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lunedì 15 febbraio 2016

BRISIGHELLESE RUBA ARNIE PER API.


 Ladro di miele, recuperate 65 arnie e attrezzature rubate per un valore di 20.000 euro

Denunciato per ricettazione un 64enne di Brisighella. Tutto il materiale recuperato e le api sono state restituite ai legittimi proprietari
L’indagine dei Carabinieri della stazione di Brisighella (RA) ha consentito di rinvenire nelle pertinenze dell’abitazione di un 64enne del luogo ben 65 arnie in legno (le tipiche “casette” dove le api trovano riparo e che sono utilizzati dagli apicoltori per la produzione del miele), insieme a numerosi accessori ed attrezzature apistiche risultate provento di una lunga serie di furti commessi a partire dall’anno 2006 ai danni di apicoltori del faentino.
La refurtiva recuperata, del valore complessivo di circa € 20.000, è stata tutta restituita agli increduli proprietari che ormai avevano perso le speranze di poter ritrovare la loro attrezzatura ma soprattutto di poter rivedere le loro amate api.
I militari dell’Arma di Brisighella quando hanno auto notizia del “fenomeno” predatorio che stava procurando non solo malumori ma anche un ingente danno economico agli apicoltori della zona (basti pensare che un’arnia arriva ad avere un costo compreso fra i 250 e i 300 euro a cui va aggiunto il valore del miele prodotto), hanno dato inizio ad un’indagine e soprattutto hanno cominciato a raccogliere notizie in giro per capire la portata di quei furti.
Grazie alle informazioni raccolte, i Carabinieri hanno approfondito gli accertamenti ed hanno localizzato un podere ubicato in località “Bicocca”  di Brisighella, dove vi era un allevamento di api composto da 26 arnie, per la maggior parte dipinte di verde. Effettuati ulteriori accertamenti con la collaborazione di personale del corpo forestale della locale stazione, i Carabinieri appuravano che non vi era alcuna comunicazione ufficiale di quell’allevamento di conseguenza veniva interpellato il 64enne proprietario di quell’appezzamento di terreno che riguardo il possesso di quelle arnie ha reso dichiarazioni contraddittorie. La sua versione non ha assolutamente convinto gli uomini dell’Arma che hanno dato luogo ad una meticolosa perquisizione. L’attività di ricerca ha portato alla scoperta di altre arnie nell’oliveto adiacente l’abitazione del 64enne, alcune sono state trovate in una zona boschiva sempre a ridosso dell’abitazione, altre ancora nel cortile, per un totale di 65 “casette”.
Ritrovati anche 45 “melari” (i tipici telai in legno atti alla raccolta del miele) insieme a varia attrezzatura apistica. Sul posto c’erano anche alcuni barattoli di venice di colore verde utilizzata per “ridipingere” e quindi modificare il colore originale delle singole arnie.
Al 64enne è stata contestata l’ipotesi di reato di “ricettazione” dopodichè i Carabinieri di Brisighella hanno sequstrato tutte le arnie ed il restante materiale apistico che veniva trasferito presso la caserma del luogo, grazie alla collaborazione di alcuni apicoltori che hanno messo a disposizione i loro mezzi. A quel punto i militari dell’Arma hanno dato inizio ad una scrupolosa attività di verifica sul numero matricolare impresso su ciascuna “casetta”, che ha consentito di risalire a tutti i proprietari, i quali subito convocati in caserma hanno confermato il furto delle arnie riconoscendole nonostante totalmente riverniciate. Su alcune arnie addirittura vi era ancora impresso, in un punto nascosto, il nome e cognome del proprietario apicoltore. Massima attenzione è stata prestata alle “colonie” di api trovate nelle arnie sequestrate, infatti alcune erano ormai spossate dall’incauto trattamento pertanto sono state affidate alle “cure” di apicoltori esperti appartenenti all’Associazione Romagnola Apicoltori di Bagnacavallo (RA). L’indagine ha consentito di risalire addirittura ad un furto commesso dieci anni fa anche se la maggior parte della refurtiva è riconducibile a furti commessi in più riprese fra il 2010 ed il 2015. A questi si aggiungono gli episodi più recenti risalenti al mese di gennaio di quest’anno. Oltre alla denuncia alla Procura della Repubblica di Ravenna, i Carabinieri hanno segnalato l’episodio all’AUSL di ravenna, infatti il 64enne dovrà rispondere di pesanti sanzioni amministrative per l’abusiva gestione di un allevamento apistico. Il fenomeno dei furti di arnie e degli sciami destinati al mercato nero ha una portata nazionale perché è un fenomeno segnalato continuamente in diverse regioni italiane dalle associazioni di categoria che purtroppo contano numerose sottrazioni indebite di alveari, non a caso esattamente un anno fa, alcuni quotidiani nazionali ne avevano dato ampio risalto sulle loro pagine.

venerdì 18 ottobre 2013

IL SEGNALE TERRESTRE RAI NELLA VALLATA DEL LAMONE NON ARRIVA: UNA VERA VERGOGNA I SOLDI A FAZIO E NON UN EURO PER IL DIGITALE TERRESTRE!


Nei mesi scorsi con amici abbiamo aderito alla “class action”, promossa dall’avv. Maestri di Ravenna, al fine di ottenere dalla Rai la possibilità di vedere tutti i canali Rai nella vallata del Lamone.
A Brisighella da quando è stato attuato il “Digitale Terrestre”, si vede solo Rai 1, Rai 2; Rai 3 e Rai New, mentre di tutti gli altri canali, super pubblicizzati tutti i giorni, non se ne vede uno. Nella parte più alta di Brisighella da Casale a San Martino in Gattara non si vede nulla e i cittadini si sono dovuti attrezzare con ripetitori o con parabola a loro spese!.  Ora con la nuova programmazione non vediamo più lo “sport”, che interessa tanti utenti e viene negato un servizio così importante non ultima la mancata visione dei mondiali di ciclismo che ha tanti appassionati!  La Rai risponde che è colpa dell’antenna e tutti abbiamo speso soldi per adeguarsi, ma il segnale non arriva e dobbiamo continuare a pagare il canone…..
Una Vergogna targata RAI, perché gli undici canali di Mediaset si vedono tutti e non si versa come dice la pubblicità di questi giorni un “bollettino postale”, come si giustifica tutto questo!. Una Vergogna, un sopruso targato,  RAI, che spende 5,5milioni di euro per Fazio, Crozza o altri giochi, a mio parere controproducente culturalmente come quello dei “pacchi”, mentre potrebbe investirne una modesta somma , per risolvere il problema della vallata del Lamone.  La battaglia contro la Rai continua, vedremo insieme all’avv. Maestri per il ricorso in Cassazione, il colmo per difendere i nostri interessi, ma intanto denunciamo pubblicamente la RAI per il sopruso nei confronti dei cittadini della vallata Lamone.
       Avrà forse ragione la RAI con la sentenza TAR, ma per il mancato servizio riscuote il canone e non da il servizio rispetto alle tante televisioni private.  VERGOGNA!!!.
                                                  Vincenzo Galassini consigliere Provincia Ravenna Forza Italia

martedì 4 giugno 2013

CLASS ACTION PER IL CATTIVO SEGNALE RAI CHI VUOLE PUO ANCORA AGGIUNGERSI FINO AL 21 GIUGNO.

Il TAR del Lazio ha fissato per la tarda mattinata del 18 luglio l’udienza per la discussione della class action contro la Rai in merito al presunto disservizio legato al segnale del digitale terrestre, e lamentato da 123 famiglie della Provincia di Ravenna, compresa Brisighella non si vedono nove canali Rai.  Il legale Andrea Maestri di Ravenna, che “assiste gratuitamente” i consumatori che si sono rivolti a lui confidando di “vedersi riconosciuto il diritto a fronte del pagamento del canone, d iricevere il segnale televisivo secondo gli standard previsti dal contratto di servizio”.Secondo il legale si tratta della “prima e unica azione collettiva in Italia su questo tema” . Maestri comunica che “i cittadini che non hanno sottoscritto il ricorso ma che si trovano nella stessa situazione dei ricorrenti, possono intervenire nel processo da noi attivato davanti al Tar di Roma entro 20 giorni dall’udienza di discussione, quindi entro e non oltre il 27 giugno prossimo”. Il ricorso “se accolto, consente di imporre alla Rai di rimediare al disservizio del digitale terrestre. Se vinceremo potremmo  agire in sede civile davanti a tribunale ordinario per il risarcimento dei dani, tenedo come unità di misura l’importo del canone pagato per un servizio che non ci è stato garantito secondo gli standard contrattuali”..Chi volesse aderire telefonare al 347 430 98 38 o e-mail Brisighellaierioggi@gmail.com fino a venerdi 21 giugno per consentire di organizzare gli atti da depositare in tempo utile

mercoledì 29 maggio 2013

INIZIATI I LAVORI DELLA STRADA PROVVISORIA, A SENSO UNICO, PER IL COLLEGAMENTO TRA LA STRADA COMUNALE VIA RIO CHIE’ E LA STRADA VICINALE VIA ROVINALE. PER IL PERIODO DI CHIUSURA DI PONTELUNGO


UNA STRADA (PERICOLOSA?) PER SOLI TRE MESI, COSTO DI 48MILA EURO! NE VALEVA LA PENA QUANDO NON CI SONO I SOLDI PER LA MANUTENZIONE ORDINARIA DELLE STRADE DEL CAPOLUOGO O  CAMPAGNA?



martedì 14 maggio 2013

PER TUTTI GLI UTENTI CHE PAGANO LA BOLLETTA PER LA FORNITURA DELL’ACQUA CORRENTE NON SERVITI DA IMPIANTI DI DEPURAZIONE. CE NE SONO ANCORA DA BRISIGHELLA A RAVENNA



 NEI PROSSIMI GIORNI IL BLOG SI ATTIVERA’  PER DARE MAGGIORI INFORMAZIONI E LE DOMANDE
Con Decreto 30 settembre 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 31 dell'8 febbraio 2010, il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha individuato i criteri per la restituzione agli utenti della quota di tariffa non dovuta riferita al servizio di depurazione. Gli utenti non serviti da impianti di depurazione, ma che fino ad ora hanno pagato la quota per il servizio di depurazione, possono fin da ora richiedere il rimborso della quota di tariffa di depurazione pagata all'interno della bolletta per la fornitura dell'acqua. Occorre evidenziare che il rimborso delle somme non dovute non è automatico, indi per cui occorre attivarsi per ottenere la restituzione del denaro pagato indebitamente. Oltretutto la scadenza per effettuare la richiesta è ormai prossima, infatti chi non avanza la richiesta entro ottobre 2013 perde ogni diritto. Il Decreto prevede anche la massima diffusione informativa da parte delle società di gestione del Servizio Idrico Integrato, cosa che secondo noi non è stata propriamente effettuata, in quanto abbiamo riscontrato che molti utenti, che ne hanno diritto, non erano affatto informati di questa possibilità. L'Unione Nazionale Consumatori svolge il servizio di verifica e controllo degli utenti che hanno una fornitura idrica e che hanno diritto a tale rimborso, verificando anche l'importo spettante ad ogni utente. Nel caso in cui si ritenga di avere diritto al rimborso ma non si rientra nell'elenco degli aventi diritto si può comunque proporre domanda.
Per qualsiasi informazione ci si può rivolgere alla sede di Faenza dell'Unione Nazionale Consumatori in Via Laderchi, 3 il Lunedì ed il Venerdì dalle 17.00 alle 20.00 - Telefono 0546/22611.


lunedì 6 maggio 2013

LA RISPOSTA DELLA PROVINCIA ALL’INTERROGAZIONE DI GALASSINI: LA PROVINCIA TUTELI L’ECONOMIA DELLA VALLATA DEL LAMONE, CON L’ADEGUAMENTO DEL “PONTELUNGO”, ACCORCIANDO I TEMPI DI CHIUSURA.



Il 23 marzo 2013 interrogai la provincia di Ravenna per conoscere i tempi di chiusura al traffico, per l’adeguamento alla sicurezza, il  ponte denominato “Pontelungo” con la proposta di lavorare 24 ore al giorno per ridurre i tempi della chiusura recando minori danni,   anticipare alla cittadinanza il periodo del blocco e l’eventuale aumento dei costi.
L’assessore Valgimigli nella riunione del consiglio provinciale del 30 aprile  scorso ha così risposto:
“La chiusura del ponte avverrà dal 9 giugno al 9 settembre , i  percorsi ipotizzati per la deviazione del traffico leggero e pesante sono tutt’altro che penalizzato per la viabilità perché sarà possibile utilizzare le limitrofe SP 56 “Canaletta di Sarna”, SP 57 “Carla” e SP 16 “Marzeno”, per il traffico pesante per la Strada Carla sarà installato un semaforo per non intralciare il traffico di due autocarri.” Tra l’altro  la deviazione saranno attive in un periodo estivo e quindi senza rischi di neve, ghiaccio o nebbia e senza sovrapposizione con il periodo scolastico. Esse si protrarranno durante Agosto notoriamente “debole” per le attività economiche non turistiche.
La riduzione dei tempi lavorando 24 ore il giorno come avvenuto all’Aquila per la costruzione delle case, non è possibile a causa di:
-Tempi tecnici non ulteriormente comprimibili che caratterizzano le lavorazioni (maturazione getti calcestruzzo e processo catalitico delle resine)
- Innalzamento dei rischi per la sicurezza dei lavoratori connessi all’esecuzione notturna dei lavori
- Inevitabile abbassamento del controllo delle lavorazioni dovuto al periodo di riposo del responsabile del cantiere che è egregiamente condotto i lavori fina dal giugno scorso
- Assenza di tale possibilità dal contratto di appalto e conseguente assenza di risorse economiche dal quadro economico.
Per la spesa l’assessore riferisce:
“L’importo iniziale dell’intervento ammontava a 2.000.000 euro (importo comprensivo di lavori, oneri sicurezza, IVA, spese tecniche, ecc.) Attualmente dopo la risoluzione del primo contratto con la ditta Amadei, i lavori urgenti dovuti all’abbandono del cantiere e l’appalto dei residui lavori che oggi è in corso, il quadro economico complessivo ammonta a 2.450.000 euro. al termine dei lavori saranno quantificate le eventuali economie rispetto allo stanziamento complessivo”.
Prendo atto della data e dei tempi di chiusura e la “dichiarata” impossibilità di lavorare 24 ore al giorno per ridurre i tempi di chiusura. Se nel progetto iniziale la condizione fosse stata inserita e ora,  considerato anche  il notevole  aumento dei costi,  si potevano ridurre i tempi di esecuzione che non è stata “quantificata” ma solo giustificata “tecnicamente”.
Il consigliere provinciale (Pdl) Vincenzo Galassini

martedì 29 gennaio 2013

LETTERA APERTA AL SINDACO DOTT. DAVIDE MISSIROLI DI BRISIGHELLA E AGLI ABITANTI DI FOGNANO: “GRAVE SITUAZIONE DELL’ ILLUMINAZIONE PUBBLICA”. DI DARIO LAGHI VICE SINDACO BRISIGHELLA.



1° dicembre 2012.Carissimo Sindaco
ho deciso di scriverti questa lettera - che sarà "aperta" a tutti gli abitanti di Fognano - nella tua veste di Sindaco e di Assessore ai Lavori Pubblici, perché credo che la situazione dell'illuminazione pubblica nella nostra frazione sia ormai diventata insostenibile e debba essere affrontata e risolta in via definitiva. Come Vice-Sindaco e come cittadino sono convinto infatti che, anche in questi tempi di crisi e di scarsità di risorse, ci siano dei livelli di base di sicurezza ed efficienza che debbano essere salvaguardati e debbano trovare una risposta prioritaria da parte dell'Amministrazione. Come tutti sappiamo, quando piove o c'è un alto tasso di umidità nell'aria, diverse zone di Fognano rimangono al buio in conseguenza della vecchiaia e dello stato di logoramento degli impianti, che generano cortocircuiti ed interruzioni nell'erogazione della corrente. Fino ad oggi si è operato con interventi di emergenza e poiché per ragioni di bilancio l'unico elettricista del Comune lavora con un contratto part-time, se il guasto avviene nei giorni in cui non è in servizio o è in ferie o in malattia, le strade rimangono al buio; questo vale, naturalmente, anche per gli altri centri abitati del Comune e siccome non è possibile aumentare le ore di disponibilità del tecnico, l'unica alternativa è prevenire i guasti con interventi di rifacimento degli impianti, soluzione che, nel tempo, sarà senz’altro anche la più economica. In particolare l'illuminazione di Fognano presenta tre gravi criticità che devono essere affrontate separatamente:
a) Zona Torre (via Galamini, P.zza Turati, via Gobetti e vie limitrofe): l'impianto di illuminazione pubblica risale alla fine degli anni '60, è al di là di ogni possibile riparazione e deve essere completamente rifatto, comprese le vie laterali che sono all'origine della maggior parte dei guasti. Per questo specifico intervento da tre anni è a disposizione del Comune di Brisighella un finanziamento di 110.000 euro della Provincia di Ravenna (finanziamento che è ormai prossimo alla scadenza e deve pertanto essere utilizzato, pena la sua perdita). Come è noto, questa somma non è sufficiente a coprire l'intero costo dei lavori di rifacimento dell'attuale impianto sotterraneo, stimabile intorno ai 150.000 euro e pertanto è stata avanzata anche la proposta di realizzare un impianto "aereo", cioè con cavi volanti che collegano i lampioni, che verrebbe a costare meno ma che avrebbe un gravissimo impatto ambientale (secondo te, i cittadini di Brisighella si accontenterebbero di un impianto volante nelle loro strade?). Gli impianti aerei sono stati abbandonati da molti decenni, sono esposti al rischio di contestazioni da parte degli abitanti delle vie interessate, e costituirebbero un pericoloso precedente per le nuove urbanizzazioni, per le quali diventerebbe problematico pretendere l'interramento dei cavi. La mia proposta è di iniziare immediatamente la procedura per l'assegnazione dell'appalto per il rifacimento dell'impianto in interrato, utilizzando, in primis, il finanziamento provinciale ormai prossimo alla scadenza, poi, inserendo la somma che manca nel Bilancio del Comune del 2013, naturalmente senza alcun pregiudizio dei servizi sociali (sanità, scuola, sicurezza), ma ad esempio risparmiando nell’elargizione di qualche contributo non essenziale; sacrificando qualche evento turistico o spettacolare a Brisighella e/o rimandando interventi meno urgenti. Anzi in questo modo si potrebbero recuperare anche ore di manodopera dei nostri operai comunali, spesso impegnati nell’allestimento di eventi a scopo turistico.
b) Zona Centro (dalla Chiesa del Sufragio a Viale Stazione - Via Foro Boario e vie limitrofe). Qui l'intervento è fortunatamente di natura limitata in costi ed ore/uomo in quanto richiede solo la sistemazione delle scatole di derivazione in modo che non entri più acqua quando piove. Sarà sufficiente assegnare questa manutenzione ad una ditta esterna o dare la necessaria priorità all'elettricista del
Comune perché intervenga con urgenza.
c) Zona Via Brenti. La zona è scarsamente illuminata e l’impiantistica è fatiscente. E' necessario anche in questo caso programmare un investimento e nell'immediato assegnare una priorità agli interventi di manutenzione di emergenza per ridurre al minimo il disagio dei residenti. 
Spero che tu prenda in considerazione queste proposte perché l'illuminazione pubblica è un importante fattore di sicurezza per i cittadini e non può essere abbandonata a se stessa. Io credo che il nostro dovere (del Sindaco e della Giunta) sia quello di risolvere i problemi di tutto il territorio e se questo vorrà dire che, per una volta, sarà Brisighella a compiere un piccolo sacrificio, dobbiamo ricordarci che le frazioni sono sempre a disposizione con i loro volontari, non solo per l'assistenza sociale ma anche per le tante manifestazioni che si svolgono nel capoluogo, dal carnevale alle feste medievali fino al prossimo presepio vivente e che in larga misura autofinanziano le loro attività sportive e ricreative, non potendo godere, come succede a Fognano, dei contributi comunali. Concludo con un ultimo punto: poiché questa lettera non sarà riservata alle stanze interne del palazzo comunale, ma sarà resa pubblica, vorrei che anche i miei colleghi di Giunta ed i Consiglieri di Fognano esprimessero la loro opinione e prendessero posizione, dicendo in modo chiaro e diretto ai nostri elettori come giudicano il problema
dell'illuminazione pubblica a Fognano e cosa propongono per risolverlo.
Ti ringrazio e ti saluto cordialmente Vice Sindaco Dario Laghi



lunedì 19 novembre 2012

E IO PAGO: UN UFFICIO A LUGO PER PROMUOVERE UN TURISMO ALTERNATIVO AI GRANDI CENTRI. PRESTO UNO ANCHE A BRISIGHELLA -COSTO, €. 3.900.000-.


I SINDACI SI LAMENTANO CHE NON HANNO  SOLDI MA LI BUTTANO VIA IN OPERE INUTILI……FINITO IL FINANZIAMENTO CHI PAGHERA’….. NUOVO AUMENTO DELL’IMU? O SPERPERO DI DENARO!
L’ 11 settembre alle ore 20.30, presso lo Stand dell'Unione dei Comuni della Bassa Romagna alla Biennale il Progetto Adristorical Lands che coinvolge i Comuni della Bassa Romagna in un percorso condiviso di riscoperta e valorizzazione delle bellezze e delle tradizioni culturali e non solo del territorio. Adristorical Lands.  Un progetto internazionale a cui ha aderito anche la Provincia di Ravenna per la promozione di “un turismo sostenibile, basato sui valori naturali, culturali, delle tradizioni comuni nel bacino adriatico con particolare riferimento ai piccoli borghi medievali, città murate, castelli e dimore storiche presenti nei territori coinvolti”. La durata: 1/03/2011 – 31/12/2013 (34 mesi);  PROGETTO: Budget: 3.900.000,00 ; FESR (fondi europei): 3.315.000,00 ; Fondi Nazionali: 585.000,00 ; Budget per la Provincia di Ravenna: 250.000,00 euro. Gli obiettivi del progetto sono l'identificazione degli elementi essenziali e delle risorse presenti (borghi storici, case di artisti, musei, teatri, ecc.) per la strutturazione di prodotti turistici tematici dei territori. Nell'ambito di tale progetto la Provincia di Ravenna concentra le sue attività principalmente nei borghi storici dell'entroterra quali Lugo, Brisighella, Bagnacavallo, Bagnara di Romagna, ed alcune emergenze storiche presenti in altri centri storici della Provincia di Ravenna. La Provincia di Ravenna ha individuato uno spazio all'interno della Rocca Estense di Lugo come sede del progetto Adristorical Lands che resterà aperto durante i momenti di maggior affluenza turistica a Lugo,  inoltre questo spazio, arredato attraverso il contributo della Strada dei Vini e dei Sapori, diverrà sede anche della Strada stessa, come punto informativo, di distribuzione materiale promozionale ed esposizione di prodotti tipici nel settore enogastronomico, altro punti a Brisighella.
Una riflessione su questa spesa in un momento di spending review, perché i fondi europei sono elargiti in parte dall’ Italia, oltre a quello nazionali e della Provincia. I risultati sono modesti, non vorrei dire nulli, rispetto alle esigenze dei nostri territori. In particolare contesto l’uso di chi decide e chi controlla, mi scandalizzano gli ultimi esempi di fondi europei, il “guado nel fiume Lamone” http://brisighellaierieoggi.blogspot.it/2012/11/guado-della-moreda-sperpero-di-euro-nel.html, inutile, realizzato in legno che durerà pochi anni, o le “centraline climatiche” poste sulla strada provinciale Monticino, gli “clima parck” http://brisighellaierieoggi.blogspot.it/2012/10/povera-italia-non-hanno-soldi-la.html , e “anelli geologi”  http://brisighellaierieoggi.blogspot.it/2012/11/altra-spesa-prioritaria-dopo-il-guado.html e quest’ultima decisione, un nuovo ufficio turistico, una “cattedrale nel deserto”. Ma così è l’Italia. Tutto questo dopo l’eliminazione del titolo V della Costituzione, voluto dal PD, e come sempre i comunisti dopo anni si accorgono che fu un errore. Intanto sperperano i nostri soldi e aumentano l’IMU!


martedì 5 giugno 2012

DIGITALE TERRESTRE: UN CALVARIO NELLA BASSA E IN COLLINA


LE NUOVE RETI DELLA RAI E LE TV LOCALI NON SI VEDONO DAL DUE DICEMBRE 2011 IN MOLTE ZONE
04/06/2012 19:23  Romagna noi RAVENNA “In tante zone Brisighellesi, Casolane e del lughese le reti delle televisioni locali non si vedono più: in alcune zone per un breve periodo sono comparse e poi nuovamente svanite". A scriverlo in un comunicato stampa è il consigliere provinciale del Pdl Vincenzo Galassini che definisce “un disastro" il passaggio ravennate al digitale terrestre, avvenuto il 2 dicembre del 2011.  Ad un anno e mezzo di distanza la situazione è ancora complicata, definita “un calvario" per i residenti della zona collinare e del Lughese. “Dal completo spegnimento dei tradizionali trasmettitori analogici e l'accensione dei moderni trasmettitori digitali, i televisori non hanno ricevuto alcun segnale dalle tante reti locali, che a loro spese avevano installato i ripetitori, ledendo un servizio reso da anni. Le reti Rai trasmetto solo i tre canali tradizionali ma non gli altri nuovi anche se i cittadini pagano, purtroppo, il canone Rai".Le nuove reti della Rai “non si vedono nei comuni di Brisighella, Casola Valsenio e del Lughese. Il ministro Passera vuole vendere all’asta delle frequenze senza garantire prima la visione dei canali Rai terrestri in collina e nella pianura di Ravenna". E' quindi necessario evitare di “aggravare, una situazione che dopo il passaggio al digitale terrestre continua a registrare problemi di ricezione in quattro province su nove: Piacenza, Parma, Ferrara e Ravenna”. Galassini ha presentato un'interrogazione sul tema in Provincia.