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giovedì 11 ottobre 2012

E IO PAGO: 25 MILIONI (50 MILIARDI DELLE VECCHIE LIRE) PER UN SITO? SIETE PAZZI?



Non ho parole! Almeno Fiorito consumava i soldi assegnati al PdL. Voi fate spese assurde con i soldi della previdenza. Vergogna!
Daniele Leoni Daniele@leoni.net

Inail. Sito web da 25 milioni di euro


-Redazione- 9 ottobre 2012- La crisi c’è e si sente, ma non per l’Inail.
L’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli infortuni sul lavoro ha messo sul piatto la cifra record di 25 milioni di euro per la ristrutturazione e ammodernamento del proprio sito web. Un appalto triennale per la fornitura di servizi di gestione, sviluppo software e la gestione delle attività redazionali del sito istituzionale. La gara è stata indetta dalla Consip, la centrale acquisti per la Pubblica Amministrazione in tema di tecnologie informatiche e, secondo quanto riporta l’Unità, l’iniziativa consentirà un risparmio di 4 milioni di euro. Sempre dei costi esorbitanti, specie se si pensa che i familiari delle vittime sul lavoro ricevono cifre esigue. “Dire che sono sconcertato – ha detto all’Unità Marco Bazzoni, storico rappresentante dei lavoratori per la sicurezza – è poco. Se solo pensiamo che molti dei familiari delle vittime non ricevono neanche 2mila euro di indennizzo dall’Inail solo per una legge (TU 1124 del 30 giugno 1965) di cinquant’anni fa”. Tale normativa, infatti, prevede che hanno diritto alla rendita a superstite, in caso di infortuni mortali, coniugi e figli, se assenti, gli ascendenti viventi a carico del defunto, che contribuiva al loro mantenimento.  In poche parole, la vecchia legge ancora non consente ai genitori, che non risultavano ricevere contributi di mantenimento dal figlio morto sul luogo di lavoro, di poter usufruire degli indennizzi.


mercoledì 10 ottobre 2012

CARO SEGRETARIO: QUANDO IL RIMBORSO SPESE DIVENTA UN INCREDIBILE ESPEDIENTE PER MUNGERE TANTI SOLDI AI COMUNI.




Puntata di Report  del 7 ottobre sul fenomeno assi diffuso dei rimborsi spese. L’inchiesta di Report intitolata Caro Segretario racconta come questa figura obbligatoria in tutti gli enti comunali rappresenti spesso un costo spropositato per le casse pubbliche con retribuzioni dalle cifre ben più elevate di quelle di dirigenti e degli stessi organi politici. Insomma, quasi una vera e propria casta nella casta. Un esempio è stato prelevato, non a caso, da Camugnano, cittadina di appena duemila anime in provincia di Bologna in cui il segretario comunale, tra stipendio base, indennità e rimborsi, è arrivato a percepire qualcosa come 110 mila euro all’anno; altro caso-limite è balzato fuori in quel di Como, dove addirittura il segretario comunale ha dichiarato 234 mila euro annui. Cifre notevoli. Tutte da verificare. E che comunque un Paese con il debito pubblico tra i più alti d’Europa non può certo (più) permettersi. Castel di Casio e Camugnano sono due piccoli centri sull’Appennino bolognese, distanti poco più di 10 chilometri uno dall’altro. Hanno lo stesso prefisso telefonico e per effetto di una convenzione firmata nel settembre del 2009 hanno anche lo stesso segretario comunale. Una soluzione abbastanza diffusa nei piccoli paesi, adottata con l’intenzione di dare una sforbiciata alle spese. A Camugnano però, secondo il consigliere regionale Andrea De Franceschi, ha avuto l’effetto contrario e si è trasformata in un pretesto per accedere a rimborsi gonfiati. Il segretario comunale che ha ricevuto l’incarico si chiama Giorgio Cigna. Divide la settimana lavorando 3 giorni a Camugnano e 2 a Castel di Casio.  Il dirigente però non riceve solo il rimborso del viaggio tra un comune a l’altro, ma anche quello del tragitto casa lavoro. Che, abitando a Forlì, in 18 mesi ha superato i 23 mila euro. Da qui l’esposto in procura e la denuncia del consigliere regionale: “Il caso è semplice nella sua gravità – spiega De Franceschi, capogruppo del Movimento 5 Stelle – La legge dice chiaramente che lui ha diritto alle spese di viaggio tra i due comini, ma esclude categoricamente che possa venir rimborsato per il percorso dalla residenza alla sede di lavoro. È assurdo che da gennaio 2010 a luglio 2011 abbia intascato, mediamente, oltre 1200 euro al mese solo per benzina e pedaggi autostradali.”.

venerdì 19 agosto 2011

ALFONSINE CASA DELL’ACQUA: COSTO ESAGERATO

DENUNCIA DEL MOVIMENTO 5 STELLE


Acqua pubblica? Beviamola liberamente. Abbiamo appreso dai giornali dell'apertura de "La casa dell'acqua" ad Alfonsine. Il progetto ci pare lodevole ma i 60.000,00 € per realizzarlo sono assolutamente esagerati ed il risultato ottenuto non soddisfacente. Il fatto che la spesa sia finanziata dalla Comunità Europea non deve essere una giustificazione per sperperare denaro, mai. Spendere una montagna di soldi per essere in grado di erogare acqua gassata è una spesa, di qualunque entità, inutile. Mentre la politica locale tergiversa sulla ripubblicizzazione del servizio idrico, denuncia il Movimento 5 Stelle che vuole tenere alta l'attenzione sul tema "Acqua pubblica" e sul diritto all'acqua, parlando della sua accessibilità e dell'uso efficiente di questa risorsa preziosa. E chiede il censimento delle fontanelle pubbliche, quelle già esistenti, quelle funzionanti e non, per potere verificare se con poca spesa, un bene primario com'è l'acqua, possa essere erogato gratuitamente alla cittadinanza.