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martedì 3 settembre 2013

E’ CRISI, MA NAPOLITANO NON BADA A SPESE


Tempo di crisi nera. Taglio degli adeguamenti alle pensioni sopra i mille euro. disoccupazione record. Aziende che chiudono i battenti. Moniti da parte delle istituzioni di tagliare le spese inutili, di razionalizzare le entrate sacrifici di tutti,. In questo clima, il presidente  della Repubblica,  ammonitore degli sprechi italici, nomina quattro senatori a vita che percepiranno oltre 20 euro mensili. ne erano in previsione solo due, m visto che le casse dello Stato sono colme di denaro meglio quattro, con buona pace  di disoccupati , esodati, poveri Cristi, e d i tutti coloro che faticano a sbarcare il lunario. non dimentichiamo anche che Napolitano, presidente del “Consiglio superiore della Magistratura” non ha aperto bocca quando i magistrati, super pagati hanno ottenuto il rimborso della modesta riduzione dello stipendio proposta dal governo Berlusconi. Povera Italia.

giovedì 27 giugno 2013

L’INCUBO NON E’ FINITO: SIETE PRONTI PER ROMANO PRODI SENATORE A VITA?


Ora che i senatori a vita stanno morendo uno dopo l’altro e i posti teoricamente liberi sono quattro (ma chissà poi perché sia obbligatorio riempirli), Repubblica presenta la lista dei papabili a Giorgio Napolitano. Gli dà pure una scadenza di massima, “dopo l’estate”. La novità maggiore, oltre ai soliti Abbado e Muti, sta nella possibilità che nonostante quanto si era detto mesi fa, anche qualche politico potrebbe giocare la sua partita con chance di successo. Ma ecco che qui casca l’asino: Repubblica sostiene, tronfia e sicura, che Berlusconi è assolutamente escluso. Niente da fare per il puzzone di Arcore, i niet dal Quirinale sarebbero arrivati in tono perentorio che neanche Stalin a Mosca. E anche l’ultimo mesto pellegrinaggio di Angelino Alfano da Napolitano sarebbe finito in un buco nell’acqua. Da quell’orecchio non ci sente, l’anziano presidente. “Troppo divisivo” sarebbe infatti il leader del PdL. Eppure, scrivono sempre i soloni di Ezio Mauro, chi ha veramente possibilità di essere nominato senatore a vita è Romano Prodi. Sì, lo statista del centrosinistra. Lui sì che non è divisivo, che è stato amato da tutti, che non si è mai gettato in mezzo alla mischia cavalcando la parte contrapposta a Berlusconi. Prodi, un padre della Patria, insomma. Non sappiamo se la lista di Repubblica sarà fatta propria in toto dal capo del Quirinale, ma intanto gli eredi di Scalfari gliel’hanno buttata lì. Della serie, tieni conto del promemoria.  (C) DAW-BLOG/DAW-NEWS RIPRODUZIONE RISERVATA