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lunedì 13 maggio 2013

LA CORTE DEI CONTI UMILIA MONTI: “LE SUE LEGGI ERANO SENZA COPERTURA”



QUANDO L’INGORANZA SALE IN CATTEDRA.
Provvedimenti dalla copertura ottimistica e non sempre affidabile, troppo disorganici ed eterogenei. La Corte dei Conti non usa mezzi termini per bocciare le ultime misure del governo Monti, a partire dalla legge di stabilità e dal decreto sviluppo. Nella legislazione degli ultimi tre mesi del 2012, quando il governo tecnico era ancora nella pienezza dei suoi poteri, i magistrati contabili rilevano una serie di «incovenienti», tutt’altro che secondari. Innanzitutto il frequente rinvio a provvedimenti secondari di attuazione; le continue variazioni di leggi anche recenti, «con riflessi sull’attendibilità delle stime circa gli effetti finanziari recati dalle norme»; ma anche l’approvazione di emendamenti privi della relazione tecnica o per i quali la relazione è stata vistata negativamente dal Ministero dell’economia. Infine, di non poco conto, «l’utilizzazione a fini di copertura di cespiti, come i proventi dei giochi e le accise sugli idrocarburi, il cui gettito è calante e le cui stime appaiono per conseguenza non affidabili e l’impiego in modo improprio di fondi di tesoreria per coprire oneri di bilancio».

giovedì 28 marzo 2013

E IO PAGO: “ROTTOMATORE” COI NOSTRI SOLDI. DA 9 ANNI A RENZI PAGHIAMO LA PENSIONE



Furbetto della casta. Otto mesi prima di essere eletto sindaco di Firenze era stato assunto dall'azienda di famiglia come dirigente. Poi si è messo in aspettativa e da allora...     l Comune e la Provincia di Firenze da quasi 9 anni pagano i contributi per la pensione del dirigente di azienda Matteo Renzi, in arte "rottamatore". Lo scrive Il Fatto quotidiano, che racconta come otto mesi prima di essere eletto sindaco di Firenze nel giugno 2004, Renzi venne assunto dall'azienda di famiglia, per poi mettersi in aspettativa per assolvere al suo incarico di primo cittadino. La protesta -  A testimoniarlo è un documento del 22 marzo scorso, la risposta a un'interrogazione al Comune di Firenze presentata dai consiglieri Francesco Torselli (Fratelli d'Italia) e Marco Semplici (Lista Galli). "Il dottor Matteo Renzi è inquadrato come Dirigente presso l'azienda Chil srl", scrive il vicesindaco Stefania Saccardi e aggiunge "alla società presso cui risulta dipendente in aspettativa il dottor Renzi sono erogati i contributi previsti all'art. 86 comma 3 del Testo unico sugli enti locali". Legge che impone all'Ente locale di provvedere al versamento dei contributi previdenziali, per gli amministratori locali che, in quanto lavoratori dipendenti, siano stati collocati in aspettativa non retribuita per assolvere al mandato. Fonti vicine al sindaco e riportate da Il fatto spiegano che "l'assunzione non era finalizzata a lucrare i contributi. La società della famiglia Renzi in quel periodo viveva una fase di ristrutturazione. L'acquisto della qualifica di dirigente da parte di Renzi era legata alla cessione delle sue quote. Prima era socio ed era inquadrato come collaboratore. Nel periodo in cui cede le quote diviene dirigente".


mercoledì 27 marzo 2013

MONTI IL TECNICO TECNICAMENTE FALLITO. DISPREZZATO DA TUTTI, ANCHE DAL SUO GOVERNO.



Le dimissioni del ministro degli Esteri Giulio Terzi sulla vicenda dei marò è l’ultimo di una lunga serie di gravi incidenti che hanno accompagnato l’inesorabile declino del governo tecnico. Al di là del merito del caso che sta lacerando i rapporti tra l’Italia e l’India, l’abbandono della nave a scoppio ritardato del responsabile della nostra politica estera, e il rimprovero dell’ammiraglio Di Paola è uno degli episodi più tristi capitati di recente alle nostre aule parlamentari. La caduta verticale della credibilità dell’esecutivo dei tecnici è uno dei sintomi più evidenti dell’impatto senza precedenti della recessione che ha travolto l’economia italiana nel 2012, la seconda contrazione monstre a poco distanza dal tonfo successivo al crack di Wall Street. Un simile sisma sociale avrebbe prodotto sconquassi devastanti in ogni caso, ma i tecnici si sono dimostrati incapaci di gestirlo ancora più dei politici. Basti pensare al modo in cui Berlusconi si è risollevato dopo il fallimento del suo governo. Lo scoppio della bolla tecnica ha trasformato Mario Monti nel piccolo leader di un partito di centro, una figura simile a Casini mentre avrebbe potuto diventare un nuovo Ciampi. La sua traiettoria, così come quella dei suoi colleghi, poveri di consenso e inadatti a gestire il profondo turbamento della società italiana, è anche un monito per il futuro prossimo venturo. I numeri per formare un governo politico non ci sono, vista l’ostilità reciproca dei tre maggiori partiti italiani, Pd, M5S e Pdl. Aggrapparsi ad un’altra scappatoia tecnica sarebbe però un ulteriore aggravamento del problema, invece che la risoluzione di cui avrebbe bisogno un paese in crisi così profonda.

martedì 26 marzo 2013

MARO’, BERLUSCONI: “FIGURACCIA VERGOGNOSA, DOBBIAMO CACCIARE MONTI DAL SENATO”



  Il governo Monti sui marò ha fatto una figura vergognosa, ha sbagliato tutto perche’ hanno voluto fare di testa loro senza chiederci nulla. Lo ha detto Silvio Berlusconi parlando ai parlamentari del PdL: si devono dimettere in gruppo e dobbiamo cacciare Monti dal Senato, perche’ e’…

venerdì 8 marzo 2013

MONTI HA INVITATO RENZI A PALAZZO CHIGI PER AFFIDARGLI LA GUIDA DI SCELTA CIVICA.



Fatto numero uno della giornata. Alla fine, nonostante la linea di Bersani Pierluigi sia stata difesa con tutta la forza da Bersani Pierluigi, un fatto nuovo e importante dalla direzione del Pd c’e': si tratterà a tutto campo, quindi anche con l’odiato Pdl di Berlusconi Silvio, per le presidenze di Camera e Senato. Con un totale rovesciamento di impostazione strategica e anche del possibile esito finale: il Pd sceglierà il Senato per la Finocchiaro Anna e non la Camera per Franceschini Dario, per un motivo semplice: evitare di dare la seconda carica dello Stato, nell’ordine a Berlusconi, un uomo di Berlusconi a o Monti Mario al quale proprio piacerebbe. È poi il Senato e’, come nel 2006, la frontiera dove si decidono i destini del governo e della legislatura. Fatto numero due. Monti Mario non ha invitato Renzi Matteo di sua iniziativa a palazzo Chigi, ne’ regge la frottola venduta ieri che avrebbero parlato di Firenze e che si trattava di un incontro in agenda da tempo. L’incontro invece era stato organizzato via Della Valle Diego, proprietario della Fiorentina, e per interposto parere favorevole del presidente della Ferrari in carica e del leader in sonno di Italia Futura, Montezemolo Luca. Il tutto sulla base di una semplice idea: la zattera di Monti Mario e’ approdata sul l’altra riva del fiume per il rotto della cuffia, il bocconiano un politico non è’, bisogna recuperare un vestito istituzionale per il professore marito di Elsa e allora cosa c’è’ di meglio che affidare la zattera stessa al sindaco di Firenze che deve decidere cosa fare da grande e se farlo nel Pd, nonostante tutto? Renzi Matteo e’ andato a Palazzo Chigi a sentire e gli ha fatto gioco farlo prima della direzione del Pd, alla quale peraltro oggi non si è’ fermato molto, andando via subito. Ma sa bene che l’offerta ha le caratteristiche della polpetta avvelenata, ed è’ ad altissimo rischio.

lunedì 21 gennaio 2013

“TOGLIAMO L’ITALIA AGLI INCAPACI”…….MA SECONDO MONTI CHI RESTREBBE, LUI HA FATTO PIU’ DANNI DI TUTTI



Non c’è niente da fare: quando finiscono gli argomenti, si passa all’insulto. E Mario Monti, gli argomenti, li ha finita da tempo. È ormai sotto gli occhi di tutti che il Professore, in panne per la mancata operazione per formare il Grande Centro e preoccupato dai sondaggi che lo danno pericolosamente sotto il 10%, ha cambiato tono sostituendo gli slogan ai numeri, le chiacchiere al programma e, soprattutto, gli insulti al dialogo. Smontate le “prodezze” di tredici mesi di governo tecnico, Monti è rimasto col cerino. Numeri e grafici alla mano Silvio Berlusconi ha, infatti, spiegato agli italiani che non solo il Professore non è riuscito a far uscire il sistema Italia dalla crisi economica, ma ha addirittura trascinato il Paese in una recessione senza precedenti che ha falciato il mercato del lavoro e impoverito le imprese. Il Cavaliere non ha fatto altro che raccogliere i dati pubblicati dalla Banca d’Italia, dall’Istat, dalle associazioni dei commercianti e dal Fondo monetario internazionale. Tutti concordano sul fatto che nell’ultimo anno tutti gli indicatori economici sono pesantemente peggiorati: la disoccupazione è cresciuta, il pil è precipitato, l’industria è sempre più in affanno, gli italiani danno fondo ai propri risparmi. Dalle prime battute di campagna elettorale Berlusconi non ha fatto altro che illustrare agli italiani il fallimento del governo Monti. Un’operazione verità che non è affatto piaciuta al Professore che non potendo replicare coi fatti è passato agli insulti. il giornale

sabato 19 gennaio 2013

giovedì 17 gennaio 2013

MALI, MONTI STA CON LA FRANCIA: “SUPPORTO TECNICO E LOGISTICO”. SIAMO IN GUERRA.



ALTRO CHE “GESTIONE DEGLI AFFARI ORDINARI”
Il presidente del Consiglio dimissionario e i ministri rimarranno in carica per la gestione degli affari ordinari. Così recita, più o meno, la Costituzione a proposito del ruolo degli esecutivi in fin di legislatura. A quel dettato dovrebbero attenersi pure Monti e i suoi "tecnici" a meno di due mesi dalle elezioni politiche. Ora, vien da chiedersi: rientra nella gestione degli "affari ordinari" anche dichiarare la guerra a un paese straniero? Perché, se qualcuno non se ne fosse accorto, è quel che ha fatto il governo Monti in queste ultime ore, offrendo supporto tecnico e logistico all'intervento militare francese in Mali. Una guerra vera e propria, in cui 2.500 soldati francesi stano fronteggiando le milizie jihadiste attestate nella parte nord-oerientale del paese sub-sahariano. A proposito: i jihadisti hanno già attaccato per rappresaglia una installazione petrolifera occidentale al confine tra Mali e Algeria, uccidendo due persone e prendendone in otaggio 41. E hanno "promesso" attentati a Parigi. Ora, agli alleati militari di Hollande (come l'Italia) che trattamento spetterà?

sabato 12 gennaio 2013

PRESSIONE FISCALE ILLECITA E IMMORALE



di Robi Ronza - Partito il redditometro? Parti anche tu”:se si inserisce la parola “redditometro” nei maggiori motori di ricerca, in questi giorni esce tra i primi questo titolo cui segue l’indirizzo di un’agenzia specializzata nell’assistenza al trasferimento di aziende dall’Italia alla Svizzera, compreso il trasferimento o la permuta di beni di lusso (prime fra tutte le auto di grossa cilindrata, motoscafi e altri beni di lusso che il redditometro prende di mira): trasferimenti che sono peraltro perfettamente legali. Già da tempo era in corso l’esodo verso la Svizzera italiana di piccole e medie imprese lombarde e piemontesi in un Paese straniero vicinissimo dove si parla la stessa lingua, e dove la pubblica amministrazione è rapida ed efficiente, la pressione fiscale è inferiore di 20 punti alla nostra e l’IVA è all’8 per cento invece di essere al 21. Adesso l’esodo tende a trasformarsi in una fuga in massa. Per fortuna dello Stato italiano la Svizzera cisalpina e italofona è fisicamente troppo piccola per contenere tutta l’industria delle zone ad essa limitrofe del nostro Paese (che hanno complessivamente una popolazione pari a quella delle Marche e dell’Umbria messe insieme); altrimenti tale industria finirebbe per trasferirsi in massa oltre frontiera. Si parla fin troppo nel nostro Paese del dovere morale del cittadino di pagare le imposte senza altrettanto sottolineare che ad esso corrisponde il dovere dello Stato di non depredarlo e di non sprecare le entrate fiscali raccolte. E in Italia c’è molta evasione ma anche molto saccheggio e spreco statale delle risorse della società civile. Quello che non si capisce o si finge di non capire - da parte di quel mondo di uomini dabbene di cui l’austero Mario Monti è campione e stendardo -- è che i due doveri in questione implicano un certo equilibrio tra loro mancando il quale lo stringersi della morsa dei controlli di polizia fiscale non riesce comunque a ridurre l’evasione al minimo. In compenso deprime i consumi e schiaccia l’economia produttiva spingendo le imprese alla fuga dall’Italia verso altri Paesi dell’Unione Europea o anche altrove. Le imprese piccole e

giovedì 10 gennaio 2013

LA UE BOCCIA MONTI SULL’IMU



Ma non era l’uomo della credibilità europea Monti monta in politica ed inciampa malamente fra bugie, vuoti di memoria, contraddizioni e flop. L'Imu deve essere modificata in senso più progressivo per essere più equa e avere un effetto redistributivo. Lo scrive l'Unione europea nel Rapporto 2012 su Occupazione e sviluppi sociali. Dall'analisi emerge inoltre come la vecchia Ici non avesse impatto sulle disuguaglianze e aumentasse leggermente la povertà. L'Imu, ricorda il rapporto Ue, è stata introdotta nel 2012 "a seguito di raccomandazioni sulla riduzione di un trattamento fiscale favorevole per le abitazioni" e "basata sull'effetto distorsivo relativamente basso delle tasse sulla proprietà e il basso tasso di evasione". "Ricordiamo, inoltre, allo smemorato o distratto Monti, come ha puntualmente sottolineato Renato Brunetta che se oggi l`Italia si pone come il paese più avanzato in Europa dal punto di vista del controllo dei bilanci, questo è perché già con il governo Berlusconi l`Italia aveva approvato il Six Pack e la riforma dell`art. 81 della Costituzione. E questo ha reso possibile, durante il governo tecnico, l`approvazione da parte del Parlamento della relativa riforma costituzionale e del Fiscal Compact. Forse al candidato Monti è sfuggito, ma nelle ultime settimane del 2012 è stata approvata dal Parlamento anche la Legge rafforzata che qualifica i vincoli derivanti dall`inserimento del pareggio di bilancio in Costituzione". "Di che cosa stiamo parlando? Professor Monti, presidente Monti, senatore Monti, candidato Monti, siamo seri. Per amor di patria" Rodolfo Ridolfi


martedì 8 gennaio 2013

“ESCLUDO DI CONSIDERARE UNA MIA CANDIDATURA DOPO IL 2013”. QUANTO VALE LA PAROLA DI UN UOMO?



“Qualunque imbecille può inventare e imporre tasse. L’abilità consiste nel ridurre le spese”. Maffeo Pantaleoni, economista e politologo italiano (1857-1924).
Non gli piace la politica, ma non vuole mollare la poltrona di senatore a vita, non vuole fondare un partito, ma si presenta con un simbolo elettorale che porta il suo nome.
Vediamo allora 10 motivi per non votare Mario Monti alle prossime elezioni:

lunedì 7 gennaio 2013

IL PROGETTO DI MONTI E BERSANI: UNA PATRIMONIALE SULLA CASA


SE ALLE ELEZIONI VINCESSE LA SINISTRA, CON L’APPOGGIO DEL PROF. VERRA’ INDTRODOTTA UNA “SUPER IMU PROGRESSIVA”. VENDOLA E’ D’ACCORDO. SOLO BERLUSCONI HA UN’ALTERNATIVA.
Casa dolce casa". Si diceva un tempo. Ora bisognerà dire" casa, cara, casa". Anzi carissima. Si sta per preparare un assalto fiscale alle dimore degli italiani. E a farlo saranno Bersani&co se dovessero vinecere le elezioni. Attenzione, perchè l'assalto è feroce. Arriverà una supertassa sul patrimonio immobiliare. L'ex collaboratore dell'ex ministro delle Finanze Vincenzo Visco, Stefano Fassina, sta per mettere nero su bianco una patrimoniale in piena regola. Con Fassina in regia c'è anche il "centrino" di Monti che sul fronte tasse e balzelli non si tira mai indietro.  Ecco la patrimoniale - La questione è molto semplice la spiega lo stesso Fassina a Panorama: "La nostra proposta prevede una tassazione progressiva, la cui soglia di partenza è fissata a 1,2 milioni euro. Al di sopra di quel valore l'imu attuale dovrà essere appesantita, introducendo un'aliquota massima pari allo 0,7 per cento che si innalzerà all'1 per cento sopra un valore di 1,5 milioni di euro". Insomma Fassina è pronto a chiedere un conto salatissimo agli italiani. Bisogna considerare che in questo periodo di crisi anche chi abita in una casa nel centro di Roma o Milano non è detto che viva per forza nel lusso. Magari la casa può essere un eredità e chi ci vive ora non ha molta liquidità in tasca. Le stime parlano di una tassa da 10-15 mila euro l'anno per soddisfare la sete di questa nuova patrimoniale.  Anche Vendola ci sta - Di sicuro Nichi Vendola non dirà di no. Anzi cercherà di inasprire la tassa cercando di abbassare la soglia di applicazione, oppure si applicherà per ottenere il balzello sui patrimoni (non solo immobiliari) che invoca da tempo. Anche

venerdì 4 gennaio 2013

BRUNETTA REPLICA ALLE CRITICHE DI MONTI: “TECNOCRATE DISINFORMATO E AUTORITARIO”



Ospite di Uno Mattina, il Prof si è scagliato contro l'ex ministro, affermando che "sta portando, con l’autorevolezza di un professore di una certa statura accademica, il Pdl su posizioni piuttosto estreme e, se posso permettermi di dire, settarie". La risposta di Brunetta non si è fatta attendere. "Con le sue parole il professor Monti svela la sua natura più profonda, che è quella del tecnocrate autoritario, disinformato e pasticcione", ha scritto Brunetta su Twitter. L'ex ministro ha poi aggiunto, in riferimento alle critiche di Monti nei confronti di Stefano Fassina: "Ci dà degli estremisti. Tagliare le ali vuol dire far fuori Fassina e me con i nostri cattivi consigli. Non solo si è montato la testa, ma ha proprio perso la testa. Inizio seriamente a dubitare della capacità di giudizio del presidente del Consiglio Monti".

domenica 30 dicembre 2012

MONTI RUOTA DI SCORTA DI BERSANI



Il Cav è un fiume in piena e pensa ad una caduta di stile da parte del premier: "Monti si è presentato, credo con una caduta di credibilità rilevante - prosegue Berlusconi - lo ha fatto essendo già senatore a vita senza presentarsi nelle liste elettorali ma assumendo il ruolo di leader della coalizione dei partitini del centro e mettendo fuori un programma scritto in gran parte dal giuslavorista del Pd Piero Ichino, che ha lasciato il Pd, un programma in quasi totale sintonia con il programma del Pd". Per il Cav la missione di Monti è chiara: "Farà da ruota di scorta del Pd continuando quella politica di austerità che ha portato l'Italia in queste condizioni e che purtroppo secondo la loro sensibilità dovrebbe essere continuata". Il Prof prenderà pochissimi voti - Il Cavaliere dopo una giornata di interviste da Roma è tornato in treno a Milano, con lui anche Francesca Pascale. Alla Stazione Centrale intervistato dai giornalisti ha continuato a parlare delle scelte di Monti: "Sono sicuro che prenderà pochi voti. Sono partiti piccoli e lui si è abbassato al livello di Fini e Casini. Non penso ci siano così tanti italiani che possano dargli fiducia. La sua candidatura è una mossa per favorire la sinistra. Io sono tranquillo perchè i moderati voteranno per noi".

SILVIO DA SOLI: ANCHE SENZA LA LEGA, RICORDIAMOCI QUANTE COSE HA BLOCCATO, VINCIAMO DA SOLI COSI REALIZZIAMO IL NOSTRO PROGRAMMA DEL ’94!

lunedì 24 dicembre 2012


Monti ufficialmente non si candida ma interviene come se fosse già in campagna elettorale: «mai alleanza con Berlusconi». Angela Merkel fa l’endorsement per Monti ma dichiara che «non vuole interferire con le politiche interne degli altri Paesi». Come se tutto quanto fatto sino a ora – e la dichiarazione pro Monti è solo l’ultima tappa – non sia stato dare l’esatta direzione politica a tutti gli altri Paesi dell’Ue. Compreso (e soprattutto) il nostro. Dalla finanza al Fondo Salva Stati (cioè salva Banche) sino alle regole di austerità e a quelle per la supervisione europea. Intanto i media della speculazione, e in particolare il Financial Times, incoronano Mario Draghi come uomo dell’anno per aver “salvato l’Euro”. Naturalmente. Ecco, l’Euro forse è stato salvato. Sono gli europei invece che sono stati rasi al suolo. Proprio come scrivevano i “complottisti” mesi addietro. Ma sul Financial Times, o sul Wall Street Journal, o anche sul Sole 24 Ore e persino su Repubblica e Corriere queste cose non si leggono. Basta un po’ di cronaca, un po’ di sport e un po’ di gossip per far voltare pagina agli italiani, no? il ribelle

domenica 16 dicembre 2012

DEBITO BOOM, PESA PER BEN OLTRE 33MILA URO SU OGNI CITTADINO, BEBE’ COMPRESI”


Al livello raggiunto a ottobre il debito pubblico italiano pesa per circa 33.081 mila euro a testa, bebé compresi. E’ quanto è possibile calcolare incrociando i dati diffusi oggi dalla Banca d’Italia con le ultime stime dell’Istat che calcola 60,9 milioni di residenti in Italia a gennaio. Il debito è aumentato da inizio anno (a gennaio 2012 era pari a 1.943,455 miliardi) di 71,238 miliardi. Il 3,7% in più dall’inizio dell’anno. Le entrate tributarie dei primi 10 mesi dell’anno segnano un incremento del 2,9% rispetto allo stesso periodo del 2011. E’ quanto emerge dai dati del gettito fiscale, al netto dei fondi speciali della riscossione, riportati dal supplemento “Finanza Pubblica” al bollettino Statistico della Banca d’Italia.

martedì 11 dicembre 2012

CON MONTI IL DEBITO PUBBLICO +82,7 MILIARDI E +4,4%


LA NOTA DEL COORDINATORE DEI DIPARTIMENTI PDL BRUNETTA
Il coordinatore dei dipartimenti del Pdl Renato Brunetta ha diffuso questa mattina due dossier (che si possono leggere e scaricare dal sito www.freenewsonline.it), da cui emerge che: nell’anno del governo Monti il debito pubblico in Italia e’ aumentato di 82,7 miliardi in valore assoluto (dati Banca d’Italia) e del 4,4% rispetto al Pil (dati Eurostat), e che nei dodici mesi di governo Monti la media ponderata dei titoli di stato decennali e’ più alta dello 0,31% rispetto ai cinque mesi più "caldi" del governo Berlusconi (elaborazione su dati Ministero delle Finanze, Dipartimento del Tesoro).

IL FRIGNANTE PROF. MONTI VA A PIAGNUCOLARE DA NAPOLITANO E SI DIMETTE (E POI L’IRRESPONSABILE SAREBBE BERLUSCONI?)



Come molti, troppi professori anche Monti non sfugge alla regola. Pontifica, ammonisce, fornisce ricette ma guai a criticarlo, guai a sfiduciarlo. Lui no. Lui va da Napolitano a frignare e dimettersi da perfetto irresponsabile a cui non è mai importato nulla di nessuno tranne che di se stesso. Facciamo un salto indietro di 12 mesi? Dodici mesi fa Mario Monti fu messo a capo dell’Italia con una gigantesca maggioranza impaurita. Aveva un parlamento che avrebbe votato qualsiasi cosa pur di mantenere la seggiola sotto al culo, dalla reintroduzione della pena di morte fino alla riedizione moderna dello Ius Prime Noctis . La ignobile finanziaria 2011, quella dell’Imu sulla prima casa, quella che ha costretto centinaia di migliaia di anziani ad aprirsi un conto corrente per la pensione, quella di 30 miliardi di euro fatti all’87% di tasse fu una precisa scelta di Monti, a quel tempo Mario Monti era sia presidente del consiglio che Ministro dell’Economia e delle Finanze, l’Europa ci aveva chiesto “solo” di migliorare i saldi di bilancio non di come farlo. Poteva, anzi doveva essere fatto un ribilanciamento dei sacrifici sulla spesa pubblica, non è stato fatto perchè la spesa pubblica è la ragione sociale di tutta la nostra classe politica in parlamento. Classe politica di cui Mario Monti è naturale espressione. I risultati di quella precisa scelta sono stati incontestabilmente devastanti sull’economia reale, tutti gli indicatori macroeconomici sono crollati al di sotto della media europea, si è salvata solo la bilancia commerciale grazie al crollo dei consumi interni. Poi ci sono i mitici tagli ai costi della politica e alle