTIVI ALLE ENERGIE RINNOVABILI

UN APPELLO AL GOVERNO E AL MINISTRO  TREMONTI.

E’ bene sapere che per le  energie rinnovabili che daranno un contributo al fabbisogno elettrico nazionale risibile e  inutile, é prevista per l’Italia, grazie alle sovvenzione a carico di tutti noi, una spesa di 50 miliardi al 2020 che lieviterà a 100 miliardi al 2027. Parola del presidente dell’Autority per l’energia, Ortis. In particolare, per il fotovoltaico va detto che a fine 2010, quando si prevede l’installazione di una potenza solo nominale di 2,5 GW (Giga=1 miliardo), questo costerà ai cittadini (voce A3 bolletta elettrica), in virtù del conto energia  ben 43 miliardi in 20 anni, con un ritorno di 7,5 miliardi circa. Con detti 43 miliardi, invece, si potrebbero costruire 10 centrali nucleari da 1,5 GW ognuna con un ritorno di 900 miliardi nell’arco della loro vita (costo normale 1 KWh=10 centesimi di euro).
Insomma, chi usa le  energie rinnovabili, incentiva, danneggia tutti noi. Facciamoli smettere. Il governo rifletta e agisca. Vincenzo Galassini

venerdì 21 maggio 2010

CONCITA, LA PROLETARIA

Durante l’ultima puntata di Ballarò, la direttora dell’Unità Concita De Gregorio- che durante il dibattito si è sempre schierata in prima fila nella difesa della “classe lavoratrice” e dei “precari” a suo dire vessati dal governo - sfoggiava uno splendido paio di scarpe firmate Roger Vivier. Probabilmente i telespettatori a casa non ci hanno fatto caso, ma Bocchino, in studio, le ha notate.
 Si tratta di accessori di gran classe, molto lussuosi, il cui prezzo si aggira sui mille euro almeno. Le scarpe Roger Vivier sono così esclusive che perfino a Roma è difficile procurarsele: bisogna ordinarle apposta e farle arrivare.
Niente male per la proletaria Concita. Va bene che la rivoluzione non è un pranzo di gala, ma se la si deve fare, tanto vale essere ben vestiti.

E IO PAGO: CONAMI IMOLA PAGA PER IL FALLIMENTO DELL’AUTODROMO A CARICO DEI CITTADINI

LA LINEA E’ DETTATA DA SAGRINI EX SINDACO DI CASOLA IN RAPPRESENTANZA DEI SINDACI DEI COMUNI CHE NON SANNO NULLA?

LA DENUNCIA SULLA STAMPA DI OGGI, ANCHE SE DENUNCIATA DA SEMPRE DAL PDL

Per salvare Formula Imola, la società che gestisce l'Autodromo "Enzo e Dino Ferrari", dichiarata fallita lo scorso 17 febbraio dal Tribunale di Bologna, il ConAmi pagherà' buona parte dei debiti (tre milioni di euro su quattro e mezzo) di tasca sua. E i membri del Cda, dove sono rappresentati i 23 Comuni che ne fanno parte, sono d'accordo nel seguire questa strada. Tra coloro che hanno votato a favore l'ex sindaco di Casola Valsenio, Giorgio Sagrini. Infatti, secondo quanto fa sapere il rappresentante dell'area faentina all'interno del Consorzio, "negli ultimi consigli d'amministrazione il presidente Montroni ci ha informato sulla situazione e abbiamo valutato le proposte. Io ho votato a favore, ma c'e' stata l'unanimità". Mentre la procedura fallimentare di Formula Imola andava avanti, il presidente ed ex assessore all'Autodromo di Imola, Daniele Montroni, avrebbe messo sul tavolo dei consiglieri una proposta simile: o si interviene economicamente per tacitare i creditori, oppure si rischia far finire all'asta la società', e di perdere anche la quota di ConAmi (che detiene il 20% di Formula Imola). E così', il Consorzio pubblico (che nasce dall'ex municipalizzata di Imola), attraverso una società' creata ad hoc (Aton), in questi giorni sta offrendo ai 160 fornitori la copertura del 70% del credito.
"Abbiamo deciso di intervenire per l'importanza che ha l'Autodromo, non solo per Imola, ma per tutto il territorio", riferisce Sagrini. E di questo territorio fa parte anche Faenza, che dopo Imola e' il Comune socio più' importante dentro Conami: una parte dei soldi pubblici che andranno a salvare Formula Imola sono anche faentini. Ma ne' il neosindaco, Giovanni Malpezzi (Pd), ne' l'assessore con delega ai Rapporti con le società' partecipate, Germano Savorani, sembrano essere a conoscenza della situazione: "Al momento non posso esprimermi, non sono abbastanza informato- spiega il sindaco di Faenza- nei prossimi cda vedremo quali sono le ipotesi alternative per tutelare il ConAmi". Gli fa eco Savorani (che e' anche ex assessore al Lavoro della Provincia di Ravenna): "Non ne so abbastanza per poter dichiarare".  Intanto, nessun altro dei 23 Comuni che fanno parte del Consorzio ha protestato contro la linea dettata da Imola. "L'Autodromo e' un punto d'eccellenza per tutto il territorio- ribadisce Sagrini- e deve essere preservato". Per questo motivo, spiega, "il Consorzio ha ritenuto giusta la sollecitazione venuta dal Comune di Imola". Cioè' la messa a disposizione di tre milioni di euro per salvare la società'. Ma non e' detto che la 'generosità'' di ConAmi basti a far tornare 'in bonis' Formula Imola: i creditori hanno tempo fino alla fine di questa settimana per far valere i propri diritti nello stato passivo della società', e basta che uno solo di loro si insinui per far andare avanti la procedura fallimentare.
A questo punto resta da capire se l'offerta di ConAmi ai creditori e' condizionata rispetto al salvataggio della società': se il fallimento dovesse andare avanti, il Consorzio salderà' comunque il 70% dei debiti di Formula Imola?

giovedì 20 maggio 2010

E IO PAGO!: PENSIONI A SINDACI E ASSESSORI

CI MANCA ANCHE QUESTA. PRESIDENTE BERLUSCONI VADA AVANTI E CACCI VIA ONOREVOLE E SENATORI DEL PDL CHE PROPONGONO QUESTA NEFANDEZZE. BASTA DUPLICI INCARICHI SOTTOGRETARI, ONOREVOLI, ECC. 
Verona –  Follia della casta: pensioni a sindaci e assessori!  - Se non lo avessi verificato con i miei occhi non ci crederei! Sta per arrivare a conclusione in Commissione Lavoro della Camera la Proposta di Legge n. 2875 (a firma dei deputati Pd Gnecchi, Giovanelli, Codurelli) che prevede che gli enti locali eseguano versamenti …“per i sindaci, per i presidenti di provincia, per i presidenti di comunita’ montane, di unioni di comuni e di consorzi fra enti locali, per gli assessori provinciali e per gli assessori dei comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti, per i presidenti dei consigli dei comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti, per i presidenti dei consigli provinciali, che non risultino iscritti ad alcuna forma previdenziale, di una cifra forfetaria annuale presso la Gestione separata dell’Istituto nazionale della previdenza sociale. La medesima disposizione si applica per i presidenti dei consigli circoscrizionali nei casi in cui il comune abbia attuato nei loro confronti un effettivo decentramento di funzioni e per i presidenti delle aziende anche consortili.” Attualmente la legge lo prevede, giustamente, per i lavoratori dipendenti e autonomi che vadano in aspettativa non retribuita. Si tratta di persone che lasciano temporaneamente il loro lavoro nella società civile per svolgere un servizio a favore della collettività (almeno così dovrebbe essere).
E’ facile e spontaneo porsi una domanda: chi sono coloro che non vanno in aspettativa non retribuita? Tutti coloro che non risultano iscritti ad alcuna forma pensionistica, cioè i politici di professione. La Ragioneria Generale dello Stato ha valutato in 40 milioni di euro all’anno (circa 75 miliardi di vecchie lire) il maggior costo a carico dello Stato. Durante l’iter in Commissione anche esponenti del Pdl si sono espressi favorevolmente sul progetto di legge. L’inciucio dunque appare possibile! Ci vuole subito una mobilitazione generale contro questa nuova porcheria che la casta vuol favore a favore di se stessa! di Antonio Borghesi

FAENZA VILLA AGNESINA:. QUALI I COSTI E SE SONO STATE RISPETTATE TUTTE LE NORME?

INTERPELLANZA ALLA PROVINCIA DI GALASSINI E RIDOLFI
Nei giorni scorsi abbiamo  appreso di alcune critiche in merito ai lavori svolti a Villa Agnesina  per ricavare un centro per malati terminali. Non essendo stati invitati all’inaugurazione mi sono recato in loco e purtroppo ho dovuto constatare che le critiche sollevate avevano un loro fondamento.
Al piano terreno l’obitorio è visibile dai passanti e dai malati; Sono stati abbattuti tanti alberi di alto fusto si parla di 95 alberi e alcuni rimasti sono secchi; Non è tutelata la privacy  dei malati essendo visibili da tutti; Sarebbe stato opportuno utilizzare i locali per garantire ad ogni malato una stanza singola così come a chi li assiste invece in una stanza ci sono due posti letto; E’ stata ignorata la volontà testamentaria che poneva un vincolo per “l’infanzia” e non per “il fine vita”; E’ stata svolta una partita di calcio per finanziare fondi per “Villa Agnesina”;
CHIEDIAMO: se il progetto é stato approvato o visionato dagli organi della Provincia e chi si è assunto la responsabilità di esprimere parere di congruità finanziaria sull’intervo (costi e benefici);  da chi è stata progettata l’opera; Se l’intervento ha ottenuto il parere della Soprintendenza ai beni ambientali e della commissione comunale ai beni ambientali; Il costo complessivo dell’opera e la divisione della spesa fra gli enti finanziatori con l’analisi costi e benefici; Se l’opera è stata completamente finanziata; A chi fa capo la gestione di Villa Agnesina e il costo annuale. La gestione della struttura è stata assegnata con gara ad avviso pubblico; E’ previsto il rimpianto e degli alberi abbattuti come prevedono le norme del PRG vigente a Faenza.
Conoscere il rapporto Opere Pie, Coop in Cammino, Comune di Faenza, ASL Ravenna  e Provincia di Ravenna e la durata della convenzione.  

mercoledì 19 maggio 2010

I 400 MILAEURO CHE NON VANNO PROPRIO GIU’ AI FAENTINI

Sintesi ripresa da www.faenzanet.it
Si scopre ora che in febbraio mentre migliaia di faentini erano in difficoltà economiche, la Giunta Casadio un mese prima di abbandonare le poltrone, ha liquidato 100.000 euro di consulenze per il Festival dell'Arte Contemporanea.
Davvero uno spreco a favore della contestatissima manifestazione planata su Faenza non si sa da dove. L'attuale Sindaco puntò  il dito contro il FAC, il suo sperpero di denaro pubblico e la sua fondamentale inutilità per i faentini con forti spese (a carico del cittadino) e scarsissima resa senza sostanzialmente coinvolgere la città ed il suo tessuto economico. Grande enfasi mediatica, ma poche presenze nemmeno paragonabili ad altri eventi di prestigio (Argillà, Mei, Palio, Enologica, Nott de Biso' ecc. ) .   Ha poi destato preoccupazione in un'ìntervista su La Voce, il pensiero dell'Assessore alla Cultura (il casolano Massimo Isola), che invece che annunciare il de prufundis per questo costoso carrozzone ha parlato di un "Festival all'anno della svolta".  Tutta Faenza chiede che quanto promesso in campagna elettorale sia mantenuto e che dopo quest'anno, momento in cui scade la convenzione triennale per l'organizzazione di questa iniziativa, non più un singolo euro sia devoluto per il FAC evento che gli organizzatori potranno benissimo replicare ma non certamente con risorse pubbliche manfrede.
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Nella "Voce" di domenica un ampio articolo ha affrontato nuovamente il problema FAC. Si riporta ad esempio il contributo di 100.000 euro che il Comune di Faenza -precedente gestione- ha dato ad una società di Bologna per organizzarlo, oltre alle interrogazioni che dall'opposizione si alzano all'unisono con molta parte della città. Il caso ha voluto che nella stessa giornata l'ufficio stampa del Comune raccontasse del bando pubblico per la vendita dell'ex scuola di Cosina: base d'asta (sempre che si ottengano dato che 2 aste precedenti sono andate deserte) 145.000 euro.  In pratica avviene quindi che il Comune è costretto da una parte a vendere i propri 'gioielli di famiglia', nello specifico un'antica scuola/asilo, per nemmeno coprire un'annualità di fantomatici Festival d'Arte.....  
Ed oltre al costo del Comune di 400.000/450.000 euro non va dimenticato che altre spese gravano sulle tasche dei contribuenti faentini per il medesimo evento. In questi giorni dovrebbe avere preso servizio un dipendente assunto dal Comune appositamente per coadiuvare nell'organizzazione del FAC. Insomma quasi un pozzo senza fondo.

OPPOSIZIONE, SEI UNICA

Muore un soldato e subito «ritiriamoci», non muore un soldato e chissenefrega: fine della politica estera dell'opposizione.
Pierluigi Bersani, circa le truppe inviate in Afghanistan, ha detto che occorre riflettere «come sta facendo il presidente Obama»: forse ignora che Obama ha triplicato i soldati rispetto a quelli spediti da Bush.
Poi, vabbeh, c'è Di Pietro. Solo ieri ha lanciato un referendum sul nucleare, uno sull'acqua, uno sul legittimo impedimento, poi è andato in tournee giudiziaria a Firenze, poi ha fatto dichiarazione sulle primarie, poi una sulla Grecia, poi ha polemizzato con Gasparri, infine eccoti l'analisi geopolitica sull'Afghanistan: «Siamo passati dalla guerra al terrorismo alla guerra guerreggiata».
Chiaro. A casa,dunque. Parliamo di uno che nel 1999 era stra-favorevole alle truppe in Kosovo (disse che bisognava bombardare anche a Pasqua) e due mesi dopo divenne pacifista gettando dei fiori bianchi nell'Adriatico: «Si possono uccidere persone innocenti? Si può, dall’alto delle nuvole, buttare bombe a grappoli?».
Parliamo di uno che nel 2004 era stra-favorevole alle truppe in Iraq e che poi, dieci mesi dopo, riuscì a esporre la bandiera arcobaleno assieme a quella degli Stati Uniti prima di chiedere il nostro immediato ritiro: «La guerra in Iraq va definita come un’occupazione».
Opposizione, sei unica.

PROVINCIA: NOMINATI I NUOVI ASSESSORI

OGGI L’INSEDIMENTO IN CONSIGLIO PROVINCIALE
Il Gruppo FI- PDL prende atto delle comunicazioni del Presidente Giangrandi sulla nuova nomina di tre assessori provinciali riportandoli in quota 11. Come già anticipato alla stampa la scelta ci sembra sbagliata in quanto i nuovi assessori non rimarranno in carica nemmeno un anno. La nuova legge, senza aver tolto le Province perché è necessario la riforma costituzionale, prevede per la nostra provincia nel 2011 la nomina di soli 6 assessori e ben 6 consiglieri in meno. Una scelta a a nostro parere giusta. Pertanto è improponibile la nomina di tre assessori. Giusta la nomina o la sostituzione di un assessore con l’incarico di Vice Presidente dopo la scomparsa prematura del Vicepresidente.  I  Sindaci la prossima settimana  e forse il Presidente Giangrandi scendano in piazza a dimostrare contro il governo. Un buon esempio sarebbe stato  il taglio delle spesa della provincia. Abbinare le deleghe ad altri assessore era più che opportuno considerato che un assessorato per oltre 18 mesi, è stato mandato avanti senza sostituzione, dal Presidente. Una speculazione politica alle spalle dei cittadini con un aumento di spesa in un momento che l’Italia, per buon finire come la Grecia, dovrà tagliare le spese, Vincenzo Galassini Capo Gruppo FI-PDL Provincia Ravenna

TAGLIO DELLE SPESE

AVANTI PRESIDENTE BERLUSCONI COME CHIEDONO I SUOI ELETTORI.
Il dato di fondo è l’eccesso di Stato dagli anni 70. A distanza di anni possiamo toccare con mano il risultato finale di quella impostazione. Il moltiplicarsi dei livelli di decisione - dai municipi  alo Stato centrale “passando per i Comuni, Province, Comunità montane, Regioni e Authority e via dicendo - come, in un gioco di specchi ha reso tutto enormemente costoso. E non solo per le spese vive che quella complessa organizzazione ha comportato. Ma per la paralisi indotta dal sovrapporsi di competenze e funzioni. Un potere di veto assoluto che ha fatto lievitare le spese e ritardato all’infinito la modernizzazione del Paese. Mentre l’estero si organizzava su basi completamente diverse: taglio dei costi, razionalizzazione delle strutture produttive, semplificazione e così via. Ma servono realmente, in Italia 1.000 parlamentari, 1.616 consiglieri regionali e quasi 4.000 consiglieri provinciali, più di 200.000 consiglieri comunali, per non parlare delle 170 comunità montane, dei 20 municipi romani, dei 10 milanesi e così via. Un esercito che trascina con sé una sussistenza fatta di migliaia e migliaia di dipendenti: dirigenti, autisti, faccendieri e così via.
Quando si parla di costo della politica è a questo che si deve pensare, altro che devolvere una mensilità di qualche parlamentare bendisposto verso l’obolo o il ridicolo taglio del 5% dello stipendio. Il grande sviluppo tecnologico in questi ultimi anni ha esteso i confini della conoscenza e del controllo in tempo reale.
Ha creato strutture a rete fin troppo pervasive. Il privato ne ha catturato le potenzialità, adeguando le strutture organizzative. Ha sostituito i grandi santuari della produzione con dei network flessibili e in grado di rispondere ai rapidi mutamenti del mercato. Semplice traduzione, in termini economici, delle esigenze dei cittadini. Solo gli istituti della democrazia – sempre più presunta e meno effettiva – sono rimasti immobili: cristallizzati nel tempo che fu. Dovremmo disboscare, razionalizzare, introdurre la logica dei “costi/benefici”. Altrimenti tutto sarà inutile.
Coraggio Presidente Berlusconi lo chiede chi l’ha votato!