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giovedì 16 maggio 2013

MOZIONE DI BAZZONI PER IL PORTO DI RAVENNA



Il prossimo 30 maggio scadrà il consigliere di nomina regionale della "Sapir Porto intermodale di Ravenna", società a "quasi totale proprietà pubblica", di cui la Regione Emilia-Romagna, con oltre il 10 per cento del capitale sociale, è il secondo socio di riferimento. Sono queste le premesse contenute in una mozione presentata dal consigliere Gianguido Bazzoni (Pdl), in cui si legge che con questa nomina, "anche a forte valore simbolico", la Giunta dovrà "dimostrare la volontà a impegnarsi fino in fondo nella definizione e gestione del futuro del Porto ravennate". Il documento impegna quindi l'esecutivo regionale a individuare per la carica di consigliere della Sapir una personalità che "possa contribuire a rafforzare il legame fra l'Emilia-Romagna e il suo porto" e che garantisca "la piena attuazione delle pari opportunità".
Nel testo si sollecita infine la Giunta a tenere uno stretto collegamento con chi sarà eletto nel Consiglio di amministrazione e a dedicare "ogni energia e risorsa possibile" allo sviluppo dello scalo.

sabato 28 maggio 2011

LA REGIONE ABBIA PIU’ INTERESSE PER I PROBLEMI LOGISTICI DEL PORTO DI RAVENNA.

"Sono rimasto molto stupito", afferma il Consigliere regionale Bazzoni, "nel leggere giovedì sui quotidiani una dichiarazione dell'Assessore Peri di attacco al Governo per un presunto mancato finanziamento della bretella ferroviaria porto-linea per Faenza. I problemi del porto di Ravenna, per colpa della Regione che non l'ha mai riconosciuto e promosso, sono tali e tanti che Peri non può cavarsela scaricando su altri un piccolo intervento che potrebbe fare la FER (Ferrovie emiliano- romagnole). Nel Piano regionale integrato dei trasporti sono previsti ingenti investimenti stradali e ferroviari in tutta l'Emilia e niente in Romagna; significativamente non si prevede nulla per il trasporto merci a Ravenna. Il neoeletto Presidente della Provincia, Casadio, si è distinto come Sindaco di Faenza per non avere fatto lo scalo merci in 10 anni ed essere riuscito a far prendere, a causa di ciò una multa di 500.000 euro alla società pubblica costituita. Nè la Regione, né la Provincia ed il Comune hanno minimamente preso in considerazione la mia proposta di un treno diretto Ravenna-Faenza-Firenze, che poteva chiamarsi "il treno di Dante" e per il quale giace inevasa dal 2010 una mia mozione al Consiglio