Tempo
di crisi nera. Taglio degli adeguamenti alle pensioni sopra i mille euro.
disoccupazione record. Aziende che chiudono i battenti. Moniti da parte delle
istituzioni di tagliare le spese inutili, di razionalizzare le entrate
sacrifici di tutti,. In questo clima, il presidente della Repubblica, ammonitore degli sprechi italici, nomina
quattro senatori a vita che percepiranno oltre 20 euro mensili. ne erano in
previsione solo due, m visto che le casse dello Stato sono colme di denaro
meglio quattro, con buona pace di
disoccupati , esodati, poveri Cristi, e d i tutti coloro che faticano a
sbarcare il lunario. non dimentichiamo anche che Napolitano, presidente del “Consiglio superiore della Magistratura”
non ha aperto bocca quando i magistrati, super pagati hanno ottenuto il
rimborso della modesta riduzione dello stipendio proposta dal governo
Berlusconi. Povera Italia.
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martedì 3 settembre 2013
martedì 2 luglio 2013
E IO PAGO: L’IMMIGRAZIONE MUSSULMANA COSTA ALL’EUROPA 800 MILIARDI L’ANNO
Il ricercatore egiziano Ali Abd al-Aal su Mayadeen TV (Libano)
dice: 80%
dei 50 milioni di musulmani in Occidente vive di sussidi sociali e si rifiuta
di lavorare.La
sua indagine affronta i problemi di mancanza di contributo dei musulmani nelle
società occidentali ai paesi in cui vivono, in modo da godere dei sistemi
sociali di questi paesi. I musulmani arrivano in Occidente come rifugiati o immigrati illegali, non portano ricchezza
nelle società d’accoglienza, ma al contrario, essi diventano una
minaccia per la sicurezza e la stabilità finanziaria del Occidente. Per non parlare delle criminalità. L’assistenza sociale concessa nell’Unione
europea agisce come una calamita, attirando più immigrati non europei in
Europa. Se l’importo minimo richiesto per vivere in Europa è di $ 20.000
all’anno e se il 40
milioni di musulmani vivono di sussidi sociali, il costo è sconcertante … perché ha
raggiunto 800
miliardi dollari l’anno, solo per l’immigrazione musulmana. Tale importo potrebbe
raddoppiare se
si tenesse conto di tutti gli altri immigrati non europei che vivono di sussidi
e se aggiungessimo anche il costo della criminalità e dell’implosione
sociale
a causa di questa immigrazione di massa. Queste enormi quantità di spese, non
sono l’unica causa dell’impoverimento di Europa, ma contribuiscono al suo
esaurimento. I politici sembrano concordare sul fatto che questo sistema lassista,
che si basa sui
diritti umani,
non funziona. Ma nessuno ha un piano per fermare l’immigrazione di massa. L’Europa è condannata.
Il suicidio
politico,
sociale, culturale e di civiltà è programmato, e se non si fermano rapidamente
la macchina
infernale di distruzione dell’Occidente, anche fra pochi anni sarà troppo tardi.
mercoledì 29 maggio 2013
INIZIATI I LAVORI DELLA STRADA PROVVISORIA, A SENSO UNICO, PER IL COLLEGAMENTO TRA LA STRADA COMUNALE VIA RIO CHIE’ E LA STRADA VICINALE VIA ROVINALE. PER IL PERIODO DI CHIUSURA DI PONTELUNGO
UNA STRADA
(PERICOLOSA?) PER SOLI TRE MESI, COSTO DI 48MILA EURO! NE VALEVA LA PENA QUANDO NON CI SONO I SOLDI PER LA
MANUTENZIONE ORDINARIA DELLE STRADE DEL CAPOLUOGO O CAMPAGNA?
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venerdì 24 maggio 2013
896.000 EURO IL BUCO CONTINUA…... TERRE NALDI: LANCIARE IL SASSO PER NASCONDERE LA MANO.
L’AUTODENUNCIA
HA TANTO L’ODORE DEL FUMO DELL’ARROSTO
740.000
euro più 20.000 più 36.000 più 100.000 e siamo già a 896.000 euro di debiti di Terre Naldi pagati dal Comune di Faenza
con annesso impoverimento del complesso causa vendita terreni.
Ho
la netta impressione che Savorani lanci il sasso per poter nascondere poi la
mano, non vorrei che il buco di Terre Naldi fosse un’altra volta superiore a
quanto dichiarato a mezzo stampa. Mi chiedo inoltre perché in sede di bilancio
a domanda precisa della sottoscritta rispetto ad una segnalazione dei Revisori
dei Conti proprio su Terre Naldi l’assessore Zivieri non abbia risposto
puntualmente come oggi intenderebbe fare Savorani. Il Sindaco quando chiedemmo di fare azione di
responsabilità nei confronti degli amministratori di Terre Naldi per tutelare
il patrimonio del Comune rispose che si prendeva la responsabilità di non
procedere. Bene se oggi Terre Naldi è di nuovo in passivo la responsabilità è
quindi del Sindaco che non ha voluto fare chiarezza sulla situazione e prendere
le opportune decisioni nonostante i tanto propagandati pareri degli esperti. Ricordo
inoltre che tante volte ci è stato detto che Terre Naldi sarebbe stata in
attivo grazie al contributo regionale sulle casse di espansione del Senio oggi
emerge che non è così. Mi auguro che qualcuno non pensi di tappare qualche
altro buco di Terre Naldi a piè di lista con risorse comunali come fatto con la
Fondazione Savini e tanto meno di utilizzare risorse destinate ad altri scopi
tipo imprese o pagamenti dei fornitori.
Esistono
possibilità di rivedere l’attività di Terre Naldi, ma ascoltare il PDL sembra
creare troppo prurito all’amministrazione PD di Faenza che non riesce a
rinunciare all’imprimatur delle idee, se vogliono qualche idea intelligente noi
ci siamo lo abbiamo già fatto con il centro storico, con gli assistenti civici,
con il CER, con la Fiera etc.
Questa
favola del buco di Terre Naldi però deve finire e se Savorani da oggi è votato
al martirio politico e vuole fare davvero chiarezza si “autodenunci” alla
magistratura contabile di modo che questi verificheranno se tutto è stato fatto
a dovere. Raffaella Ridolfi
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venerdì 12 aprile 2013
I GRILLINI: SOPRAVVIVERE CON 11.059 EURO NETTI AL MESE E’ UN’IMPRESA DAVVERO DIFFICILE, IMPOSSIBILE.
Predicare bene e razzolare male, fino a qualche
mese fa, era lo sport prediletto dei rappresentanti dell’Italia dei Valori: di
giorno dichiaravano una cosa, di notte, puntualmente, ne facevano un’altra. Oggi,
invece, pare sia l’attività esclusiva dei Pentacolari. Si prenda la diretta
streaming. In campagna elettorale, essi promettevano che, una volta eletti, vi
avrebbero fatto ricorso sistematicamente per assumere, assieme agli elettori,
in modo partecipato ed autenticamente democratico, e rendere pubblica ogni
singola decisione politica. Entrati nel Palazzo, invece, hanno mutato
opinione: la diretta streaming si fa solo quando fa comodo loro. Quando
erano fuori dai giochi politici, lamentavano che i parlamentari fossero
scarsamente produttivi e troppo dediti al cazzeggio; e che pensassero troppo
poco alle soluzioni da approntare per superare le difficoltà indotte dalla
crisi economica. Scesi in campo, però, hanno dimostrato di prediligere il
fancazzismo finanche più dei loro colleghi della Casta: su 1.000
proposte di legge sin qui presentate alle Camere, infatti, solo 3 recano in
calce la loro firma; e tutte hanno ad oggetto l’introduzione del matrimonio gay.
Non proprio una questione che abbia a che fare con la crisi, si direbbe. Promettevano,
poi, ed era il loro cavallo di battaglia, che, se avessero messo piede nel
Palazzo, avrebbero incassato solo 5.000 euro lordi al mese (2.500 euro
netti), anziché fino a 18.994,56 euro (13.559,56 netti).
Adesso, invece,
lunedì 18 febbraio 2013
UN BUON ESEMPIO: MESTRINO (abitanti 10.961 Padova) PDL-LEGA. VICE SINDACO, ASSESSORI E CONSIGLIERI CONSEGNANO A PORTA A PORTA I CALENDARI “ETRA”
MESTRINO. C’è chi manda il personale Etra e chi i lavoratori
socialmente utili: a Mestrino, invece, i calendari della raccolta differenziata li stanno distribuendo gli
assessori e alcuni volontari. Nell’ottica di risparmiare il più possibile,
anche poche centinaia di euro.Con la politica del “buon padre di famiglia”, il sindaco Marco Valerio Pedron ha tagliato su molte spese, ritenendole non necessarie. Una, appunto, è stata quella della distribuzione casa per casa dei calendari stampati da Etra, in cui sono riportate le date e giorni in cui mettere fuori dal cancello i bidoni con i diversi rifiuti, perché devono passare gli addetti a ritirarli. A Limena e Vigodarzere le amministrazioni hanno scelto di farli distribuire dai lavoratori socialmente utili, i maniera che possano arrotondare i loro sussidi.Pedron invece ha preferito mandare in giro assessori e volontari a costo zero. Ecco allora il vicesindaco Mario Fiorindo insieme agli assessori allo Sport Giovanni Tombolato e al collega all’Ambiente Gianluigi Toffanin passare casa per casa, dividendosi i quartieri. Con loro anche il consigliere Emanuele Zambonin, con alcuni pensionati e alcuni membri dell’associazione Carabinieri in congedo. A piedi o in bici, eccoli passeggiare o sfrecciare per le vie del loro Comune, a infilare i calendari nelle cassette delle posta dei loro concittadini. Sono ormai in dirittura di arrivo con la distribuzione. Anche questo dimostra, nelle intenzioni degli amministratori di Mestrino, come ci siano casi in cui la politica deve innanzitutto essere “servizio” verso i cittadini, che ci sono amministratori che non si arricchiscono con il loro ruolo e che se si possono fare dei tagli nella spesa pubblica, meglio farli su voci superflue piuttosto che ridurre i servizi essenziali alla cittadinanza, come la scuola e il sociale. COMPLIMENTI
venerdì 21 dicembre 2012
E IO PAGO: ROBERTO BENIGNI IN RAI COSTEREBBE 5,8 MILIONI DI EURO?
Ecco un tipo di notizia che attira sempre
l’attenzione, con un ritorno emotivo di sorpresa misto ad indignazione.
Trattasi di compensi per prestazioni televisive, trattasi di Rai, trattasi di
Roberto Benigni, una combinazione che richiama ad un certo clamore, qualunque
sia la cifra, il programma e l’entità. Ci si può ricordare della polemica per
il compenso a Sanremo 2011, il primo di Morandi, che si portò dietro il
lascito di un’immensa polemica di stampo politico. Adesso, da un articolo di
Carlo Tecce per Il Fatto, viene alla luce la somma che potrebbe essere
corrisposta al comico toscano per
la serata di dicembre che dedicherà alla costituzione. Prima di tutto,
ciò che la Rai annuncia è la durata della serata, due ore, che sarà divisa in
due tranche, così come accadde per l’appuntamento de Il Quinto dell’inferno, che
andò in onda nel 2007 e che fece registrare più di dieci milioni di spettatori.
Quali
sono i costi?
– La somma totale per La più
bella del mondo sarebbe di 5,8 milioni di euro per un pacchetto comprensivo appunto
della serata, scenografia inclusa, girata a Cinecittà per una produzione Melampo
(di proprietà del premio Oscar) e
Arcobaleno 3 (di Lucio Presta, l’agente
di Benigni). In questa somma totale, rientrano anche dodici puntate di Tutto Dante, già confezionate
e pronte per la seconda serata di Rai2, dal costo di 300mila euro l’una circa.
Un listino prezzi non troppo lontano da quello di cui siamo stati abituati a
sentir parlare negli ultimi anni. La Rai come li recupererà? – Chiaramente queste
cifre non possono che generare polemica, specie in relazione ai tempi che
corrono in Rai. Soprattutto, si crede che l’azienda, nonostante l’indubbio
successo che riscuoterà in termini di share (preventivano o forse sperano in un
45%), non sarà in grado di recuperare, grazie al supporto della pubblicità, la
cifra sborsata per le prestazioni di Benigni. In realtà c’è un retroscena che
potrebbe motivare questa stessa scelta, andando oltre l’idea che in Rai si
faccia un uso disinvolto e sconsiderato delle proprie risorse: ovvero che un appuntamento
del genere, che cade nell’ultimo mese dell’anno, e cioè poco prima che cominci
la campagna di sensibilizzazione al pagamento del canone, possa appunto
stimolare la partecipazione popolare e dunque ridurre le perdite immense che la
Rai registra ogni anno in questa voce di bilancio
lunedì 15 ottobre 2012
E IO PAGO: 2.000.000 DI STUDI CON FONDI EUROPEI. SERVONO? O SPRECHI REGIONALI ED EUROPEI.
Il progetto Lamone Bene Comune è realizzato con il contributo della Regione Emilia-Romagna - Bando Infea 2011.
Venerdì 12 ottobre alle 20.45 è in programma
presso il foyer del Teatro Comunale di Brisighella l'ottavo incontro "Lungo
il Lamone - Tra natura e cultura", ciclo dedicato ad aspetti
naturali e culturali legati al mondo fluviale e organizzato nell'ambito del
progetto Infea Lamone Bene Comune, che ha come capofila il Centro di Educazione
alla Sostenibilità intercomunale della "Bassa Romagna" (Ceas), sedi
operative Civiltà Palustre e Podere Pantaleone.
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martedì 28 agosto 2012
ABOLIRANNO LE PROVINCE? MAH…..INTANTO FESTEGGIAMO IL XX ANNIVERSARIO DEI GEMELLAGGI TRA LA PROVINCIA DI RAVENNA E L’OSTALBKREIS
Per festeggiare il XX anniversario dei gemellaggi
tra i comuni della Provincia di Ravenna - Cervia, Faenza e Fusignano - e la
provincia tedesca dell'Ostalbkreis in calendario per il mese di settembre un
programma musicale della Junge Philarmonie. La Junge Philarmonie è un'orchestra
composta da 70 giovani di età compresa tra i 14 e i 25 anni. Fondata nel 1995
ha partecipato a grandi eventi sia nell' Ostalbkreis che all'estero. In occasione del XX anniversario del
gemellaggio tra la Provincia di Ravenna e l'Ostalbkreis, la Junge Philarmonie
si esibirà
- a Cervia,
Piazza Garibaldi domenica 2 settembre ore 21.30;
- a Faenza,
Piazza Nenni lunedì 3 settembre ore 21.15;
- a
Fusignano, Teatro Moderno, Corso Emaldi 32, martedì 4 settembre ore 21.00.
I
concerti sono realizzati in collaborazione con i Comuni di Cervia, Faenza e
Fusignano. Il programma prevede: Peter I. Tschaikowski, Concerto per pianoforte
No.1b-moll; Johannes Brahms, Ouverture
accademia c-moll; Antonin Dvorák, sinfonia No.8 G-Dur. Maestro:Uwe Renz; Solista: Elias Opferkuch (
pianoforte). La Provincia di Ravenna e
la Provincia tedesca dell'Ostalbkreis - Land del Baden Württemberg, uno dei
maggiori bacini di riferimento per la promozione turistica del nostro
territorio - sono gemellate dal 1992 e da anni promuovono scambi economici,
sociali, culturali, scolastici e sportivi.
In tale ambito sono cresciute le relazioni, con particolare attenzione al mondo
giovanile, con la convinzione che, attraverso scambi tra scuole, incontri
sportivi e visite reciproche si esaltino i valori dell'amicizia,
dell'accoglienza, della lealtà. Di
seguito l'elenco dei Comuni ravennati che, nel corso di questi venti anni, si
sono gemellati a loro volta con Comuni dell'Ostalbkreis: Bagnacavallo Neresheim Bagnara Adelmannsfelden, Casola Valsenio
Bartholomä, Castel Bolognese Abtsgmünd , Cervia Aalen ,Cotignola Hüttlingen , Faenza
Schwäbish Gmünd , Russi Bopfingen , Solarolo Kirchheim am Ries ,
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sabato 8 ottobre 2011
E IO PAGO:”IL LABIRINTO BUROCRATICO"
COMANDA SEMPRE LA BUROCRAZIA A PAGARE SONO LE FASCIE PIU’ DEBOLI, COME FARANNO I PENSIONATI? IL COMMENTO DEL DIRETTORE DEL RESTO DEL CARLINO DI RAVENNA
A PRIMA vista non ci si capisce nulla. Prevale la stessa sensazione d’ansia di chi passa una mattinata all’Anagrafe o in Questura a implorare il passaporto, fra carte, marche da bollo e timbri. Benvenuti nel censimento generale 2011. Un questionario, anzi, chiamiamolo pure fascicolo, di 24 (ventiquattro!) pagine da compilare. Iniziativa sacrosanta, in un mondo in eterno movimento è giusto scattare la fotografia dell’Italia dei giorni nostri, e ne parliamo a pagina 4. Solo che quel questionario è il simbolo della giungla burocratica in cui è sprofondata l’Italietta che ama complicarsi la vita: domande, sottomande, caselle da barrare, domanda di riserva, roba da farti venire l’angoscia. Siamo obbligati a rispondere (per i birichini c’è una multa, dicono possa arrivare a 2000 euro), e si potrà farlo anche su Internet, ma gli anziani, e non solo loro, come potranno scalare un Everest simile? È ovvio che potranno perdersi in quel labirinto di codicilli. Chi ha un figlio, un nipote sveglio ok, ma gli altri? Il Comune giura che la macchina burocratica è pronta: assistenza totale per chi si perde nel ginepraio proibito della burocrazia. Ma siamo proprio sicuri che non esistesse un sistemino più semplice per contare quanti siamo? di ANDREA DEGIDI
mercoledì 14 settembre 2011
I MIGLIORI: ANCHE LA “CASTINA” CONSIGLIERI COMUNALI DEL pd BOLOGNA ARRAFFA LA SUA PARTE
Si chiama Simona Lembi ed è presidente del Consiglio comunale di Bologna. Eletta in quota Pd, si è subito inserita senza difficoltà nei meccanismi di Palazzo d’Accursio. Forse esagerando un po’, perché in questi giorni alcuni giornali locali e nazionali hanno parlato di lei: la Procura ha aperto un fascicolo su alcuni rimborsi anomali, ed in quelle carte c’è anche il nome di Simona Lembi. La consigliera del Pd avrebbe chiesto e ottenuto un rimborso dal Comune per essersi recata alla manifestazione “Se non ora quando” di Siena, il corteo di “donne indignate dal caso Ruby”. Chiara la connotazione politica anti-berlusconiana dell’evento. La manifestazione si è tenuta il 9 e 10 luglio scorsi, e la giovane esponente del Pd ha chiesto un rimborso particolarmente elevato: 450 euro. La determina dirigenziale che stabilisce di imputare tale spesa al bilancio comunale 2011 è datata 6 uglio, ossia tre giorni prima della “trasferta”. Tale determina è firmata dalla direttrice dello staff del Consiglio comunale, Maria Pia Trevisani, ma non specifica alcuna causale: come parziale spiegazione è riportata solo una generica e non meglio precisata missione a Siena. Peccato che partecipare ad una manifestazione come “Se non ora quando” difficilmente possa ritenersi “missione istituzionale”. Il Comune di Bologna evidentemente non ha avuto nulla da obiettare, anche perché il 5 luglio c’è stata l’autorizzazione da parte del presidente del Consiglio comunale. Chi é? Simona Lembi, in persona. Che si è auto-concessa, con ogni evidenza, tale autorizzazione. Al momento non sussiste ancora un’ipotesi di reato, ed il caso potrebbe pure finire con un’archiviazione o con una semplice segnalazione alla Corte dei Conti. Questo dal punto di vista giudiziario. Ma i bolognesi saranno contenti di sapere che c’è una consigliera comunale che spende soldi pubblici per recarsi a cortei e manifestazioni come “Se non ora quando”? Bella “missione istituzionale”!
mercoledì 7 settembre 2011
E IO PAGO: BAGNACAVALLO NUOVO ASSESSORE, NOMINA INDEGNA E OFFENSIVA
I COMMENTI DEI CITTADINI DAL SITO LUGONOTIZIE DI LA TUA
"Con la nomina di un nuovo assessore Alfeo Zanelli la nostra amministrazione e il Pd, che ne governa le sorti, sta dimostrando di far parte a pieno titolo della 'casta' politica, che ha come unico obiettivo quello di preservare i propri privilegi, anche in un momento, come quello attuale di profonda crisi, in cui tutti i cittadini sono chiamati a fare grossi sacrifici. La nomina dell'assessore comporterà da qui alla fine della legislatura una spesa di circa 150.000 euro che saranno sottratti ai fondi per finanziare servizi ai cittadini.
Commenti (17)
"La nomina dell'assessore comporterà da qui alla fine della legislatura una spesa di circa 150.000 euro che saranno sottratti ai fondi per finanziare servizi ai cittadini".
Con quei soldi si poteva pensare di dotare i pulmini di un sensore con sirena annessa che segnala la presenza di persone a boro dopo che il pulmino è fermo da un tot di tempo...
sarebbe stato certamente più utile di un assessore che si è autodefinito inutile, perchè soppravvanzato dall'unione dei comuni...
e poi ne sarebbero anche rimasti di soldi...
02/09/2011 - inviato da: Orso Tibetano
Questa sera al festival Pd di Ravenna si parlerà di Costi della politica... sono stati chiamati a discuterne Pippo Civati dei rottamatori ed Ignazio Marino della minoranza.... ah, ehm,scusate... mi ero appisolato e stavo sognando....
Parleranno di costi della Politica, Stefano Bonaccini indagato... per altre cose, ma pur sempre indagato... e Gabriele Albonetti che risulta uno dei 47 su 56 firmatari PD a favore del progetto di legge per il raddoppio del finanziamento pubblico dei partiti... Partecipate lor signori... partecipate.... questo è il nuovo che avanza... (nel senso che è avanzato e non si sa dove metterlo)
02/09/2011 - inviato da: Orso Tibetano
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lunedì 5 settembre 2011
PD PREDICA BENE RAZZOLA MALE: I SINDACI DI SINISTRA SI LAMENTANO DEI TAGLI DEL GOVERNO MA SANNO RISPONDERE SOLO CON L’OCCUPAZIONE DELLE POLTRONE, COME SUCCESSO A BAGNACAVALLO
“tutti a parole vogliono ridurre i costi della politica e sono paladini di una stagione di tagli agli enti locali ma la sinistra nei fatti fa, soprattutto nei nostri Comuni, esattamente il contrario; basti guardare quanto successo a Bagnacavallo nell’ultimo Consiglio comunale con la nomina di un nuovo assessore. Di fronte ad un’opportunità unica, da prendere al volo, per tagliare un assessore, tenuto anche conto delle deleghe che il Comune di Bagnacavallo ha conferito all’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, il PD si è guardato bene dal rinunciare ad una poltrona”. Continua il Consigliere regionale Gianguido Bazzoni: “il PD ha sempre sfruttato come poltronificio le possibilità date dalle aggregazioni istituzionali, per questo motivo siamo stati sempre assai diffidenti nel cogliere le opportunità date dall’accorpamento di funzioni dei Comuni pur ritenendone valido il principio ma sapendo bene l’uso che ne ha fatto il PD e che ne potrebbe fare nella nostra provincia. Bene ha fatto il gruppo consigliare PDL – Lega Nord di Bagnacavallo a disertare e a non garantire il numero legale a quella seduta del Consiglio comunale di Bagnacavallo dove si è tenuto un teatrino della politica assai imbarazzante ”.
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sabato 3 settembre 2011
E IO PAGO!!!: DA 16 ANNI IL MAGISTRATO DI PIETRO E’ IN PENSIONE. 2.000 EURO AL MESE OLTRE LO STIPENDIO DA DEPUTATO.
UN DIRITTO ACQUISITO!
Per molti la pensione è un sogno. Per alcuni diventa davvero poco onorevole, come per esempio per Antonio Di Pietro, ex magistrato di Mani Pulite e presidente del partito L’Italia dei Valori. Lo sostiene il giornalista Mario Giordano nel suo libro fresco di stampa, “Sanguisughe. Le pensioni d’oro che prosciugano le tasche”. Giordano fa i conti in tasca a molti personaggi noti che, pur svolgendo altre attività percepiscono pensioni d’oro o, perlomeno, consistenti. È il caso del sessantenne parlamentare bergamasco che da ormai quindici anni, dal 1° settembre del 1995 quando a 44 anni ha lasciato la magistratura, percepisce una pensione di circa 2mila euro al mese. I cedolini sono «in carico alla provincia di Bergamo» che ogni mese fa transitare sul conto corrente dell’onorevole Di Pietro la pensione da magistrato: 2.644,57 euro lordi al mese, 1956 euro netti. «Che forse non saranno molti – scrive Giordano – ma sono sempre quasi cinque volte più della minima. E che si vanno a cumulare senza alcuna decurtazione al ricco stipendio da parlamentare. Non male per chi passa le sue giornate a tuonare contro i privilegi altrui, non è vero?». Con la sua scrittura graffiante il giornalista affonda la penna senza pietà. «Se la sua esistenza dovesse durare quanto quella media di un italiano (lunga vita!) – continua Giordano – finirà per incassare il vitalizio almeno per altri 20 anni. E dunque è evidente che il magistrato Di Pietro ha versato all’ente previdenziale solo una minima parte di quello che il pensionato Di Pietro dall’ente previdenziale ha preso e prenderà. È così che nascono i buchi nei conti, ma che importa? “Tanto alla fine è sempre il cittadino che paga”. Lo sapete di chi sono queste parole? Di Tonino, naturalmente. Un moralizzatore baby pensionato. Un uomo sempre molto attento ai valori. Così attento che ha cominciato a incassarli già a 44 anni…».
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mercoledì 24 agosto 2011
E IO PAGO: IL CORAGGIO DELLE SCELTE IN UN MOMENTO DIFFICILE, RITROVARE LO SPIRITO DEL ‘94
Per trenta anni hanno detto che avrebbero messo in ordine i conti e invece il debito è sempre aumentato. La spesa pubblica è arrivata ad essere il 52 per cento del reddito nazionale, la fiscalità è alle stelle. Per rimediare si deve sradicare il consociativismo cattocomunista. Si deve adeguare l'età pensionabile agli standard europei. Alcune persone percepiscono la pensione in età lavorativa e poi lavorano in nero, fregando l'Erario due volte. Non si deve aumentare la pressione fiscale. Il sistema sanitario nazionale va smantellato: costa troppo, è inefficiente e non fa che creare corruzione. Deve essere riformato. Si devono ridurre gli enti locali, non si può accettare la commedia della Regione Emilia-Romagna, per legge del Governo Berlusconi ha tolto le Comunità Montana nella realtà le ha trasformate in Unione dei Comuni, senza cambiare nulla, l’iniziale “carrozzone” è rimasto come pure le stesse spese. Non finanziare le richieste delle Regioni ad iniziare da Formigoni e la Polverini, ma obbligarle a fare le scelte vere. tagli e riduzione degli enti locali, vietare l’aumento dell’IRPEF, altrimenti è la fine. I fondi ci sono c’è ancora tanto “grasso che cola” in tutti gli enti locali dalla Regione, alle Province, ai comuni. In periodo di crisi bisogna “tagliare” come fa un “buon padre di famiglia. Come pure vanno abolite tutte le Province». Ma non basta. Bisogna ridurre il numero dei Comuni di almeno un terzo e ripensare il sistema delle Regioni. La Lombardia con i suoi 9 milioni di abitanti non è un ente locale». La Lega credo abbia oggi abbia un problema. Non che sia un problema. Non è più monolitica come in passato. Al suo interno ci sono posizioni diverse sulla manovra. La leadership di Bossi si è incrinata, non è più in grado di garantire l'omogeneità dell'intero partito. Molti leghisti la pensano come noi sulla manovra e gli interventi da prendere. Anche il Capo dello Stato, secondo me, dovrebbe astenersi dall'esprimersi su temi che riguardano la politica vera e propria, spero faccia il presidente della Repubblica e lasci al governo le responsabilità che spettano al governo. Il Presidente deve prendere in mano la situazione deve tornare allo spirito del ‘94 quando nacque Forza Italia non possiamo andare nella direzione diametralmente opposta a quello che ha e abbiamo detto negli ultimi 18 anni». Vincenzo Galassini
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