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martedì 21 maggio 2013

DIMINUZIONE DEL NUMERO DEI DEPUTATI, COME DOVREBBERO DIVENTARE I NUMERI IN PARLAMENTO



I cittadini, come risulta nei sondaggi di oggi chiedono fra le prime necessità del Governo di tagliare la spesa per il finanziamento pubblico dei partiti,  gli emolumenti di senatori e deputati e la spesa dello Stato. Il tutto previsto nel programma di Berlusconi e dagli Italiani oltre a quelli del PDL!. Ricordarselo!!!

domenica 7 agosto 2011

UN GIORNO IN PARLAMENTO PUO’ VALERE 1.733 EURO DI PENSIONE



Diritti, o forse meglio, privilegi, per molti. Sono ben 2.308 gli ex deputati ed ex senatori che prendono il vitalizio, e ogni mese incassano una cifra variabile tra i 1.700 e i 7.000 euro netti, a seconda del tempo trascorso in Parlamento (e del regolamento, che negli anni è cambiato più volte). Un elenco che comprende ex leader precocemente bruciati e industriali, mostri sacri della politica e professionisti prestati al Parlamento. E così c’è Alfonso Pecoraro Scanio, ex leader dei Verdi che con 5 legislature prende 5.802 euro netti al mese da quando aveva 49 anni o Oliviero Diliberto, segretario Pdci che con 4 legislature a 55 anni si porta a casa 5.303 euro netti. Per soli 2 anni passati in Senato un capitano d’industria come Luciano Benetton prende 2.199 euro netti. Idem per un noto principe del foro come Carlo Taormina. Cinque anni e 2.238 euro per Alberto Asor Rosa e Alberto Arbasino e pure Gino Paoli, 2.384 per Eugenio Scalfari. Vittorio Sgarbi invece di euro ne prende 5.305. Con il nuovo regolamento varato durante il governo Prodi oggi per arrivare al vitalizio ci vogliono 5 anni in Parlamento e 65 anni di età, limite che diminuisce fino ai 60, a seconda degli anni di mandato svolti. E a loro volta i vitalizi aumentano a seconda degli anni passati in Parlamento: da un minimo di 2.340 euro lordi per i deputati (2.401 per i senatori) a un massimo di 7.022 euro dai 15 anni in su (7.203 per i senatori). I regolamenti precedenti erano addirittura più larghi di maniche. Tanto da dar vita a dei casi che hanno dell’incredibile: per alcuni un giorno in Parlamento può valere 1.733 euro di pensione. Così è per l’avvocato radicale Luca Boneschi, che arrivò in Parlamento il 12 maggio 1982, solo