sabato 5 ottobre 2013

I DEMOCRISTIANI E LA NUOVA FORZA ITALIA

Quello che sta succedendo in Italia mi riporta indietro e mi ricorda come fu per molti inquietante che una infima parte dei socialisti negli anni '90 si alleassero con quei comunisti italiani ed i loro eredi che hanno lasciato morire Craxi in esilio per cancellare la storia del socialismo democratico e far dimenticare gli errori e gli orrori dei comunisti. Chi si è potuto battere allora e può con...tinuare oggi a battersi per la giustizia e la libertà grazie a Silvio Berlusconi non può permettere che quella storia si ripeta, non si può continuare ad essere alleati con chi dopo vent'anni di persecuzione vuole eliminare l'ultimo baluardo di libertà. La storia di Forza Italia e di Berlusconi deve essere difesa da chi la vuole infangare. Le larghe intese potevano essere una occasione di pacificazione e di riconoscimento delle ragioni dei moderati italiani e l'apertura di una nuova stagione ma il Pd oggi come il PCI PDS DS ieri ha dimostrato anche in questi mesi di conoscere una sola politica: quella dell'odio e della verità che conviene al Partito. Si possono promuovere, esaltare e riciclare, a tutti i livelli, personaggi che hanno espresso solidarietà agli stalinisti che schiacciavano nel sangue chi reclamava libertà nei paesi dell'Est, ma si devono perseguitare in tutti i modi i grandi democratici che si sono battuti per un Italia migliore ed hanno realizzato cose importanti per il bene comune come Craxi e Berlusconi soprattutto se hanno impedito che la sinistra illiberale conquistasse il potere.




Per questo le misere divisioni di oggi fra coloro che hanno lavorato per l'affermazione di Forza Italia vanno, se è possibile superate, per riconsegnare a Berlusconi la effettiva guida dei moderati da parlamentare o da perseguitato. Facciano tutti un passo indietro e chiedano a Berlusconi di fare un passo avanti proprio in questo momento. Chi lavorasse per operazioni di basso profilo e di mero opportunismo convenienti solo al PD che è minoranza nel Paese, farebbe un pessimo servizio all'Italia e si renderebbe responsabile di consegnare ai conservatori della sinistra, ormai succube di egoistici poteri antipopolari e di interessi antinazionali, il futuro del nostro paese facendolo precipitare verso un regime assolutamente illiberale fatto di vessazioni fiscali e di assoluto impoverimento economico.

giovedì 3 ottobre 2013

I DEMOCRISTIANI E LA NUOVA FORZA ITALIA


di Arturo Diaconale. - Se è vero ciò che diceva Rino Formica, che “la politica è sangue e merda”, non si può non rilevare che negli ultimi giorni abbiamo visto solo merda. Può essere che il sangue si veda in seguito. Ovviamente in senso metaforico. Ma, di sicuro, il tentativo dell’asse Napolitano-Letta di eliminare una volta per tutte Silvio Berlusconi con il sostegno della “quinta colonna” guidata da Angelino Alfano presente nel Pdl fin dai tempi del governo Monti, non fa parte della politica fatta con il sangue e la passione. L’operazione era diretta a spezzare il Cavaliere aggiungendo al calvario giudiziario che lo aspetta l’umiliazione della sconfitta sul terreno politico-parlamentare per mano del suo “delfino”.Ma Berlusconi, per nulla disposto a fare la fine di Cesare che si avvolse nella toga per non vedere le pugnalate dei suoi, si è piegato e non si è spezzato. Alfano-Bruto ha inferto il suo colpo. La “quinta colonna” dei diversamente democristiani è uscita allo scoperto. Ma Silvio-Cesare ha capito che la sollevazione guidata dal figlioccio lo avrebbe liquidato politicamente prima ancora della eliminazione per via giudiziaria. E ha compiuto il colpo di teatro: spiazzato i congiurati annunciando la fiducia al governo di chi lo voleva e lo vuole cancellare dalla scena politica. Neppure quella di Berlusconi è stata una scelta di passione. La politica alta non c’entra nulla in questa vicenda.
 È stata una decisione dettata solo dalla esigenza di ridurre al massimo i danni. Che gli consente di rimanere, sia pure ammaccato e claudicante, sulla scena politica. E gli dà il tempo per avviare una strategia non tanto diretta all’impossibile ricomposizione di un partito ormai spaccato in maniera irreversibile, quanto di intraprendere un percorso diretto a dare vita a un soggetto politico completamente nuovo e diverso rispetto all’attuale Pdl.
Non si tratta di un’operazione facile. Perché, all'indomani dello sgambetto compiuto ai suoi danni dai cortigiani, la tendenza naturale sarebbe di costruire il nuovo soggetto sulla base del solo criterio della fedeltà personale. Ma serve al Cavaliere e all’Italia un partito composto solo dai falchi non traditori? La risposta è scontata. Così come appare fin troppo evidente, alla luce di quanto avvenuto nelle ultime ore, che in politica la fedeltà personale è sempre relativa e mai assoluta.
 Lo sforzo di Berlusconi, proprio perché tra non molto avrà un’agibilità politica ridotta e una libertà personale sicuramente compressa, dovrebbe essere quello di bilanciare la fedeltà con la capacità. Gente nuova, espressione non solo di interessi ma anche di idee, capace di mescolarsi con i falchi e con i fedelissimi rimanendo però assolutamente distinta e separata dagli uni e dagli altri.
Se l’obiettivo è contribuire con questo nuovo partito alla formazione di una forza di centrodestra simile a quella rappresentata in Europa dal Partito Popolare, è bene tenere presente che nei popolari europei non ci sono solo i cattolici e i democristiani ma anche i moderati e i conservatori ispirati ai valori della laicità e delle libertà individuali. I “diversamente democristiani” andranno con Casini, Monti e Cesa? Berlusconi faccia il partito liberale e conservatore italiano!



mercoledì 2 ottobre 2013

martedì 1 ottobre 2013

VENERDI 4 OTTOBRE PARTECIPA CON FORZA ITALIA RAVENNA, A ROMA ALLA MANIFESTAZIONE: “SIAMO TUTTI DECADUTI” ALLA PRESENZA DI BERLUSCONI


Partecipa  alla manifestazione a Roma alle ore 17. Il pullman parte da Faenza, piazzale Pancrazi alle ore 10, Russi alle ore 10,15; Ravenna Pala D’Andrè 10,30. Per informazioni: 339 8628941


lunedì 30 settembre 2013

NON LASCIO IL PAESE IN QUESTE CONDIZIONI



  • Cari Amici, la stabilità di governo è un bene se si nutre di due cose: un governo capace di lavorare bene e una maggioranza unita sulle cose da fare e fondata sul rispetto reciproco.
     Invece nelle ultime settimane abbiamo avuto un governo capace solo di rinviare, di proporre il blocco dell'Iva aumentando altre tasse, di tagliare l'Imu solo a metà per ricattare il Pdl e costringerlo a stare al governo, un governo prono rispetto ai diktat dei burocrati dell'Unione europea.
  • Abbiamo avuto il nostro maggior alleato, il PD, che si vergogna di stare in un governo "contro natura" e che per bocca di tutti i suoi esponenti di vertice annuncia l'intenzione di buttare fuori dal Parlamento il leader del partito alleato, violando la Costituzione. In questo modo assecondano gli istinti della loro base, nutrita da venti anni nell'odio contro di me e pensano di chiudere una partita che dura dal 1994.
  • Abbiamo pazientemente offerto soluzioni a ogni livello istituzionale per evitare di fare precipitare la situazione. Non ci hanno voluto ascoltare.
  • Per questo ho deciso di chiedere ai ministri PDL di dare le proprie dimissioni. So bene che è una scelta dura e impopolare. Ho previsto tutte le accuse che mi stanno rovesciando addosso in queste ore e anche lo sconcerto di parte del nostro elettorato, preoccupato giustamente della situazione economica e sociale.
  • A loro dico di non credere a coloro che da vent'anni hanno bloccato le nostre riforme per cercare di eliminarmi dalla scena politica. Sono gli stessi che oggi mi dicono di non anteporre me stesso al bene dell'Italia. Ciò non è mai stato in discussione per me e per la mia forza politica, in tutti questi anni.
  • Noi siamo quelli che negli anni Novanta hanno salvato i governi della sinistra quando non avevano maggioranza sulla politica estera. Noi siamo quelli che hanno voluto Monti, Bonino, Prodi in posizioni di vertice in Europa, perché italiani. Noi siamo quelli che non abbiamo mai lavorato all'estero contro il governo italiano quando eravamo all'opposizione. Noi siamo quelli che due anni fa hanno votato contro l'arresto di un senatore del PD, nello stesso giorno in cui loro votavano per far arrestare un nostro deputato, che fu peraltro scarcerato dopo alcune settimane. Noi siamo quelli che hanno voluto il governo Monti e il governo Letta, sperando potesse essere un governo di riforme e di pacificazione.
  • So e sappiamo distinguere il reale interesse dei cittadini. Per questo motivo, se il governo proporrà una legge di stabilità realmente utile all'Italia, noi la voteremo. Se bloccheranno l'aumento dell'Iva senza aumentare altre tasse noi lo voteremo. Se, come si sono impegnati a fare, taglieranno anche la seconda rata Imu, noi voteremo favorevolmente. Noi ci siamo e ci saremo su tutte le altre misure utili, come il rifinanziamento della cassa integrazione, delle missioni internazionali, il taglio del cuneo fiscale.
  • A chi mi chiede di farmi da parte e accettare con cristiana rassegnazione la mia sorte giudiziaria, presente e futura, dico con la mia consueta chiarezza che lo farei senza esitazione, se ciò fosse utile al Paese, se il mio sacrificio significasse una svolta positiva nei rapporti tra politica e "giustizia".
  • Invece per come si sono messe le cose darei semplicemente il mio avallo a una situazione di democrazia dimezzata, dove non il popolo ma i magistrati politicizzati decidono chi deve governare, dove i governi sono fatti dai giornali-partito e dalle gazzette delle procure e le leggi riscritte a colpi di sentenze.Non sono sceso in campo per questo; non ho messo a repentaglio una vita di lavoro, di successi e di sacrifici per lasciare in queste condizioni il mio Paese.
  • Per questo ritengo mio dovere continuare a restare in campo, per offrire una alternativa ai poteri non democratici - perchè non eletti dal popolo - che loro sì irresponsabilmente vogliono mettere in ginocchio il nostro Paese.

domenica 29 settembre 2013

SEGUIRE L’IDEOLOGIA AMBIENTALISTA SARA’ DISASTROSO


 Il professor Franco Battaglia lotta (il gioco di parole è inevitabile) ormai da anni contro le bugie che gli ambientalisti ci propinano. Chi, come me, lo legge da tempo sa che non ha peli sulla lingua, non si cura di non apparire politically correct, tira staffilate basandosi su dati scientifici e non su proclami politici. Laureato in Chimica, Ph.D negli States e ora professore associato all’università di Modena; vanta un curriculum di tutto rispetto che linkerò qui, per questioni di spazio. Si dice che abbia spiegato a degli studenti che l’effetto serra non esiste facendo dei semplici calcoli sul tovagliolino di un bar. Ha recentemente dichiarato che persino Antonio Di Pietro gli aveva chiesto consulenza ma, poi, non se ne era fatto più nulla. Hanno prefatto i suoi libri, Antonino Zichichi, Umberto Veronesi, Renato Brunetta e Silvio Berlusconi. Anche Tullio Regge ha confermato che non sia per nulla uno sprovveduto. L’unico mio rammarico è stato non poter incontrarlo di persona, non per colpa sua, ma per impossibilità mia. L’intervista è quindi stata fatta via mail. Spero che il lettori possano perdonarmi se si aspettavano che lo incalzassi di più su certi temi. La mancanza è dovuta solamente al mezzo di comunicazione e non ad

 

IL COMUNE DI ROMA HA 867 MILIONI DI DEBITI, FALLISCA E PAGHINO I SINDACI E I COMMISSARI PREFETTIZI RESPONSABILI: DA RUTELLI, VELTRONI, ALEMANNO;


BASTA I NOSTRI SOLDI A COMUNI SPENDACCIONI CHE NON RISPETTANO LA LEGGE COME GLI ALTRI!

Appello del sindaco di Roma Ignazio Marino al governo perché salvi Roma dalla bancarotta. "L'analisi ci dice che abbiamo 867 milioni di debiti. Noi vogliamo un confronto con il governo affinchè la Capitale abbia ciò che le spetta", ha detto in una conferenza stampa sul bilancio. "L'analisi ci dice che abbiamo 867 milioni di debiti. Noi vogliamo un confronto con il governo affinchè la Capitale abbia ciò che le spetta", ha detto in una conferenza stampa sul bilancio della capitale."Faccio un appello a chi ha senso di responsabilità l'obiettivo è salvare Roma e lo dobbiamo fare insieme. O si è con Roma o contro. Il governo deve fare gli stessi sforzi che stiamo facendo noi"."Nelle prossime ore chiederò a tutti i parlamentari eletti a Roma di aiutarci nel dialogo con il governo. La Capitale d'Italia non può fallire e non fallirà". Così il sindaco di Roma Ignazio Marino durante una conferenza sul tema bilancio. "Stiamo comunque lavorando su diverse ipotesi - aggiunge - da un lato senza aiuti del governo, dall'altro con".

Marino, per salvare bilancio cessione immobili e tagli - Il Campidoglio è pronto a vendere i propri immobili per salvare le casse dal default. E non solo. Smetta di sperperare dai doppioni del Festival del cinema, spese folli e mancanza di controllo, formula uno, campionati del mondo di calcio, basta  sperperare i nostri soldi



sabato 28 settembre 2013

RITORNO A FORZA ITALIA CONFERENZA STAMPA IN PROVINCIA GRUPPO FORZA ITALIA: ARTICOLI, TV



A ROMA PER LA SOLIDARIETA’ A BERLUSCONI


VOTARE E’ MEGLIO CHE FARSI FOTTERE. LETTA ESPERTO A NON TAGLIARE LE SPESE O AUMENTARLE E RINVIARE


 “Votare la fiducia al governo Letta? E perché dovremmo, qual è la logica? Quale la coerenza?”, si chiede Giancarlo Galan, l’ex governatore del Veneto, manager di Publitalia 80, uno della vecchia guardia. “Stiamo solo perdendo tempo, andremo comunque alle elezioni”, dice, “la grande coalizione non funziona, non soltanto non serve a Berlusconi, ma non serve all’Italia. Il presidente della Repubblica dovrebbe essere più elastico, sciogliere le Camere sarebbe liberatorio per tutti”. L’andatura dei falchi non ha nulla di ozioso e dilatorio, e così, dentro l’agitato partito di Silvio Berlusconi, serpeggia un conflitto che non ha più soltanto a che vedere con la linea politica, non è soltanto la complicata dialettica interna che ormai separa persino Renato Brunetta (“votare ‘sì’ alla fiducia non è un problema”) dal resto dei duri. Ma tra governisti e crisaioli la distanza è persino estetica. “Noi siamo veloci, non vogliamo perdere tempo”, dice Daniela Santanchè, la Pitonessa che pone una distanza tra sé e Angelino Alfano, Gianni Letta, Gaetano Quagliariello, Maurizio Lupi: “Vogliamo le elezioni, subito”, dice lei. Da una parte, dunque, quel riserbo, quel gioco obbligato di futilità introduttive, cortesi temporeggiamenti e garbo istituzionale che sono il mestiere di Gianni Letta e della diplomazia, da sempre, quegli strumenti che ieri il gran visir del berlusconismo ha estratto forse per l’ultima volta – ma chissà – in una giostra di telefonate e di incontri per rimpannucciare un contesto esplosivo (o forse già esploso). Dall’altra il fare lupesco, spiccio, pragmatico, funzionalista, e in definitiva molto, molto, berlusconiano di Santanchè, di Galan, di Denis