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mercoledì 12 ottobre 2011

BAZZONI: DUE PROGETTI IN NOME DELLA ROMAGNA

Il Consigliere regionale Gianguido Bazzoni (Pdl) ha presentato in sede di Commissione Politiche economiche due progetti di legge sui confini della Romagna e sul ripristino dell'utilizzo del marchio "Riviera Romagnola".Per quanto riguarda il Progetto i confini Romagna, Bazzoni ha detto che: "al di là di preconcette posizioni ideologiche, questo progetto ha precisi intenti di natura economica e culturale.  In un mondo che va sempre di più verso la globalizzazione e l'indifferenziazione mi pare necessario rafforzare le identità che rappresentano le nostre radici ed il nostro carattere, tanto più che il carattere dei romagnoli, riconosciuto e riconoscibile in tutto il mondo è aperto, leale, laborioso, ospitale, collaborativo, onesto  e razionale, oltre che giustamente passionale. Se è vero che la ditta leader nella produzione di piadina romagnola sta in provincia di Modena e che la maggior produzione di formaggio squaquerone avviene a Brescia, per citare solo alcuni degli innumerevoli esempi, allora bisogna fare qualcosa per mantenere nei cittadini e consumatori un'esatta percezione della Romagna, dei suoi prodotti e tradizioni, facendo si che il marchio "Romagna" possa diventare un valido supporto commerciale. Questo al di là di confini amministrativi e suddivisioni statuali di cui non mi voglio occupare in questa sede. D'altronde i confini geografici sono ben conosciuti e condivisi, se è vero che il "Consorzio vini di Romagna" del "Passatore" ha potuto ben farsi riconoscere ai fini della D.O.C. del Sangiovese ed Albana di Romagna l'area che va dal fiume Sillaro al Marecchia.


martedì 11 ottobre 2011

IL PD CHIEDE LE DIMISSIONI DI BERSANI

RENZI CELEBRA IL FUNERALE DEMOCRATICO.

l Partito Democratico detronizza Pier Luigi Bersani. Nonostante le smentite di facciata provenienti dalla riunione dell'ala MoDem del partito, l'area che fa riferimento a Walter Veltroni, è questa la chiara indicazione che uscita dai lavori del gruppo democratico. L'ex segretario nega che dietro la richiesta di un governo di transizione vi sia il tentativo di scalzare Bersani dalla leadership del partito e di negargli la candidatura a premier. "Si dice che noi non saremmo per il governo di transizione in quanto tale, ma perché sarebbe il modo migliore per un cabiamento di leader. Non penso che Bersani parli di elezioni per andarci subito o che abbia come obiettivo salvare la leadership, ne tantomeno si può pensare il contrario di noi". Veltroni nega, smentisce, ma il fatto è che continua a caldeggiare un governo tecnico - il nome prediletto è sempre quello di Mario Monti -, un'opzione decisamente favorita da larghe fette del Pd che non vuole dare le chiavi in mano al segretario.  Fioroni: "Sferzata al Pd" - I concetti di Veltroni sono stati sposati in pieno anche da Beppe Fioroni, altro componente di spicco dell'area MoDem: "La nostra è una sferzata al Pd, perché non possiamo rischiare di essere come Penelope che tesse la tela di mattina e la disfa di notte. Se non operiamo perché si realizzi un governo di larghe intese - puntualizza -, la nostra inerzia consentirà a Berlusconi di autoaffondarsi, andare al voto ad aprile e di ricandidarsi. E noi saremo la principale concausa del mancato raggiungimento di un governo dell'alternanza". Anche per Fioroni, insomma, meglio il governissimo piuttosto che affidarsi al leader designato.