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martedì 6 settembre 2011

UN BEL TRIO: I GOVERNATORI E I SINDACI DEL CENTRO DESTRA SI LAMENTANO DEI TAGLI? VENDANO I LORO GIOELLI

UNA MACCHINA CHE PRODUCE SPRECHI


 
È bastato un articolo sul Giornale a scatenare l'ira dei governatori e supersindaci del centrodestra in prima linea contro la manovra economica del governo. «Si lamentano? Vendano i loro gioielli», avevamo titolato ieri, elencando i beni che le Regioni hanno in carico e dei quali potrebbero fare a meno per ri-sparmiare e rimpinguare le casse. Apriti cielo: «Sbaglia di grosso chi, tra giornalisti, direttori e loro eventuali suggeritori - hanno scritto Roberto Formigoni, Renata Polverini e Gianni Alemanno - si illude di fermare con messaggi dal sapore ricattatorio la nostra giusta azione a difesa dei cittadini». A parte il tono minaccioso da bulli di periferia del comunicato, siamo disposti a svelare chi ci ha suggerito l'arti-colo contestato. Il primo è stato Roberto Formigoni, che l'altra sera ospite su La7 ha concionato contro il governo con toni che neppure la Camusso ha mai usato. La seconda è Renata Polverini, che è andata ol-tre, concedendo a L’Unità una intervista delirante che la sinistra ha incorniciato a futura memoria. Il terzo è Gianni Alemanno, che tutti i giorni presta la sua faccia ai colleghi di sinistra che vogliono solo fare cadere Berlusconi. Il quarto sono i nostri lettori, che ci hanno sommerso di lettere di sconcerto per le performance dei tre suddetti amministratori. I quali farebbero bene a concentrarsi per far di-magrire la loro casta, quella degli enti locali, che non è meno costosa, sfarzosa e spesso inefficace di quella dei parlamentari. Di Alessandro Sallustri il Giornale.

sabato 3 settembre 2011

E IO PAGO!!!: DA 16 ANNI IL MAGISTRATO DI PIETRO E’ IN PENSIONE. 2.000 EURO AL MESE OLTRE LO STIPENDIO DA DEPUTATO.

UN DIRITTO ACQUISITO!

Per molti la pensione è un sogno. Per alcuni diventa davvero poco onorevole, come per esempio per Antonio Di Pietro, ex magistrato di Mani Pulite e presidente del partito L’Italia dei Valori. Lo sostiene il giornalista Mario Giordano nel suo libro fresco di stampa, “Sanguisughe. Le pensioni d’oro che prosciugano le tasche”. Giordano fa i conti in tasca a molti personaggi noti che, pur svolgendo altre attività percepiscono pensioni d’oro o, perlomeno, consistenti. È il caso del sessantenne parlamentare bergamasco che da ormai quindici anni, dal 1° settembre del 1995 quando a 44 anni ha lasciato la magistratura, percepisce una pensione di circa 2mila euro al mese. I cedolini sono «in carico alla provincia di Bergamo» che ogni mese fa transitare sul conto corrente dell’onorevole Di Pietro la pensione da magistrato: 2.644,57 euro lordi al mese, 1956 euro netti. «Che forse non saranno molti – scrive Giordano – ma sono sempre quasi cinque volte più della minima. E che si vanno a cumulare senza alcuna decurtazione al ricco stipendio da parlamentare. Non male per chi passa le sue giornate a tuonare contro i privilegi altrui, non è vero?». Con la sua scrittura graffiante il giornalista affonda la penna senza pietà. «Se la sua esistenza dovesse durare quanto quella media di un italiano (lunga vita!) – continua Giordano – finirà per incassare il vitalizio almeno per altri 20 anni. E dunque è evidente che il magistrato Di Pietro ha versato all’ente previdenziale solo una minima parte di quello che il pensionato Di Pietro dall’ente previdenziale ha preso e prenderà. È così che nascono i buchi nei conti, ma che importa? “Tanto alla fine è sempre il cittadino che paga”. Lo sapete di chi sono queste parole? Di Tonino, naturalmente. Un moralizzatore baby pensionato. Un uomo sempre molto attento ai valori. Così attento che ha cominciato a incassarli già a 44 anni…».