- Partito il redditometro? Parti anche tu”:se si inserisce la
parola “redditometro” nei maggiori motori di ricerca, in questi giorni esce tra
i primi questo titolo cui segue l’indirizzo di un’agenzia specializzata
nell’assistenza al trasferimento di aziende dall’Italia alla Svizzera, compreso
il trasferimento o la permuta di beni di lusso (prime fra tutte le auto di
grossa cilindrata, motoscafi e altri beni di lusso che il redditometro prende
di mira): trasferimenti che sono peraltro perfettamente legali. Già da tempo
era in corso l’esodo verso la Svizzera italiana di piccole e medie imprese
lombarde e piemontesi in un Paese straniero vicinissimo dove si parla la stessa
lingua, e dove la pubblica amministrazione è rapida ed efficiente, la pressione
fiscale è inferiore di 20 punti alla nostra e l’IVA è all’8 per cento invece di
essere al 21. Adesso l’esodo tende a trasformarsi in una fuga in massa. Per
fortuna dello Stato italiano la Svizzera cisalpina e italofona è fisicamente
troppo piccola per contenere tutta l’industria delle zone ad essa limitrofe del
nostro Paese (che hanno complessivamente una popolazione pari a quella delle
Marche e dell’Umbria messe insieme); altrimenti tale industria finirebbe per
trasferirsi in massa oltre frontiera. Si parla fin troppo nel nostro Paese
del dovere morale del cittadino di pagare le imposte senza altrettanto
sottolineare che ad esso corrisponde il dovere dello Stato di non depredarlo e
di non sprecare le entrate fiscali raccolte. E in Italia c’è molta evasione ma
anche molto saccheggio e spreco statale delle risorse della società
civile. Quello che non si capisce o si finge di non capire - da parte di
quel mondo di uomini dabbene di cui l’austero Mario Monti è campione e
stendardo -- è che i due doveri in questione implicano un certo equilibrio tra
loro mancando il quale lo stringersi della morsa dei controlli di polizia
fiscale non riesce comunque a ridurre l’evasione al minimo. In compenso deprime
i consumi e schiaccia l’economia produttiva spingendo le imprese alla fuga
dall’Italia verso altri Paesi dell’Unione Europea o anche altrove. Le imprese
piccole e
