domenica 14 aprile 2013

GOVERNO FORTE O ELEZIONI A GIUGNO. IL MIO DISCORSO DI BARI


"Lo ripeto ancora una volta, in modo che nessuno possa fingere di non aver capito: le strade sono due. O accettate di dialogare con noi, di scegliere con noi il Capo dello Stato e di formare con noi il nuovo governo, oppure l’interesse del Paese e la gravità della situazione esigono che si torni subito al voto. E bisogna farlo già a giugno, senza perdite di tempo che ci porterebbero all’autunno prossimo, o alla primavera 2014, o a chissà quando.  Il Paese, le imprese, le famiglie non possono più aspettare.". Questo il passaggio saliente del mio discorso di Bari, che puoi leggere e commentare qui: https://www.forzasilvio.it/news/4221 Non riusciranno a toglierci la nostra positività, la nostra carica, la nostra passione, la nostra voglia di credere nel futuro, e soprattutto le nostre idee e le nostre proposte per cambiare in meglio il Paese che amiamo.  Ancora grazie per essere in forzasilvio.it. Vi voglio bene, e anche voi continuate a volermi bene! Viva l’Italia, Forza Italia, Viva il Popolo della Libertà! 

BERLUSCONI:”SENZA UN GOVERNO STABILE AL VOTO A GIUGNO”


IN PIAZZA IL “FIUME DELLA LIBERTA’”, BERLUSCONI VUOLE SBANCARE ALLE URNE:”DOBBIAMO VINCERE, COME ABBIAMO FATTO NEL 1994. NOI L’UNICO BALUARDO DELLA DEMOCRAZIA.
UN GRANDE BERLUSCONI, NOI SIAMO PRONTI!  
Oltre 150mila persone in piazza a Bari: è il secondo "bagno di folla", a un mese e mezzo dalle elezioni, dopo quello in Piazza del Popolo a Roma. Berlusconi avverte Bersani: "Non abbiamo l'anello al naso, adesso basta". Poi promette: "Se andiamo al voto, mi candido premier". Il Cav avverte Bersani: "Senza accordi subito al voto". Il Cav mette il Pd con le spalle al muro.
"O c’è subito un governo forte e stabile per l’Italia o è meglio ridare subito la parola agli italiani votando a giugno". Mentre Bari esplode al coro "Un presidente, c'è solo un presidente!", Silvio Berlusconi torna a suonare la carica al popolo del centrodestra e a lanciare un chiaro avvertimento alla sinistra che, dopo aver occupato le principali cariche, adesso punta a prendersi il Quirinale e a governare senza avere la maggioranza.  "Come nel ’94 quando scesi in campo contro il comunismo, allora vincemmo e dobbiamo vincere anche questa volta - ha detto - è difficile non commuoversi, la responsabilità che mi date è così impegnativa da far tremare le gambe". "Grazie siete tanti quasi troppi, stretti l’uno contro l’altro, e siete veramente un fiume che non finisce - ha salutato il Cavaliere - spero che lontano giunga il nostro messaggio siete fiume libertà". Per il leader del Pdl è il secondo "bagno di folla", a un mese e mezzo dalle elezioni, dopo quello in Piazza del Popolo a Roma il 23 marzo scorso, nel quale il popolo del centrodestra ha manifestato "contro l’oppressione fiscale, burocratica e giudiziaria". Oltre 150mila persone. Piazza della Libertà gremita. "Vi sembra possibile che in una crisi così possiamo concederci questa assurda paralisi?", ha chiesto Berlusconi ricordando che, dal giorno del voto, il Pdl si è subito dimostrato disponibile a formare un governo di larghe intese e a individuare di
comune accordo un candidato per la presidenza della Repubblica. "Invece questi signori ci hanno detto di 'no' pur avendo solo lo 0,3% in più - ha continuato - non si sono aperti a nessun accordo con noi e anzi tentano di prendersi tutte le cinque cariche istituzionali dello Stato". Il leader del Pd Pier Luigi Bersani e la sinistra chiedono, infatti, a Berlusconi di regalare a loro i voti del Pdl, cioè il consenso di 10 milioni di italiani, per fare un governo da soli, senza far partecipare il centrodestra. "Ci hanno fatto perdere 50 giorni, Bersani si è messo a fare la sua esplorazione e poi ci ha detto, come stamattina, che vuole i nostri voti ma non gli va bene fare un governo con noi - ha incalzato il leader del Pdl - allora, caro Bersani, siamo assennati, siamo bravi ma non abbiamo l’anello al naso".

venerdì 12 aprile 2013

I GRILLINI: SOPRAVVIVERE CON 11.059 EURO NETTI AL MESE E’ UN’IMPRESA DAVVERO DIFFICILE, IMPOSSIBILE.



Predicare bene e razzolare male, fino a qualche mese fa, era lo sport prediletto dei rappresentanti dell’Italia dei Valori: di giorno dichiaravano una cosa, di notte, puntualmente, ne facevano un’altra. Oggi, invece, pare sia l’attività esclusiva dei Pentacolari. Si prenda la diretta streaming. In campagna elettorale, essi promettevano che, una volta eletti, vi avrebbero fatto ricorso sistematicamente per assumere, assieme agli elettori, in modo partecipato ed autenticamente democratico, e rendere pubblica ogni singola decisione politica. Entrati nel Palazzo, invece, hanno mutato opinione: la diretta streaming si fa solo quando fa comodo loro. Quando erano fuori dai giochi politici, lamentavano che i parlamentari fossero scarsamente produttivi e troppo dediti al cazzeggio; e che pensassero troppo poco alle soluzioni da approntare per superare le difficoltà indotte dalla crisi economica. Scesi in campo, però, hanno dimostrato di prediligere il fancazzismo finanche più dei loro colleghi della Casta: su 1.000 proposte di legge sin qui presentate alle Camere, infatti, solo 3 recano in calce la loro firma; e tutte hanno ad oggetto l’introduzione del matrimonio gay. Non proprio una questione che abbia a che fare con la crisi, si direbbe. Promettevano, poi, ed era il loro cavallo di battaglia, che, se avessero messo piede nel Palazzo, avrebbero incassato solo 5.000 euro lordi al mese (2.500 euro netti), anziché fino a 18.994,56 euro (13.559,56 netti). Adesso, invece,

“TI CONOSCO MASCHERINA”: UNA DELLE TANTE……….DEL GRANDE STATISTA BERSANI!!!



 “Non è che se la paura fa novanta, a novanta mi ci devo mettere io”. Maurizio Crozza, nella sua copertina settimanale a Ballarò di Giovanni Floris, rispolvera la classica imitazione di un Pier Luigi Bersani appena uscito dall’incontro con Silvio Berlusconi. “Gli ho sparato una serie di metafore”, si è beato il finto segretario del Partito democratico, ancora in cerca di una qualche maggioranza a supporto del governo che nascerà dopo l’elezione del presidente della Repubblica. “Mascherina ti conosco, ho detto a Berlusconi. Ma si è girato ed era Alfano”, così Crozza ha ripreso la frase pronunciata dal vero Bersani in mattinata al programma Agorà, sempre in onda su Raitre. “Non è che se hai il foglio rosa ti iscrivi alla 24 Ore di Le Mans, ho detto a Berlusconi no al governissimo. L’incontro è stato fruttuoso, non abbiamo parlato di governo, né di nomi per il Colle. Non è che se a Livorno parcheggi una macchina a spina di pesce ti vien fuori il caciucco”. Questo il retroscena dell’incontro più chiacchierato di ieri, svelato dal comico nei panni di Bersani. Quindi, Crozza ha abbandonato l’imitazione per ironizzare sempre sullo stesso Bersani: “Era carico come una molla: ‘ce lo voglio dire chiaro, ti conosco mascherina’. E’ come un giocatore che parte dalla propria area, scarta tutti e finisce per fare gol nella propria porta. E’ come il cane che abbaia per non disturbare i vicini”.  Uno a Bari, l'altro a Roma. Silvio Berlusconi organizza da tempo una grande manifestazione del Pdl in piazza e il segretario del Pd risponde portando in perifieria roman nel centro policulturale Il Mitreo, l’iniziativa del Pd contro la povertà e per un governo di cambiamento.a i suoi militanti. Una manifestazione "contro la povertà e per il governo del cambiamento".  Vincenzo Gibiino, senatore del Pdl, secondo il quale "il Pd di Bersani, o forse sarebbe meglio dire che fu di Bersani , è un po Dr. Jekill e un po Mr Hide. Gli elettori di centrosinistra, gli italiani tutti, - prosegue - non meritano di essere insultati a tal modo. Silvio Berlusconi, il Pdl, sono pronti a lavorare per rianimare un Italia ormai in stato comatoso. Deve solo essere data loro la possibilità di farlo",

giovedì 11 aprile 2013

LE PRIORITA’: M5S, LE PRIME PROPOSTE DI LEGGE, MATRIONI GAY, LEGGE ANTI OMOFOBIA E CAMBIO DI GENERE. MA COSA HANNO CAPITO?



Dopo alcune polemiche e impasse istituzionali sono arrivati finalmente anche le prime proposte di legge dei parlamentari del Movimento cinque Stelle con tre ddl un po’ a sorpresa. I tre disegni di legge a firma dei tre senatori 5 Stelle Michela Montevecchi, Alberto Airola e Luis Alberto Orellana riguardano infatti temi molto dibattuti in materia di diritti civili come i matrimoni gay, una legge anti omofobia e una sulla possibilità di cambio di genere. I ddl 391, 392 e 393 depositati in Parlamento il 5 aprile riguardano rispettivamente ”disposizioni per il contrasto dell’omofobia e della transfobia”, “norme in materia di modificazione dell’attribuzione di sesso” e “modifiche al codice civile in materia di eguaglianza nell’accesso al matrimonio in favore delle coppie formate da persone dello stesso sesso”. Quest’ultima proposta in particolare fa un passo avanti e scavalca decisamente anche le posizioni del centrosinistra. Oltre a introdurre il “matrimonio egualitario”, quindi non più solo tra uomo e donna, il ddl specifica anche che i figli di un “coniuge” saranno riconosciuti come figli dell’altro coniuge “anche quando il concepimento avviene mediante il ricorso a tecniche di riproduzione medicalmente assistita, inclusa la maternità surrogata”. Per quanto riguarda le altre due proposte di legge, quella contro l’omofobia prevede reati penali punibili fino a quattro anni di carcere, mentre quella sull’attribuzione di sesso fa suo il principio base che ogni persona può sentirsi di non appartenere più al sesso con cui è nato e ha diritto a cambiarlo.

martedì 9 aprile 2013

M5S, ZERO PROPOSTE. ADRIANO ZACCAGNINI: “ DA SOLI NON SIAMO CAPACI”



Prendi 109 deputati aggiungi 54 senatori lasciali lavorare per dieci giorni e cosa ottieni in cambio? Zero proposte di legge. Se fossero dipendenti di un’azienda andrebbero licenziati in tronco. Sono gli eletti nel Movimento 5 Stelle, che hanno stabilito il primato negativo nella storia dell’Italia repubblicana. Mai nessuno prima d’ora era riuscito a fare peggio. Li abbiamo visti scattarsi le fotografie in aula, portare gli apriscatole e fare tutto, tranne quello per cui sono pagati: fare politica. Il confronto con gli altri partiti è impietoso. I provvedimenti presentati alla Camera sono, ad oggi, 379; 258 quelli che attendono di essere assegnati alle commissioni competenti al Senato. Tanto per avere un paragone di queste proposte, 143 sono d’iniziativa del Pdl. Le proposte a carattere ordinario sono 567; 70 quelle di natura costituzionale. Complessivamente, le proposte avanzate da parlamentari sono 618, 18 quelle di iniziativa popolare. E il M5S? Non pervenuto.
Adriano Zaccagnini, uno dei grillini immortalato a pranzo nella buvette della Camera, argomenta su Facebook l’inattività sua e dei colleghi: «Vi spiegherò per filo e per segno perché non abbiamo il personale adeguato per espletare le nostre attività. In particolare la presentazione delle proposte di legge ci è stata difficile senza adeguato personale legislativo. Personale che gli altri partiti hanno. A noi spetta un contributo di 4,2 milioni di euro. Ce lo decurteranno fino a farci rimanere con poco meno di un milione se non assumiamo il nostro personale legislativo (drafting) e amministrativo da due liste». «O assumi la gente delle liste o ti tolgono il contributo per il personale. Liste di nomi di amici e parenti, ma anche di professionisti, un macello creato dai partiti del potere e dal Palazzo della Camera». Insomma colpa della Casta, delle lobby e forse pure della Cia. I grillini vedono complotti dovunque. Eppure Zaccagnini, che ha una laurea in Scienze politiche, dovrebbe conoscere i rudimenti della materia e fare benissimo da solo. E come lui tanti altri colleghi “preparatissimi”, secondo quanto garantito da Grillo in campagna elettorale. E poi basterebbe affidarsi all’ufficio legislativo della Camera (analogo servizio c’è al Senato) che è a disposizione (gratuita) dei parlamentari per fornire indicazioni su come si scrive un disegno di legge.Troppo complicato?


domenica 7 aprile 2013

OTTO PROPOSTE PER DARE UNO SHOCK AL PAESE



LA NOTA DEL PRESIDENTE
Care amiche, cari amici,
mentre le altre forze politiche sembrano impegnate a perdere tempo, noi del Popolo della Libertà teniamo sempre in mente l’interesse del Paese e nella settimana che inizia il 15 aprile, presenteremo in Parlamento otto disegni di Legge che costituiscono la prima applicazione del programma che ha portato la coalizione di centrodestra a un soffio dalla vittoria nelle ultime elezioni.  Sono otto proposte concrete, che avranno un immediato impatto positivo sull’economia reale e sulla società, soprattutto per quanto riguarda la creazione di nuovi posti di lavoro. Otto punti su cui si sono espressi i cittadini e che porteremo avanti con impegno quotidiano nel nostro lavoro parlamentare. Mentre la politica si impantana, si fa del male e ci fa del male, noi avvertiamo la necessità e l’urgenza di cambiare rotta per ridare alle famiglie e alle imprese la fiducia e la forza di andare avanti in una situazione economica davvero difficile. Per questo motivo, sabato 13 aprile a Bari, illustreremo il contenuto di questi otto disegni di Legge, già pronti per essere presentati al Senato della Repubblica. E che riguarderanno:
1) l’abrogazione dell’Imu sulla prima casa, sui terreni e sui fabbricati funzionali alle attività agricole e la restituzione degli importi versati nel 2012;
2) la revisione dei poteri di Equitalia, con particolare riferimento alle sanzioni, alle maggiorazioni di interessi e ai meccanismi di rateizzazione;
3) il riconoscimento alle imprese - per le nuove assunzioni a tempo indeterminato di giovani, disoccupati e cassintegrati - di una detrazione (sotto forma di credito d’imposta) per i primi 5 anni dei contributi relativi ai lavoratori assunti, nonché l’esenzione, per questi ultimi, dall’IRPEF sul salario percepito;
4) il passaggio dalle autorizzazioni burocratiche ex ante ai controlli ex post, per quanto riguarda lo svolgimento di ogni attività di impresa;
5) l’abolizione dei contributi pubblici per le spese sostenute dai partiti e dai movimenti politici;
6) le norme per la riforma del sistema fiscale;
7) le disposizioni di revisione della Costituzione per quanto riguarda l’elezione diretta del Presidente della Repubblica e il rafforzamento dei poteri del Presidente del Consiglio dei Ministri;
8) le disposizioni per la riforma della giustizia.
Queste nostre proposte hanno in sé la forza di un cambio di passo, di uno shock istituzionale ed economico, che tende da un lato, allo sviluppo e al rilancio della nostra economia e, dall’altro, al ritorno della fiducia nello Stato, il cui compito resta quello di creare le condizioni adatte perché i cittadini possano realizzare le proprie ambizioni e i propri progetti.  È questo che il Paese ci ha chiesto con il voto. È con questi primi atti che intendiamo recuperare l’orgoglio di essere italiani, l’orgoglio di crescere, l’orgoglio di sprigionare le energie che ciascuno ha in sé. Grazie per l’attenzione e per il sostegno. Ci vediamo tutti sabato prossimo, 13 aprile, in Piazza della Libertà a Bari! Un abbraccio a tutti. Cordialmente, Silvio Berlusconi

MAI UNA GIOIA! LA SINISTRA ITALIANA NON VINCE MAI………



Mi ricordo ancora la battuta che pronunciò Matteo Renzi dopo aver perso le primarie contro Bersani:
“Uno su Twitter mi ha detto che finalmente ho fatto una cosa di sinistra: ho perso!”. Il fatto che Renzi abbia perso le primarie del Pd è ormai cosa acclarata e consegnata alla storia, ma la sinistra italiana in tema di sconfitte ha sempre regalato grandi soddisfazioni… Si comincia nel 1994 quando “la gioiosa macchina da guerra” guidata da Achille Occhetto si inceppa e viene sconfitta da Silvio Berlusconi. La prima di una delle tante disfatte del Centro Sinistra. A distanza di 2 anni si ritorna al voto e L’Ulivo di Romano Prodi riesce a vincere le elezioni. Il Governo Prodi I dura però poco più di 2 anni. Il Mortadella cade e al suo posto subentra Massimo D’Alema, il quale non si fa scappare l’occasione di cadere per ben due volte consecutive: la prima nel 1999 e la seconda nel 2000. Al quarto tentativo la sinistra italiana decide di affidarsi al sempreverde Giuliano Amato che arriverà a scadenza naturale della legislatura. In sostanza 5 anni e 4 Governi diversi! Ottimo direi! Dopo il quinquennio berlusconiano (2001-2006) si ritorna alle urne e a sfidare il Cavaliere è ancora una volta Romano Prodi, l’unico di fatto ad aver battuto Silvio (nel 1996). Il Centro Sinistra vince per pochissimi voti e riesce così ad avere una risicatissima maggioranza al Senato (anche grazie all’aiuto dei senatori a vita, letteralmente accompagnati in Aula per votare la fiducia ad un Governo la cui vita era perennemente appesa ad un filo). Infatti nel brevissimo giro di due anni Prodi cade per la seconda volta e il Paese ritorna alle urne. Un Governo durato 2 anni tra litigi e inchieste giudiziarie.

sabato 6 aprile 2013

BERLUSCONI, LA STRATEGIA: D’ALEMA AL COLLE PER DIVIDERE IL PD



Il tentativo di portare un uomo di centrodestra, un moderato al Quirinale sembra essere in stallo, ma il Cavaliere ha la mossa di riserva. Silvio Berlusconi è pronto a sostenere come successore di Giorgio Napolitano al Colle Massimo D'Alema. Secondo i piani del leader del Pdl, Baffino potrebbe sarebbe la persona giusta. Di certo non è un giustizialista come tanti altri, va ripetendo Berlusconi a suoi, e tra i due c'è da sempre una sorta di reciproca stima: "Da Massimo mi sento più garantito che da Prodi o da altri che vorrebbero imporci", avrebbe detto ai fidatissimi. Ma, soprattutto, nel momento in cui farà il suo nome getterebbe nello scompiglio l'intero Partito democratico. "D'Alema", secondo i ragionamenti di Berlusconi che già pensa alle prossime elezioni, "ci consente di piazzare comunque al Colle un politico ostile a Renzi, che sarà con molta probabilità il mio avversario politico". Con queste argomentazioni, rivela Repubblica, andrà a trattare con Pier Luigi Bersani, contando sulla rivalità tra il segretario Pd e il sindaco di Firenze. Al tavolo comunque si presentera con altri due nomi di riserva: Giuliano Amato e Franco Marini, che vengono considerati da Berlusconi "il male minore". Non sembra invece aver ricevuto particolare apprezzamento da parte del Cav la proposta di Mara Carfagna: Emma Bonino. Anche se, va detto, anche Agusto Minzolini non la escludeva dalla rosa dei votabili dal Pdl.