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mercoledì 9 novembre 2011

PREMIO GUIDARELLO 2011 A M. VALERIA MINIATI (BRISIGHELLESE) PER IL SAGGIO: “ITALIANO DI ROMAGNA” STORIA DI USI E DI PAROLE

CONGRATULAZIONI E COMPLIMENTI PER IL PREMIO AL DIALETTO ROMAGNOLO


IL LIBRO All'unità politica e amministrativa del nostro Paese non corrisponde quella linguistica: nelle diverse regioni la varietà parlata della lingua nazionale mantiene forti legami con il sostrato dialettale e presenta, a sua volta, ulteriori frazionamenti dovuti ad una storica frammentazione politica. Tali legami sono particolarmente evidenti nelle scelte di lessico, nell'uso di idiotismi che si riferiscono alle diverse realtà locali, nell'intonazione e nella cadenza dei parlanti. Questo volume, frutto di una lunga ricerca etnografica e linguistica svolta sul campo in Romagna - intesa qui non nella sua estensione amministrativa, ma linguistica - documenta aspetti dello stato attuale della lingua parlata, offrendo una raccolta di termini e locuzioni di matrice dialettale che, nella loro forma italianizzata, entrano nella normale conversazione in lingua in contesti confidenziali e informali, in famiglia, tra amici, negli ambienti di svago e di lavoro.  Sono parole che descrivono vari aspetti della vita quotidiana, dei mestieri, della campagna; sono i modi di esprimersi delle persone, secondo l'età e l'appartenenza socio-culturale; sono i nomi locali di pesci, uccelli, insetti e piante; e sono locuzioni e modi di dire che rimandano a comportamenti, a pratiche utili sul piano materiale, ed anche a concezioni e credenze relative alla sfera simbolica e rituale. Le parole veicolano e trasmettono una cultura e ricostruire la loro storia significa riscoprire i segni lasciati dai popoli che nella terra si sono avvicendati.  I complessi processi evolutivi che hanno determinato la fine della così detta "civiltà contadina" hanno causato anche la dissolvenza del dialetto, che, tuttavia, ancora traspare in quelle parole che, superficialmente vestite di lingua, continuiamo ad ascoltare e ad usare nel nostro italiano di Romagna.

venerdì 26 agosto 2011

GUARDA UN PO’ L’ULTIMA NOVITA’ LA DISTRUZIONE URBANISTICA DI BRISIGHELLA E’ COLPA DI GALASSINI



Ho letto sul Corriere di Romagna le dichiarazioni del cav. Cesare Sangiorgi in merito alla mia denuncia per la completa distruzione del Parco Diletti con l’abbattimento di un ultimo pino. Evitare la distruzione del parco era stata chiesta da tutti gli ex Sindaci. Prendo atto dell’accusa rivoltami, la rovina urbanistica di Brisighella è la mia!  Avrei fatto costruire l’anfiteatro in Via Spada denominato, dalla sinistra,  “Galaseo” dall’ amministrazione da me diretta negli anni ‘80. Nel tempo, preso atto che tutti dichiaravano che era un “orrore”, ho proposto in consiglio comunale nel 2005, di demolirlo, la maggioranza, con i soli due voti contrari (FI) la respinse. Nel frattempo il sindaco Cav. Sangiorgi l’ha ampliato in cubatura con una rifinitura in legno naturale. I danni di Brisighella, oltre che urbanistici, da me denunciati da sempre non sto ad elencarli, purtroppo sono “FINANZIARI” procurati dall’ex sindaco Sangiorgi:: -1 Il legno dell’anfiteatro è già deteriorato e costerà nel tempo, annualmente, tantissimo per la manutenzione del legno naturale.  -2 GHIARONA, una lottizzazione illegittima, quanti miliardi dovrà esborsare il Comune, per risolvere la grana? -3 La pavimentazione in sasso del centro storico che si sgretola e rifatta parzialmente diverse volte, la mancanza dei sifoni che crea una puzza enorme quanto costerà per rifarla, -4 Palazzo delle ex Poste non conforme con le norme sismiche per i provvedimenti non presi cosa comporterà; -5 I danni del terremoto pagati e non riscossi; -6 Il danno all’immagine di Brisighella per causa dell’ing. Ragazzini, da Lei sostenuto, e accusato a suo tempo, come fa ancora oggi di dire “cavolate”?
Mi fermo, per ora, l’assicuro che ho sempre continuato a girare per Brisighella, a testa alta, chi mi incontra sostiene che in comune di Brisighella comanda ancora Lei e, purtroppo, non il giovane sindaco Davide Missiroli. Le sue dichiarazioni sono l’amara conferma, se il pino è da abbattere e sostituire non spettava a Lei!.
Stia calmo e tranquillo, per la democrazia e la libertà, continuerò ad esprimere le mie idee e farò di tutto, come da sempre sostengo,  per fare “pagare ai responsabili” gli enormi costi “finanziari”  posti a carico della comunità di Brisighella che non hanno colpe. Vincenzo Galassini

L’ARTICOLO SUL CORRIERE DI ROMAGNA