Oggi in diversi quotidiani si legge la notizia che
il gruppo
Volkswagen
ha svolto una riorganizzazione di tutto il gruppo. Il dato ancora più
interessante è che un certo Dott. Luca De Meo, ex responsabile dei
marchi Fiat, è diventato capo di tutto il marketing del gruppo nel mondo.La prima considerazione è
la capacità di cambiamento che spesso all’estero si trova sia nel privato che
nel pubblico. Qui in Italia sarebbe scoppiato un casino, prima sindacale e poi
politico.
Questo nel nostro Paese è quasi impossibile e nel pubblico è perfino un tabù.
L’unica cosa che si possono cambiare sono i consulenti esterni, che normalmente
sono i primi e i soli a saltare quando c’è un cambio politico. Tutto il resto rimane
uguale e guai a toccarli, soprattutto nei ministeri. Ci si ritroverebbe contro
tutti i dipendenti con il blocco delle attività. Il risultato: la pubblica
amministrazione è diventata una casta vera e propria che trae il suo potere dalla
burocrazia e dal concetto di posto fisso, intoccabili e unici detentori della
conoscenza. Assieme alla sacra alleanza dei sindacati sono loro i
responsabili del disastro Italia, generato da una cultura comunista della gestione del
pubblico di cui oggi non a caso Giorgio Napolitano è il presidente, con “p”
minuscola.
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martedì 5 giugno 2012
mercoledì 16 novembre 2011
IL GOVERNO BERLUSCONI COSTAVA 2,9 MILIONI. IL GOVERNO SNELLO DI MONTI COSTA IL DOPPIO: GRAZIE AD UNA LEGGE FIRMATA DA PRODI, LO STIPENDIO DEI TECNICI E’ TRIPLO RISPETTO A QUELLO DEI POLITICI
“TAGLIERO’ I COSTI E I PRIVILEGI DELLA POLITICA”. FIRMATO MONTI. LA PROMESSA DEL PRESIDENTE INCARICATO RISCHIA DI FARE ACQUA DA TUTTE LE PARTI. PERCHE’ LO SCHERZETTO DEL GOVERNO TECNICO CI COSTERA’ SALATO
" Più salato che gli italiani fossero stati chiamati al voto anticipati. Il tutto grazie a una legge fatta dall'ex premier Romano Prodi. "Il governo tecnico snello costerà 4,8 milioni di stipendi - scrive il vicedirettore di Libero, Franco Bechis, su Twitter - il governo uscente costava 2,9 milioni". Mica bruscolini. Quasi il doppio. Che in tempi di crisi, non è certo poco. Basta fare un giro sul sito della Ragioneria territoriale dello Stato per capire che Bechis fa sul serio. L'inghippo è semplice. Con le dimissioni di Silvio Berlusconi tornano a casa 23 ministri, tre viceministri e ben 38 sottosegretari. Numeri da capogiro, certo. Ma i loro stipendi costavano all'erario pubblico tra i 40 e i 50mila euro all'anno per un totale di 2,8 milioni di euro. Monti ha, invece, parlato di un esecutivo snello con solo tecnici (niente politici). Qui snello sta per magro e non per "a buon mercato". Guai a loro se per una volta si risparmia un nichelino. Macchè! Grazie a una legge del 1997 firmata dal Professor Prodi, i nuovi titolari dei dicasteri - in cambio della mancata indennità parlamentare - metteranno in saccoccia 132mila euro lordi annui. Insomma, come spiega lo stesso Bechis, "il governo tecnico snello costerà 4,8 milioni di stipendi", mentre "il governo uscente costava 2,9 milioni". Se questo è l'inizio non siamo certo messi male. A questo "spreco" va ad aggiungersi, come denunciato nei giorni scorsi dal Giornale, il lauto stipendio dello stesso SuperMario. Grazie alla scelta di Giorgio Napolitano di nominarlo senatore a vita,
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