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giovedì 28 marzo 2013

E IO PAGO: “ROTTOMATORE” COI NOSTRI SOLDI. DA 9 ANNI A RENZI PAGHIAMO LA PENSIONE



Furbetto della casta. Otto mesi prima di essere eletto sindaco di Firenze era stato assunto dall'azienda di famiglia come dirigente. Poi si è messo in aspettativa e da allora...     l Comune e la Provincia di Firenze da quasi 9 anni pagano i contributi per la pensione del dirigente di azienda Matteo Renzi, in arte "rottamatore". Lo scrive Il Fatto quotidiano, che racconta come otto mesi prima di essere eletto sindaco di Firenze nel giugno 2004, Renzi venne assunto dall'azienda di famiglia, per poi mettersi in aspettativa per assolvere al suo incarico di primo cittadino. La protesta -  A testimoniarlo è un documento del 22 marzo scorso, la risposta a un'interrogazione al Comune di Firenze presentata dai consiglieri Francesco Torselli (Fratelli d'Italia) e Marco Semplici (Lista Galli). "Il dottor Matteo Renzi è inquadrato come Dirigente presso l'azienda Chil srl", scrive il vicesindaco Stefania Saccardi e aggiunge "alla società presso cui risulta dipendente in aspettativa il dottor Renzi sono erogati i contributi previsti all'art. 86 comma 3 del Testo unico sugli enti locali". Legge che impone all'Ente locale di provvedere al versamento dei contributi previdenziali, per gli amministratori locali che, in quanto lavoratori dipendenti, siano stati collocati in aspettativa non retribuita per assolvere al mandato. Fonti vicine al sindaco e riportate da Il fatto spiegano che "l'assunzione non era finalizzata a lucrare i contributi. La società della famiglia Renzi in quel periodo viveva una fase di ristrutturazione. L'acquisto della qualifica di dirigente da parte di Renzi era legata alla cessione delle sue quote. Prima era socio ed era inquadrato come collaboratore. Nel periodo in cui cede le quote diviene dirigente".


mercoledì 27 marzo 2013

MONTI IL TECNICO TECNICAMENTE FALLITO. DISPREZZATO DA TUTTI, ANCHE DAL SUO GOVERNO.



Le dimissioni del ministro degli Esteri Giulio Terzi sulla vicenda dei marò è l’ultimo di una lunga serie di gravi incidenti che hanno accompagnato l’inesorabile declino del governo tecnico. Al di là del merito del caso che sta lacerando i rapporti tra l’Italia e l’India, l’abbandono della nave a scoppio ritardato del responsabile della nostra politica estera, e il rimprovero dell’ammiraglio Di Paola è uno degli episodi più tristi capitati di recente alle nostre aule parlamentari. La caduta verticale della credibilità dell’esecutivo dei tecnici è uno dei sintomi più evidenti dell’impatto senza precedenti della recessione che ha travolto l’economia italiana nel 2012, la seconda contrazione monstre a poco distanza dal tonfo successivo al crack di Wall Street. Un simile sisma sociale avrebbe prodotto sconquassi devastanti in ogni caso, ma i tecnici si sono dimostrati incapaci di gestirlo ancora più dei politici. Basti pensare al modo in cui Berlusconi si è risollevato dopo il fallimento del suo governo. Lo scoppio della bolla tecnica ha trasformato Mario Monti nel piccolo leader di un partito di centro, una figura simile a Casini mentre avrebbe potuto diventare un nuovo Ciampi. La sua traiettoria, così come quella dei suoi colleghi, poveri di consenso e inadatti a gestire il profondo turbamento della società italiana, è anche un monito per il futuro prossimo venturo. I numeri per formare un governo politico non ci sono, vista l’ostilità reciproca dei tre maggiori partiti italiani, Pd, M5S e Pdl. Aggrapparsi ad un’altra scappatoia tecnica sarebbe però un ulteriore aggravamento del problema, invece che la risoluzione di cui avrebbe bisogno un paese in crisi così profonda.

martedì 3 gennaio 2012

LA LINEA DI CONDOTTA PIU’ LINEARE DEL PARLAMENTO SAREBBE DI AVVIARE LA PROCEDURA DI IMPEACHMENT DEL PRESIDENTE PER ACCETTARNE LE RESPONSABILITA’ IN MERITO AI REATI GRAVISSIMI, COME ATTENTATO ALLA COSTITUZIONE

LA POSIZIONE DI NAPOLITANO SI AGGRAVA IL GOVERNO TEDESCO NON SMENTISCE IL WSJ
Riferisce Affaritaliani.it che, a richiesta, un portavoce del governo tedesco si è rifiutato di commentare la ricostruzione del Wall Street Journal della telefonata con cui Angela Merkel ha imposto a Napolitano di dimissionare Berlusconi formando un nuovo governo con Monti. Una prassi questa non contemplata dalla nostra Carta Costituzionale, perlomeno non nei termini con i quali ha ritenuto di poterla attuare Napolitano. Ma ancora più catastrofica per il Colle è la precisazione dello stesso spokesman tedesco che alla domanda: “Quindi smentite la versione dei fatti fornita dal WSJ?” ha letteralmente risposto : “Non smentiamo niente, solo non commentiamo”. Una conferma della fondatezza delle accuse a Napolitano che più chiara e clamorosa di così non potrebbe essere. Già lo stesso Napolitano aveva ammesso di aver parlato al telefono di politica con Angela Merkel lo scorso ottobre. E questa è già di per se stessa l’ammissione di una scorrettezza gravissima perchè spetta al

sabato 31 dicembre 2011

FAREMO, CONCORDEREMO, VEDRETE…….MA COSA HA DETTO MONTI: NIENTE


Cresci Italia, faremo, concorderemo, ci sarà equità, la manovra era urgente ma adesso lavoreremo alla ripresa per l’occupazione, il pil, solo che non mi sbilancio perchè a gennaio c’è un consiglio europeo dove presenteremo il tutto. Stiamo lavorando per voi. L’Italia è uno dei più ricchi paesi al mondo, individualmente, il doppio della Francia per essere chiari, solo che la ricchezza da capitale , in Italia, non viene tassata e quindi ci sono famiglie, persone, che a ricchezza ha aggiunto ricchezza di capitali, immobili, azioni o denaro contante ecc.ecc. Che hanno fatto si che l’8% delle famiglie italiane detengano il 55% della ricchezza nazionale. Basterebbe tassare, al 3%, queste rendite da capitale parassite perchè lo Stato incassi quasi 600 miliardi di euro diventando in pochi giorni uno degli Stati più solvibili al mondo. Mentre noi siamo qui a dividerci tra giovani e anziani, occupati e disoccupati, garantiti e non garantiti, tra la politica sana e la politica mafiosa, tra onesti e disonesti riuscendo a litigare persino con chi vuole le stesse cose che vogliamo noi, l’8% delle famiglie italiane che hanno il 55% della ricchezza nazionale sono in vacanza, sono presi dall’organizzazione del veglione di capodanno, altri sono indecisi se andare a Cortina oppure alle Maldive ed intanto ridono di noi che facciamo i calcoli con le tabelle dei giornali per vedere quanta Ici dovremo pagare, se 150 euro 0 165, come se dai 15 euro di differenza dipendesse tutto il nostro 2012. Mentre loro se ne fregano perchè la massima parte dei loro profitti viene dalle rendite della speculazione economico finanziaria che, come tutti sappiamo, viene tassata al 20%. Un operaio con lo stipendio medio di 1300 euro al mese paga dal 36 al 38%. Più o meno. Questa è l’equità secondo il capitalismo italiano, all’estero pagano molto di più, e non tiro in ballo lo scudo