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mercoledì 10 ottobre 2012

CARO SEGRETARIO: QUANDO IL RIMBORSO SPESE DIVENTA UN INCREDIBILE ESPEDIENTE PER MUNGERE TANTI SOLDI AI COMUNI.




Puntata di Report  del 7 ottobre sul fenomeno assi diffuso dei rimborsi spese. L’inchiesta di Report intitolata Caro Segretario racconta come questa figura obbligatoria in tutti gli enti comunali rappresenti spesso un costo spropositato per le casse pubbliche con retribuzioni dalle cifre ben più elevate di quelle di dirigenti e degli stessi organi politici. Insomma, quasi una vera e propria casta nella casta. Un esempio è stato prelevato, non a caso, da Camugnano, cittadina di appena duemila anime in provincia di Bologna in cui il segretario comunale, tra stipendio base, indennità e rimborsi, è arrivato a percepire qualcosa come 110 mila euro all’anno; altro caso-limite è balzato fuori in quel di Como, dove addirittura il segretario comunale ha dichiarato 234 mila euro annui. Cifre notevoli. Tutte da verificare. E che comunque un Paese con il debito pubblico tra i più alti d’Europa non può certo (più) permettersi. Castel di Casio e Camugnano sono due piccoli centri sull’Appennino bolognese, distanti poco più di 10 chilometri uno dall’altro. Hanno lo stesso prefisso telefonico e per effetto di una convenzione firmata nel settembre del 2009 hanno anche lo stesso segretario comunale. Una soluzione abbastanza diffusa nei piccoli paesi, adottata con l’intenzione di dare una sforbiciata alle spese. A Camugnano però, secondo il consigliere regionale Andrea De Franceschi, ha avuto l’effetto contrario e si è trasformata in un pretesto per accedere a rimborsi gonfiati. Il segretario comunale che ha ricevuto l’incarico si chiama Giorgio Cigna. Divide la settimana lavorando 3 giorni a Camugnano e 2 a Castel di Casio.  Il dirigente però non riceve solo il rimborso del viaggio tra un comune a l’altro, ma anche quello del tragitto casa lavoro. Che, abitando a Forlì, in 18 mesi ha superato i 23 mila euro. Da qui l’esposto in procura e la denuncia del consigliere regionale: “Il caso è semplice nella sua gravità – spiega De Franceschi, capogruppo del Movimento 5 Stelle – La legge dice chiaramente che lui ha diritto alle spese di viaggio tra i due comini, ma esclude categoricamente che possa venir rimborsato per il percorso dalla residenza alla sede di lavoro. È assurdo che da gennaio 2010 a luglio 2011 abbia intascato, mediamente, oltre 1200 euro al mese solo per benzina e pedaggi autostradali.”.